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Luci d’Artista: le installazioni luminose di Torino

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Luci d’artista a Torino è una rassegna che, ogni anno durante il periodo natalizio, illumina la città grazie alle opere di numerosi artisti contemporanei. Quest’anno si accendono giovedì 27 ottobre, dando il via alla Torino Art Week 2022, la settimana dell’arte contemporanea torinese.

Luci d’Artista Torino: un modo di vivere l’arte contemporanea a Torino

La rassegna presenta un percorso espositivo di arte contemporanea all’aperto in grado di connettere l’arte al paesaggio urbano.

L’idea alla base di Luci d’Artista, infatti, è quella di far diventare l’arte più accessibile, in modo che possa essere apprezzata anche dal grande pubblico.

La rassegna nel corso del tempo si evolve, portando ogni anno nuovi artisti a partecipare al progetto.

Inoltre, anche la posizione delle luminarie varia ogni anno, permettendo di creare uno scenario sempre diverso che stupisce ed affascina chi lo osserva.

La storia della rassegna luminosa

Nel 1998 la Città di Torino decide di inaugurare la sua prima edizione di Luci d’Artista.

L’idea di Fiorenzo Alfieri, assessore alla Cultura nella giunta Castellani, era nata in seguito al grande successo del Presepe di Emanuele Luzzati, allestito in piazza Carlo Felice nel 1997.

Il nuovo progetto prevedeva di coinvolgere degli artisti nella realizzazione di luminarie che potessero decorare la città durante il periodo natalizio. 

Alla fine, vennero invitati a partecipare all’iniziativa 12 artisti affermati e 2 giovani artisti, selezionati tramite un concorso nazionale d’idee.

L’evento, fin dalla sua prima edizione, ha da subito riscosso un grande successo, attirando a Torino moltissimi turisti, sia italiani che stranieri.

Il successo ottenuto da questa iniziativa, spingerà poi anche altri comuni come Salerno, nel 2006, e Pescara, nel 2016, a pensare ad una propria edizione.

Tra le tre città, negli anni, si è venuto a creare una specie di gemellaggio, che le ha portate a collaborare nell’allestimento delle proprie edizioni di Luci d’Artista.

Alcune opere piemontesi, infatti, sono state esposte negli altri due comuni e, allo stesso modo, Torino ha ospitato alcune installazioni provenienti da Campania e Abruzzo.

Dove si trovano le Luci d’Artista: le opere luminose di Torino

Amare le differenze

L’opera, che dal 2005 è collocata permanentemente sulla facciata del mercato coperto di Porta Palazzo, è stata realizzata in quello stesso anno da Michelangelo Pistoletto.

L’installazione è composta da 39 scritte colorate che ripetono un unico messaggio, “amare le differenze”, in altrettante lingue.

La frase, già stata scelta da Pistoletto come slogan della “Stazione Utopia” di Venezia nel 2003, è un inno alla pace.

Posizionata in uno dei quartieri che più rappresentano l’incontro tra le culture a Torino, è un invito a riflettere sulla coesistenza e sui contrasti che da essa si possono generare.

Ancora una volta

Ancora una volta, realizzata da Valerio Berruti nel 2012, raffigura una serie di bambini e si trova in via Monferrato, al lato della Gran Madre.

Con le mani tese verso il basso, sono ritratti mentre giocano con qualcosa che scorre sotto di loro e con la quale interagiscono, ovvero i passanti.

Berruti ha voluto che i pannelli si illuminassero progressivamente e ripetutamente, in modo che il pubblico potesse ammirarli più volte.

Concerto di Parole

L’opera, realizzata da Mario Molinari, fa parte del repertorio di Luci d’Artista di Torino dalla sua inaugurazione, nel 1998.

Composta da quattro solidi geometrici giganteschi, realizzati in polistirolo espanso, l’installazione attira con i suoi toni vivaci. 

Inizialmente inserita in San Salvario, luogo dove l’artista abitava, l’opera è stata spostata, durante le varie edizioni, in posti segnati da profonde mutazioni sociali in atto. Attualmente si trova nei pressi dell’Ospedale Infantile Regina Margherita.

Per esplicita richiesta dell’artista, infatti, l’opera doveva essere esposta solo in contesti urbani nei quali avrebbe potuto favorire le relazioni sociali e gli scambi interculturali.

Cosmometrie

Cosmometrie entra a far parte del repertorio di Luci d’Artista nel 2002, quando viene posizionata in piazza Palazzo di Città. Attualmente, invece, accosta nuove geometrie a piazza Carignano.

Mario Airò, con quest’opera, crea una specie di tappeto luminoso, che si sovrappone alla pavimentazione urbana.

Le strade di Torino, grazie a un numero di proiettori che varia da 38 a 42, in questo modo vengono abbellite da simboli e figure geometriche.

Nell’opera, il pensiero occidentale ed il gusto decorativo mediorientale si fondono in quello che è a tutti gli effetti un tappeto da moschea.

Cultura=Capitale

L’opera, che dal 2013 è permanentemente collocata sulla facciata della Biblioteca Nazionale Universitaria (in piazza Carlo Alberto), è stata realizzata da Alfredo Jaar.

L’equazione luminosa invita a riflettere sul significato della cultura.

Secondo l’artista, infatti, il vero patrimonio di un paese, di una regione o di una città risiederebbe proprio nel sapere condiviso presente in quel territorio.

Doppio passaggio (Torino)

L’opera è stata realizzata da Joseph Kosuth nel 2001 e, dal 2021, si trova permanentemente sul ponte Vittorio Emanuele I.

Formata da due scritte luminose, l’installazione riporta due brani tratti dalle opere di Nietzsche e Calvino.

In entrambi i testi, della stessa lunghezza e collocati simmetricamente, gli autori dichiarano la positività delle loro utopie.

Kosuth realizza le scritte per allestirle sui ponti, che metaforicamente rappresentano in questo caso i veicoli della comunicazione.

Luci d’Artista 2016-17 – Vanessa Safavi – via Carlo Alberto – Teatro Regio Torino

Ice Cream Light

L’opera, realizzata da Vanessa Sfavi nel 2013, consiste in una serie di pannelli raffiguranti dei coni gelato e si trova in piazza Livio Bianco (Mirafiori Nord).

Il gelato rappresenta, secondo l’artista, l’Italia ed i piaceri semplici della vita.

Il Giardino Barocco Verticale

Il Giardino Barocco Verticale è un’opera di Richi Ferro e fa parte del repertorio di Luci d’Artista dal 2015.

L’installazione, realizzata da Ferro nel 2013, nasce dall’idea di rappresentare un giardino barocco e renderlo metafora dello “spazio onirico”.

Grazie alle sue luci, l’artista riesce a ricreare nel cortile interno di Palazzo Valperga Galleani (in via Alfieri 6), dove è esposta l’opera, la memoria di un giardino che ormai non c’è più.

Il volo dei numeri

L’installazione è stata realizzata da Mario Merz per l’edizione di Luci d’Artista 2000 e da allora è rimasta collocata permanentemente sulla cupola della Mole Antonelliana.

Il volo dei numeri consiste in una serie di numeri creati utilizzando dei neon rossi.

L’uso del neon non è solo da collegare alle Luci d’Artista, ma piuttosto alla volontà dell’autore di rappresentare l’energia.

La sequenza rappresentata è quella di Fibonacci, più volte rappresentata da Merz nel corso della sua carriera.

Il matematico toscano ha realizzato questa serie di numeri per rappresentare la progressione della crescita delle forme naturali.

Illuminated Banches

Jeppe Hein realizza Illuminated Banches nel 2005 per la Torino Triennale Tremusei e, nel 2006, l’opera entra a far parte del repertorio di Luci d’Artista.

L’autore rende ricco di significato un oggetto comune, rendendolo un modo per far interagire il pubblico, l’opera e il luogo.

Si tratta, infatti, di quattro panchine, disposte a ferro di cavallo, che si illuminano quando qualcuno ci si siede sopra.

In questo modo si viene a creare uno spazio in cui le persone possano relazionarsi tra loro e, allo stesso tempo, interagire direttamente con l’opera.

Si trovano in piazza Risorgimento, quartiere Campidoglio.

L’albero del PAV

Realizzato nel 2017 per “Altre Luci in Città”, l’opera viene inserita in “Luci d’Artista” durante l’edizione del 2020.

Piero Gilardi, con quest’opera, rappresenta un albero di luce che invita chi lo osserva ad avventurarsi nel Parco d’Arte Vivente, il Centro Sperimentale d’Arte Contemporanea del quartiere Filadelfia.

L’amore non fa rumore

L’opera, realizzata da Domenico Luca Pannoli, fa parte della rassegna a partire dal 1998.

Attraverso una “mimetizzazione” dell’opera con l’ambiente circostante, Pannoli rielabora loghi e segnali stradali, invertendone il significato.

Ispirata ad una sorta di “clandestinità”, l’opera è una sorta di messaggio rivoluzionario inserito in uno spazio metropolitano. Si trova in piazza Eugenio Montale, nel quartiere Vallette di Torino.

L’energia che unisce si spande nel blu

Marco Gastini realizza questa installazione nel 2009 e, nel 2014, l’opera sarà collocata permanentemente presso la Galleria Umberto I.

Il soffitto della galleria, per Gastini, diventa un foglio, sul quale l’artista ha disegnato linee e segni luminosi, strisce blu e punti rossi, che racchiudono una forte energia.

Luce Fontana Ruota

L’opera, realizzata nel 1999 da Gilberto Zorio, è una colossale stella a cinque punte che, come un mulino, ruota a filo d’acqua.

L’installazione è dotata di una serie di specchi che, assieme ai fasci di luce che la illuminano, creano un gioco di riflessi.

A partire dal 2000, Luce Fontana Ruota è stata collocata permanentemente nel Laghetto Italia ’61.

Luì e l’arte di andare nel bosco

Facente parte di Luci d’Artista fin dalla sua prima edizione, Luì e l’arte di andare nel bosco è un’opera di Luigi Mainolfi e si trova in via Lagrange.

La storia, tratta dalle fiabe di Guido Quarzo e narrata dai molti pannelli colorati, narra di un matto che riesce a ritrovare dei bambini, smarriti nel bosco.

M I R A C O L A

Inserita a piazza San Carlo nell’edizione del 2019, M I R A C O L A è un’opera di Roberto Cuoghi.

Le luci della piazza, sia pubbliche che private, creano, affievolendosi, una sorta coreografia.

I passanti si ritrovano così a passare dall’oscurità alla luce, in una danza continua tra luci ed ombre.

Migrazione (Climate Change)

Piero Gilardi crea quest’opera in Galleria San Federico per l’edizione di Luci d’Artista del 2015. 

L’opera fa riferimento alle migrazioni che gli animali compiono a causa del riscaldamento globale.

Uno stormo di pellicani viene infatti rappresentato mentre cerca di spostarsi verso luoghi più freschi.

I colori usati, che vanno dal blu al giallo, alludono ad un cielo che, ormai, sta tramontando.

My noon

Tobias Rehberger realizza My noon nel 2010 nel cortile dell’Istituto Comprensivo King-Mila (Borgata Lesna).

L’installazione rappresenta una serie di forme geometriche che si illuminano e si spengono.

Se all’apparenza questa sequenza di accensioni può sembrare casuale, se si osserva l’opera più a lungo si nota che gli elementi corrispondono alle ore ed ai minuti.

Infatti, My noon non è che un gigantesco orologio, fatto per chi sa osservare.

Noi

L’opera entra a far parte di Luci d’Artista fin dal 1998 e attualmente si trova nella centralissima via Garibaldi.

Luigi Stosia realizza una serie di pannelli rappresentanti coppie di esseri umani giganteschi, sospesi come a proteggere i passanti.

Palle di Natale

Realizzata da Enrica Borghi, l’opera fa parte del repertorio di Luci d’Artista dal 1998.

Si tratta di una serie di globi luminosi che ricreano l’effetto di una fiabesca nevicata.

Borghi, per la sua installazione, utilizza materiali di recupero: le palle, infatti, sono formate da polistirolo e bottiglie sfrangiate.

Attualmente è in restaurazione.

Palomar

Facente parte di Luci d’Artista di Torino fin dalla prima edizione, Palomar è l’opera di Giulio Paolini che sovrasta via Po.

L’installazione rappresenta pianeti e corpi celesti, che rimangono sospesi sulle strade della città.

La serie di figure si chiude con un funambolo che gioca con degli anelli, mentre è in equilibrio su un cerchio.

Piccoli spiriti blu

L’opera, realizzata da Rebecca Horn, entra a far parte di Luci d’Artista dal 1999.

Si tratta di una serie di anelli luminosi che galleggiano attorno ad un edificio, illuminato da una luce blu.

A partire dal 2020, l’opera è stata collocata permanentemente attorno alla chiesa di Santa Maria del Monte dei Cappuccini.

Planetario

L’opera, inaugurata durante la prima edizione di Luci d’Artista, è composta da una serie di pannelli rappresentanti varie costellazioni.

Attraverso globi luminosi e strisce blu, Carmelo Giammello crea una sorta di “Via Lattea metropolitana” in via Roma.

Regno dei fiori: nido cosmico di tutte le anime

L’opera entra a far parte della rassegna a partire dal 2004, illuminando piazza Carlina.

Attraverso l’installazione, Nicola de Maria tramuta i lampioni di Torino in fiori luminosi, creando una sorta di giardino invernale in città.

I pali, in questo modo, diventano infatti gli steli, mentre le corolle vengono dipinte da una serie di luci colorate.

Tappeto Volante

Daniel Buren realizza l’opera per l’edizione di Luci d’Artista 1999.

Attraverso una rigida struttura geometrica, centinaia di cavi si tendono sopra i passanti, illuminandoli grazie ad una serie di lanterne cubiche disposte a scacchiera.

I colori scelti dall’artista, il blu e il rosso, richiamano la bandiera francese.

Nel 2006, però, durante il periodo delle Olimpiadi invernali, le lanterne blu sono state sostituite con altrettante lanterne verdi, per ricostruire idealmente la bandiera italiana.

Attualmente si trova in piazza Palazzo di Città.

Vele di Natale

L’opera, di Vasco Are, fa parte di Luci d’Artista a partire dal 1998. Viene sistemata in piazza Foroni, la zona mercato di Barriera di Milano.

Attraverso una serie di pannelli, l’autore rappresenta degli alberi di Natale policromi, che richiamano la leggerezza degli aquiloni. 

Volo su …

Francesco Casorati realizza quest’opera per la prima edizione di Luci d’Artista.

Un filo rosso si snoda per le strade di Torino, sorretto da uccelli dalle forme fantastiche.

L’artista, attraverso l’opera, ha voluto creare un senso di utopia, desiderio ed evasione. Si può osservare passeggiando lungo l’area pedonale di via Di Nanni (zona Cenisia).

Le nuove Luci d’artista Torino 2022-2023

Oltre alle classiche installazioni che illuminano Torino nel periodo natalizio, quest’anno ci saranno delle tre nuove opere luminose.

Le nuove luminarie saranno presentate il 27 ottobre a partire dalle ore 18.00 in piazza Polonia.

Da qui partirà un tour che porterà i partecipanti alla scoperta delle nuove installazioni di Luci d’artista 2022-2023.

AZZURROGIALLO

AZZURROGIALLO è un’opera di Giorgio Griffa che è stata generosamente donata dall’autore alla Città.

L’installazione verrà collocata presso i Giardini di Piazza Cavour, accanto alla scuola Niccolò Tommaseo.

L’opera, che si integra con la natura che la circonda, rappresenta un flusso di energia composta da luci blu, viola, verdi e gialle.

io, sono nato qui.

L’opera, nata da un’idea di Renato Leotta, verrà posizionata sul tetto dell’Ospedale Ostetrico Ginecologico Sant’Anna.

La l’intensità della luminosità dell’istallazione può essere regolata da remoto.

Questo, per l’artista, è simbolo dei cambiamenti di energia che governano i sentimenti e la vita delle persone.

…?…

L’opera sarà posizionata sulla Cupola della Basilica Mauriziana e sarà visibile da piazza della Repubblica.

Si tratta di un grande punto interrogativo, un segno comprensibile in tutte le lingue, nato da un’idea di Grazia Toderi.

L’autrice invita così tutti coloro che osservano l’istallazione a mantenere un “dubbio luminoso”.

Asja D’Arcangelo

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