Territorio

Piazza Palazzo di Città Torino: la vecchia piazza delle Erbe

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Piazza del Palazzo di Città di Torino , conosciuta anche come Piazza del Municipio, Piazza delle Erbe o Piazza del Comune di Torino è uno dei luoghi centrali del capoluogo Piemontese. Un punto di incontro tra il passato e il presente, un’area sorta 2000 anni fa e che ha attraversato diverse trasformazioni nel corso dei secoli.

Le Radici Romane

La storia di questa piazza inizia nel 58 a.C., quando il proconsole Giulio Cesare decise di creare un accampamento militare tra il fiume Po e la Dora. Questo castrum, ospitava una parte dei legionari dell’esercito romano e serviva come base strategica per affrontare i nemici nelle Gallie.

Tuttavia, fu solo nel 28 a.C. che l‘Imperatore Augusto fondò una nuova colonia militare, chiamata Julia Augusta Taurinorum, proprio in questo luogo. La città sorse su una superficie di circa 45 ettari, con un perimetro di 3000 metri e una pianta urbanistica a scacchiera, tipica delle città romane.

La piazza principale di Julia Augusta Taurinorum era situata proprio dove oggi sorge Piazza Palazzo di Città di Torino. Questa piazza, che era il punto d’incontro principale dei cittadini, si trovava all’incrocio tra il decumano e il cardo maximo, le due strade principali della città romana.

Da Foro Romano a Piazza delle Erbe

Con la caduta dell’Impero Romano e le prime invasioni barbariche nel periodo medievale, Piazza Palazzo di Città cambiò nome e divenne Piazza delle Erbe. Nonostante ciò, l’area continuò ad essere il centro vitale della vita pubblica e commerciale della città, ospitando il mercato più importante della città.

In passato, Piazza delle Erbe aveva dimensioni più ampie rispetto a quelle attuali. Era collegata a due piazze adiacenti tramite un arco di mattoni di colore rosso. Questo arco collegava Piazza delle Erbe a Piazza del Grano, l’odierna Piazza Corpus Domini, e a Piazza del Burro e del Formaggio. Quest’ultima piazza era di fronte alla vecchia chiesa di San Benigno, oggi conosciuta come San Rocco, e qui si vendevano prodotti caserecci provenienti dalla Val Susa

Nei secoli successivi, la piazza ha continuato a essere un importante centro commerciale. Infatti, era ancora utilizzata come mercato delle erbe e dei grani, riflettendo la tradizione del commercio e dell’approvvigionamento alimentare dei tempi antichi. Il mercato delle Erbe era un luogo vitale per la comunità, dove gli abitanti trovavano prodotti freschi e locali.

Nascita di Palazzo di Città Torino

Nel corso del XVII secolo, Piazza Palazzo di Città Torino subì una trasformazione significativa grazie all’architetto Francesco Lanfranchi. Questo cambiamento urbanistico fu voluto da Carlo Emanuele II, che voleva dare una nuova veste al Ducato di Savoia, mentre la popolazione di Torino superava i 35.000 abitanti.

Durante questa trasformazione, si cancellarono le piazze circostanti per fare spazio a nuovi monumenti barocchi. E si riqualificò completamente anche Piazza delle Erbe, mantenendo però la stessa forma del Foro Romano. Ai lati della piazza furono collocate due statue, raffiguranti Eugenio di Savoia e Ferdinando di Savoia, due eroi della futura casata reale.

Nel 1756, la piazza fu porticata ai lati grazie all’opera di Benedetto Alfieri, un altro importante architetto torinese. Questo intervento modifica l’impronta medievale della piazza, chiudendo le strade che vi conducevano e lasciando aperte solo due strade pedonali provenienti da via Conte Verde. Questo asse porticato ha contribuito a qualificare la connessione tra il Municipio e la piazza principale di Torino. Infatti l’asse di collegamento tra il Palazzo di Città e Piazza Castello indica la relazione tra i due governi: quello locale e quello del Ducato e successivamente del Regno.

Monumento al Conte Verde

Inoltre, nel 1853, si pose l’imponente monumento dedicato al Conte Verde, opera dell’architetto Pelagio Palagi. Quest’opera, donata dal re Carlo Alberto di Savoia al comune di Torino, raffigura Amedeo VI di Savoia sottomettere un soldato Moro, in ricordo delle guerre d’Oriente contro Bulgari e Turchi.

E’ paragonato a un “fermacarte” a causa della sua forma particolare è Ancora oggi, il monumento è spesso indicato come in dialetto piemonteseai doj ch’a ruso” (i due che litigano) dai torinesi.

Durante l’inaugurazione del monumento nel 1853, è stata installata una luce elettrica che ha illuminato il monumento in modo abbagliante. Questo è stato il primo esperimento pubblico di luce elettrica a Torino, realizzato da Federico Jest, un inventore geniale ma poco conosciuto. Jest è stato anche il primo a realizzare la prima fotografia della città di Torino nel 1839, utilizzando il manuale di fotografia di Louis Daguerre.

Torre Civica e le Paraguardie

Dal 1379 al 1801, una torre, conosciuta come Torre di San Gregorio, si ergeva accanto al Palazzo Comunale. Questa torre, demolita nel corso dei progetti di rettifica del Settecento, era dotata del primo orologio pubblico della città. Oggi, il suo posto è preso dall’orologio sulla facciata del Municipio.

Tra i portici della piazza emergono anche delle piccole tettoie inclinate, chiamate “paraguardie”. Queste ultime costruite nel XVIII secolo per riparare i soldati disposti lungo la strada che collega il Municipio a piazza Castello e Palazzo Reale. Nel corso del tempo, sono diventate riparo per i mercanti della piazza delle Erbe e, successivamente, hanno accolto vetrine e piccoli negozi.

Il Municipio di Torino

Palazzo di Città di Torino, ospita il Consiglio Comunale della città sin dalla sua origine nel 1758. L’ente politico si riunisce nella bellissima Sala Rossa

L’Origine

La Sala Rossa è progettata dall’architetto Benedetto Alfieri nel 1758. Inizialmente, la sala era plafonata in legno e adornata con lussuosi ornamenti. Le pareti erano tappezzate di velluto cremisi, da cui deriva il suo nome. Era un luogo solenne e maestoso, perfetto per ospitare le importanti riunioni del Consiglio Comunale.

L’evoluzione

Nel 1880-1882, furono apportate ulteriori modifiche per rendere la sala ancora più funzionale. Durante questo periodo, si costruì una tribuna per consentire al pubblico di assistere alle sedute del Consiglio Comunale. L’aula subì le sue ultime modifiche, assumendo l’aspetto che conosciamo oggi. Al centro della sala si trova il seggio del Presidente del Consiglio Comunale.

Il Consiglio Comunale di Torino

La Sala Rossa è la sede permanente del Consiglio Comunale di Torino dal 1848, il luogo in cui si prendono le decisioni politiche più importanti della città. Inizialmente, il diritto di voto era riservato a una piccola minoranza di cittadini. Tuttavia, nel 1946, si ebbe il suffragio universale, che coinvolse anche l’elettorato femminile.

Affreschi e i Dipinti

La Sala Rossa è abbellita da affreschi e dipinti che raccontano la storia di Torino e dell’Italia. I dipinti sul soffitto sono opera di Giovanni Andrea Casella del XVII secolo. Rappresentano eventi storici e simboli che sono importanti per la città. Uno dei dipinti più imponenti è un ritratto di Carlo Alberto di Savoia, Re di Sardegna dal 1831 al 1849. Questo dipinto a olio, realizzato da un pittore anonimo, sovrasta la poltrona principale della sala.

Oggi

Oggi, la Sala Rossa continua ad essere il luogo in cui si svolgono le riunioni del Consiglio Comunale di Torino. Oltre alle riunioni politiche, la sala ospita anche eventi e cerimonie speciali, rendendola un punto di riferimento per la comunità locale.

Luci d’Artista

La Piazza Palazzo di Città Torino una delle location delle Luci d’Artista, una mostra itinerante che decora i luoghi più importanti del centro cittadino durante il periodo invernale. Uno dei pezzi più famosi esposti nella piazza è il “Tappeto Volante” del francese Daniel Buren, composto da 1344 lampade cubiche in plexiglass con facce bianche e rosse o bianche e blu. Questo tappeto luminoso sospeso a mezz’aria ridisegna lo spazio della piazza, creando un’atmosfera suggestiva.

Curiosità su Palazzo di Città Torino

La Piazza del Comune di Torino è ricca di storie e curiosità che rendono ancora più affascinante la sua storia.

  • Ad esempio, presso il civico 19 di via Palazzo di Città Torino si trova un portone chiamato “della volta rossa”. Questo portone prende il nome da una casa demolita nel corso dei progetti realizzati nel Settecento. In passato, una volta rossa, caratterizzata dai mattoni a vista, separava la piazza Palazzo di Città dall’area dell’attuale piazzetta del Corpus Domini, dividendo il mercato delle Erbe da quello del Grano.
  • Un altro aneddoto interessante riguarda un antico rituale che si svolgeva presso l’antica torre del Comune. Su un pianerottolo coperto da una pietra, venivano esposti i condannati alla pubblica berlina durante i giorni di mercato. Inoltre, i negozianti che facevano bancarotta erano costretti a sedersi sulla pietra e “battere il nudo deretano” in presenza del pubblico, come una sorta di castigo scandaloso. Questo ha generato la famosa frase piemontese “a l’è ‘ndait dal cul” (è andato dal culo), che significa “ha fatto fallimento“.

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