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Storia di Osasio: dalle paludi medievali al comune autonomo

Alessandro Maldera Avatar

Da Alessandro Maldera

Agosto 03, 2026

La storia di Osasio affonda le proprie radici nel Medioevo, quando il territorio si trovava al confine tra i domini sabaudi e il Marchesato di Saluzzo. Il paese, conosciuto inizialmente come Olsazio, dipese da autorità religiose e famiglie feudali diverse.

Il momento decisivo arrivò il 17 marzo 1440. In quella data Ludovico d’Acaja affidò le terre ancora paludose a ventiquattro famiglie, incaricate di bonificarle e renderle produttive.

Da quel lavoro nacque una comunità agricola stabile. Per questo motivo, il contratto del 1440 viene considerato l’atto di nascita del Comune di Osasio.

Focus sulla storia di Osasio

– Le prime notizie risalgono ai secoli XI e XII
– Il paese era conosciuto con il nome di Olsazio
– Il territorio appartenne alla Sacra di San Michele
– Nel Duecento passò dalla famiglia Bolla ai Provana
– Dal 1295 entrò nei domini di Filippo di Savoia-Acaia
– Nel 1440 ventiquattro famiglie avviarono la bonifica delle paludi
– Nel 1928 Osasio venne unito a Pancalieri
– Nel 1946 recuperò la propria autonomia comunale

Le origini medievali di Osasio

Le prime informazioni conosciute su Osasio risalgono ai secoli XI e XII. In quel periodo il paese compare con il nome di Olsazio.

Il territorio apparteneva alla Sacra di San Michele, una delle istituzioni religiose più importanti del Piemonte medievale. L’abbazia della Val di Susa possedeva terre, edifici e diritti distribuiti in diverse zone della regione.

Il rapporto con la Sacra non riguardava soltanto il possesso dei campi. L’istituzione esercitava anche un’influenza religiosa sulla comunità e sugli edifici di culto locali.

Osasio occupava inoltre una posizione geografica delicata. Il paese sorgeva vicino al confine tra le terre controllate dai conti di Savoia e quelle appartenenti al Marchesato di Saluzzo.

Il Po rappresentava una delle principali linee di separazione tra i due stati.

Un territorio conteso tra poteri diversi

Nel Medioevo, i confini politici risultavano meno definiti rispetto a quelli contemporanei.

Un territorio poteva appartenere a una famiglia feudale, dipendere da un’autorità religiosa e rientrare contemporaneamente nella sfera politica di una città o di un principe.

Osasio si trovava proprio al centro di questo sistema.

Il paese era vicino alle terre dei Savoia, al Marchesato di Saluzzo e alle zone sulle quali il Comune di Asti cercava di estendere la propria influenza.

La posizione lungo il Po rendeva importante anche il controllo delle strade, dei terreni agricoli e dei passaggi tra Vigone e Carignano.

I cambiamenti di proprietà avvenuti durante il Duecento riflettono quindi le alleanze e gli scontri tra potenze molto più grandi della piccola comunità locale.

Osasio sotto la famiglia Bolla

Intorno alla metà del XIII secolo, Osasio apparteneva alla famiglia astigiana dei Bolla.

In quel periodo il conte di Savoia controllava come feudatario del Comune di Asti diversi territori situati vicino al Po, compresi tra Vigone e Carignano.

I Bolla esercitavano i propri diritti all’interno di questo complesso equilibrio politico.

Le lotte tra Asti e i Savoia coinvolsero inevitabilmente anche Osasio. Il territorio cambiò più volte proprietario in base agli accordi, alle guerre e alle concessioni feudali.

Il valore del paese non derivava soltanto dai campi. La vicinanza al fiume e alle vie di collegamento aumentava infatti la sua importanza strategica.

La pace del 1265 e i Provana

Nel 1265, il conte Pietro II di Savoia concluse una pace con il Comune di Asti.

L’accordo riportò Carignano sotto il controllo sabaudo e modificò gli equilibri politici dell’intera area.

Probabilmente in seguito a questa intesa, Osasio passò alla famiglia carignanese dei Provana.

La casata rappresentava una delle più importanti famiglie feudali del Piemonte. I Provana possedevano castelli, terre e diritti in numerose località e mantenevano una forte fedeltà verso casa Savoia.

Il passaggio rafforzò quindi il legame tra Osasio, Carignano e la dinastia sabauda.

Le fonti non consentono comunque di stabilire con precisione tutti i passaggi della successione. Il collegamento tra la pace del 1265 e l’arrivo dei Provana rimane una ricostruzione storica molto probabile.

L’ingresso nel principato d’Acaja

Dal 1295, Osasio entrò nei territori assegnati a Filippo di Savoia, futuro principe del ramo Savoia-Acaia.

Il suo feudo comprendeva una vasta parte del Piemonte meridionale, situata a sud di Torino e sulla sinistra del Po.

Filippo stabilì il centro politico dei propri domini a Pinerolo. Da qui amministrava città, borghi, campagne e castelli distribuiti tra il Pinerolese e la pianura torinese.

L’ingresso nel principato d’Acaja legò Osasio ancora più strettamente alla politica dei Savoia.

Per gli abitanti, però, la principale difficoltà continuava a riguardare le condizioni del territorio. Gran parte dei terreni rimaneva infatti paludosa e poco adatta alla coltivazione.

Le paludi di Osasio

Nella prima metà del Quattrocento, il territorio di Osasio presentava ancora vaste zone umide.

Le acque ristagnavano nei campi e rendevano difficile ottenere raccolti regolari. Le piene e le piogge potevano inoltre allagare nuovamente le aree già lavorate.

Per rendere produttive le terre occorreva scavare canali, costruire fossi e regolare il deflusso delle acque.

Il recupero richiedeva quindi un intervento organizzato e il lavoro continuativo di numerose famiglie.

Ludovico d’Acaja decise di affrontare il problema affidando direttamente i terreni a nuovi coltivatori.

Questa scelta avrebbe modificato per sempre il paesaggio e la struttura sociale del paese.

Il contratto del 17 marzo 1440

Il 17 marzo 1440, Ludovico d’Acaja stipulò un accordo con ventiquattro famiglie.

Il contratto assegnava loro appezzamenti di terreno ancora in gran parte paludosi. In cambio, gli abitanti dovevano bonificare le terre, renderle coltivabili e sfruttarne i raccolti.

L’accordo prevedeva anche il pagamento complessivo di 300 ducati d’oro.

Le famiglie assumevano quindi precisi obblighi economici e materiali. Non ricevevano campi già pronti, ma aree da trasformare con un lungo lavoro.

Il documento è ancora conservato nell’archivio comunale.

Il contratto viene considerato l’atto di nascita del Comune di Osasio. Il paese esisteva già da secoli, ma quell’accordo pose le basi economiche e sociali della comunità moderna.

<div style=”background:#f7fbff;border:1px solid #d6ecff;padding:14px 16px;margin:18px 0;border-radius:10px;”> <strong>Perché il 17 marzo 1440 è una data fondamentale</strong><br> Ludovico d’Acaja affidò le terre paludose a ventiquattro famiglie. Gli assegnatari dovevano prosciugarle, coltivarle e versare complessivamente 300 ducati d’oro. Il contratto organizzò la comunità e trasformò il territorio di Osasio. </div>

Le ventiquattro famiglie fondatrici

Il contratto del 1440 coinvolse ventiquattro famiglie incaricate di recuperare il territorio.

Tra gli assegnatari compaiono Michele Serassio, Giovanni Accastello, Amedeo Oberto, Giovanni Grella, Giovanni Vaudagna, Antonio Lezardi, Giovanni Ferrero, Antonio Cerutti e Giovanni Rossi.

Le famiglie dovettero scavare canali, prosciugare i terreni e mantenere funzionanti le opere necessarie a regolare le acque.

Il loro compito richiedeva collaborazione. La bonifica di un singolo appezzamento, infatti, non sarebbe stata sufficiente senza un sistema capace di proteggere anche i campi vicini.

Il lavoro svolto nel Quattrocento pose le basi dell’agricoltura osasiese.

Secondo la memoria locale, alcuni cognomi presenti nel contratto appartengono ancora oggi a famiglie residenti nel paese. Tra questi figurano Accastello, Serassio, Oberto, Grella, Cerutti, Ferrero e Rossi.

La trasformazione agricola del territorio

La bonifica cambiò completamente il rapporto tra gli abitanti e la terra.

Prima dell’intervento, le paludi limitavano la coltivazione e rendevano difficile la formazione di una comunità stabile.

Dopo il prosciugamento, i terreni poterono ospitare cereali, prati e allevamenti.

Le famiglie costruirono fossi e canali per allontanare l’acqua in eccesso. Allo stesso tempo, impararono a utilizzare la rete idrica per irrigare i campi durante i periodi più asciutti.

Il controllo dell’acqua divenne quindi una parte essenziale dell’economia locale.

La comunità sviluppò un sistema agricolo fondato sulla manutenzione condivisa delle opere di bonifica e sulla distribuzione delle risorse idriche.

Le bealere e il sistema delle acque

Il territorio di Osasio rimase strettamente legato alla presenza di canali e bealere.

Le acque rappresentavano inizialmente un ostacolo. Dopo la bonifica, però, divennero una risorsa per l’agricoltura e per le attività produttive.

Il paesaggio venne attraversato da fossi, derivazioni e piccoli corsi d’acqua regolati dall’uomo.

Nel 1455 Ludovico d’Acaja promosse anche la realizzazione del canale della Pancalera, alimentato dalle acque dell’Angiale.

Le opere idrauliche permisero di distribuire l’acqua tra i diversi appezzamenti e di mantenere coltivabili i terreni recuperati.

La gestione richiedeva controlli e interventi costanti. Bastava infatti l’ostruzione di un canale per provocare ristagni e nuovi allagamenti.

La Bialera del Mulin

Tra i corsi d’acqua legati alla storia locale compare l’Angiale, chiamata anche Gitana.

Entrando nella zona di Carignano, il corso prende il nome di Rivo Vuotasacca. A Osasio viene invece ricordato tradizionalmente come Bialera del Mulin.

Il nome deriva dal mulino situato nella località di Borgonuovo.

Le acque azionavano i meccanismi utilizzati per macinare i cereali prodotti nelle campagne circostanti.

Il mulino rimase attivo fino alla metà degli anni Cinquanta del Novecento.

Questa attività mostra come la rete idrica non servisse soltanto a irrigare. L’acqua forniva anche l’energia necessaria per lavorare i prodotti agricoli.

Dopo il principato d’Acaja

Il ramo dei Savoia-Acaia si estinse nel Quattrocento.

I suoi domini tornarono quindi sotto il controllo diretto della dinastia sabauda.

Osasio continuò comunque a passare tra diversi feudatari. Le famiglie nobili esercitavano diritti sui terreni, sulle rendite e sulle attività locali.

La comunità aveva però ormai sviluppato una propria struttura stabile. Il contratto del 1440 aveva definito la presenza delle famiglie e organizzato lo sfruttamento delle campagne.

L’agricoltura rimase il centro della vita economica.

Gli abitanti dovevano però affrontare periodicamente piene, guerre, epidemie e cattivi raccolti, eventi capaci di mettere in difficoltà l’intero paese.

Pietro Granetto signore di Osasio

Verso la fine del Cinquecento, tra i signori di Osasio compare Pietro Granetto, signore di Costigliole Saluzzo.

La sua presenza conferma i rapporti tra il paese e l’area saluzzese.

Non conosciamo in modo dettagliato la durata e l’estensione dei diritti esercitati da Pietro Granetto.

Tuttavia, il riferimento dimostra che il controllo delle terre osasiesi continuava ad avere un valore economico.

I campi bonificati e la rete delle acque rendevano infatti il territorio più produttivo rispetto ai secoli precedenti.

Il passaggio ai conti Verrua

Nel corso dell’Ottocento, il territorio di Osasio passò ai conti Verrua attraverso una successione per linea femminile.

Nel sistema nobiliare, terre e diritti potevano essere trasmessi attraverso matrimoni ed eredità.

I Verrua entrarono così in possesso di beni e proprietà legati al paese.

Il loro nome rimase nella memoria locale e nella toponomastica, insieme a quello delle altre famiglie che controllarono il territorio.

La vita quotidiana continuava comunque a dipendere dal lavoro degli agricoltori, dalla manutenzione dei canali e dalla produttività dei campi.

I marchesi Amoretti di Envie

Successivamente, i marchesi Amoretti di Envie acquistarono le proprietà dai conti Verrua.

Il passaggio avvenne in un periodo nel quale il sistema feudale aveva ormai perso la propria funzione politica.

Le famiglie nobili continuavano però a possedere vaste terre e patrimoni agricoli.

Osasio entrò così nell’età contemporanea mantenendo un’identità fortemente rurale.

I campi, le bealere e l’allevamento continuarono a rappresentare le principali risorse economiche della popolazione.

Il centro storico di Osasio

Il centro del paese si sviluppa intorno a piazza Castello.

La denominazione richiama la tradizione secondo la quale nella zona sarebbe esistita una fortificazione collegata ai principi d’Acaja.

Non esistono però testimonianze sufficienti per stabilire con certezza dove sorgesse l’edificio e quale fosse il suo aspetto.

La piazza presenta una conformazione particolare. Al centro si trova infatti una grande area verde circondata da alberi.

Intorno sorgono la chiesa parrocchiale, il municipio, le scuole e le abitazioni del nucleo storico.

La piazza continua quindi a rappresentare il principale punto di incontro della comunità.

La storia religiosa del paese

La presenza di una chiesa a Osasio risulta documentata già nel Medioevo.

Un atto del XIII secolo ricorda un edificio religioso sottoposto alla giurisdizione della Sacra di San Michele.

Anche il contratto del 1440 riconosceva alle famiglie il diritto di disporre di una chiesa per le necessità della comunità.

Nel corso del tempo, l’organizzazione religiosa cambiò più volte.

Nel 1508 la chiesa di Osasio venne unita a quella di Pancalieri. Successivamente la parrocchia recuperò la propria autonomia.

Il rapporto con la Sacra di San Michele terminò all’inizio dell’Ottocento, quando l’autorità religiosa passò alla diocesi di Torino.

L’unione con Pancalieri

Nel 1928, durante il regime fascista, Osasio perse la propria autonomia.

Il governo decise di unire il paese al vicino Comune di Pancalieri.

Il provvedimento rientrava in una politica nazionale che mirava a ridurre il numero dei piccoli comuni e accentrare l’amministrazione.

Osasio dipese da Pancalieri per diciotto anni.

La comunità conservò comunque la propria identità, le tradizioni e il legame con il territorio.

La perdita dell’autonomia non cancellò quindi il senso di appartenenza degli abitanti.

Il ritorno a comune autonomo

Nel 1946, dopo la caduta del fascismo e la fine della Seconda guerra mondiale, Osasio recuperò l’autonomia amministrativa.

Il paese tornò ad avere un Comune separato, con propri organi e uffici.

La decisione coincise con la ricostruzione democratica dell’Italia e con la nascita della Repubblica.

Dopo diciotto anni di dipendenza da Pancalieri, gli abitanti poterono nuovamente amministrare direttamente il territorio.

Il ritorno all’autonomia rappresentò uno dei momenti più importanti della storia contemporanea di Osasio.

Lo stemma di Osasio

Lo stemma comunale presenta una struttura semplice e immediatamente riconoscibile.

Lo scudo è diviso orizzontalmente in due parti. Il campo superiore è argentato, mentre quello inferiore è azzurro.

Al centro compare una grande lettera O dorata.

L’iniziale richiama direttamente il nome di Osasio e identifica il Comune senza utilizzare simboli appartenenti alle antiche famiglie feudali.

Il gonfalone consiste invece in un drappo azzurro.

Stemma: scudo diviso tra argento e azzurro
Simbolo centrale: lettera O maiuscola dorata
Gonfalone: drappo di colore azzurro

Le date principali della storia di Osasio

XI-XII secolo: Olsazio appartiene alla Sacra di San Michele
Metà del XIII secolo: il territorio passa alla famiglia astigiana dei Bolla
1265: la pace tra Pietro II di Savoia e Asti modifica gli equilibri della zona
Fine del Duecento: Osasio passa probabilmente ai Provana di Carignano
1295: il paese entra nei domini di Filippo di Savoia-Acaia
17 marzo 1440: ventiquattro famiglie ricevono l’incarico di bonificare le terre
1455: viene promosso lo scavo del canale della Pancalera
Fine del Cinquecento: Pietro Granetto figura tra i signori di Osasio
Ottocento: le proprietà passano ai Verrua e poi agli Amoretti di Envie
1928: Osasio viene unito al Comune di Pancalieri
1946: il paese recupera la propria autonomia

Il valore storico del contratto del 1440

Osasio esisteva già da diversi secoli quando Ludovico d’Acaja stipulò il contratto con le ventiquattro famiglie.

Tuttavia, quell’accordo segnò l’inizio di una nuova fase.

Prima della bonifica, il territorio offriva possibilità agricole limitate. Le paludi ostacolavano la coltivazione e rendevano difficile stabilirsi in modo permanente.

Le famiglie trasformarono invece le zone umide in campi produttivi.

Per riuscirci, dovettero lavorare insieme e costruire un sistema capace di governare le acque.

Il contratto del 17 marzo 1440 non rappresenta quindi soltanto un documento economico. Racconta la nascita di una comunità organizzata intorno alla terra, all’acqua e alla collaborazione.

Osasio, un paese costruito sulla bonifica

La storia di Osasio mostra quanto il paesaggio possa influenzare la vita di una comunità.

Per secoli il paese si trovò in una zona contesa tra dinastie, città e famiglie feudali.

Il cambiamento più importante non arrivò però da una battaglia o da un nuovo signore. Nacque dal lavoro delle persone incaricate di recuperare le paludi.

La bonifica del Quattrocento trasformò il territorio e diede stabilità alla popolazione.

Le acque, inizialmente considerate un problema, divennero in seguito una risorsa per irrigare i campi, alimentare i mulini e sostenere l’economia.

Osasio attraversò poi la fine del sistema feudale, l’età contemporanea e la temporanea unione con Pancalieri.

Il ritorno all’autonomia nel 1946 restituì alla comunità la possibilità di amministrare direttamente quel territorio costruito nel corso dei secoli.

Domande frequenti sulla storia di Osasio

Qual era il nome antico di Osasio?

Nei documenti medievali il paese compare con il nome di Olsazio. Le prime notizie conosciute risalgono ai secoli XI e XII.

A chi apparteneva Osasio nel Medioevo?

Il territorio appartenne inizialmente alla Sacra di San Michele. In seguito passò ai Bolla di Asti, ai Provana di Carignano e ai principi del ramo Savoia-Acaia.

Perché il 17 marzo 1440 è importante?

In quella data Ludovico d’Acaja affidò le terre paludose a ventiquattro famiglie. L’accordo viene considerato l’atto di nascita della comunità moderna.

Chi bonificò il territorio di Osasio?

La bonifica venne affidata a ventiquattro famiglie, incaricate di prosciugare i terreni e renderli coltivabili.

Quanto prevedeva il pagamento?

Il contratto stabiliva il pagamento complessivo di 300 ducati d’oro

Quali famiglie compaiono nel contratto?

Tra i nomi ricordati figurano Serassio, Accastello, Oberto, Grella, Vaudagna, Lezardi, Ferrero, Cerutti e Rossi.

Quando Osasio venne unito a Panccalieri?

Il paese perse la propria autonomia amministrativa nel 1928 e rimase unito a Pancalieri per diciotto anni.

Quando tornò a essere un comune autonomo?

Osasio recuperò l’autonomia nel 1946, dopo la fine del fascismo e della Seconda guerra mondiale.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende