Storia del quartiere Vallette di Torino: dalla campagna al grande sviluppo urbano

Da Alessandro Maldera
Ottobre 10, 2013

La storia del quartiere Vallette di Torino nella sua forma contemporanea comincia alla fine degli anni Cinquanta, quando una vasta zona di campi e terreni della periferia nord-occidentale venne scelta per realizzare un nuovo insediamento residenziale.
Il progetto partì nel 1957 e trasformò rapidamente un territorio ancora prevalentemente rurale. Negli anni successivi arrivarono migliaia di abitanti, nuove scuole e servizi, mentre il quartiere sviluppò un’identità molto forte, segnata anche da difficoltà sociali e da una lunga battaglia contro gli stereotipi.

Dove si trova il quartiere Vallette di Torino
Le Vallette sorgono nella parte nord-occidentale di Torino.
Il territorio viene delimitato a nord da strada di Druento, a est da corso Cincinnato, a ovest da via delle Primule e verso sud dall’area di Barriera di Pianezza.
Il quartiere appartiene alla Circoscrizione 5, insieme alle zone di Lucento, Madonna di Campagna e Borgo Vittoria.
Prima dell’espansione edilizia del Novecento, questa parte della città presentava un paesaggio completamente diverso, fatto soprattutto di terreni agricoli, cascine e vegetazione.
Le Vallette di Torino in breve
Prime costruzioni: seconda metà degli anni Cinquanta
1961: alcuni edifici ospitano giornalisti e sportivi per il Centenario dell’Unità d’Italia
Abitanti nel decennio successivo: circa 13 mila
Famiglie: circa 2.600
Progettisti coinvolti: 45
Circoscrizione: 5
Caratteristica: forte presenza di verde e edilizia residenziale del secondo dopoguerra
Le origini antiche del nome Vallette
La tradizione riportata nelle ricostruzioni storiche del quartiere collega il nome Vallette a un antico insediamento agricolo di epoca romana.
In questa zona sarebbe esistito un modesto podere conosciuto come Vallette di Aviglio, legato a una famiglia patrizia romana.
L’origine precisa della denominazione appartiene quindi a una fase molto precedente alla nascita del moderno quartiere.
Per secoli, però, il territorio mantenne soprattutto un carattere rurale.

Prima del quartiere c’erano campi e cascine
Ancora negli anni Cinquanta la zona appariva molto lontana dall’immagine urbana attuale.
Campi, alberi e attività agricole occupavano gran parte del territorio.
Prima dell’arrivo dei grandi cantieri erano presenti poche strutture.
Tra queste figuravano una cascina e una bocciofila, frequentata soprattutto da contadini e mezzadri al termine delle giornate trascorse nei campi.
La vera trasformazione sarebbe arrivata soltanto con il grande sviluppo edilizio del secondo dopoguerra.
Il progetto delle Vallette nasce nel 1957
Il passaggio decisivo risale al 1957.
In quell’anno venne impostato il progetto per costruire un nuovo quartiere residenziale nella periferia nord-occidentale della città.
Torino stava attraversando una fase di crescita rapidissima.
Lo sviluppo industriale richiamava migliaia di nuovi abitanti e la città aveva bisogno di nuove abitazioni in tempi molto brevi.
Le Vallette entrarono così nel grande processo di espansione urbana che avrebbe trasformato le periferie torinesi durante il boom economico.
Nel 1958 arrivano le prime trasformazioni
Già nel 1958 il paesaggio cominciò a cambiare.
Nella zona venne realizzato un nuovo cascinale sulle tracce dell’antico insediamento rurale, mentre intorno iniziavano a prendere forma le nuove costruzioni.
Da quel momento campi e terreni agricoli lasciarono progressivamente spazio alle strade e agli edifici residenziali.
Il progetto, però, non venne realizzato esattamente come era stato immaginato inizialmente.
Il progetto originale delle Vallette venne modificato
La costruzione del quartiere richiese molto tempo.
Alcuni interventi continuarono per anni e il piano iniziale subì diverse modifiche.
Una parte delle abitazioni previste non venne realizzata.
Rimasero sulla carta anche diversi impianti sanitari, sportivi e culturali che avrebbero dovuto accompagnare la crescita della popolazione.
Il quartiere si sviluppò quindi più velocemente sul piano abitativo che su quello dei servizi.

Le scuole diventano una priorità
Il rapido aumento della popolazione rese subito evidente una delle principali necessità: servivano più scuole.
Le nuove famiglie erano spesso giovani e avevano molti figli.
L’aumento degli alunni trasformò quindi la costruzione di aule e strutture scolastiche in una delle priorità della zona.
Parte delle carenze venne compensata anche dalle attività della parrocchia locale e dalle iniziative organizzate negli istituti scolastici.
Questi luoghi assunsero un ruolo importante non soltanto educativo, ma anche sociale e ricreativo.
Il 1961 e il Centenario dell’Unità d’Italia
Un episodio particolare avvenne nel 1961.
Torino ospitò le grandi celebrazioni per il centenario dell’Unità d’Italia e una parte degli edifici già costruiti alle Vallette venne utilizzata temporaneamente.
Alcuni alloggi ospitarono infatti giornalisti e sportivi arrivati in città per le manifestazioni.
Fu uno dei primi utilizzi significativi del nuovo patrimonio residenziale prima del definitivo consolidamento del quartiere.
Le Vallette raggiungono 13 mila abitanti
La vera esplosione demografica arrivò negli anni successivi.
Nel decennio seguente il quartiere raggiunse circa 2.600 famiglie residenti.
La popolazione complessiva arrivò intorno ai 13 mila abitanti.
In pochissimo tempo quella che fino a pochi anni prima era una zona agricola diventò quindi un grande quartiere urbano.
Il cambiamento interessò non soltanto il paesaggio, ma anche la composizione sociale di questa parte di Torino.

Un quartiere progettato da 45 professionisti
Uno degli aspetti più particolari delle Vallette riguarda l’architettura.
Alla realizzazione del quartiere parteciparono 45 progettisti, circostanza che contribuì a produrre soluzioni edilizie differenti tra loro.
Non esiste quindi un unico modello architettonico ripetuto in maniera uniforme.
Passeggiando nella zona è possibile osservare edifici molto diversi anche a breve distanza gli uni dagli altri.
Case alte e abitazioni ispirate allo stile inglese
Lungo alcuni viali si trovano edifici residenziali sviluppati su sei o sette piani.
In altre parti del quartiere compaiono invece costruzioni completamente differenti.
Alcune presentano colori più freddi, grandi corti interne e tetti a falde sporgenti, con soluzioni che richiamano modelli abitativi diffusi nel mondo anglosassone.
Questa varietà è proprio una delle conseguenze della presenza di numerosi progettisti coinvolti nella costruzione delle Vallette.
Una periferia con molto verde
Fin dalle sue origini le Vallette si sono distinte anche per la presenza di numerosi spazi verdi.
Una parte importante della vegetazione è distribuita lungo i grandi assi stradali.
Corso Ferrara, per esempio, presenta lunghi tratti alberati.
Anche la toponomastica conserva questo rapporto con la natura.
Diverse strade portano infatti nomi legati a fiori e piante, come viale dei Mughetti e via delle Primule.
Il rapporto con il Parco della Pellerina
Nel sistema delle grandi aree verdi della zona nord-occidentale di Torino ha un ruolo importante anche il Parco della Pellerina.
Con una superficie indicata in circa 837 mila metri quadrati, rappresenta una delle più grandi aree verdi cittadine.
Nel tempo il parco è stato legato anche alla memoria civile di Torino.
La sua denominazione ufficiale ricorda un docente universitario che fu tra i pochissimi professori italiani a rifiutare il giuramento di fedeltà imposto dal fascismo.
Dal 2009, inoltre, una parte settentrionale dell’area è dedicata ai sette lavoratori morti nel rogo dello stabilimento industriale torinese.
Il quartiere Vallette è legato a uno dei più grandi polmoni verdi della città. Scopri la storia del Parco della Pellerina, la sua struttura e le principali attrazioni dell’area verde
Le Vallette raccontate nei libri
La storia del quartiere è diventata anche materia editoriale.
Una delle pubblicazioni più significative porta il titolo “Sì, sono delle Vallette c’hai problemi?” e ricostruisce la vicenda della zona attraverso una sorta di autobiografia collettiva.
Alla sua realizzazione partecipò anche il Centro di Documentazione Storica della Circoscrizione.
Un secondo volume, “Tutta un’altra storia”, ha raccolto fotografie e immagini d’epoca per raccontare la trasformazione del quartiere.
Un’identità costruita anche contro i pregiudizi
Queste iniziative hanno avuto un ruolo importante perché hanno permesso agli abitanti di raccontare le Vallette da un punto di vista interno.
Per molto tempo il quartiere è stato infatti associato soprattutto a problemi sociali, difficoltà di convivenza e microcriminalità.
La rappresentazione esterna della zona ha spesso finito per oscurare la vita quotidiana e il forte senso di appartenenza sviluppato dai residenti.
Proprio contro questa immagine si è costruita nel tempo una parte dell’identità del quartiere.
L’arrivo del carcere alla fine degli anni Ottanta
Un altro elemento che contribuì a modificare la percezione della zona fu la costruzione della grande casa circondariale nell’area di via Pianezza.
La struttura venne realizzata sul finire degli anni Ottanta.
La presenza del carcere contribuì ad associare ulteriormente il nome delle Vallette ai temi della criminalità e della sicurezza.
Nel tempo le cronache hanno raccontato diversi episodi avvenuti all’interno dell’istituto, comprese aggressioni ai danni del personale di polizia penitenziaria.
Il raid dell’11 dicembre 2011
Uno degli episodi più gravi legati alla storia recente della zona avvenne l’11 dicembre 2011.
Un gruppo di persone organizzò un raid contro un insediamento rom dopo la denuncia di una violenza sessuale.
L’accusa venne successivamente smentita dalla stessa presunta vittima.
L’episodio rimase uno dei momenti più problematici della cronaca della zona e contribuì ad alimentare ulteriormente un’immagine negativa del quartiere.
Le Vallette e il peso della ghettizzazione
Tra gli anni Ottanta e i primi decenni del Duemila le Vallette hanno dovuto confrontarsi con una percezione spesso molto più negativa rispetto alla realtà complessiva del quartiere.
Problemi reali di marginalità e microcriminalità sono stati spesso utilizzati per descrivere l’intera zona.
Il risultato è stato un processo di ghettizzazione simbolica che molti residenti hanno cercato di contrastare attraverso associazionismo, cultura e recupero della memoria locale.
Le principali tappe della storia delle Vallette
1958: iniziano le prime trasformazioni dell’area rurale
1961: alcuni alloggi vengono utilizzati durante il Centenario dell’Unità d’Italia
Anni Sessanta e Settanta: forte crescita della popolazione
Fine anni Ottanta: costruzione della casa circondariale
11 dicembre 2011: raid contro un insediamento rom dopo un’accusa successivamente smentita
Anni successivi: nuovi interventi urbani, commerciali e recupero degli spazi
La trasformazione dell’area della Continassa
Negli anni più recenti il quadrante nord-occidentale di Torino è stato interessato da ulteriori trasformazioni.
Un ruolo importante è stato assunto dalla costruzione del nuovo stadio nell’area della Continassa.
Attorno all’impianto sono progressivamente aumentati servizi, attività commerciali e nuovi interventi urbanistici.
Questi cambiamenti hanno contribuito a modificare anche la percezione delle zone confinanti.
Nuove aree commerciali e servizi
Parallelamente allo sviluppo dell’area sportiva sono state realizzate nuove superfici commerciali.
La crescita dei servizi ha portato nuovi flussi di persone in una parte di Torino che per lungo tempo era stata considerata soprattutto periferica e residenziale.
La trasformazione non ha cancellato i problemi esistenti, ma ha favorito una maggiore integrazione del quartiere con il resto della città.
Il ruolo degli abitanti nella rinascita delle Vallette
Il cambiamento non è arrivato soltanto attraverso i grandi progetti.
Una parte importante della trasformazione è stata portata avanti direttamente dai residenti.
Associazioni e cittadini hanno lavorato per riappropriarsi di spazi lasciati inutilizzati o trascurati, promuovendo attività locali e iniziative di quartiere.
L’obiettivo è stato anche quello di superare la rappresentazione delle Vallette come una zona separata dal resto di Torino.
Dalla periferia degli anni Cinquanta a un quartiere con una forte identità
La storia del quartiere Vallette di Torino è quindi strettamente legata alla grande espansione della città nel secondo dopoguerra.
In pochi anni campi, cascine e terreni agricoli lasciarono spazio a migliaia di abitazioni.
Il progetto iniziale non venne completato in tutte le sue parti e le carenze nei servizi accompagnarono a lungo la crescita della popolazione.
Allo stesso tempo, proprio queste difficoltà contribuirono alla formazione di una comunità con un forte senso di appartenenza.
Oggi le Vallette conservano nell’architettura, nelle strade alberate, nei nomi floreali e nella memoria dei residenti le tracce di quella grande trasformazione iniziata nel 1957.
FAQ – Come sono nate le Vallette di Torino?
Il progetto del moderno quartiere iniziò nel 1957, quando la zona era ancora prevalentemente occupata da campi e terreni agricoli.
Nel decennio successivo alle prime costruzioni arrivarono circa 13 mila abitanti, distribuiti in circa 2.600 famiglie.
Alla progettazione parteciparono 45 professionisti, che adottarono modelli architettonici e soluzioni residenziali differenti.
La toponomastica richiama il rapporto del quartiere con il verde, come dimostrano vie quali via delle Primule e viale dei Mughetti.
La grande casa circondariale della zona venne realizzata sul finire degli anni Ottanta, diventando uno degli elementi più riconoscibili dell’area.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



