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Teatro Regio Torino, una storia che ha vinto le fiamme

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Il tempio dell’opera lirica 

Il Teatro Regio di Torino è il più grande ed importante teatro lirico non solo della città ma anche a livello internazionale.

Ogni anno propone un cartellone ricco con compagnie e artisti provenienti dalla scena internazionale. Non solo balletti, concerti, musical ma anche spettacoli adatti alle famiglie e alle scuole

Il Teatro Regio si trova nel cuore di Torino, in Piazza Castello, le sue origini risalgono al 1740 e la facciata è dichiarata, dal 1997, patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. È stato distrutto da un incendio nel 1936 ma poi riscostruito nel 1973 mantenendo proprio la facciata originale.

Esterno Teatro Regio Torino
Teatro Regio Torino, una storia che ha vinto le fiamme

Le origini

Le origini del Teatro Regio di Torino sono antiche e risalgono al diciottesimo secolo. Un periodo particolarmente fiorente per la città che, agli inizi del Settecento, era diventata capitale del Regno di Savoia.

Proprio perché ricopriva un ruolo così importante era necessario avviare un riassetto urbano degno di una capitale reale.

Era necessario abbellire e ingrandire Torino in modo da essere alla pari delle altre capitali europee e capace di rappresentare i fasti reali.

In quest’ottica già Vittorio Amedeo II decise di costruire un nuovo teatro e di commissionare l’opera niente meno che all’architetto Filippo Juvarra.

A quest’ultimo, infatti, era stato affidato il compito di allargare e ripensare il lato est di Piazza Castello, dove sarebbe sorto il nuovo teatro. 

Il compito era complesso e arduo tanto che Juvarra morì prima di completare l’opera che passò nelle mani di un altro architetto, Benedetto Alfieri, per volere di Carlo Emanuele III, incoronato re nel 1730.

Il nuovo architetto progettò il teatro ricalcando la Scala Di Milano ma in maniera tale che il re, per raggiungerlo, non dovesse uscire dal Palazzo Reale.

I lavori furono portati al termine con estrema velocità e l’inaugurazione ufficiale del Teatro Regio di Torino avvenne il 2 dicembre del 1740.

Il risultato fu una struttura superba: la sala a ferro di cavallo divenne la più grande d’Europa, con una cavea capace di ospitare 2500 spettatori tra platea e cinque ordini di palchi.

Le magnifiche decorazioni interne, tra cui la volta dipinta da Sebastiano Galeotti, gli imponenti scenari e la qualità delle rappresentazioni, resero, da subito, il Teatro Regio di Torino punto di riferimento internazionale.

Teatro Regio Torino distrutto da incendio

Il terribile incendio

Purtroppo di quel fasto e di quella meraviglia, tutta in legno, poterono godere quanti vi entrarono fino al 1936.

Infatti una notte di febbraio del 1936 un cortocircuito generatosi nella zona del palco innescò un enorme e devastante incendio, che si portò via, tra cenere e fumo, l’intero teatro.

Poco dopo mezzanotte, il custode del teatro, su segnalazione di un passante, si accorse dei bagliori che provenivano dall’interno.

I Vigili del Fuoco furono allertati immediatamente ma le sorti del Teatro erano già irrimediabilmente segnate.

Durante quella notte i lavori continuarono in modo incessante e il rogo fu definitivamente spento attorno alle quattro del mattino.

Quel che rimase della gloria del teatro furono solo fumo e macerie. Nessuno perse la vita ma, a 200 anni dalla sua apertura, il luogo rimase avvolto nel silenzio per lunghissime decadi.

Cancellata teatro Regio Torino
Teatro Regio Torino, una storia che ha vinto le fiamme

La ricostruzione

La ricostruzione del Teatro Regio di Torino fu lunga e complessa.

In realtà quasi immediatamente si cercò di capire a chi affidare la ricostruzione. Infatti fu immediatamente bandito un concorso nel 1937 vinto dagli architetti Aldo Morbelli e Robaldo Morozzo della Rocca.

Purtroppo il loro progetto non ha mai visto la realizzazione e quattro anni dopo l’Italia entra in guerra. 

Nel 1955 Morbelli e Morozzo della Rocca presentano un nuovo progetto che orienta la sala principale del teatro parallelamente a via Verdi.

Ma con la scomparsa di Morbelli e ulteriori variazioni nel programma finanziario dell’opera, nel 1965 l’amministrazione incarica l’architetto Carlo Mollino e l’ingegner Marcello Zavelani Rossi di un nuovo progetto. I lavori iniziano due anni più tardi e si protraggono fino al 1973

Il nuovo teatro

Il nuovo Teatro Regio di Torino viene inaugurato il 10 aprile 1973 con l’opera di Giuseppe Verdi “I Vespri siciliani”, per la regia di Maria Callas e Giuseppe Di Stefano.

È però un teatro completamente diverso da quello settecentesco.

Infatti il progetto di Mollino abbandona completamente il vecchio modello architettonico e si basa sui nuovi orientamenti stilistici dell’epoca. Il teatro storico assume, quindi, l’aspetto che lo contraddistingue ancora oggi, contemporaneo e moderno

Di quel 1740 è rimasta la facciata esterna con i suoi mattoni originali, oggi patrimonio dell’UNESCO.

Ma oltrepassandola ci si trova davanti a un edificio completamente rinnovato. 

Platea teatro Regio Torino

Tra linee morbide e arrotondate

La pianta del teatro è simile per forma alla cassa di un violoncello. La platea, invece,  ricorda un’ostrica semiaperta.

La sala, a pianta ellissoidale, contiene 1398 poltrone e un ordine di 31 palchi che possono ospitare fino a 194 persone.

In alto compare un meraviglioso lampadario, composto da 1762 sottilissimi tubi che creano un incredibile effetto a stalattite.

Al centro del pavimento in marmo, un mosaico che riproduce il toro, simbolo della città.

Il progetto di Mollino prevedeva anche delle scale mobili, la cui forma è infatti ancora oggi visibile, ma che a causa di incidenti occorsi tra abiti da sera e tacchi a spillo delle signore, non sono più state attivate.

Mollino decise di foderare tutto lo spazio con una moquette dal colore rosso-viola, una scelta cromatica molto particolare per il teatro, dove storicamente il viola è considerato un porta sfortuna per gli artisti. 

Teatro Regio Torino, una storia che ha vinto le fiamme
Teatro Regio Torino, una storia che ha vinto le fiamme

Un labirinto di spazi

Oltre agli spazi visibili la struttura dell’attuale Teatro Regio di Torino è in realtà molto più grande e complessa. 

Il palco, con il pavimento mobile della buca dell’orchestra, può scendere fino a tre metri. Inoltre, con i suoi venti metri di larghezza e 15 metri di profondità,  a lato e nel retro nasconde enormi scenografie mobili e intercambiabili.

Non potendo allargare la struttura poiché collocata in una zona storica della città, Mollino decise di scavare un primo e un secondo livello sotto il teatro, dove collocare tutti i locali necessari al funzionamento dell’immensa macchina teatrale. Ecco così comparire:

  • sale prova,
  • palestre per i ballerini delle dimensioni del palco,
  • camerini,
  • laboratori sartoriali,
  • archivi,
  • una lavanderia
  • una mensa,
  • locali tecnici per le manovre del palco e l’aerazione.

Solo il laboratorio di scenografia si trova fuori dal teatro, poco distante da Torino, per ovvi motivi di dimensioni.

Oggi il teatro è spesso protagonista di importanti iniziative come quelle effettuate per il 250° anniversario dalla sua fondazione o, nel 1996, la diretta TV per il centenario dalla “prima” assoluta della Bohème.

Ancora, nel 2006 con la straordinaria avventura dei XX Giochi Olimpici Invernali e delle Olimpiadi della Cultura.

Insomma oggi il Teatro Regio di Torino non solo è uno degli edifici architettonicamente più interessanti del panorama cittadino, ma con il suo calendario sempre fitto di  appuntamenti di grande valore è uno dei teatri più importanti e blasonati d’Europa.

Informazioni e Contatti

È possibile visitare il Teatro Regio 

  • dal martedì al venerdì alle ore 15:30 (durata di un’ora e mezza)
  • Il sabato alle ore 11 e alle 15:30 (durata di 45 minuti)
  • Sono esclusi i festivi e i giorni degli spettacoli pomeridiani.

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