Storia

Bombardamenti Torino: la città più colpita d’Italia!

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E’ la notte tra il 12 e il 13 giugno del 1940 quando le sirene dell’allarme aereo svegliano per la prima volta i torinesi.

Nella memoria sono ancora vivide le parole che urlate da Mussolini dal balcone di palazzo Venezia. 

Quel proclama trionfalistico, l’entrata dell’Italia nella seconda guerra Mondiale, accolto con giubilo dalla folla si rivela nella sua vera natura appena 48 ore dopo .

Torino, prima di altre città, sperimenta sulla propria pelle la guerra.

Un battesimo del fuoco che proietta i torinesi in un incubo di distruzione, panico e morte.

Un incubo che durerà fino al 5 aprile 1945 quando sulla città della Mole  cadranno le ultime bombe alleate.

Torino <la più bombardata d’Italia>, è una città industriale e il triste primato che le toccherà alla fine della guerra lo deve alla presenza della Fiat e delle fabbriche, primo bersaglio nelle strategie alleate.

E una calda notte d’estate quella tra il 12 e il 13 giugno.

Il cielo è sereno e i torinesi dormono sonni tranquilli, non immaginando lontanamente quello che sta per verificarsi.

Qualche ora prima 36 bombardieri Whitley sono decollati dalle basi dello Yorkshire, nord dell’Inghilterra, carichi di bombe da 500 libbre.

Piazza Statuto bombardata
Bombardamenti Torino: la città più colpita d’Italia!

Su Torino ne arriveranno però soltanto 12.

Uno cadrà in Francia, altri verranno ostacolati dal maltempo e costretti a tornare indietro.

E’ l’1.30 a Torino quando il rombo dei motori degli aerei britannici squarcia il silenzio.

La città è ben illuminata, un invito a nozze per i piloti della Raf.

Qualcosa però non va come dovrebbe, le sirene di allarme non suonano subito ma solo con diversi minuti di ritardo, quando ormai le bombe stanno già cadendo. 

E così la maggior parte dei torinesi non riesce a raggiungere i rifugi antiaerei della città, restando alla mercè delle bombe

Torino: la città più bombardata d'Italia

La prima legione della milizia di artiglieria contraerea oppone una debole resistenza.

Verranno sparati 863 colpi di cannone e oltre 40mila con le mitragliatrici da 8 millimetri.

Un fuoco di sbarramento che però non impensierirà i piloti britannici e non impedirà loro di compiere la missione.

Meno di tre quarti d’ora dopo, alle 2.15, è tutto finito.

I cannoni tacciono, il rombo dei bombardieri si fa sempre più indistinto e l’unico rumore è il crepitio delle fiamme che divorano a poco a poco gli edifici.

Le bombe hanno colpito Porta Palazzo, via Priocca, corso XI febbraio ma hanno clamorosamente mancato la Fiat. Indenne anche il gasometro.

Una bomba soltanto e un’intera porzione di città sarebbe stata cancellata causando una strage di civili.

Fiat Mirafiori nel 1940
Bombardamenti Torino: la città più colpita d’Italia!

La prima incursione aerea su Torino provoca 17 morti e 40 feriti, numeri sui quali ha certamente influito l’allarme tardivo.

Quello di cui però le statistiche non tengono conto è il senso di angoscia, di smarrimento e di panico che accompagnerà i torinesi per cinque lunghi anni.

Sensazioni che attanaglieranno i cuori ad ogni squillo di sirena, costringendoli ad una corsa contro il tempo, ad essere più rapidi delle bombe che cadono implacabili dal cielo distruggendo tutto e uccidendo amici e parenti.

In quel fatale 1940 l’allarme getterà il panico in città 33 volte.

Ma soltanto in nove casi i sinistri latrati delle sirene corrisponderanno davvero ad un bombardamento.

I principali bombardamenti avvenuti a Torino durante la seconda guerra mondiale:

Foto Museo Torino

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