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Mirafiori sud Torino, quando era un piccolo borgo di campagna

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Mirafiori sud Torino, quando era un piccolo borgo di campagna
Mirafiori sud Torino, quando era un piccolo borgo di campagna
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Il quartiere Mirafiori sud di Torino, qualche secolo fa, era un vero e proprio borgo di campagna.

Dove ora scorre il traffico, c’erano distese di verde e cascine.

Erano stati i Savoia a dare l’impulso per la fondazione della borgata.

Miraflores era il nome dell’antica delizia voluta da Carlo Emanuele I nel 1585 per la moglie, la spagnola Caterina Michela d’Asburgo.

Tutto attorno, crebbero le casette dei camerieri, degli stallieri, dei contadini e dei giardinieri che si occupavano della reggia.

Ma quella di Mirafiori fu una reggia sfortunata.

Venne abbandonata e danneggiata nel corso dell’assedio di Torino, rovinata poi delle piene del Sangone.

I pochi resti dell’immenso palazzo furono demoliti negli anni Ottanta dell’Ottocento.

Mirafiori sud Torino, quando era un piccolo borgo di campagna.
Mirafiori sud Torino, quando era un piccolo borgo di campagna.

 

Al suo posto venne fatto costruire un mausoleo per custodire le spoglie della Bela Rosin, nominata da Vittorio Emanuele II “Contessa di Mirafiori”.

Anche se si trattava di un titolo puramente onorifico, per gli abitati della tranquilla borgata era davvero un onore essere associati a quella Rosina che aveva fatto girare la testa al re Vittorio.

Lei, popolana ed umile, spesso in disparte ma sempre al fianco del re.

Una bella storia d’amore che è ormai legata a doppio filo con il quartiere di Mirafiori sud di Torino.

Forse re Vittorio Emanuele II e Rosina Vercellana erano davvero passati da quelle parti.

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Il re, infatti, amava la cucina semplice e saporita dei campagnoli.

Di conseguenza, più di una volta era entrato in una delle numerose piole del quartiere, in fondo non lontano dalla palazzina di caccia di Stupinigi.

Mirafiori sud Torino, quando era un piccolo borgo di campagna
Mirafiori sud Torino, quando era un piccolo borgo di campagna

Mirafiori sud, ancora negli anni ’20 e ’30 del Novecento, aveva conservato un aspetto di tranquilla borgata contadina.

nella quale tutti si conoscevano e dove la vita era più lenta e rilassata rispetto alla “frenetica” Torino di inizio secolo.

Quando passava un’automobile, le persone si giravano sorprese e i bambini le correvano dietro schiamazzando, per quanto quella strana macchina appariva nuova ai loro occhi.

Erano ignari, gli abitanti dell’antica Miraflores, che nel giro di pochi anni il nome di quella manciata di casette a due passi dal fiume Sangone sarebbe diventato sinonimo della principale industria automobilistica italiana.

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Quindi costellata dai palazzoni costruiti per gli emigrati meridionali del grande Boom.

Per i contadini del tempo il quartiere Mirafiori sud di Torino era una cosa a sé rispetto alla città.

Perchè indicavano i torinesi con l’espressione “coi dla sità, ij sitadin”, quelli della città, i cittadini.

Qualche anno dopo, a Mirafiori sud arrivarono tutti i cittadini che fuggivano da Torino per cercare un po’ di verde.

Da allora il quartiere fu sostanzialmente inglobato senza soluzione di continuità con quella città dei “sitadin”.

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