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Quartiere Mirafiori: perché si chiama così? Le origini di questo nome particolare

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Quartiere Mirafiori: perché si chiama così? Le origini di questo nome particolare, famoso per lo stabilimento Fiat

Molti di noi si saranno chiesti, almeno una volta, come mai il quartiere Mirafiori si chiami proprio in questo modo.
Le origini di questo nome particolare risalgono alla seconda metà del XVI secolo, quando nella zona boscosa più a sud della città, sulla sponda destra del Sangone, vi era una tenuta di proprietà di Emanuele Filiberto Pingone, denominata la Spinetta.
Probabilmente, il nome derivava dagli arbusti spinosi del pruno selvatico che cresceva abbondante lungo il corso del fiume.
Nel 1581 Jacopo di Savoia Duca di Nemours acquistò la tenuta per costruire una villa che verrà denominata Pellegrina.
Quattro anni più tardi, nel 1585, il Duca morì e il suo successore, il giovane figlio Carlo Emanuele vendette la villa al cugino Carlo Emanuele I Duca di Savoia.
Il Duca aveva sposato da pochi mesi Caterina Michela d’Asburgo, secondogenita di Filippo II di Spagna, e decise di farle in dono come pegno d’amore, la tenuta appena acquistata sulla sponda del Sangone.
Carlo Emanuele I, in onore delle origini spagnole di Caterina Michela, cambiò il nome della villa e dei possedimenti in Miraflores, ovvero “guarda i fiori” per far sentire la sua sposa come se fosse a casa.
L’intenzione del Duca era quella di trasformare la tenuta in un luogo di delizia, una residenza per la caccia e per lo svago fuori dalle mura di Torino.
Per realizzare questo progetto diede incarico ad un architetto di progettare l’ampliamento della villa esistente e di realizzare dei prestigiosi giardini.
Caterina gradì molto il dono, ma presto si stancò delle nebbie che avvolgevano la residenze e delle continue assenze del Duca che era spesso in guerra, e preferì trasferirsi nel Palazzo Ducale di Torino, dove morì nel 1597 per le complicazioni dell’ultimo parto.
Negli anni successivi Carlo Emanuele I continuò a frequentare la residenza, mentre intorno al castello cominciò a nascere il borgo, un insieme di fabbricati rurali e di servizio alla reggia, compresa una chiesa.
Nel 1630, con la morte del Duca Carlo Emanuele I, il cantiere si interruppe definitivamente e il grandioso progetto per la realizzazione di una meravigliosa dimora degna del ducato non verranno mai completati.
Da quel momento in avanti, la residenza non fu più frequentata dai duchi e venne abbandonata.
Nel 1706, all’epoca dell’assedio di Torino, il castello venne in parte distrutto dai francesi.
Nei due secoli successivi, il palazzo vene trasformato in una manifattura di tabacchi, ma a causa delle frequenti piene ed erosioni del torrente Sangone, il parco e i giardini vennero cancellati definitivamente e separati dai resti del castello, che in seguito sono stati demoliti.
Nel 1866, anche se ormai la Reggia di Mirafiori non esisteva più, Vittorio Emanuele II di Savoia donò la tenuta a Rosa Vercellana, proprio come aveva fatto secoli prima Carlo Emanuele I Caterina Michela.
Così, la Bela Rosin acquisì il titolo di contessa di Mirafiori.
Nonostante il castello cadde in rovina, il nome è rimasto nelle attuali denominazioni dei due quartieri Mirafiori Nord e Sud.
(Foto tratta da Museo Torino)
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