Territorio

Giardini Reali Torino: l’area verde del palazzo del Re

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I Giardini Reali di Torino si trovano alle spalle del Palazzo Reale, sede principale di Casa Savoia tra la fine del Cinquecento e gli ultimi decenni dell’Ottocento.

Fortemente voluti da Emanuele Filiberto quando Torino divenne capitale del ducato, questo spazio verde assunse svariate forme nei secoli.

Oggi – dopo una serie di interventi di restauro – sono finalmente aperti al pubblico in tutto il loro antico splendore. Spesso ospitano eventi e manifestazioni di carattere musicale e culturale.

Torino Giardini Reali: la storia e l’evoluzione di un polmone verde in centro città

I Giardini Reali sono parte integrante del complesso dei Musei Reali di Torino insieme al:

Diversamente dai luoghi appena citati per cui è necessario un biglietto di ingresso, i Giardini Reali sono visitabili gratuitamente.

Occupando una superficie di circa 7 ettari rappresentano una delle aree verdi più importanti della città. Punto focale del complesso residenziale sabaudo, hanno vissuto le trasformazioni di gusti della Corte lungo i 3 secoli e mezzo di regno a Torino.

Giardino del Duca

Il Giardino del Duca

Il primo impianto risale all’epoca di Emanuele Filiberto di Savoia (1528-1580), colui che trasferì la capitale del Ducato da Chambery a Torino.

In questi anni i Giardini avevano il tipico stile all’italiana caratterizzato da forme geometriche, regolarità e simmetria. La combinazione di verde e architettura (fontane, giochi d’acqua, e sculture mitologiche), inoltre, rendeva l’area ancor più elegante.

Questo nucleo più antico è conosciuto come Giardino del Duca ed è il primo che si apre una volta varcato il cancello di piazzetta Reale (in corrispondenza dell’ingresso ai Musei Reali).

Al centro del giardino si trova una fontana in marmo, ricostruita seguendo antichi disegni che riproducono l’aspetto originale della zona.

Il Giardino delle Arti

Con l’arrivo a corte della Madama Cristina di Francia (tra ‘600 e ‘700), i Giardini di Palazzo Reale subirono una prima trasformazione seguendo la moda francese.

Visto il recente ampliamento della città di Torino e la costruzione della nuova cinta muraria, l’area verde attorno al Palazzo Reale poté ampliarsi anch’essa aprendosi sul lato orientale dell’edificio.

Su modello della Reggia di Versailles, si aggiunsero vasi di fiori, alberi da frutto, agrumi, aiuole fiorite e ancora fontane e statue in marmo. L’impostazione dei viali e delle prospettive fu ad opera dell’architetto francese André Le Nôtre, inventore del giardino alla francese e progettista dei giardini di Versailles.

Il punto focale del Giardino del Levante è costituito dalla meravigliosa Fontana delle Nereidi e Tritoni realizzata da Simone Martinez, nipote di Filippo Juvarra. Restaurato e restituito al pubblico nel 2021, il dinamico gruppo scultoreo in marmo, raffigura una ninfa marina circondata da tritoni e creature acquatiche che si ergono dal bacino d’acqua.

Un capolavoro dal gusto barocco che si apre alla vista arrivando dallo scalone dell’Appartamento di Levante del palazzo del Re.

Il Boschetto

Il Boschetto

Il settore nord-est dei Giardini Reali Torino – noto come “Boschetto” – è di matrice ottocentesca. Qui, una serie di alberi e arbusti collaborano a creare un gioco di ombre e motivi selvaggi in contrasto con i giardini all’italiana antistanti.

Al centro dell’area boschiva è stata collocata l’installazione di Giulio Paolini Pietre Preziose“. Un’opera realizzata con i resti marmorei della cupola della Cappella della Santa Sindone, che nel 1997 rimase danneggiata da un incendio. È qui che storia e arte contemporanea, passato e presente, si danno appuntamento davanti agli occhi dei visitatori.

Il bastion verde

Il Bastion Verde

Uno degli elementi più significativi dei Giardini Reali di Torino è il Bastion Verde, l’ultima traccia rimasta dell’antica fortificazione della città. Con l’arrivo di Napoleone a Torino e il progressivo smantellamento delle mura agli inizi dell’Ottocento, infatti, si persero i riferimenti delle vecchie fortificazioni difensive.

L’unico bastione a rimanere in piedi, con annesso padiglione vitozziano, fu per l’appunto il Bastion Verde dei Giardini Reali. È possibile ammirare ancora la costruzione voluta (tra il 1585 e il 1587) dal duca Carlo Emanuele I che interessò il baluardo nordorientale.

L’ingegnere di corte Ascanio Vitozzi fu incaricato di costruire un padiglione loggiato proprio sul bastione in modo tale che il duca da quella posizione potesse avere una visuale del paesaggio circostante.

La loggia è rimasta pressoché invariata nel corso dei secoli – eccezion fatta per alcuni dettagli settecenteschi del tetto. E oggi come allora possiamo osservare l’iconica struttura dai rimandi militari – come i beccatelli che vediamo anche nei castelli – ma preziosa nelle decorazioni.

Giardini inferiori

I Giardini Inferiori

I Giardini Reali di Torino sono delimitati dall’antica cinta muraria della città e dai suoi bastioni. Aldilà delle mura si trovano i giardini inferiori, costituiti da un’area di 74mila metri quadrati che si estende tra Corso San Maurizio, viale Primo Maggio e via Rossini.

Questa zona si sviluppò nei primi decenni dell’Ottocento, con il ritorno a Torino del Re Vittorio Emanuele I. In quel periodo la città venne circondata da ampi viali (come corso Regina Margherita e corso San Maurizio) che prendevano il posto delle vecchie mura abbattute. L’area che collegava il parco del Re al nuovo viale fu annessa ai Giardini del Palazzo Reale costituendo gli attuali Giardini Reali Inferiori. Nel 1864 questa parte del parco ospitò persino il Giardino Zoologico Reale voluto da Vittorio Emanuele II.

Negli anni a seguire si svilupparono gli assi di congiungimento tra i giardini (gli attuali viale I Maggio e viale dei Partigiani) e con una convenzione tra Demanio e Comune si destinò a parco pubblico la zona del Giardino inferiore.

Con i suoi 350 alberi e decine di specie botaniche, il parco oggi offre a cittadini e turisti un’oasi di relax e frescura, specialmente durante la stagione estiva. Una pausa naturale dal caos cittadino a soli due passi dalle vie dello shopping più frequentate.

Alle spalle di corso Regina Margherita, sempre in corrispondenza dei Giardini Reali – troviamo poi l’edificio un tempo utilizzato come Serra (o Orangerie) e che oggi ospita il Museo Archeologico.

Giardini Reali visti dall'alto

I Giardini Reali di Torino oggi

Nel 1997, a seguito del tragico incendio che colpì la Cappella della Sindone, i Giardini Reali vennero chiusi al pubblico. Con il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale sono partiti poi gli interventi di recupero che hanno portato alla restituzione parziale nel 2016 e all’apertura dei Giardini Reali restaurati nel 2021.

Con la rinascita dei Giardini, il pubblico ha potuto ammirare per la prima volta l’apparato verde dei Musei Reali nel suo antico splendore. Oggi rappresenta un punto di connessione tra la città e le bellezze storiche, architettoniche e artistiche custodite dal polo reale. Il pubblico può rivivere i momenti di svago e le passeggiate fatte dalla famiglia reale in questo angolo verde nel pieno centro storico di Torino. Arte e natura si mescolano per regalare ai visitatori emozioni uniche.

Soprattutto nelle stagioni più calde, nello spazio naturale dei Giardini Reali vengono organizzate una serie di iniziative, programmi culturali e progetti educativi per tutti. Ma anche manifestazioni e piccoli concerti musicali.

Giardini Reali Torino: apertura

I Giardini Reali sono aperti dal martedì alla domenica.
Chiusi il Lunedì (tranne eventuali giorni festivi, escluso Natale)

Come entrare ai Giardini Reali Torino

L’accesso ai Giardini Reali superiori è nella Corte d’Onore (il cortile interno) del Palazzo Reale di Torino. Per arrivarci basta attraversare piazza Castello e la Piazzetta Reale (in corrispondenza della biglietteria dei Musei Reali e del Caffè Reale Torino).

L’accesso è libero e gratuito nei giorni di apertura.

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