Storia

San Giovanni Battista, il patrono di Torino

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Torino da sempre è una città dalle due facce.

È forse l’unica grande città vivibile d’Italia ed in lei convivono in maniera unica gli aspetti della metropoli come quelli del paese.

Una prova di questo è per antonomasia la festa di San Giovanni.

La festa del patrono è un appuntamento che è cresciuto negli anni, partendo dalla devozione popolare per arrivare ad abbracciare anche cultura e sport.

I torinesi volendo fare le cose in grande hanno esteso quest’anno i giorni di festeggiamenti di San Giovanni  partendo con eventi collaterali e manifestazioni dal 18 al 24 giugno.

Ogni anno non mancano il corteo storico, il tradizionale spettacolo pirotecnico, il celebre Farò ed occasioni per scoprire o riscoprire la città.

La figura del Santo Patrono è tuttavia un punto piuttosto confuso per buona parte dei torinesi.

Giovanni Battista battezza Gesù, dipinto
San Giovanni Battista, il patrono di Torino

Pochi hanno ben chiaro che si tratti di Giovanni Battista e non Apostolo o Bosco

Questo Santo, oltre ad essere patrono di numerose altre città italiane, tra le più importanti ricordiamo  Firenze, Imperia, Ragusa.

E’ un santo popolare quanto defilato, un po’ come i torinesi.

San Giovanni è difatti venerato da tutte le chiese cristiane e considerato santo da tutte quelle che ammettono il culto dei Santi.

San Giovanni Battista, il patrono di Torino
 

È una delle personalità più importanti dei Vangeli avendo, tra le altre cose tenuto a battesimo Gesù Cristo.

ed è inoltre è presente nel Corano come uno dei massimi profeti che precedettero Maometto.

La confusione tra il “Battista” ed il fondatore dei Salesiani è da attribuirsi principalmente a motivi geografici.

Giovanni Melchiorre Bosco, meglio noto come don Bosco, ha difatti principalmente operato nel capoluogo piemontese, divenendo uno dei Santi Sociali più celebri e venerati, fino alla sua morte, sempre a Torino nel 1888.

La confusione con San Giovanni Apostolo deriva dalla notorietà che quest’ultimo ha avuto.

E non solo dai Vangeli di cui è uno dei quattro autori, ma anche dall’iconografia particolare che ha contraddistinto il Santo nei secoli.

La tradizione gli attribuisce un ruolo speciale all’interno della cerchia dei dodici apostoli, compreso nel ristretto gruppo che include anche Pietro e Giacomo, lo identifica con “il discepolo che Gesù amava”.

Ora, fatta un po’ di chiarezza cari torinesi, ricordate almeno il 24 giugno chi è il nostro patrono.

Michele Albera

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