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Museo del Cinema di Torino: uno dei simboli della città

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Il Museo del Cinema di Torino è forse una delle migliori espressioni museali sulla storia cinematografica.

Ospitato all’interno della Mole Antonelliana, il Museo offre un percorso che attraversa letteralmente la storia del cinema.

Dalle prime proiezioni, fino ai film di oggi, passando per i capolavori più famosi e i personaggi che hanno contribuito a dare forma a questa macchina dei sogni.

L’unione perfetta di due icone identitarie, la Mole e il Museo del Cinema, ha permesso di creare uno dei luoghi più belli e importanti della città e del panorama museale europeo.

Scopriamo quali tesori nasconde il Museo del Cinema di Torino e come affrontare la visita.

Mole Antonelliana sede del Museo del Cinema di Torino

Museo del Cinema di Torino prima della Mole Antonelliana

Prima di trovare la sua dimensione finale all’interno della Mole Antonelliana, il Museo Nazionale del Cinema aveva un’altra collocazione.

L’idea di questo museo nasce nel 1941 dalla studiosa di storia e cinema Maria Adriana Prolo.

A lei si devono, infatti, i materiali e buona parte dei pezzi che fanno parte della collezione. E che furono oggetto della prima esposizione in una sala della Mole Antonelliana.

Ciononostante, a partire dalla sua fondazione (avvenuta nel 1958), il polo museale dedicato al cinema rimarrà nelle sale di Palazzo Chiablese fino al 1985.

Anno in cui chiuderanno le sale per motivi di sicurezza. Ma il legame creato con la Mole tornerà a farsi sentire.

Come tutti sapranno, anche la Mole ha subito una serie di complicazioni nella sua lunga vita. A partire proprio dai lavori per la sua costruzione, nel 1863.

Inizialmente la Mole doveva essere la sede della nuova sinagoga, voluta dalla comunità ebraica dopo lo Statuto Albertino, ma il suo destino fu diverso.

L’opera di Antonelli, infatti, incontrò subito delle difficoltà, sia a causa delle numerose modifiche introdotte dall’architetto, sia per la mancanza di fondi.

Insomma, presto i lavori furono sospesi e nel 1873, la comunità ebraica si vide costretta a cedere la proprietà dell’edificio al Comune di Torino.

Al compimento dell’opera, lo stesso Comune decise di farne il monumento all’unità nazionale. Proprio in quel periodo i destini della Mole e del Museo del Cinema si sarebbero nuovamente intrecciati.

Cupola Mole Antonelliana Museo del Cinema

La scelta della Mole Antonelliana

Come abbiamo anticipato, il Museo del Cinema aprì ufficialmente nel 1958 a Palazzo Chiablese.

Sarà solo nel 1992, con la nascita della Fondazione Maria Adriana Prolo e su iniziativa della Regione Piemonte, che si penserà di far traslocare il Museo del Cinema di Torino.

L’idea però prenderà forma solo nel 2000, quando il polo museale viene inaugurato nella sua attuale sede della Mole Antonelliana.

Con l’arrivo del Museo del Cinema nelle sale della Mole Antonelliana, i grandi spazi dell’ex sinagoga trovano finalmente la loro miglior dimensione.

Infatti a far pendere l’ago della bilancia verso la Mole fu proprio il grande interesse mostrato dalla cittadinanza alla mostra organizzata in quegli stessi spazi da Maria Adriana Prolo. Ma non solo.

Sembra che il “sogno verticale” di Antonelli e il mondo onirico e fantastico del cinema si siano incontrati per esprimersi al meglio, in un vero e proprio viaggio, attraverso le pellicole ed il tempo.

Varcando le soglie del Museo del Cinema è possibile respirare letteralmente la celluloide in tutte le sue forme.

La prima parte del Museo si concentra sulla nascita della settima arte, dagli albori alle prime proiezioni, con una raccolta delle prime macchina da presa e le lanterne magiche.

Si tratta di una vera immersione nella preistoria del cinema che accompagna il visitatore e gli permette di scoprire la genesi di un film, la sua produzione e promozione.

Sala centrale Museo del Cinema della Mole con'idolo del film Cabiria.

Un Museo su più livelli

Il vero cuore del Museo del Cinema è sicuramente la Sala del Tempio.

Ovvero la sala centrale della Mole, dove si può osservare la statua dell’idolo del film Cabiria.

Qui, come su un moderno proscenio teatrale, l’altezza e la vorticità della passerella laterale si intrecciano, per coinvolgere appieno il visitatore.

Al centro della sala sono poste delle poltrone dalle quali si può far viaggiare lo sguardo tra gli schermi che proiettano film e la salita vertiginosa dell’edificio, che culmina nella cupola.

Grande particolarità del Museo del Cinema di Torino è proprio l’esposizione pensata su più livelli ad opera di François Confino.

È soprattutto grazie al suo contributo che il Museo del Cinema è come lo conosciamo oggi.

Lo scenografo svizzero è riuscito a sfruttare al meglio gli spazi interni, richiamando con luce e ombra i meccanismi che si celano dietro la macchina cinematografica dei sogni.

Anche la percezione del tempo sembra cambiare con il ritmo dettato dalle salite e dalle discese dell’ascensore panoramico di cristallo che arriva fino in cima alla Mole.

Imboccando la passerella laterale, che costeggia tutto l’interno del Museo del Cinema e ricorda una pellicola di celluloide, è possibile apprezzare le installazioni temporanee e muoversi all’interno della cupola.

Da qui si possono osservare i giochi di luci e ombre che, insieme al turbinio del circuito pedonale, rievocano una scena del film Metropolis. Non a caso è presente una ricostruzione dell’orologio del film.

Inoltre, nelle cappelle che si sviluppano lateralmente e sono accessibili grazie alla passerella, ci si può immergere in veri e propri angoli di genere cinematografico, ricostruiti in ogni minimo dettaglio.

L’allestimento che percorre la passerella comprende anche video, grafiche ed oggetti dedicati a grandi stelle del cinema.

Museo del Cinema salita verso la cupola della Mole Antonelliana

Museo del Cinema di Torino: cosa vedere

Come abbiamo anticipato il Museo del Cinema si sviluppa seguendo lo sviluppo della Mole Antonelliana. Cioè partendo dalla sala principale e proseguendo a spirale verso i piani alti.

La visita è interattiva e per questo adatta a tutti i tipi di pubblico, comprese le famiglie.

Il visitatore può immergersi a 360 gradi nei vari universi proposti.

E passare da una sala all’altra sperimentando in prima persona le peculiarità di ogni mondo. Personaggi, oggetti e ambientazioni vanno oltre lo schermo e rivivono insieme agli utenti.

Nell’area dedicata all’Archeologia del cinema, invece, sono raccolte le lanterne magiche, le scatole cinesi e tutti gli strumenti del pre-Cinema.

Cioè tutti i modi di raccontare storie in voga tra la popolazione prima dell’invenzione della macchina da presa. Insomma, una serie di reperti iconografici e illusioni ottiche (da provare) che riescono a far sognare persino i più scettici.

Un milione d’immagini, contenute nella Fototeca, ripercorrono invece la storia della fotografia e del cinema dal suo esordio. I primi attori, i primi girati e i primi sonori italiani ed esteri.

Da non perdere anche i 500mila oggetti (tra manifesti, parti del set e costumi di scena) esposti per far sbirciare l’utente dietro le quinte di un film. Pezzi unici da collezione e grandi attrezzature che sono entrati a far parte di un patrimonio inestimabile.

Interno Museo del Cinema Mole Antonelliana
Museo del Cinema di Torino: uno dei simboli della città

La collezione più importante: la Cineteca e l’archivio storico

La parte più copiosa e rilevante del Museo del Cinema è la collezione di pellicole originali.

Un patrimonio che ha origine nel 1942, quando la fondatrice del Museo acquistò la prima pellicola: oggi ne conta più di 3mila. Un archivio che mette insieme svariate epoche e generi del Cinema internazionale.

Oltre ai film, custodisce tracce uniche di un panorama vastissimo e curiose interviste a registi, attori e sceneggiatori.

All’altezza dell’archivio è la biblioteca che raccoglie 45mila monografie e più di 100mila riviste e documenti sul cinema e sulla fotografia.

Ma anche la videoteca e la fonoteca: qui si possono ascoltare le voci più iconiche della storia del cinema e le colonne sonore più amate di sempre.

Targa Museo del Cinema sulla Mole Antonelliana di Torino

Le novità del Museo nazionale del Cinema

In questi ultimi mesi il Museo del Cinema sta cavalcando l’onda tecnologica per rendere sempre più accessibili i suoi contenuti multimediali. Presto, infatti, la Cineteca si doterà di un laboratorio per la digitalizzazione delle pellicole. Così facendo gran parte dei film muti, risalenti ormai ad un secolo fa, saranno finalmente a disposizione del grande pubblico.

Con la riapertura del museo, poi, si prevede un nuovo restyling della Caffetteria all’interno della Mole Antonelliana, con apertura verso il giardino esterno.

Una schiera di display accoglieranno i visitatori nella nuova hall e un’intera sala sarà dedicata alla Realtà Virtuale. Attraverso dei visori di ultima generazione gli utenti potranno immergersi nella nuovissima video-enciclopedia del Museo del Cinema.

Una sensazionale trasformazione che renderà lo spazio museale ancora più coinvolgente, ancora più tecnologico e ancora più green.

Infine, tra le mostre più attese prossimamente ci saranno:

  • “I 100 attori e attrici del cinema italiano in posa”
  • l’esposizione dedicata agli eroi del cinema da Maciste ai supereroi Marvel
  • l’omaggio alla fondatrice Maria Adriana Prolo a trent’anni dalla sua scomparsa

Visitare il Museo del Cinema

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