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Statue e monumenti commemorativi di Torino: la memoria della città

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Da Alessandro Maldera

Agosto 08, 2026

Statue e monumenti commemorativi di Torino tra sculture storiche, monumenti equestri, obelischi e opere dedicate alla memoria cittadina

Le statue e i monumenti commemorativi di Torino sono una mappa silenziosa della memoria cittadina. Raccontano sovrani, patrioti, tragedie collettive, imprese tecniche, devozione popolare e piccoli riti urbani che attraversano la vita quotidiana della città.

A Torino la memoria pubblica non vive soltanto nei musei o nei palazzi storici. Si incontra anche nelle statue al centro delle piazze, nei monumenti equestri, negli obelischi, nelle lapidi, nei memoriali e nelle opere contemporanee che hanno trasformato angoli della città in luoghi riconoscibili.

Per leggere il quadro più ampio del patrimonio cittadino si può partire dai monumenti di Torino. Qui invece lo sguardo si concentra sulle opere commemorative, sulle statue e sui simboli civili che raccontano la città nello spazio pubblico.

In breve

– Torino conserva statue, monumenti equestri, obelischi, lapidi e memoriali legati alla sua storia
– Molte opere raccontano la memoria sabauda, il Risorgimento e la nascita dell’Italia unita
– Accanto ai monumenti solenni esistono simboli curiosi, opere contemporanee e memorie civili più nascoste
– Alcune opere, come le Statue Po e Dora o le statue del Ponte Umberto I, stanno al confine tra scultura, fontana e architettura urbana

Una città raccontata dalle statue

Passeggiare per Torino significa incontrare continuamente opere che ricordano persone, episodi e passaggi storici. Alcune dominano lo spazio urbano con grande forza scenografica. Altre sono quasi nascoste, ma conservano una memoria precisa.

Le statue torinesi non hanno tutte la stessa funzione. Alcune celebrano sovrani e protagonisti del Risorgimento. Altre ricordano tragedie, imprese industriali o personaggi religiosi. Altre ancora sono diventate simboli popolari, più vicini alla curiosità cittadina che alla celebrazione ufficiale.

È proprio questa varietà a rendere interessante il patrimonio commemorativo di Torino: ogni opera aggiunge una voce diversa al racconto della città.

Monumenti equestri e memoria sabauda

Torino, capitale sabauda e poi prima capitale d’Italia, conserva un rapporto molto forte con i monumenti equestri. Cavalli, cavalieri, sovrani e condottieri occupano ancora oggi punti centrali della città e raccontano il legame tra potere, arte pubblica e memoria nazionale.

Mole24 ha dedicato un approfondimento ai monumenti equestri di Torino, opere che uniscono scultura, storia e scenografia urbana. Tra gli esempi più importanti rientra il Cavallo di Bronzo di Torino, conosciuto anche come El Caval ed Bronz, legato a Emanuele Filiberto e alla memoria sabauda.

A questo filone appartengono anche il monumento a re Vittorio Emanuele II e il monumento di Carlo Alberto, che continuano a collegare il paesaggio urbano torinese alla storia politica dell’Ottocento. Anche il trasloco della statua equestre in Piazza Castello mostra quanto questi monumenti siano parte viva della città, non semplici elementi decorativi.

Il racconto delle statue passa anche dagli artisti che le hanno immaginate. Mole24 ha raccontato Carlo Marochetti, scultore torinese arrivato fino all’Etoile e a Westminster, e Eugenio Baroni, autore legato a opere pubbliche e memoria civile.

Cavour, Garibaldi e i protagonisti del Risorgimento

Il Risorgimento è uno dei grandi fili della memoria torinese. Non è solo materia da manuale: a Torino prende forma nelle statue, nei nomi, nelle piazze e nei monumenti che ricordano i protagonisti dell’Italia unita.

Il monumento di Cavour a Torino racconta uno dei personaggi più legati all’identità politica della città. Il monumento a Garibaldi aggiunge un’altra presenza forte, con una postura e un orientamento che hanno alimentato nel tempo racconti e interpretazioni.

Queste opere non sono soltanto statue celebrative. Sono punti di memoria che aiutano a capire il ruolo di Torino nella costruzione dell’Italia moderna.

Il Frejus, gli obelischi e i monumenti civili

Non tutti i monumenti commemorativi celebrano una persona. Alcuni ricordano imprese tecniche, battaglie politiche o passaggi civili che hanno segnato la città.

Il Monumento al Traforo del Frejus è uno degli esempi più significativi. Ricorda un’opera infrastrutturale fondamentale e trasforma il tema del progresso tecnico in un simbolo urbano.

Anche l’Obelisco di piazza Savoia appartiene a questa famiglia di monumenti civili. Alla sua storia si lega anche la curiosità della scatola del tempo nascosta sotto l’obelisco, uno dei racconti più affascinanti della Torino meno evidente.

Tra le opere meno note ma coerenti con questo percorso c’è anche l’Arco di Trionfo di Torino, testimonianza di una memoria monumentale che non passa sempre dai luoghi più famosi.

Lapidi, memoriali e memoria civile

La memoria di una città non è fatta solo di statue solenni. A volte passa da una lapide, da un’iscrizione, da un monumento recente o da un luogo che ricorda una ferita collettiva.

La lapide in ricordo dell’incendio al Cinema Statuto richiama una tragedia che ha segnato profondamente Torino. Il monumento in ricordo delle vittime dell’Heysel a Torino lega invece sport, dolore pubblico e memoria condivisa.

Ci sono poi memorie più discrete, come la lapide dedicata ai fratelli Stephenson, che ricordano come il passato urbano possa nascondersi in dettagli apparentemente minori.

Simboli curiosi e opere contemporanee

Accanto alla memoria ufficiale esiste una Torino fatta di simboli curiosi, opere contemporanee e piccoli rituali cittadini.

The Big Testone, la grande testa rovesciata del David di Michelangelo, è uno degli esempi più riconoscibili della scultura contemporanea nello spazio urbano torinese. Non appartiene alla tradizione commemorativa classica, ma è entrata nel paesaggio mentale della città.

Più piccolo, ma molto popolare, è il dito di Cristoforo Colombo, diventato nel tempo un portafortuna cittadino. In questo caso la forza del monumento nasce anche dal gesto ripetuto dalle persone, dalla superstizione e dalla familiarità con il luogo.

Sulla collina, il Faro della Vittoria rappresenta invece un segno monumentale visibile da lontano, legato alla memoria pubblica e alla posizione panoramica.

Mausolei e memoria privata

Alcuni monumenti torinesi nascono da storie più intime, poi diventate parte della memoria cittadina.

Il caso più noto è il mausoleo della Bela Rosina, spesso descritto come un piccolo Pantheon torinese. La sua forza sta proprio nell’incrocio tra vicenda privata, memoria sabauda e architettura funeraria.

Anche la statua di Don Bosco ha un valore che supera il semplice riferimento religioso. È un’opera legata alla devozione, alla storia sociale della città e alla presenza salesiana a Torino.

Quando una statua dialoga con fontane, ponti e chiese

Alcune opere non si lasciano chiudere in una sola categoria. Le Statue Po e Dora sono un caso evidente: sono figure allegoriche, richiamano i fiumi della città e dialogano con il tema delle fontane monumentali.

Anche le statue del Ponte Umberto I uniscono scultura, architettura e paesaggio fluviale. In questi casi Torino mostra una caratteristica ricorrente: molte opere pubbliche non sono isolate, ma nascono in relazione con ponti, chiese, piazze, fiumi e prospettive urbane.

Perché questi monumenti contano ancora

Le statue e i monumenti commemorativi di Torino non sono soltanto tracce del passato. Sono strumenti con cui la città continua a raccontarsi. Alcuni confermano una memoria ufficiale, altri custodiscono storie laterali, altri ancora sono diventati simboli popolari.

Guardarli con attenzione significa leggere Torino attraverso ciò che ha scelto di ricordare, ma anche attraverso ciò che il tempo ha trasformato in abitudine, curiosità o rito urbano.

FAQ – Domande frequenti sulle statue e i monumenti commemorativi di Torino

Quali sono le statue più famose di Torino?

Tra le più note ci sono i monumenti equestri, il Cavallo di Bronzo, il monumento di Cavour, il monumento a Garibaldi, le Statue Po e Dora e diverse opere collocate nelle piazze storiche della città.

Che differenza c’è tra statua e monumento commemorativo?

Una statua è un’opera scultorea. Un monumento commemorativo ha anche una funzione di memoria: ricorda un personaggio, un evento, una tragedia, un’impresa o un valore civile.

Le Statue Po e Dora sono statue o fontane?

Sono un caso ibrido. Si possono leggere come gruppo scultoreo, come allegoria dei fiumi e come parte del patrimonio delle fontane monumentali torinesi.

Torino ha monumenti commemorativi moderni?

Sì. Accanto alle opere storiche ci sono monumenti recenti, memoriali contemporanei e installazioni urbane che sono entrate nel racconto pubblico della città.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende