Storia

Amedeo VI di Savoia: il grande Conte Verde

1341
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Amedeo VI è stato Conte della dinastia Savoia e Conte d’Aosta e Moriana tra il 1343 e il 1383. Fu uno dei padre del grande regno sabaudo e dimostrò in battaglia il suo valore.

Nacque a Chambéry nel 1334 da Aimone di Savoia conosciuto come Aimone il Pacifico e Violante Paleologa. Amedeo VI visse un infanzia complicata restando orfano di entrambi i genitori all’età di nove anni. La madre Violante si spense nel 1342 per delle complicazioni durante il parto mentre il padre Aimone morì nel 1343. Entrambi furono sepolti nell’Abbazia di Altacomba.

Amedeo succeduto giovanissimo al padre ricevette il sostegno dei cugini Luigi II di Vaud e Amedeo III di Genevra che ressero la contea fino alla sua maggiore età.

Fin da giovane si contraddistinse per la sua bravura con la spada e per la sua tenacia. Partecipò a numerosi tornei e in questa occasione gli fu attribuito il soprannome di “Conte Verde”.

Amedeo VI, infatti, era solito vestire di verde ed anche i suoi vessilli erano sempre verdi. Da qui la folla che lo acclamava ai tornei gli diede questo appellativo. La fama del “Conte Verde” crebbe anche dopo la sua salita al trono tanto che Amedeo VI continuò a vestire di colore verde.

A lui si deve il prosperare della casata Savoia in epoca Medievale e la creazione della più alta onorificenza sabauda: l’Ordine Supremo della Santissima Annunziata.

La conquista del Piemonte

Amedeo VI si contraddistinse per le imprese militari ed un abile politica estera. Nel 1355 firmò con il Giovanni il Buono re di Francia il trattato di Parigi. In uno scambio di territori che andava a vantaggio della casata Savoia sviluppò gradualmente quella che venne definita poi la contea del Piemonte.

Nel 1365 venne nominato vicario imperiale per la Savoia e ricevette in dono dall’Imperatore del Sacro Romano impero Carlo IV di Lussemburgo alcune diocesi dell’attuale Svizzera e territori nell’attuale Piemonte.

Le sue mire espansionistiche lo portarono così ad ottenere Cuneo Santhia e Biella. Amedeo VI inoltre acquistò dalla cugina Caterina di Savoia-Vaud, tutti i diritti sulla regione del Vaud, attuale cantone Svizzero.

Con lui il Piemonte visse un periodo di forte sviluppo e di gloria militare che gettarono le fondamenta per il futuro regno sabaudo.

Moneta di Amedeo VI di Savoia

Una grande politica estera

Scaltro guerriero e abile governatore, Amedeo VI di Savoia non si limitò alla crescita interna della sua regione. Infatti la sua fama si estese oltre i confini piemontesi.

Tra il 1358 e il 1372 partecipò ad una Crociata in sostegno del cugino Giovanni V Paleologo contro i Turchi e i Bulgari nelle guerre d’Oriente. Amedeo VI salvò così il futuro imperatore bizantino dalla prigionia sgominando le truppe dello za bulgaro Ivan Alessandro di Bulgaria.

Inoltre il Conte Verde sostenne Roberto di Ginevra, futuro Clemente VII durante lo scisma d’occidente iniziato nel 1378.

Amedeo VI tuttavia non viene ricordato solo per le sue doti di abile guerriero ma anche per la sua saggezza. Arbitro imparziale, intervenne durante la Guerra di Chioggia che vedeva contrapporsi la Repubblica di Genova e la Repubblica di Venezia. Lo scontro che avvenne tra il 1378 e il 1381 si concluse con la pace di Torino del 1381 grazie all’intervento del Conte di Savoia.

Intervenuto poi in sostegno del Re di Napoli, Luigi II d’Angiò, Amedeo VI venne colpito dalla peste a Santo Stefano di Campobasso. Morì il 1 marzo 1383 a San Giovanni in Galdo. Il Conte Verde fu seppellito nel Mausoleo Sabaudo dell’Abbazia di Altacomba.

F.E.R.T

Amedeo VI di Savoia crea il FERT

Altro grande merito attribuito ad Amedeo VI di Savoia è stata la creazione del FERT, il motto sabaudo. Il FERT fece la sua comparsa nel 1364. Dopo aver fondato l’Ordine del Collare, un ordine cavalleresco, creato in occasione di un torneo, Amedeo VI fece indossare a tutti i membri un collare che portava la dicitura FERT.

Una delle interpretazioni più note ci racconta che la sigla FERT stesse a significare FORTITUFO EIUS RHODUM TENUIT che tradotto dal latino riporta le seguenti parole: La sua forza preservò Rodi. Questa interpretazione tuttavia è legata alla legenda, non essendoci riferimenti storiografici che accertino il passaggio dei Savoia a Rodi

Un’altra interpretazione invece traduce la sigla FERT come FORTITUDO ET ROBUR TAURINENSIS, ovvero: la forza e la robustezza torinese.

Non vi sono ovviamente certezze sul significato del FERT che potrebbe anche solo intendere Fortezza o Sopportare ma sappiamo che da quel momento sarà il motto di Casa Savoia.

L’ordine del Collare creato da Amedeo VI venne poi sostituito da Carlo II di Savoia nel 1518 che cambiò il nome in Ordine della Santissima Annunziata.

Maglia azzurra della nazionale italiana di calcio

Il blu Savoia

Non tutti sanno il motivo per cui la nostra nazionale di calcio gioca in azzurro ed è chiamata per questo motivo: gli Azzurri. La causa va ricercata proprio nel 1300. Infatti, Amedeo VI partito in sostegno del cugino e futuro imperatore bizantino Giovanni V Paleologo fece issare sulla galea salpata per l’Oriente una bandiera azzurra.

Non si ha la certezza che fu proprio lui il primo ad utilizzare il colore azzurro accanto allo stendardo rosso e bianco dei Savoia ma da quel momento sarà sempre presente nella storia sabauda.

Infatti da quel momento nascerà questo accostamento tra lo stemma sabaudo e l’azzurro che verrà portato avanti fino alla nascita del Regno d’Italia.

Il blu Savoia diventò, così, il colore nazionale italiano anche con la nascita della Repubblica Italiana nel 1946.

Infatti ritroviamo ancora nello stendardo presidenziale una bordatura blu Savoia che fa da cornice allo stemma del Presidente della Repubblica.

Statua di Amedeo VI di Savoia davanti a Palazzo Civico a Torino

La Statua a Torino

Davanti a Palazzo Civico, sede del Comune di Torino, troneggia la statua di Amedeo VI di Savoia. Opera commissionata dalla casata Savoia nel 1848 a Pelagio Pelagio per ricordare la vittoriosa battaglia contro i Turchi del conte verde. Venne inaugurata, solo, nel 1853 dal futuro re d’Italia Vittorio Emanuele II

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