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Torino è la città dei Santi Sociali

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I Santi Sociali furono religiosi e laici piemontesi che dedicarono la loro vita al sostegno dei più deboli

Tra l’Ottocento e il Novecento i Santi Sociali svolsero la loro attività sempre nell’aiuto alle persone più sfortunate, che vivevano in una Torino ancora quasi priva di assistenza pubblica.

La Torino del XIX secolo era lanciata verso l’industrializzazione, ma gran parte della popolazione della città viveva in condizioni di miseria assoluta. La povertà era uno dei problemi più gravi che bisognava risolvere.

In questa precaria situazione, la sopravvivenza di un quarto della popolazione, secondo le stime, era nelle mani della pubblica beneficienza. Si pensi anche solo al fatto che alcuni sobborghi di Torino erano talmente fatiscenti da venire sconsigliati alle persone per bene.

Ma fu proprio in questi ambienti di Torino che i Santi Sociali si trovarono ad operare nell’aiuto dei più bisognosi.

Denominati “Sociali” proprio per le loro attività di bene alla comunità, dedicarono la loro esistenza, non solo alla vita contemplativa, ma anche a quella attiva e all’educazione dei poveri ed emarginati.

San Giovanni Bosco

San Giovanni Bosco

Tra i più celebri sacerdoti e presbiteri italiani, Don Bosco nacque a Castelnuovo d’Asti il 16 agosto del 1815 e morì a Torino nel 1888.

Dedicò la sua vita ai giovani e ai ragazzi in difficoltà, attribuendo grande importanza all’educazione. Nel 1842 fondò il primo “oratorio” nel sobborgo di Valdocco. Così come inaugurò poi scuole e laboratori per permettere ai ragazzi poveri di imparare un mestiere.

Degno di nota infatti fu la Fondazione dei Salesiani, dedicata in special modo all’educazione e all’istruzione professionale dei fanciulli meno abbienti.

Istituto che alla fine della sua vita contava ben 250 case. Allo stesso modo costituì anche la Pia Unione dei Salesiani e, con Madre Mazzarello, fondò le Figlie di Maria Ausiliatrice.

San Giovanni Bosco, beato nel 1929, fu poi canonizzato nel 1934.

San Giuseppe Cottolengo
San Giuseppe Cottolengo

San Giuseppe Cottolengo

Giuseppe Benedetto Cottolengo, poi Santo, nacque a Bra nel 1786.

Ordinato Sacerdote nel 1811, iniziò la sua grande attività di assistenza ai poveri aprendo un ricovero nel 1827: la casa della Volta Rossa in via Palazzo di Città a Torino.

L’opera, venne poi trasferita nel sobborgo di Valdocco.

Proprio a Valdocco, Giuseppe Cottolengo fondò la prima Piccola Casa della Divina Provvidenza per accogliere i malati rifiutati da tutti.

San Giuseppe Cottolengo dedicò la sua missione agli indigenti, ai ragazzi in difficoltà e ai bambini abbandonati.

Morì a Chieri nel 1842.

Giulia di Barolo
Giulia Colbert di Barolo

Giulia Colbert e Carlo Tancredi Falletti, I Santi Marchesi di Barolo

La prima nata a Maulevrier nel 1785, mentre il secondo, a Torino nel 1782.

I marchesi di Barolo Giulia Colbert e Carlo Tancredi Falletti vissero una vita religiosa accogliendo i poveri di Torino. I due Santi si incontrarono alla corte di Napoleone e si sposarono a Parigi nel 1806.

Nella loro quotidianità, si dedicarono agli orfani e alle donne carcerate e in difficoltà: entrambi vedevano l’educazione come uno strumento di rinascita sociale.

Per questo motivo fondarono le Suore di Sant’ Anna e quelle di Santa Maria Maddalena (oggi Figlie di Gesù Buon Pastore).

San Giuseppe Cafasso
San Giuseppe Cafasso

San Giuseppe Cafasso

Nato anche lui, a Castelnuovo d’Asti, nel 1811 e insegnò al convitto di Torino dal 1836 fino al 1860, dove istruì molti sacerdoti, tra cui anche Don Bosco. Il Santo viene ricordato per la sua missione educativa e per l’aiuto ai carcerati condannati a morte.

Per questo motivo i torinesi lo chiamavano “il prete della forca”, proprio perché Don Giuseppe Cafasso ad ogni esecuzione capitale rimaneva sempre accanto ai condannati.

Morì a Torino nel 1860, per poi essere beatificato nel 1925 e canonizzato nel 1947, come patrono dei carcerati.

San Leonardo Murialdo
San Leonardo Murialdo

San Leonardo Murialdo

Leonardo Murialdo nasca a Torino nel 1826 da una famiglia borgese.

Dopo gli Studi dai padri Scolopi di Savona e all’Università di Torino in teologia, quindi, si occupò di giovani in difficoltà aprendo una delle prime case-famiglia nel capoluogo subalpino.

Fondò la Congregazione di San Giuseppe e presso il Collegio Artigianelli a Torino per aiutare i ragazzi poveri e abbandonati

San Leonardo Murialdo morì nel capoluogo piemontese nel 1900 e venne poi beatificato nel 1963 e canonizzato nel 1970.

Beato Francesco Faà di Bruno
Beato Francesco Faà di Bruno

Beato Francesco Faà di Bruno

Francesco Faà di Bruno nacque ad Alessandria nel 1825 e fu sacerdote militare dell’esercito sabaudo e professore di matematica all’università di Torino.

Ma diede la sua vita all’aiuto per le donne di servizio e le giovani ragazze madri. A Torino, nel quartiere di San Donato, fondò l’opera di Santa Zita e le suore minime di Nostra Signora del Suffragio.

Francesco Faà di Bruno divenne beato nel 1988, esattamente un secolo dopo l’anno della sua morte.

Beato Giuseppe Alamanno
Beato Giuseppe Allamano

Beato Giuseppe Allamanno

Giuseppe Allamanno nacque a Castelnuovo d’Asti nel 1851 ed ebbe come insegnante Giovanni Bosco per poi diventare prete a 22 anni.

Fu rettore del santuario più caro ai Torinesi, la basilica della Consolata, ma allo stesso tempo, fu fondatore dei Missionari della Consolata, che invia in aiuto ai popoli più sfruttati nel mondo.

Morì nel 1926 per poi diventare beato nel 1990.

Pier Giorgio Frassati
Pier Giorgio Frassati

Beato Pier Giorgio Frassati

Pier Giorgio Frassati fu un giovane laico domenicano: nato a Torino nel 1901, morì molto giovane all’età di 24 anni.

Pier Giorgio Frassati nacque in una famiglia della alta borghesia torinese nel quartiere residenziale della Crocetta.

Ma nonostante gli studi e le attività universitarie presso il Politecnico di Torino, si dedicò sempre in prima persona all’assistenza dei poveri e delle famiglie in difficoltà.

Pier Giorgio divenne ben presto una figura a cui rivolgersi non solo per gli studenti ma per tutti coloro che avessero bisogno di aiuto. Sfortunatamente morì nel 1925, a causa di un’acuta poliomelite.

Data la sua incredibile attività caritatevole, venne beatificato nel 1990 da Papa Karol Woityla.

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