Storia

Piazza San Carlo: luogo simbolo di Torino

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Conosciuta come il “salotto buono” del capoluogo piemontese

Piazza San Carlo a Torino è una delle più belle piazze della città.

Probabilmente perché è elegante e raffinata grazie al suo originale aspetto seicentesco o semplicemente per l’armonia delle strutture che su di essa si affacciano.

Da sempre sede delle cerimonie cittadine, si trova quasi al centro della via dello shopping, Via Roma, che collega Piazza Castello e la stazione Porta Nuova.

Piazza San Carlo è un luogo simbolo della magnificenza di corte, disegnato sul modello delle “places royales” francesi, ed è, da più di 300 anni, il “salotto buono” della città.

Le origini

Piazza San Carlo luogo simbolo di Torino

Prima del XVII secolo la zona dove si colloca Piazza San Carlo era ancora fuori dalle mura cittadine, la cinta di origine romana e visibile ancora oggi.

Quando nel 1563 i Savoia decisero di trasferire la capitale del Ducato a Torino, questi vollero allargare la città verso sud, dando vita cosiddetto “Borgo Nuovo”.

È solo nel 1617 che il “borgo Nuovo” ossia l’attuale via Roma e Piazza San Carlo, si realizzò grazie all’architetto Carlo di Castellamonte che si occupò della progettazione.

Nel corso del tempo ha cambiato più volte nome diventando: piazza Reale, piazza d’Armi e poi, nel periodo napoleonico, place Napoléon.

Tutte con caratteristiche ed usi economico-sociali differenti tra loro:

  • Piazza Reale o, in francese, “Place Royale” è il primissimo nome di una piazza i cui lavori, iniziati nel 1618, terminarono nel 1638. Mancavano ancora i portici perimetrali che furono realizzati solo nel triennio del 1643-1646. Inizialmente la piazza era adibita a luogo di mercato ma anche di rappresentanza nobiliare.
  • Piazza d’Armi è il nome che la piazza prese nel periodo successivo al 1650. Infatti la funzione principale di questo spazio passò gradualmente da luogo di rappresentanza a spazio per il raduno dell’esercito del Ducato. Questo almeno fin circa alla metà del XVIII secolo, quando la piazza d’Armi militare fu spostata nell’attuale piazza Vittorio.
  • Piazza San Carlo: iniziò la sua trasformazione dopo il 1750 quando, non essendo più ad uso militare, subì degli interventi di tipo architettonici che resero la piazza come la conosciamo oggi. È a Benedetto Alfieri che dobbiamo l’abbellimento dei portici e il rinforzo dei pilastri necessari per sostenere i successivi palazzi sovrastanti. La piazza assunse l’attuale aspetto elegante e fu titolata all’arcivescovo San Carlo Borromeo.

Nel corso dell’occupazione napoleonica della capitale sabauda la piazza prese il nome temporaneo di “place Napoléon”, tra il 1800 ed il 1814.

Un nome legato alla Sindone

Il nome di Piazza San Carlo è legato alle vicissitudini della Sacra Sindone. Infatti è intitolata all’arcivescovo San Carlo Borromeo, al quale la città ha sempre avuto una particolare devozione.

Nel 1578 Emanuele Filiberto di Savoia trasferisce la capitale del Ducato di Savoia a Torino da Chambery. Ma qui rimase la Sacra Sindone, che i duchi di Savoia avevano acquistato nel 1453 da Margherita di Charny.

Ma Emanuele Filiberto di Savoia non ha mai dimenticato la santa reliquia.

L’occasione di riprendersela e portarla a Torino gli si presenta nel 1578.

Dopo un’epidemia di peste durata anni, l’arcivescovo di Milano vuole sciogliere il voto fatto durante il contagio e recarsi a piedi in pellegrinaggio verso la Sindone.

Allora Emanuele Filiberto di Savoia coglie l’occasione e trasferì il Sacro Lino da Chambéry a Torino. In questo modo, infatti, avrebbe accorciato il cammino dell’arcivescovo di Milano di cinque giorni.

L’arcivescovo di Milano era Carlo Borromeo, divenuto santo per la canonizzazione decisa da Paolo V nel 1610, 26 anni dopo la sua morte avvenuta nel 1584.

Dopo il pellegrinaggio di San Carlo, la Sindone non è più tornata a Chambery, divenendo uno dei simboli più prestigiosi del patrimonio di Torino.

L’evento è ricordato anche in un piccolo dipinto esterno della Sindone affacciato sulla piazza, quasi nascosto, all’angolo di via Alfieri.

Piazza San Carlo ha forma rettangolare e misura 12.768 metri quadrati.

Piazza San Carlo vista dall'alto

La piazza attualmente interamente pedonale.

È circondata da splendidi e ariosi portici dalle ampie volte che permettono l’ingresso di luce solare.

La piazza è circondata da edifici storici come Palazzo Solaro del Borgo, Palazzo Guido Villa e le famose chiese gemelle di architettura barocca. Queste ultime, spesso confuse, sono Santa Cristina a sinistra e San Carlo a destra. Non mancano, poi, i caffè più storici della città.

Palazzo Solaro del Borgo, posto al civico 183 e sede dell’Accademia Filarmonica dal 1839, in questa prestigiosa cornice ha inoltre sede, dal 1947,  il Circolo del Whist, fondato nel 1841 dal Conte di Cavour.

Palazzo Solaro del Borgo è stato in parte ricostruito nel ‘700 da Benedetto Alfieri e, al suo interno conserva ancora la splendida decorazione dell’epoca.

Nel 1619 iniziarono i lavori della chiesa di San Carlo dedicata da Carlo Emanuele I a San Carlo Borromeo.

La facciata risale 1836 ad opera di  Ferdinando Caronesi. Nel timpano è visibile bassorilievo in marmo raffigurante Emanuele Filiberto comunicato da San Carlo.

La chiesa di Santa Cristina, invece, venne costruita nel 1639 per volere di Cristina di Francia su un primo progetto dell’architetto Castellamonte.

La facciata invece è opera dell’ingegno di Filippo Juvarra e fu realizzata agli inizi del 1700.

In realtà queste chiese non sono “gemelle”. Infatti, è più corretto dire che si sono “copiate” a vicenda nel tempo.

Piazza San Carlo fu anche teatro di un evento tragico: la Strage di Torino.
Il 21 settembre 1864 i cittadini decisero di manifestare il proprio disappunto sullo spostamento della capitale d’Italia da Torino a Firenze. 

Purtroppo, le forze dell’ordine reagirono duramente e senza pietà, uccidendo circa 180 persone.

 Il “Caval ëd Brons” 

Al centro di Piazza San Carlo è presente un monumento equestre in bronzo creato da Carlo Marochetti nel 1838, chiamato affettuosamente dai torinesi “Caval ëd Brons”.

Il toro, d’altronde, è da sempre simbolo del capoluogo piemontese.

È dedicato al duca Emanuele Filiberto, in seguito alla vittoria di San Quintino. Commissionata da re Carlo Alberto allo scultore Carlo Marochetti.

Emanuele Filiberto è rappresentato sopra un maestoso cavallo nell’atto di rinfoderare la spada. I pochi avvezzi potrebbero anche pensare che al movimento come sfoderare al spada.

Ma in pochi sanno che, pur raffigurando un guerriero, il monumento simboleggia la pace: il cavallo è infatti trattenuto dalle redini e il cavaliere, anziché sguainarla, infodera la spada.

Questo splendido monumento prima di essere eretto in piazza San Carlo era stato esposto al museo del Louvre. E durante la guerra venne protetto da ingombranti strutture in legno per ripararlo dalle bombe.

L’inaugurazione del monumento avvenne il 4 novembre 1838, il giorno di San Carlo.

Curiosità

Piazza San Carlo è dunque un logo pieno di storia, affascinante ed elegante.

Centro nevralgico della vita sociale della città, amata incondizionatamente dai torinesi ma anche dai turisti, racchiude anche una serie di curiosità divertenti:

  • nella facciata del Palazzo Solaro del Borgo, sopra il Bar Mokita, sono ancora visibili tre palle di cannone conficcate nel muro, ricordo dell’ assedio francese avvenuto nel 1706: una sopra un’arcata del palazzo e due ai bordi delle finestre dei piani alti;
  • Caffè San Carlo, uno degli storici caffè della piazza, fu il primo locale d’Italia con l’illuminazione a gas. Locale che ha appena chiuso i battenti e che riaprirà nel 2022 come ristorante stellato.
  • davanti allo storico Caffè Torino, sulla pavimentazione, si trova la raffigurazione di un toro rampante in ottone. Posto nel 1930, la leggenda vuole che calpestarne gli “attributi” porti fortuna, da fare con discrezione;
  • la vita politica e nobiliare sabauda, si svolse principalmente nei caffè sorti sotto i portici di questa piazza tra cui il Caffè San Carlo frequentato da personaggi illustri come Cavour e Giolitti;
  • durante la costruzione dei parcheggi sotterranei, furono rinvenuti resti risalenti all’epoca romana;
  • è tradizione per i torinesi festeggiare l’arrivo del nuovo anno in questa piazza;
  • in una scena del film “Io sono leggenda” Piazza San Carlo appare in una scena, verso l’inizio della storia, quando viene inquadrato un televisore che trasmette un telegiornale.

In tempi recenti, in previsione delle Olimpiadi Invernali di Torino 2006, piazza San Carlo ha subito un importante mutamento divenendo completamente pedonale e arricchendosi con una nuova pavimentazione. 

I caffè storici

Caffè Torino
Piazza San Carlo luogo simbolo di Torino

I portici di piazza San Carlo, profondi e riparati, sono tutt’ora uno degli spazi privilegiati per i caffè torinesi.

Le caffetterie sono il luogo tipico dove fare una sosta, non sempre per un caffè, magari anche per una cioccolata calda o un buon bicerin.

Molti sono i caffè storici di Torino.

Nel caso di Piazza San Carlo famosi, sotto i portici, i bar storici Caffè San Carlo, inaugurato nel 1842, Caffè Torino, Neuv Caval’d’Brons, nonché Confetterie Stratta, con gli arredi originali del 1836.

Quest’ultima è nota in tutta Italia per i suoi prodotti che rivivono la tradizione dolciaria di Torino e del Piemonte.

In effetti la vita politica piemontese del passato si svolse soprattutto nei suoi famosi caffè, frequentati da reali, nobili e scrittori.

Ad esempio Caffè San Carlo fu frequentato da politici quali Cavour Giolitti e da altri personaggi famosi come, ad esempio, Cesare Pavese o Alcide De Gasperi

Mentre lo storico caffè-ristorante Caval ëd Bronz, nato da una precedente birreria e rinominato Neuv Caval ëd Bronz nel 2007, con elegante scala in pietra al suo interno e sala superiore con vista, fu meta di personaggi come Totò, Orson Welles, Ingrid Bergman.

Insomma Piazza San Carlo è davvero una delle più belle e importanti piazze del capoluogo piemontese.

Aggiornato al 13 novembre 2020

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