Storia

Palazzo Chiablese: un viaggio nella storia e nell’arte

2348
Tempo di lettura: 4 minuti

Palazzo Chiablese è una delle residenze nobiliari del centro storico di Torino fortemente legate alle vicende di Casa Savoia. Si affaccia su piazza San Giovanni (piazza del Duomo) ed è collegato al Palazzo Reale.

Oggi fa parte del complesso dei Musei Reali di Torino e ospita mostre temporanee dedicate ai grandi nomi dell’arte internazionale.

Palazzo Chiablese visto dal satellite

Di famiglia in famiglia: la storia del Palazzo

A partire dal 1563 – anno in cui Emanuele Filiberto di Savoia portò la capitale del ducato da Chambéry a Torino – il centro di Torino divenne il nucleo del potere politico sabaudo. Negli anni immediatamente successivi piazza Castello vide la nascita di palazzi di rappresentanza, appartamenti e luoghi dove esercitare il governo.

Tra questi il Palazzo Ducale (oggi Palazzo Reale), progettato tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento dall’architetto e ingegnere militare Ascanio Vitozzi.

Un edificio aulico e al contempo austero che prese il posto della dimora vescovile che insieme al Duomo di Torino fino a quel momento aveva la supremazia sulla zona.

Al momento della realizzazione del Palazzo Ducale, Carlo Emanuele I diede ordine allo stesso Vitozzi di ristrutturare quello che oggi conosciamo come Palazzo Chiablese.

Carlo Emanuele III

Qui fino al 1585 viveva Bernardino II di Savoia-Racconigi, ma quando si trasferì nel feudo di famiglia la dimora tornò tra i possedimenti del ducato.

Un edificio strategico, situato proprio ai confini della “zona di comando” di Casa Savoia, tra il Palazzo Ducale e la Chiesa di San Lorenzo.

Nel Seicento divenne la residenza del figlio cadetto di Carlo Emanuele I, il cardinale Maurizio di Savoia. Ma solo a partire dal 1753 acquisì un’unidimensionalità architettonica. In quegli anni, infatti, intervenne il Primo Architetto Regio Benedetto Alfieri su commissione di Carlo Emanuele III nella ridefinizione della residenza.

L’edificio fu totalmente riplasmato per divenire residenza del figlio Benedetto Maria Maurizio di Savoia, principe di Savoia e duca del Chiablese. A questo periodo risalgono lo splendido scalone che porta al piano nobile, oltre alle meravigliose decorazioni, gli stucchi e gli arredi di cui è vestito.

Perchè si chiama Palazzo Chiablese?

Il Palazzo Chiablese di Torino prende il nome dal titolo riservato a Maurizio di Savoia, figlio del re di Sardegna Carlo Emanuele III e della sua terza moglie Elisabetta Teresa di Lorena. Alla sua nascita venne nominato duca del Chiablese, come da tradizione per i figli cadetti di Casa Savoia, così come Aosta o Carignano.

Il Chiablese (o Chablais in francese) è una zona montana situata tra Francia e Svizzera, un tempo provincia del Ducato di Savoia.

Nonostante un principio favorevole, la vita del principe non fu molto fortunata. Con la morte dei fratelli rimase l’unico nipote dell’imperatore Francesco Stefano di Lorena che lo prese sotto la sua ala. Tra i suoi piani c’era il matrimonio con la figlia Maria Cristina e la costituzione di uno stato indipendente come dote.

Peccato che al momento di discutere gli accordi per le nozze, l’imperatore morì improvvisamente e il duca del Chiablese fece ritorno a Torino a mani vuote. La moglie di Francesco concesse a Benedetto Maurizio un’altra figlia, che tuttavia si trovava in grave stato d’infermità, e così si interruppero i progetti di matrimonio.

Anni dopo il duca del Chiablese sposò la figlia del fratellastro Vittorio Amedeo III salito al trono dopo la morte del padre Carlo Emanuele III. Come residenza gli venne affidata definitivamente la manica di Palazzo Reale dove già viveva, che da allora assunse il nome di palazzo Chiablese.

Da quel momento Benedetto Maurizio pur rivestendo importanti cariche militari in Casa Savoia, uscì di fatto dalla scena politica. Con la pace di Cherasco, poi, e la cessione della Savoia alla Francia, lasciò anche il titolo di duca del Chiablese assumendo quello di marchese d’Ivrea. Nel 1798, infine, dovette lasciare il Piemonte e da allora non ne fece più ritorno.

Nel 1814 il Palazzo ritornò alla vedova di Benedetto Maurizio, mentre dieci anni dopo divenne residenza del re Carlo Felice, che lo preferì all’immenso Palazzo Reale. Sempre a Palazzo Chiablese, nel 1851, nacque Margherita di Savoia, la prima regina consorte d’Italia.

Torino Palazzo Chiablese oggi

D’impianto seicentesco, il Palazzo Chiablese è stato ridisegnato nel 1753 da Benedetto Alfieri su incarico del Re.

Cortile interno Palazzo Chiablese

L’intervento alfieriano diede all’edificio l’aspetto che possiamo ammirare noi oggi. La facciata in laterizio, su piazza San Giovanni, è sobria e raffinata. Dal portone principale si accede ad un atrio porticato che anticipa i due cortili interni.

Scalone di marmo Palazzo Chiablese

Per recarsi poi al piano nobile – ricco di arredi, boiseries, specchi e decorazioni – bisogna attraversare un maestoso scalone in marmo.

I più abili stuccatori di Lugano, scelti dallo stesso Benedetto Alfieri, hanno reso le sale davvero raffinate. Oltre a loro, i maggiori esponenti dell’arte e dall’artigianato dell’epoca sono passati da Palazzo Chiablese a Torino.

piano nobile palazzo Chiablese

Insomma, si può dire che gli appartamenti di Benedetto Maurizio non abbiano nulla da invidiare ai parenti-vicini di Palazzo Reale.

Le sale del piano terreno, invece, quasi prive di decorazioni poiché destinate ad aree di servizio, ospitano oggi le mostre temporanee dei Musei Reali.

Il Palazzo è stato, quindi, utilizzato nei secoli come residenza dei Savoia.

Venne, purtroppo danneggiato dai numerosi bombardamenti Alleati che sconvolsero Torino durante la seconda guerra Mondiale

. Subito dopo venne ceduto al Demanio dello Stato che lo restaurò destinandolo a sede della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte e delle Soprintendenze.

Dal 1958 al 1985 è stato persino sede del Museo Nazionale del Cinema di Torino che ancora non aveva trovato la sua sede ufficiale nel ventre della Mole Antonelliana.

L’ultimo intervento di restauro del Palazzo Chiablese fu ad opera del Centro di Conservazione e Restauro La Venaria Reale. Eseguito tra il 2019 e il 2020, ha restituito luce al piano nobile e ha riportato a casa una preziosa scrivania del Piffetti dispersa nel dopoguerra e recuperata nel 2018 in Svizzera.

Info utili

Nel biglietto di ingresso alle Sale Chiablese non è inclusa la visita ai Musei Reali, ma sono disponibili dei pacchetti Mostra+Musei.

Scopri le mostre attualmente visitabili.

Palazzo Chiablese Torino: orari

Le mostre ospitate nelle Sale di Palazzo Chiablese sono visitabili dal martedì alla domenica dalle ore 10 alle ore 19.

Ultimo ingresso ore 18.
Chiuso il lunedì.

Tag
2348

Related Articles

2348
Back to top button
Close
Close