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Palazzina di Caccia di Stupinigi, un gioiello tra le residenze sabaude

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La Palazzina di caccia di Stupinigi è una delle residenze sabaude più affascinanti.

Realizzata dalla superba mano di Filippo Juvarra, a pochi chilometri da Torino, nel 1997 è stata proclamata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

Disegno Palazzina di Caccia di Stupinigi

Gli anni di splendore di Torino e dei Savoia

La Palazzina di caccia di Stupinigi sorge a 10 chilometri da Torino, in una frazione di Nichelino (Stupinigi, per l’appunto).

Una posizione ideale per un nuovo e splendido gioiello da aggiungere alla Corona di Delizie, l’insieme delle residenze di piacere dei Savoia nate fra Cinquecento e Settecento.

Furono i primi anni del Settecento, in particolare, a cambiare totalmente il volto di Torino e dintorni con nuove sontuose costruzioni.

Nel 1720, infatti, Vittorio Amedeo II acquisì il titolo di re e il Ducato di Savoia divenne Regno di Sardegna.

Una posizione di grande prestigio per una famiglia che solo qualche anno prima si era trovata nel bel mezzo della sanguinosa guerra civile spagnola. La città di Torino nel 1706 subì ben 117 giorni di assedio prima di riuscire a risollevarsi.

Per celebrare la fine della guerra, il re chiese la costruzione di una maestosa basilica sulla collina di Torino che si potesse vedere da più parti della città.

A disegnare il progetto della Basilica di Superga fu l’architetto Filippo Juvarra, lo stesso che – pochi anni dopo – si sarebbe occupato della Palazzina di caccia di Stupinigi.

Palazzina di Caccia di Stupinigi al tramonto

Una residenza per la caccia o una grandiosa reggia?

Seguirono anni di splendore per la capitale del Regno e altre eccellenze, tra chiese e residenze, sorsero una dopo l’altra.

I sovrani, infatti, usavano soggiornare a Torino per pochi mesi all’anno: il resto del tempo lo passavano tra la Reggia di Venaria e il Castello di Moncalieri.

Mentre le dame, le regine e le principesse passavano le giornate negli eleganti giardini del Castello del Valentino. Tutti edifici sorti per soddisfare le voglie di feste e cerimonie dei Reali.

La Palazzina di Stupinigi, invece, nacque come residenza di caccia per brevi soggiorni. A volere la sua costruzione fu Vittorio Amedeo II, che nel 1729 chiamò nuovamente a corte l’architetto Filippo Juvarra.

Il re, ormai in procinto di adbicare, voleva lasciare al figlio una decorosa sede per gli svaghi e la caccia.

Juvarra ebbe carta bianca per realizzare la Palazzina di caccia di Stupinigi e di certo non esitò a metterci del suo.

Nel giro di 2-3 anni la squadra di operai, pittori e maestranze dell’architetto siciliano riuscì a realizzare il nucleo centrale della residenza.

Il progetto vedeva un salone ellittico centrale, dal quale si diramavano quattro braccia diagonali. Un superbo complesso architettonico barocco che assomigliava di più a una reggia che a una semplice residenza di caccia.

Prima ancora di veder terminata la palazzina, Juvarra venne chiamato a Madrid alla corte del re spagnolo Filippo V per occuparsi di Palazzo Reale.

Purtroppo da allora non fece più ritorno in Italia: nel 1736 l’architetto morì lasciando i suoi progetti nelle mani dei suoi eredi.

Statua Cervo Palazzina di Caccia di Stupinigi

Alla Palazzina di caccia di Stupinigi nozze, balli, banchetti e visite di stato

Con la dipartita di Juvarra, una serie di architetti si misero a completare e ampliare la Palazzina di caccia di Stupinigi, cercando di non intaccare lo stile juvarriano. Prima Giovanni Tommaso Prunotto, poi Benedetto Alfieri e infine Ludovico Antonio Bo.

Fu inaugurata ufficialmente nel 1739, quando venne in visita a Torino il granduca di Toscana Francesco II.

Negli anni divenne una delle sedi estive preferite dai Savoia, che la frequentarono fino ai primi decenni del Novecento.

Proprio qui si tenne, per esempio, il ricevimento del matrimonio tra Maria Teresa di Savoia e il conte d’Artois (futuro re di Francia) del 1773.

Nomi altrettanto celebri rimasero ammaliati dalla bellezza del gran salone della Palazzina. Tra questi l’imperatore Giuseppe II, lo zar Paolo I con la moglie e il re di Napoli Ferdinando I di Borbone.

Persino Napoleone Bonaparte passò dalla Palazzina di caccia di Stupingi.

L’imperatore francese soggiornò nella residenza torinese dal 5 al 16 maggio 1805. Dieci giorni dopo sarebbe passato da Milano per auto-incoronarsi Re d’Italia.

Dopo di lui anche Paolina Bonaparte e suo marito, il principe Camillo Borghese, l’allora governatore del Piemonte, vissero a Stupinigi.

La proprietà tornò nelle mani dei Savoia nel 1842, giusto in tempo per celebrare le nozze tra Vittorio Emanuele II, primo re d’Italia, e Maria Adelaide d’Asburgo-Lorena.

Dopodichè, nel 1925 la residenza fu restituita all’Ordine Mauriziano, l’ente che attualmente si occupa della sua conservazione e valorizzazione.

Interno Palazzina di Caccia di Stupinigi
Palazzina di Caccia di Stupinigi, un gioiello tra le residenze sabaude

La Palazzina di caccia di Stupinigi: dove passarono contesse e principesse

Riaperta al pubblico dopo vari lavori di restauro, la Palazzina di caccia di Stupinigi è oggi uno dei complessi settecenteschi più straordinari in Europa.

Il nucleo della Palazzina è rappresentato dal salone centrale, di forma ovoidale. Si erge su tre piani, circondandosi di maestose vetrate, e si chiude con una meravigliosa cupola in rame.

Il grandioso effetto scenografico è opera di Juvarra che riuscì ad unire idealmente l’eleganza dell’architettura con il parco naturale visto dalle vetrate.

All’esterno, proprio in cima alla cupola, un imponente cervo in bronzo sorveglia l’intero territorio circostante.

Gli arredi e i mobili che si possono ammirare nei saloni sono originali, opere dei più grandi artigiani ed ebanisti piemontesi dell’epoca. All’interno della Palazzina è stata esposta anche la mobilia di altre residenze sabaude e persino la carrozza di Napoleone.

Formano parte del complesso di Stupinigi anche i giardini e il Parco Naturale Regionale.

Oltre alla Chiesa della Visitazione (firmata anch’essa da Juvarra) e a una serie di cascine e scuderie che circondano la Palazzina. Tutti questi preziosi beni vennero dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1997.

La Palazzina di caccia di Stupinigi è conosciuta anche per aver ospitato alcune riprese della fiction Elisa di Rivombrosa. Nel 2012 è stata scelta come set da Carlo Verdone per la versione televisiva de La Cenerentola di Rossini.

Visitare la Palazzina di caccia di Stupinigi

La Palazzina ospita periodicamente eventi ed esposizioni temporanee.

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