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Storia dell’ospedale Le Molinette di Torino

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L’ospedale Molinette di Torino, situato nel quartiere Nizza-Millefonti, rappresenta uno dei punti d’eccellenza del capoluogo piemontese. È il più grande del Piemonte e il quarto più esteso in Italia, dopo il Sant’Orsola-Malpighi di Bologna, l’Umberto I di Roma e il milanese Niguarda. Comunemente noto come Le Molinette, la struttura ospedaliera-universitaria, in realtà, prende il nome del patrono di Torino: San Giovanni Battista.

Quali curiosità si celano dietro il suo nome e il suo particolare appellativo? E come è diventato parte del distretto ospedaliero più importante di Torino? Scopriamolo insieme.

Progetto costruzione ospedale Le Molinette di Torino

Un ospedale nato tra Medioevo e Novecento

La costruzione della struttura ospedaliera delle Molinette risale agli anni ’30 del Novecento. Il progetto vide la firma degli ingegneri Eugenio Mollino (padre di Carlo che realizzerà il Teatro Regio di Torino) e Michele Bongiovanni. Un complesso fatto di 19 padiglioni e gallerie comunicanti.

Nel corso degli anni i connotati della struttura sono cambiati più e più volte: la necessità di ampliamenti ha richiesto una sopraelevazione dei piani e per questo motivo l’aspetto può risultare eterogeneo.

In principio erano previsti 1160 posti letto, oggi ne conta 1481 ordinari e 161 in day hospital.

Ma se la costruzione materiale dell’ospedale parte effettivamente nel Novecento, il suo nome ha origini ben più antiche.

Nel Medioevo fu un collegio di sacerdoti, i canonici della Cattedrale di San Giovanni Battista a istituire il primo ospedale della città. Si racconta di un prete che raccolse dalla strada un povero moribondo e lo accudì all’interno del campanile della chiesa di San Giovanni (il Duomo di Torino). Chiamarono il ricovero “Hospitale del Domo”, anche se dal 1460 iniziò ad essere conosciuto come “Ospedale di San Giovanni”.

Nel Cinquecento il Comune di Torino decise di affiancarsi ai canonici nella gestione dell’ospedale e, di conseguenza, il nome cambiò. “Ospedale maggiore di San Giovanni Battista e della Città di Torino” venne definito a partire dal 1578, lo stesso appellativo che assumerà, tre secoli e mezzo dopo, il nuovo ospedale di Lingotto.

Ospedale Molinette Torino nel dopoguerra

Al posto dei Mulini, la clinica maxillofacciale

L’edificazione delle Molinette ebbe inizio nel 1930, dopo una serie di dibattiti che si erano prolungati in consiglio comunale per scegliere la sede della nuova “Città Ospedaliera”. Il Comune di Torino alla fine decise di innalzare il principale ospedale cittadino vicino al centro del Lingotto, sfruttando un’area di circa 140mila metri quadri alle soglie del fiume Po.

Proprio qui, un tempo, sorgevano dei piccoli impianti rurali che servivano le campagne del basso torinese. In città esistevano già da secoli i mulini di Borgo Dora che si affacciavano sull’affluente del Po. Ma per i cittadini che abitavano le zone di Stupinigi e Mirafiori non era di certo comodo raggiungerli. Così, la Città di Torino nel XVII secolo costruì un nuovo impianto per macinare il grano (la Molinetta), messo in moto da una serie di sorgenti naturali presenti nell’area, da qui denominata Millefonti.

Tuttavia, con il passare degli anni, la disponibilità di acqua diminuì e la struttura andò in decadenza. Oggi non resta più alcuna traccia della Molinetta, se non il nome. L’ospedale cittadino, infatti, proprio come il quartiere prese l’appellativo Le Molinette in riferimento agli impianti che occupavano il suo posto.

Se ci trovassimo nei pressi della clinica maxillofacciale o del parcheggio multipiano de Le Molinette e potessimo fare un salto indietro nel tempo, proprio lì troveremmo il Mulino scomparso.

Nonostante il nome ufficiale sia Azienda Ospedaliero Universitaria San Giovanni Battista, l’appellativo Le Molinette rimane il più diffuso, anche fuori Torino.

Vittorio Emanuele III all'inaugurazione dell'ospedale Le Molinette di Torino

L’inaugurazione delle Molinette

L’ospedale Le Molinette venne inaugurato il 9 novembre 1935 dal re Vittorio Emanuele III, con la benedizione del cardinale Maurilio Fossati. Non mancarono le più grandi personalità, politiche e non.

La Città Ospedaliera, oltre al San Giovanni Battista, includeva l’ospedale San Lazzaro e la Regia Opera di Maternità con la prima scuola di ostetricia in Europa.

Costo dell’opera: 71 milioni di lire (di cui 35 da parte del Comune, 21 del Governo e 10 della famiglia Abegg).

Il complesso comprendeva un corpo centrale con ambulatori, laboratori e pronto soccorso. Un’ala conteneva la clinica medica, quella chirurgica e quella odontoiatrica, l’altra ala vari istituti, tra cui quello di neuropsichiatria. Verso sud, invece, si trovava l’Ospedale San Lazzaro specializzato in dermatologia. Chiudevano la cittadella la scuola per infermiere, la chiesa, la cucina e la centrale termoelettrica.

Durante la seconda guerra mondiale, purtroppo, metà del complesso rimase vittima dei bombardamenti. Quattro volte nel 1943 e una volta nel 1944. Non c’è da stupirsi, vista la vicinanza dell’Ospedale Molinette agli stabilimenti della Fiat e alla ferrovia. Tra i caduti una giovane suora, Santina delle Figlie della carità, che non voleva lasciare da sola un’inferma.

I ricoveri d’urgenza vennero comunque garantiti e un rifugio antiaereo costruito nei sotterranei di corso Bramante permetteva il trattamento dei degenti.

Ospedale Molinette di Torino visto dal ponte Balbis nel 1950

Le Molinette e la Città della Salute e della Scienza: eccellenza di Torino e del Piemonte

Durante gli anni della ripresa economica i padiglioni danneggiati delle Molinette furono ricostruiti e l’Ospedale riprese la sua attività.

Con il passare del tempo il complesso acquisì sempre più importanza per la città e per l’intera regione Piemonte. Oggi fa parte della Città della Salute e della Scienza di Torino, insieme al Regina Margherita-Sant’Anna e al CTO-Maria Adelaide.

È composto da una serie di padiglioni collegati l’uno all’altro tramite corridoi, ascensori e tunnel sotterranei. Tra questi, spiccano alcuni reparti d’eccellenza come il famoso Centro Trapianti di fegato.

Inoltre, ha ottenuto il riconoscimento di Azienda Ospedaliera Universitaria per l’attività di alta specializzazione sanitaria.

Tra i rami che assumono una certa rilevanza regionale ricordiamo:

  • Cardiologia e Cardiochirurgia
  • il Centro per i Disturbi del comportamento alimentare
  • Chirurgia mininvasiva e Chirurgia vascolare
  • Ematologia (Trapianto di midollo adulti), Epidemiologia e prevenzione dei Tumori
  • Oncologia, Trapianti di Organi e Tessuti e Radioterapia
  • il Centro per le Sordità Pre e Post Linguale
  • l’Unità di valutazione Alzheimer

All’Ospedale è affiancata l’Università degli Studi di Torino con i corsi di laurea e di specializzazione della Scuola di Medicina. L’attività dei centri di ricerca universitari assicura un costante aggiornamento dei sistemi tecnico-scientifici e dell’assistenza erogata.

Informazioni

  • Indirizzo: corso Bramante 88/90, Torino
  • Ingressi secondari: via Genova 3, via Cherasco 15, via Santena5
  • Ingresso parcheggio multipiano da corso Dogliotti
  • Tel: 011 6331633
  • Sito: www.cittadellasalute.to.it

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