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Quartiere Nizza Millefonti di Torino: dalla campagna alla città contemporanea

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Da Alessandro Maldera

Agosto 04, 2026

Il quartiere Nizza Millefonti di Torino occupa un lungo settore della parte meridionale della città, compreso tra corso Bramante, la ferrovia, il Po e il confine con Moncalieri.

La sua identità non nasce intorno a una sola piazza o a un borgo antico. Nizza Millefonti si è formato attraverso trasformazioni successive: le cascine e le sorgenti, la ferrovia per Genova, la Fiat, gli ospedali, l’esposizione di Italia ’61 e la riconversione delle grandi aree industriali.

Oggi il quartiere riunisce abitazioni, strutture sanitarie, musei, impianti sportivi, poli fieristici e alcuni degli edifici più riconoscibili della Torino meridionale.

Focus su Nizza Millefonti

Circoscrizione: Circoscrizione 8
Zona: settore meridionale di Torino
Assi principali: via Nizza, via Genova, via Ventimiglia e corso Unità d’Italia
Luoghi principali: MAUTO, Palavela, Italia ’61, Lingotto e Grattacielo Piemonte
Servizi principali: Città della Salute, metropolitana e stazione ferroviaria Torino Lingotto

Posizione geografica e circoscrizione di appartenenza

Nizza Millefonti appartiene alla Circoscrizione 8 di Torino. Fino alla riorganizzazione amministrativa del 2016 faceva parte della precedente Circoscrizione 9, insieme a Lingotto e Filadelfia.

Il quartiere ha una forma allungata e segue le grandi direttrici che collegano il centro con la zona sud e con Moncalieri.

A nord, corso Bramante segna il confine con San Salvario. A est, il territorio raggiunge la sponda sinistra del Po e si affaccia verso Cavoretto e la collina.

Sul lato occidentale, la ferrovia Torino-Genova separa Nizza Millefonti da Lingotto, Filadelfia e Mirafiori Sud. A sud, il quartiere arriva fino a piazza Bengasi e al confine comunale con Moncalieri.

I confini del quartiere Nizza Millefonti

Nord: San Salvario
Ovest: Lingotto, Filadelfia e Mirafiori Sud, oltre la ferrovia
Est: Cavoretto e la collina, oltre il Po
Sud: Moncalieri

Piazza Carducci e piazza Bengasi rappresentano idealmente le due estremità del quartiere. La prima coincide con l’antica Barriera di Nizza, mentre la seconda è oggi una delle principali porte di accesso alla città da sud.

La storia del quartiere Nizza Millefonti

Il nome del quartiere riunisce due riferimenti diversi.

La parola Nizza deriva dalla strada che collegava Torino con l’antica contea sabauda di Nizza, attraversando il Piemonte meridionale e la Liguria. L’attuale via Nizza conserva ancora la direzione di questo antico percorso.

Il termine Millefonti richiama invece la presenza di sorgenti, risorgive e acque sotterranee collegate al vicino Po.

Anche il nome Molinette, utilizzato per indicare la parte settentrionale del quartiere, ricorda l’esistenza di piccoli mulini alimentati dalle acque della zona.

Per lungo tempo il territorio rimase prevalentemente agricolo. Campi, cascine, poderi e piccoli nuclei rurali occupavano gli spazi oggi attraversati da grandi strade e palazzi.

Tra gli insediamenti più conosciuti figuravano Tetti Fré, la cascina Martini di Cigala e il podere dei Robilant.

La Barriera di Nizza e l’ingresso meridionale della città

L’attuale piazza Carducci era un tempo occupata dalla Barriera di Nizza, uno dei punti di controllo per l’ingresso delle merci a Torino.

La barriera segnava il passaggio tra la città e la campagna. Ai lati della strada sorgevano edifici utilizzati per le attività doganali e per il deposito delle merci.

Con l’espansione urbana e l’abolizione delle cinte daziarie, le vecchie strutture persero la propria funzione e vennero demolite.

La zona continuò però a rappresentare un accesso fondamentale alla città. Via Nizza divenne progressivamente uno dei principali assi di crescita della Torino meridionale.

La ferrovia e lo sviluppo lungo via Nizza

La costruzione della linea ferroviaria Torino-Genova, durante l’Ottocento, modificò profondamente il territorio.

I binari crearono una separazione fisica tra le aree destinate a diventare Lingotto e Nizza Millefonti. Allo stesso tempo, la ferrovia favorì l’arrivo di lavoratori, abitazioni e attività produttive.

Lungo via Nizza sorsero case destinate ai ferrovieri e alle famiglie impiegate nelle nuove industrie.

Molte strade vennero intitolate a località della Liguria e del Piemonte meridionale, rafforzando il legame simbolico con la strada diretta verso Nizza.

La crescita accelerò nei primi decenni del Novecento, quando lo stabilimento Fiat del Lingotto trasformò l’intera zona meridionale di Torino.

L’industria automobilistica e l’area Fiat Avio

La costruzione dello stabilimento del Lingotto richiamò migliaia di lavoratori e contribuì all’aumento della popolazione.

Il grande complesso industriale si sviluppò sul lato occidentale della ferrovia, ma influenzò direttamente anche Nizza Millefonti. Nelle vie vicine aumentarono abitazioni, negozi, servizi e strutture religiose.

Una parte dell’antico podere dei Robilant venne acquisita dalla Fiat. Dopo diverse trasformazioni, l’area fu occupata dagli impianti della Fiat Avio.

La dismissione e la demolizione degli stabilimenti aprirono una nuova fase urbanistica. Sui terreni dell’ex area industriale sono sorti l’Oval e il Grattacielo Piemonte, mentre altri spazi sono destinati a nuovi progetti sanitari e universitari.

La zona Molinette e la Città della Salute

La parte settentrionale di Nizza Millefonti è conosciuta soprattutto per la presenza dei principali ospedali torinesi.

L’Ospedale San Giovanni Battista, chiamato comunemente Molinette, venne inaugurato nel 1935. La sua costruzione segnò l’inizio di un grande polo sanitario.

Nel 1938 entrò in funzione l’Ospedale Sant’Anna. Negli anni successivi si aggiunsero l’Ospedale infantile Regina Margherita e il Centro Traumatologico Ortopedico.

La vicinanza tra queste strutture diede origine alla Città della Salute e della Scienza.

Ogni giorno la zona è attraversata da pazienti, personale sanitario, studenti universitari e visitatori. Gli ospedali hanno favorito anche lo sviluppo di laboratori, ambulatori, farmacie, attività commerciali e servizi.

La vocazione sanitaria è diventata uno degli elementi principali dell’identità del quartiere.

I bombardamenti della Seconda guerra mondiale

La vicinanza alla ferrovia e agli stabilimenti industriali rese Nizza Millefonti un obiettivo durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale.

Si colpirono colpite abitazioni, fabbriche, infrastrutture ferroviarie e aree vicine a piazza Carducci.

Lo stabilimento Fiat del Lingotto subì danni molto gravi. Anche diverse chiese e costruzioni residenziali furono distrutte o danneggiate.

La conformazione attuale del quartiere deriva in buona parte dalla ricostruzione avvenuta tra gli anni Cinquanta e Settanta.

Durante scavi e lavori pubblici si trovarono più volte ordigni inesplosi. Altri interventi hanno portato alla luce reperti archeologici, comprese testimonianze di epoca longobarda lungo via Nizza.

Italia ’61 e il centenario dell’Unità d’Italia

Una delle trasformazioni più importanti avvenne in occasione delle celebrazioni per il centenario dell’Unità d’Italia.

Tra la seconda metà degli anni Cinquanta e il 1961, una vasta area vicina al Po venne completamente ridisegnata.

Nacque così Italia ’61, il quartiere espositivo realizzato per ospitare una grande manifestazione dedicata all’industria, al lavoro, alla tecnologia e alla modernizzazione del Paese.

Costruirono nuovi viali, padiglioni, impianti sportivi e infrastrutture.

Tra gli edifici principali figuravano il Palazzo del Lavoro e il Palazzo a Vela, oggi conosciuto come Palavela.

La zona disponeva anche di una monorotaia sopraelevata, una funivia diretta verso Cavoretto, una fontana luminosa e strutture espositive temporanee.

Molte opere vennero smantellate negli anni successivi. Il Palavela e il Palazzo del Lavoro sono invece rimasti come testimonianze della stagione di Italia ’61.

Il Palazzo del Lavoro

Il Palazzo del Lavoro venne progettato per ospitare una delle sezioni principali dell’esposizione.

L’edificio è caratterizzato da una grande struttura modulare, sostenuta da pilastri indipendenti e coperta da elementi quadrati.

Per dimensioni e soluzioni tecniche rappresentò una delle architetture più innovative realizzate a Torino nel secondo dopoguerra.

Dopo la conclusione di Italia ’61, il palazzo venne utilizzato in modo discontinuo. Nel tempo ha subito un progressivo degrado e diversi progetti di recupero non hanno trovato piena realizzazione.

Nonostante le difficoltà, continua a essere uno degli edifici più riconoscibili della zona.

Il Palavela dalle esposizioni alle Olimpiadi

Il Palavela nacque come Palazzo delle Mostre per Italia ’61.

La grande copertura curva gli conferì una forma immediatamente riconoscibile e contribuì a trasformarlo in uno dei simboli della Torino meridionale.

In vista dei Giochi olimpici invernali del 2006, l’edificio venne ristrutturato e adattato alle competizioni sportive sul ghiaccio.

Oggi ospita gare, spettacoli e manifestazioni. La sua storia collega quindi le celebrazioni del 1961 con la stagione olimpica torinese.

Il Museo Nazionale dell’Automobile

Lungo corso Unità d’Italia si trova il Museo Nazionale dell’Automobile, uno dei principali musei del quartiere.

La sede venne aperta nel 1960, alla vigilia delle manifestazioni di Italia ’61.

Il percorso espositivo racconta lo sviluppo dell’automobile, dalle prime vetture ai modelli contemporanei.

La collezione comprende automobili storiche, motori, documenti, fotografie e materiali legati all’industria e al design.

La presenza del museo rafforza il rapporto tra il quartiere e la storia automobilistica di Torino.

Il Lingotto dalla produzione alla riconversione

Lo stabilimento Fiat del Lingotto fu uno dei più importanti complessi industriali italiani del Novecento.

La fabbrica entrò in funzione negli anni Venti e divenne famosa per la pista di collaudo costruita sul tetto.

Dopo la cessazione della produzione, avvenuta all’inizio degli anni Ottanta, l’edificio venne riconvertito.

Il complesso ospita oggi spazi commerciali, strutture alberghiere, sedi universitarie, aree fieristiche e luoghi culturali.

La Pinacoteca Agnelli e la pista sul tetto mantengono visibile il legame con la storia della fabbrica.

Il nome Lingotto identifica il complesso anche se alcune delle aree poste a est della ferrovia rientrano nel sistema urbano di Nizza Millefonti.

L’Oval e le Olimpiadi del 2006

L’Oval venne costruito per i Giochi olimpici invernali del 2006.

Il padiglione ospitò le gare di pattinaggio di velocità e fu collocato nell’area precedentemente occupata dagli impianti Fiat Avio.

Dopo le Olimpiadi, la struttura è stata utilizzata per fiere, manifestazioni, concerti ed eventi.

La costruzione dell’Oval rappresentò una nuova fase nella trasformazione del quartiere, ormai non più legato soltanto alla produzione industriale.

Il Grattacielo Piemonte

Accanto all’Oval sorge il Grattacielo Piemonte, realizzato come sede centrale della Regione.

La torre supera i duecento metri ed è diventata uno degli edifici più alti e visibili della città.

La sua costruzione ha modificato lo skyline della zona sud e ha creato una nuova centralità vicino alla fermata della metropolitana Italia 61-Regione Piemonte.

Gli uffici regionali hanno portato nel quartiere migliaia di lavoratori e nuovi flussi quotidiani.

Il progetto del Parco della Salute

L’area vicina al Grattacielo Piemonte è destinata a ospitare il Parco della Salute, della Ricerca e dell’Innovazione.

Il progetto prevede la realizzazione di un nuovo polo ospedaliero e universitario, pensato per riunire attività oggi distribuite tra diversi edifici.

La trasformazione dovrebbe interessare anche la ricerca, la formazione, le residenze per studenti e operatori e i collegamenti con la stazione ferroviaria del Lingotto.

Il progetto non è ancora completato e la sua realizzazione rappresenta una delle principali trasformazioni future della zona.

Cosa vedere nel quartiere Nizza Millefonti

Il percorso può iniziare dal Museo Nazionale dell’Automobile, lungo corso Unità d’Italia.

Poco più a sud si raggiunge l’area di Italia ’61, con il Palavela, il Palazzo del Lavoro e i resti delle infrastrutture costruite per l’esposizione.

Il complesso del Lingotto permette invece di osservare la trasformazione di una fabbrica automobilistica in un polo commerciale, culturale e fieristico.

Tra gli altri luoghi da vedere figurano l’Oval, il Grattacielo Piemonte e le architetture legate agli ospedali della Città della Salute.

La chiesa del Patrocinio di San Giuseppe conserva un alto campanile neobarocco, mentre la chiesa dell’Assunzione di Maria Vergine venne costruita nel secondo dopoguerra sul luogo di un precedente edificio distrutto durante i bombardamenti.

Il quartiere offre inoltre percorsi lungo il Po, che collegano la zona del Museo dell’Automobile con Italia ’61 e le aree verdi verso Moncalieri.

Feste e tradizioni di Nizza Millefonti

Nizza Millefonti non possiede una sola festa tradizionale comune a tutto il quartiere.

La vita pubblica è legata soprattutto ai grandi poli culturali, sportivi, sanitari e fieristici.

Lingotto Fiere ospita durante l’anno manifestazioni dedicate ai libri, all’arte, al turismo, alla tecnologia e al design.

L’Oval e il Palavela accolgono eventi sportivi, concerti e spettacoli. Il Museo dell’Automobile organizza mostre, incontri e iniziative legate alla cultura motoristica.

Le parrocchie e le associazioni locali propongono inoltre feste di comunità, attività sociali e momenti di incontro.

La memoria collettiva del quartiere resta fortemente legata alle fabbriche, agli ospedali e alle celebrazioni di Italia ’61.

Qualità della vita nel quartiere

Nizza Millefonti dispone di numerosi servizi e di collegamenti efficienti.

La presenza della metropolitana permette di raggiungere rapidamente il centro, Porta Nuova, Porta Susa e la zona occidentale della città.

Il quartiere ospita ospedali, scuole, negozi, supermercati, impianti sportivi, musei e strutture fieristiche.

La vicinanza al Po offre percorsi pedonali e ciclabili, soprattutto nella fascia orientale.

Le condizioni cambiano però da una zona all’altra.

L’area delle Molinette è attraversata ogni giorno da pazienti, ambulanze, lavoratori e studenti. Via Nizza e corso Unità d’Italia sono grandi arterie di traffico.

La ferrovia continua a rappresentare una barriera tra Nizza Millefonti e Lingotto, anche se sottopassi, cavalcavia e passerelle permettono di superarla.

Le vie interne hanno generalmente un carattere più residenziale rispetto alle zone vicine agli ospedali, agli impianti fieristici e ai principali assi automobilistici.

Trasporto pubblico e come muoversi

Nizza Millefonti è servito direttamente dalla Linea 1 della metropolitana.

Le principali fermate sono Carducci-Molinette, Spezia, Lingotto, Italia 61-Regione Piemonte e Bengasi.

La metropolitana attraversa il quartiere lungo l’asse di via Nizza e permette di raggiungere il centro senza utilizzare l’automobile.

La stazione ferroviaria Torino Lingotto si trova sul lato occidentale dei binari ed è collegata attraverso sottopassi e percorsi pedonali.

Numerose linee di autobus e tram percorrono corso Bramante, via Genova, via Ventimiglia, corso Unità d’Italia e piazza Bengasi.

La bicicletta è adatta soprattutto agli spostamenti lungo il Po e nei collegamenti verso il Valentino e il Parco delle Vallere.

In automobile, gli assi principali sono via Nizza, corso Unità d’Italia, corso Bramante e corso Maroncelli.

Il traffico può aumentare nelle ore di accesso agli ospedali, durante gli eventi fieristici e nei collegamenti tra Torino e Moncalieri.

Un quartiere nato da trasformazioni successive

Nizza Millefonti non possiede un unico centro storico capace di raccontarne tutta l’identità.

Il quartiere si è formato attraverso una serie di cambiamenti. La strada verso Nizza ha definito il primo asse territoriale. La ferrovia e la Fiat hanno trasformato la campagna in città. Gli ospedali hanno creato un grande polo sanitario.

Italia ’61 ha introdotto nuove architetture e infrastrutture. La riconversione del Lingotto, l’Oval e il Grattacielo Piemonte hanno infine dato nuove funzioni agli spazi industriali.

Questa successione di trasformazioni rende Nizza Millefonti uno dei territori che mostrano con maggiore chiarezza il passaggio dalla Torino rurale e industriale alla città contemporanea.

FAQ – Chiarimenti sul quartiere Nizza Millefonti

A quale circoscrizione appartiene Nizza Millefonti?

Nizza Millefonti appartiene alla Circoscrizione 8 di Torino. Dal 2016 la circoscrizione comprende anche San Salvario, Borgo Po, Cavoretto, Lingotto e Filadelfia.

Perché il quartiere si chiama Nizza Millefonti?

Nizza deriva dalla strada diretta verso l’antica contea sabauda. Millefonti richiama invece le sorgenti e le risorgive tradizionalmente presenti vicino al Po.

Quali fermate della metropolitana servono il quartiere?

Le principali sono Carducci-Molinette, Spezia, Lingotto, Italia 61-Regione Piemonte e Bengasi.

Quali sono i principali luoghi da vedere?

I riferimenti principali sono il MAUTO, il Palavela, il Palazzo del Lavoro, il complesso del Lingotto, Italia ’61 e il Grattacielo Piemonte.

Il Parco della Salute è già stato costruito?

No. Nel 2026 il progetto è nella fase di progettazione e completamento delle bonifiche. L’avvio dei cantieri è previsto dal cronoprogramma regionale entro la fine dell’anno.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende