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Mole Antonelliana: monumento simbolo di Torino

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La Mole Antonelliana, nata come pazzia architettonica di un ambizioso architetto novarese, è diventata il simbolo di Torino. Con i suoi 167 metri di altezza, è l’edificio più alto del centro storico della città.

Al momento della sua costruzione, era anche il monumento in muratura più alto d’Europa: un record non da poco. Un gigante di pietra che, ad un certo punto, venne abbattuto dalla furia della natura. Ma come è nata l’idea di innalzare una costruzione così verticalista?

L’origine del mito e il genio di Antonelli

All’origine della Mole Antonelliana non ci sono né nobili né imprenditori committenti. Fu la comunità ebraica torinese a richiedere un nuovo tempio a Carlo Alberto di Savoia nel 1848, il quale diede loro il via libera di scegliere un terreno dove innalzare l’edificio. Così, la comunità acquistò il lotto che si affacciava sull’antica “contrada del cannon d’oro” (attuale via Montebello).

E ingaggiò Alessandro Antonelli per la costruzione di un tempio alto 47 metri che potesse includere anche una scuola. Ma come sappiamo, le cose non andarono esattamente così. L’architetto, infatti, si fece “prendere la mano” e stravolse il progetto iniziale, lasciando di fatto la comunità ebraica a mani vuote.

Alessandro Antonelli, architetto da cui prende il nome la Mole Antonelliana, è una delle figure più importanti della storia dell’Ottocento piemontese. Una delle prime opere realizzate a Torino, insieme a Casa Ponzio Vaglia, è la Casa delle Colonne, all’angolo tra corso Matteotti e corso Re Umberto. Un esempio unico nel suo genere: un palazzo di cinque piani ricoperto interamente di colonne doriche, due per ogni finestra o loggia.

Furono queste due costruzioni a segnare il passaggio dalle tecniche costruttive del passato ad un nuovo linguaggio architettonico: il “sistema antonelliano“, studiato tuttora all’Università. Grazie al suo sistema rivoluzionario, Antonelli riuscì a fare a meno dei muri portanti, sostituendoli con un reticolo strutturale in laterizio o con legamenti in ferro.

Fondò l’intera carriera sulla ricerca costante di spingersi ai limiti della resistenza dell’architettura. E il suo esperimento più ardito fu senza alcun dubbio la Mole Antonelliana.

Colonne della Mole Antonelliana di Torino

La trasformazione della Mole Antonelliana, da tempio a monumento simbolo della città

Dai 47 metri originari, Alessandro Antonelli arrivò a progettare un edificio di ben 113 metri. Più del doppio rispetto alla richiesta della comunità ebraica, la quale si vide costretta ad interrompere la committenza per mancanza di fondi. Era il 1869 e la Mole Antonelliana era ferma, incompleta, a 70 metri di altezza. Il terreno alla base, inoltre, sembrava dovesse cedere da un momento all’altro.

Ma Antonelli non si arrese e lavorò duramente per mettere in sicurezza la zona. A prendersi carico del cantiere, a quel punto, fu il Comune di Torino che diede in concessione alla comunità ebraica un altro appezzamento di terra dove far sorgere la sinagoga.

L’opera di Antonelli sarebbe diventata un omaggio al Re Vittorio Emanuele II

Ci vollero, in totale, ben 26 anni per completare l’opera, ma Alessandro Antonelli non riuscì neanche a vederla finita. A porre l’ultimo mattone nel febbraio del 1889 (4 mesi dopo la dipartita di Alessandro) ci pensò il figlio Costanzo che partecipò alla tanto attesa inaugurazione della Mole.

Alle soglie del Novecento la Mole Antonelliana si presentava come un monumento maestoso e senza precedenti. Con i suoi 167,5 metri era l’edificio in muratura più alto d’Europa (proprio per questo fu denominata Mole). Un record che detenne per 64 anni, finché un violento nubifragio non fece crollare la guglia gettando nello sgomento i torinesi.

Erano le 19,30 del 23 maggio 1953 e 47 metri di punta erano piombati ai piedi della Mole, accanto agli studi RAI, fortunatamente senza fare vittime. Tutti i giornali mostrarono l’immagine della Mole Antonelliana spezzata e di via San Massimo interdetta al pubblico. E gli stessi cittadini, desiderosi di veder risanato il simbolo della città, fecero una colletta di offerte.

Un Genio Alato, una stella e un’altra stella ancora

Dopo anni di lavori, nel 1961 venne reimpiantata la guglia della Mole Antonelliana. Gli ingegneri sostituirono la copertura in muratura originaria con uno scheletro in ferro, più leggero e meno sensibile alle intemperie. E una nuova stella indicava il punto più alto del monumento.

In realtà, la stella non era prevista nei progetti originari di Antonelli. Secondo i suoi disegni, infatti, un “Genio alato” alto 4 metri doveva proteggere dall’alto la Mole. E in effetti la statua dell’angelo rimase sulla vetta del monumento per cinque anni dalla sua costruzione. Poi, però, l’11 agosto 1904 un uragano colpì la città di Torino e un fulmine finì per abbattere la statua di tre quintali. Anche questa volta nessuna vittima. Si decise comunque di sostituirla con una stella a cinque punte in rame placcata oro, realizzata da Ernesto Ghiotti, capo dei lavori pubblici del Comune.

Dopo il nubifragio del ’53 anche quella stella venne sostituita. In cima alla Mole Antonelliana ne venne impiantata un’altra, più moderna, a 12 punte. Fu realizzata con una lega metallica di acciaio e alluminio, implementando un sistema anti-fulmine.

Targa con la storia all'ingresso della Mole Antonelliana

Le trasformazioni della Mole Antonelliana

A pochi anni dalla sua inaugurazione, la Mole Antonelliana aveva già sorpreso i torinesi per la sua altezza spropositata, ma non solo per quello. Fu, infatti, uno dei primi edifici illuminati di notte: gli ingegneri dell’epoca usarono una serie di lampade a gas per esaltare le forme della Mole anche nelle ore più buie. Possiamo immaginare lo stupore dei cittadini che si trovavano ai suoi piedi, al chiaro di luna.

A partire dal 1908, e fino agli anni ’30, la Mole Antonelliana fu sede del Museo del Risorgimento Italiano. Poi, in attesa del completamento dei lavori di restauro, divenne sede di alcune mostre temporanee.

Nel 1987 l’edificio venne dotato di un ascensore interno che potesse raggiungere la vetta. E in questi stessi anni la Mole venne ripensata come sede museale permanete.

Finalmente, nel 2000 l’ascensore panoramico, targato GTT, iniziò il suo cammino di discesa e salita.

Ancora oggi l’ascensore di cristallo permette ai visitatori di salire, in un minuto, fino al tempietto a 85 metri d’altezza. Da lassù si può ammirare la vista eccezionale sulla città e sull’arco alpino che la circonda.

Nello stesso anno la Mole divenne ufficialmente sede del Museo del Cinema, una delle sedi museali più suggestive del mondo. Lanterne magiche, macchine ottiche e strumenti dell’era pre-cinematografica fanno sognare grandi e piccini. Mentre la ricreazione dei set più famosi e l’allestimento di preziosi cimeli rendono ancor più immersiva la visita.

I mille volti della Mole Antonelliana

Grazie anche all’apporto del Museo Internazionale del Cinema, la Mole Antonelliana è arrivata ad ottenere un valore inestimabile.

Il celebre filosofo Friedrich Nietzsche la definì “l’opera architettonica più geniale mai realizzata” e tutt’oggi viene considerata il simbolo indiscusso del capoluogo piemontese.

Inserita tra gli edifici misteriosi di Torino città magica, per la sua forma e per la sua storia ricca di vicissitudini, è comunque uno dei monumenti più noti dall’intero stivale.

Non a caso rappresenta l’immagine della moneta da 2 centesimi e rimane l’edificio in muratura più alto d’Italia.

Informazioni

  • Indirizzo: Via Montebello, 20, 10124 Torino
  • Posizione: googlemaps
  • Telefono: 011-8125658
  • Prenotazioni: on line a questo indirizzo
  • Apertura: lunedì -mercoledì – giovedì – venerdì – domenica dalle 9 alle 20 e sabato dalle 9 alle 23.

Come raggiungere la Mole Antonelliana

  • In auto: è nel centro cittadino, zona ZTL, parcheggiare in Corso San Maurizio o nei dintorni e raggiungere a piedi l’ingresso dell’edificio
  • A piedi: percorrere Via Po e svoltare all’ncocrio con via Montebello.
  • Mezzi pubblici: si possono utilizzare i mezzi che fermano in Via Po e quelli che fermano in Corso San Maurizio.

 In Via Po: tram 13 e il 15, pullman 13N, 55, 56, 61, N04, N10, S04, S05, S18, W01, W15, W60

Corso San Maurizio l’autobus 24, /93, E68, N57.

Come salire in cima alla Mole Antonelliana

La Mole Antonelliana, al suo interno, è dotata di un ascensore panoramico che permette di salire ad un’altezza di 85 metri in meno di un minuto. Da quel punto è possibile godersi un panorama spettacolare sulla città di Torino e sull’arco alpino che la circonda.

L’accesso è consentito esclusivamente ai soggetti in possesso di “Green Pass” unitamente ad un’autodichiarazione Covid-19 (pdf).

È consigliata la prenotazione, in particolar modo per weekend e festivi, preacquistando il biglietto online.

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