Articoli HPStoria

Vittorio Emanuele II primo re d’Italia

613
Tempo di lettura: 3 minuti

La vita di Vittorio Emanuele II: l’uomo sregolato e passionale che riuscì a coronare il sogno risorgimentale.

Vittorio Emanuele II nacque a Torino il 14 marzo 1820, figlio di Carlo Alberto di Savoia-Carignano e Maria Teresa d’Asburgo.

La vita di Vittorio Emanuele venne subito avvolta da un’aura di mistero, quando da bambino si salvò miracolosamente ad un incendio che scaturì nel palazzo Carignano, luogo in cui era nato e viveva.

Il 16 settembre 1822, infatti, la nutrice che si occupava del futuro sovrano fece cadere una candela nella culla del piccolo Savoia incendiandola.

La donna si provocò numerose ustioni sul corpo, ma riuscì a trarre in salvo indenne Vittorio Emanuele II.

Almeno, questo è quanto documentato dalla versione ufficiale, visto che subito cominciò a circolare la “leggenda metropolitana” che il bambino fosse morto e subito sostituito con un pari età.

Probabilmente il figlio di un macellaio fiorentino che da anni si era trasferito nel capoluogo subalpino.

Leggenda, alimentata negli anni, dal fatto che Vittorio Emanuele non assomigliasse al padre Carlo Alberto.

Targa che ricorda la nascita di Vittorio Emanuele II sulla facciata di Palazzo Carignano a Torino

Non solo da un punto di vista somatico, ma anche caratteriale.

Anche Massimo d’Azeglio, uomo di Stato molto vicino alla famiglia Savoia, sostenne questa versione ufficiosa.

In una lettera privata ad un amico sottolineò come Vittorio Emanuele II a differenza del fratello Fernando fosse anatomicamente molto diverso dal padre.

Carlo Alberto, infatti, era un uomo alto, biondo e slanciato, mentre il figlio bruno e tarchiato.

Altro tratto molto differente tra i 2 erano le mani.

Quelle di Carlo Alberto erano snelle e piccole, quelle di Vittorio Emanuele molto grosse, come dicevano le male lingue proprio da macellaio.

Avviato fin da subito alla disciplina militare, divenne capitano dei fucilieri a soli 11 anni.

Non era per gli studi, preferiva la caccia e le attività fisiche, era sregolato e passionale.

Sposò la cugina Maria Adelaide d’Asburgo-Lorena, senza però rinunciare alla sua indole libertina.

Era solito, infatti, intrattenere relazioni con molte donne, ma una di queste gli aveva proprio rubato il cuore.

Era Rosa Vercellana, chiamata la “Bela Rosin”

Foto di Vittorio Emanuele II e Rosa Vercellana

Si incontrarono per la prima volta nel 1847 a Racconigi.

Lei aveva 14 anni. Lui ne aveva 27, era sposato e aveva già quattro figli.

Inutile dire che la relazione clandestina tra i due suscitò scandalo a corte.

Ma ciò non frenò Vittorio Emanuele nel nominare la Bela Rosin Contessa di Mirafiori e Fontanafredda, a comprarle un castello e ad avere con lei altri due figli.

Vittorio Emanuele II decise di sposare nel 1869 la Bella Rosina, sia con rito religioso, sia civile.

Questa unione però non consentì mai alla donna di diventare regina e neanche di essere sepolta al fianco del Re nel Pantheon di Roma.

I figli di Rosa Vercellano decisero così di costruire, a Mirafiori sud, una replica fedele in miniatura del Pantheon di Roma dove seppellire la donna.

Edificio che ancora adesso porta il nome della donna: il mausoleo della Bela Rosina.

Da Re di Sardegna a Re di Italia

Targa a Vittorio Emanuele in piazza Castello

Con la Prima guerra d’indipendenza, Carlo Alberto, il monarca che nel 1848 concesse lo Satuto al Popolo, abdicò e Vittorio Emanuele II divenne re, l’ultimo di Sardegna.

Il giovane sovrano giocò sin da subito un ruolo politico di primo piano.

Appena salito al trono, dopo la sconfitta di Novara, Vittorio Emanuele II minacciò il Parlamento Subalpino di usare le maniere forti pur di firmare il trattato di pace e approvare i termini dell’armistizio con gli austriaci.

In breve tempo riuscì a conquistarsi il consenso popolare, ma anche a costruire alleanze internazionali.

Vittorio Emanuele II primo re d'Italia
Vittorio Emanuele II primo re d’Italia

Nel 1852 divenne primo ministro Camillo Benso, il conte di Cavour, le cui abilità di statista e diplomatico aiutarono il focoso re ad attuare i suoi progetti di unificazione.

Non mancarono però momenti di attrito tra i due.

Vittorio Emanuele II, per esempio, vedeva di buon occhio la spedizione dei Mille di Garibaldi, mentre il primo ministro era contrario.

L’impresa dell’Eroe dei due mondi alla fine gli assicurò l’annessione del Regno delle Due Sicilie.

Entrò successivamente nello Stato della Chiesa occupando le Marche e l’Umbria.

Il 17 marzo 1861 assunse il titolo di re d’Italia

Vittorio Emanuele II a caccia col suo cane
Vittorio Emanuele II primo re d’Italia

Portò così a termine la grande impresa che gli concederà il titolo di “padre della patria”.

Nel 1865 re Vittorio Emanuele II trasferì la capitale da Torino a Firenze ed attuò importanti riforme, fra cui la promulgazione del codice civile e l’abolizione della pena di morte.

Vide poi l’annessione del Veneto e la Breccia di porta Pia a Roma.

E così, il 2 luglio 1871  Re Vittorio Emanuele II a Roma entrò ufficialmente nella nuova capitale d’Italia, insediandosi al Quirinale.

Malato, ma soddisfatto per l’unificazione della sua Italia, visse i suoi ultimi anni lontano dalla vita mondana della nuova capitale, dedito solamente alla caccia, la passione di tutta la vita.

Proprio durante una battuta di caccia trovò la morte, stroncato da una febbre alta. Era il gennaio del 1878.

Il sovrano sabaudo riuscì, con la sua politica audace, a coronare il sogno risorgimentale di un’Italia unita.

Terminò l’opera iniziata dal padre Carlo Alberto e a realizzò l’unificazione politica del paese, divenendo così il primo re d’Italia, ricordato da tutti come il Padre della Patria.

Tag
613

Related Articles

613
Back to top button
Close
Close