Quartiere Borgo Po di Torino: dal fiume alle prime salite della collina

Da Alessandro Maldera
Agosto 03, 2026

Il quartiere Borgo Po di Torino si estende sulla sponda destra del fiume, di fronte al centro storico e ai piedi della collina. Il suo territorio comprende il nucleo raccolto intorno alla Gran Madre, le vie residenziali che salgono verso il Monte dei Cappuccini e la lunga fascia urbana attraversata da corso Casale e corso Moncalieri.
Nel quadro dei quartieri di Torino, Borgo Po si distingue per lo stretto rapporto con il fiume e con la collina.
Le sue origini sono molto diverse dall’immagine elegante che oggi caratterizza la zona. Borgo Po nacque come insediamento di pescatori, barcaioli e lavandai, cresciuto grazie al fiume e agli attraversamenti verso Torino. La costruzione dei ponti, della Gran Madre e delle strade collinari trasformò progressivamente la borgata in una naturale prosecuzione del centro cittadino.
Focus sul quartiere Borgo Po
Zona: sponda destra del Po, a est del centro di Torino
Assi principali: corso Casale, corso Moncalieri e via Monferrato
Luoghi principali: Gran Madre, Monte dei Cappuccini e Parco Michelotti
Carattere urbano: residenziale, fluviale e precollinare
Posizione geografica e circoscrizione di appartenenza
Borgo Po appartiene alla Circoscrizione 8 di Torino e occupa una lunga porzione della riva destra del fiume.
La parte centrale del quartiere si sviluppa intorno a piazza Gran Madre, via Monferrato e via Cosmo. Da qui il territorio prosegue verso nord lungo corso Casale, in direzione di Madonna del Pilone, e verso sud lungo corso Moncalieri.
Sul lato occidentale, il Po rappresenta il principale confine naturale. Oltre il fiume si trovano il centro storico, Vanchiglia e San Salvario.
A est, invece, il terreno comincia rapidamente a salire verso la fascia precollinare. Le strade conducono al Monte dei Cappuccini e alle zone residenziali poste ai piedi della collina.
Con chi confina il quartiere Borgo Po di Torino
– Ovest: Vanchiglia, Centro e San Salvario, oltre il Po
– Sud: Borgo Crimea e Cavoretto
– Est: la fascia precollinare e la collina torinese
Tre ponti collegano direttamente il quartiere con la riva opposta: Ponte Regina Margherita, Ponte Vittorio Emanuele I e Ponte Umberto I.
La quota varia in pochi metri. Dai corsi lungo il Po si sale rapidamente verso il Monte dei Cappuccini, che raggiunge circa 280 metri di altitudine e domina il paesaggio urbano.
La storia del quartiere Borgo Po
Borgo Po nacque fuori dalle mura della Torino antica.
La sua posizione era strategica perché permetteva di controllare gli attraversamenti del fiume e le strade provenienti dalla collina, da Genova e da Piacenza.
La popolazione viveva soprattutto grazie alle attività legate all’acqua. Pescatori, lavandai e barcaioli abitavano in case modeste raccolte nelle vicinanze dell’attuale via Monferrato.
Il fiume era una risorsa, ma rappresentava anche un ostacolo. Gli attraversamenti dipendevano da ponti fragili, spesso danneggiati dalle piene, oppure da imbarcazioni gestite dagli abitanti del borgo.
Per numerose famiglie, il trasporto di persone, animali e merci da una sponda all’altra costituiva una vera attività economica.
Borgo Po ha origini molto diverse dall’immagine elegante che lo caratterizza oggi. Un approfondimento racconta il lavoro delle lavandaie, le trasformazioni urbane e il rinnovamento della zona.
Leggi la storia e l’evoluzione di Borgo Po
I primi ponti sul Po
Nel Medioevo esisteva un ponte ligneo che collegava il borgo con la città.
All’inizio del Quattrocento la struttura in legno venne sostituita da un ponte in pietra. Nonostante il nuovo attraversamento, la traghettazione continuò a essere utilizzata per secoli.
Il ponte medievale rimase in funzione fino all’inizio dell’Ottocento, quando venne demolito durante l’occupazione napoleonica.
Al suo posto venne progettato un nuovo attraversamento in muratura, formato da cinque arcate. I lavori iniziarono nel 1810 e terminarono pochi anni dopo.
L’attuale Ponte Vittorio Emanuele I è quindi il risultato di quella trasformazione. La sua costruzione rese più stabile il collegamento tra il centro di Torino e le strade dirette verso la collina e Moncalieri.
Il ritorno dei Savoia e la Gran Madre
Il 20 maggio 1814 Vittorio Emanuele I attraversò il nuovo ponte durante il ritorno a Torino, dopo la fine del dominio napoleonico.
La città decise di celebrare l’avvenimento con la costruzione di una grande chiesa sulla sponda orientale del Po.
Il progetto venne affidato a Ferdinando Bonsignore. I lavori iniziarono nel 1818 e si conclusero nel 1831.
La chiesa della Gran Madre di Dio venne realizzata in stile neoclassico e richiama la forma del Pantheon di Roma. Il pronao, la cupola e la scalinata crearono un nuovo ingresso monumentale alla città.
Sul timpano compare una dedica latina che ricorda il ritorno del sovrano. Ai lati della scalinata si trovano invece le statue della Fede e della Religione.
Nel tempo, le due figure sono state associate a diverse interpretazioni esoteriche. Queste letture appartengono però alla tradizione popolare e non costituiscono una ricostruzione storica documentata.
Via Monferrato e il cuore del vecchio borgo
Alle spalle della Gran Madre si trova il nucleo più antico di Borgo Po.
Via Monferrato, via Cosmo e le strade vicine conservano dimensioni più raccolte rispetto ai grandi corsi. Qui si concentravano abitazioni, botteghe e attività legate alla vita quotidiana della borgata.
Via Monferrato rappresenta ancora oggi il principale asse commerciale del quartiere.
La pedonalizzazione ha ridotto il traffico automobilistico e restituito maggiore spazio ai negozi, ai ristoranti e ai pedoni.
La strada mantiene un carattere differente rispetto alle zone residenziali poste più in alto. La sua posizione, immediatamente dietro la Gran Madre, la rende uno dei luoghi più frequentati di Borgo Po.
Il Monte dei Cappuccini
Il Monte dei Cappuccini è il principale rilievo del quartiere e uno dei punti panoramici più conosciuti di Torino.
La sua posizione venne utilizzata fin dall’antichità per controllare il fiume e la città. Prima della costruzione del convento, il colle ospitava infatti strutture difensive.
I lavori per la chiesa di Santa Maria al Monte e per il convento iniziarono alla fine del Cinquecento e proseguirono durante il Seicento.
Il progetto attraversò diverse fasi e coinvolse architetti legati alla corte sabauda. Il complesso religioso venne infine completato nella forma che ancora oggi domina il profilo della collina.
Dal piazzale si osservano il centro di Torino, la Mole Antonelliana, il Po e, nelle giornate limpide, l’arco alpino.
Il Museo Nazionale della Montagna
Una parte del complesso del Monte dei Cappuccini ospita il Museo Nazionale della Montagna.
Le origini dell’istituzione risalgono alla seconda metà dell’Ottocento e sono legate alla storia del Club Alpino Italiano.
Il museo conserva materiali dedicati all’alpinismo, alle esplorazioni, agli sport invernali e alla rappresentazione della montagna nella fotografia, nell’arte e nella comunicazione.
La posizione dell’edificio permette di collegare il percorso espositivo al paesaggio reale delle Alpi visibili dalla terrazza.
La presenza del museo rafforza il ruolo del Monte dei Cappuccini come luogo religioso, culturale e panoramico.
Borgo Po e il primo cinema torinese
All’inizio del Novecento, Borgo Po ospitò alcune attività legate alla nascente industria cinematografica torinese.
Gli stabilimenti si concentrarono soprattutto nella zona di via Asti, dove erano disponibili spazi adatti alla costruzione delle scenografie e alle riprese.
Per i film in costume venivano utilizzati animali e grandi allestimenti. Le produzioni cinematografiche animarono per alcuni anni una parte del quartiere.
Con il trasferimento progressivo dell’industria italiana del cinema verso Roma, questi stabilimenti persero importanza.
Borgo Po proseguì invece la propria trasformazione residenziale, favorita dalla vicinanza al centro e dalla crescita delle abitazioni sulle prime pendici della collina.
Il Canale Michelotti e l’energia del fiume
Nel Settecento venne realizzato un canale artificiale lungo la riva destra del Po.
Il progetto portava il nome dell’architetto Ignazio Michelotti e aveva lo scopo di utilizzare la forza dell’acqua per alimentare mulini e attività produttive.
Per garantire il funzionamento del canale fu costruita anche una diga, collocata poco più a valle del Ponte Vittorio Emanuele I.
L’opera modificò il corso del fiume e rese più difficile la navigazione continua.
Nel corso dell’Ottocento e del Novecento, la diga venne rafforzata e dotata di nuove paratoie.
Il canale cessò di essere utilizzato negli anni Trenta. I terreni che occupava furono successivamente trasformati in un’area verde.
Parco Michelotti e il vecchio zoo di Torino
Il Parco Michelotti si sviluppa lungo corso Casale, nella parte settentrionale di Borgo Po.
Tra il 1955 e il 1987 ospitò il giardino zoologico comunale.
Per molti torinesi lo zoo rappresentò uno dei principali luoghi del tempo libero. Gabbie, vasche, recinti e strutture per gli animali occupavano una vasta parte del parco.
La chiusura del 1987 aprì una lunga fase di incertezza. Negli anni successivi vennero proposti diversi progetti di recupero, non sempre portati a compimento.
Una parte dell’area è stata progressivamente riaperta e restituita all’uso pubblico. Alcune strutture del vecchio zoo sono ancora riconoscibili e conservano la memoria della precedente funzione.
Oggi il parco rappresenta uno degli spazi verdi della fascia fluviale orientale.
Corso Casale e corso Moncalieri
Borgo Po si sviluppa lungo due importanti assi paralleli al fiume.
Corso Casale collega la Gran Madre con Madonna del Pilone, Sassi e San Mauro Torinese. Lungo il percorso si trovano abitazioni, attività commerciali, strutture sportive e il Parco Michelotti.
Corso Moncalieri prosegue invece verso sud, in direzione di Borgo Crimea, Cavoretto e Moncalieri.
La strada costeggia circoli di canottaggio, impianti sportivi, giardini e aree ricreative affacciate sul Po.
Entrambi i corsi svolgono una funzione fondamentale per la mobilità, ma sono anche interessati da traffico intenso, soprattutto nelle ore di punta.
Borgo Crimea e il settore meridionale
La parte meridionale del territorio è legata storicamente a Borgo Crimea.
In passato questa zona veniva considerata una prosecuzione di Borgo Po lungo corso Moncalieri. Con il tempo ha però sviluppato una propria identità urbana.
Borgo Crimea è caratterizzato da strade residenziali, palazzine signorili e collegamenti verso la collina.
Uno degli edifici più particolari è la Casa dell’Obelisco, costruita alla fine degli anni Cinquanta.
Le superfici curve, i balconi e le forme irregolari rendono l’edificio immediatamente riconoscibile e diverso dalle architetture circostanti.
Le architetture residenziali della precollina
Allontanandosi dal Po, Borgo Po cambia rapidamente aspetto.
Le vie poste ai piedi della collina ospitano villini, piccoli condomini e case circondate da giardini.
Via Moncalvo e le strade vicine conservano diversi edifici legati al Liberty torinese e all’architettura residenziale del primo Novecento.
La crescita edilizia fu favorita dalla vicinanza al centro e dalla possibilità di abitare in un contesto meno denso rispetto alla città pianeggiante.
Questa trasformazione contribuì a rendere Borgo Po una delle zone residenziali più richieste di Torino.
Il carattere elegante del quartiere, tuttavia, è il risultato di un processo relativamente recente rispetto alle origini popolari del vecchio borgo fluviale.
Cosa vedere nel quartiere Borgo Po
Il percorso può iniziare dal Ponte Vittorio Emanuele I, attraversando il Po da piazza Vittorio Veneto.
La Gran Madre rappresenta il principale monumento del quartiere e introduce al nucleo storico di via Monferrato.
Alle spalle della chiesa si trovano le vie del vecchio borgo, oggi occupate da negozi, locali e abitazioni.
La salita al Monte dei Cappuccini permette di visitare la chiesa di Santa Maria al Monte, il convento e il Museo Nazionale della Montagna.
Lungo corso Casale si incontra il Parco Michelotti, mentre corso Moncalieri offre diversi punti di accesso alle rive del Po e alle strutture sportive.
Nella parte meridionale meritano attenzione Borgo Crimea, la Casa dell’Obelisco e le architetture residenziali della precollina.
Feste e tradizioni di Borgo Po
Borgo Po non possiede un’unica festa tradizionale comune a tutto il quartiere.
Le iniziative sono legate soprattutto alla Gran Madre, alle parrocchie, alle associazioni locali, ai circoli sportivi e alle attività commerciali.
La vicinanza a piazza Vittorio Veneto coinvolge il quartiere nelle principali celebrazioni cittadine organizzate lungo il Po.
Durante la festa di San Giovanni, il ponte, la Gran Madre e le rive del fiume diventano parte della scenografia degli eventi.
Via Monferrato ospita periodicamente manifestazioni commerciali, iniziative culturali e appuntamenti dedicati alla vita del quartiere.
Anche i circoli sportivi lungo il Po organizzano gare e attività legate al canottaggio e agli sport fluviali.
Qualità della vita nel quartiere Borgo Po
Borgo Po offre una posizione particolarmente vicina al centro storico.
Da piazza Gran Madre è possibile raggiungere piazza Vittorio Veneto, via Po e piazza Castello a piedi o con poche fermate del trasporto pubblico.
La presenza del fiume, del Parco Michelotti e delle prime pendici della collina garantisce un accesso rapido agli spazi verdi.
Le zone più alte hanno una densità edilizia ridotta e un carattere prevalentemente residenziale.
I principali servizi commerciali si concentrano lungo via Monferrato, corso Casale, corso Moncalieri e nelle vicinanze della Gran Madre.
Tra le criticità figurano il traffico sui grandi corsi, la disponibilità limitata di parcheggi e le pendenze delle strade precollinari.
Il quartiere non dispone inoltre di una fermata della metropolitana interna.
Le condizioni cambiano sensibilmente tra il nucleo vicino alla Gran Madre, più frequentato e turistico, e le vie residenziali poste verso la collina o Borgo Crimea.
Trasporto pubblico e come muoversi
Borgo Po è collegato al centro soprattutto attraverso tram e autobus.
La linea 13 collega piazza Gran Madre con piazza Vittorio Veneto, via Po, piazza Castello e Porta Susa.
Altre linee attraversano corso Casale, corso Moncalieri e le strade che salgono verso la collina.
Il quartiere è facilmente raggiungibile a piedi dal centro attraverso il Ponte Vittorio Emanuele I.
Anche Ponte Regina Margherita e Ponte Umberto I permettono di raggiungere le zone settentrionali e meridionali del quartiere.
La bicicletta è adatta soprattutto alla fascia fluviale, dove il terreno è pianeggiante. Le salite verso il Monte dei Cappuccini e la precollina richiedono invece maggiore impegno.
Per chi utilizza l’automobile, corso Casale e corso Moncalieri rappresentano le principali vie di accesso.
La circolazione può rallentare nelle ore di punta e durante gli eventi organizzati tra piazza Vittorio Veneto e la Gran Madre.
Un quartiere cresciuto oltre il Po
L’identità di Borgo Po nasce dalla sua posizione sulla sponda opposta rispetto alla Torino storica.
Per secoli il fiume garantì lavoro, ma separò il borgo dalla città. I ponti cambiarono questa relazione e trasformarono l’insediamento in una naturale prosecuzione del centro.
La Gran Madre diede alla zona un ingresso monumentale. Il Monte dei Cappuccini la collegò alla collina, mentre via Monferrato conservò il ruolo di cuore quotidiano del vecchio abitato.
Borgo Po riunisce ancora oggi queste differenti componenti: le origini popolari, il paesaggio fluviale, le architetture monumentali e il carattere residenziale delle prime alture torinesi.
FAQ –
Borgo Po appartiene alla Circoscrizione 8 di Torino, insieme a San Salvario, Cavoretto, Nizza Millefonti, Lingotto e Filadelfia.
Il nome deriva dalla posizione del vecchio insediamento lungo la riva destra del Po. Il fiume era essenziale per il lavoro di pescatori, lavandai e barcaioli.
Borgo Crimea è storicamente collegato al settore meridionale di Borgo Po, ma nel tempo ha sviluppato una propria identità urbana.
I riferimenti principali sono la Gran Madre, via Monferrato, il Monte dei Cappuccini, il Museo Nazionale della Montagna e il Parco Michelotti.
No. Il quartiere è servito principalmente da tram e autobus. La linea 13 collega piazza Gran Madre con il centro e Porta Susa.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



