Home Articoli HP Don Bosco, il fondatore dei Salesiani, una vita dedicata ai giovani.

Don Bosco, il fondatore dei Salesiani, una vita dedicata ai giovani.

Don Bosco
Don Bosco, il fondatore dei Salesiani, una vita dedicata ai giovani.
Tempo di lettura: 2 minuti

Don Bosco, il fondatore dei Salesiani, e la promessa di una vita migliore per i giovani.

San Giovanni Bosco, conosciuto semplicemente come Don Bosco, è il più celebre santo piemontese di tutti i tempi. La sua popolarità è arrivata in tutto il mondo, grazie alla profusione della Famiglia Salesiana da lui fondata, ad oggi la congregazione religiosa più diffusa tra quelle di recente fondazione.

Un bambino prodigio.

Giovanni Bosco nacque da una famiglia contadina in una piccola frazione di Castelnuovo Don Bosco (all’epoca chiamata Castelnuovo d’Asti) il 16 agosto 1815.

A soli nove anni, dopo un sogno, ricevette la chiamata del Signore e, da allora, si dedicò totalmente alla causa cristiana.

adv

Era dotato di un’intelligenza straordinaria e di una memoria eccezionale: si racconta che, da piccolo, dopo la messa della domenica Giovanni ripeteva per filo e per segno la predica del prete ai suoi coetanei.

Per di più, riuscì a terminare in soli quattro anni le elementari e il ginnasio, pagandosi gli studi con ogni sorta di mestiere: face il sarto, il barista, il falegname e il calzolaio.

A vent’anni entrò nel seminario di Chieri e dopo sei anni venne ordinato sacerdote.

L’arrivo a Torino e la fondazione del primo oratorio.

Nel 1841, appena arrivato a Torino, rimase sconvolto dalle condizioni dei giovani in città. I ragazzi vagabondano per le strade, i più erano in cerca di lavoro e si trovavano sbandati senza una direzione. Per non parlare dei giovanissimi nelle carceri: vivevano in condizioni di assoluto degrado.

Don Bosco sapeva che quei ragazzi avevano bisogno di una guida. Decise dunque di dedicarsi totalmente a loro, fondando nella periferia torinese il primo oratorio.

Grazie alla sua opera, diede accoglienza a giovani in difficoltà, togliendoli dalle strade, organizzando laboratori professionali e scuole. Fortunatamente trovò dei collaboratori, sacerdoti e laici, che lo aiutarono a far fronte alle esigenze di centinaia di ragazzi bisognosi.

L’oratorio ebbe la sua prima sede fissa sotto la tettoia Pinardi, in zona Valdocco. Qui, nel 1854, don Bosco diede vita alla Società Salesiana, con la quale assicurò scuole e laboratori ai suoi ragazzi. Fondò persino la collana delle Letture Cattoliche, una serie di tascabili mensili.

Don Bosco, santo patrono degli apprendisti.

Don Bosco divenne col tempo una figura di rilievo nazionale. Nel 1872, instancabile, fonda la Congregazione femminile delle figlie di Maria Ausiliatrice, per la formazione di giovani ragazze.

Le case dei salesiani intanto si moltiplicavano e, nel 1876, Don Bosco organizzò la prima spedizione missionaria in Argentina.

È il 31 gennaio 1888 quando si spegne a Torino. Venne dichiarato Beato nel 1929 e Santo nel giorno di Pasqua del 1934. Il 31 gennaio 1958 Pio XII, su proposta del Ministro del Lavoro, lo dichiarò “patrono degli apprendisti italiani“.

Quello di Don Bosco è stato un messaggio rivoluzionario in un tempo in cui i preti vivevano con distacco la vita del popolo. Donava una seconda possibilità a tutti i ragazzi che strappava dalle strade, i quali ritrovavano nell’oratorio di Valdocco un luogo in cui imparare ad essere onesti cittadini.

Correlato:  Torino, la mostra Mirò! Sogno e Colore è già un successo: oltre 5000 i visitatori registrati