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Via Francigena: i percorsi da fare in Piemonte

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La Via Francigena rappresenta uno degli itinerari più importanti compiuti dai pellegrini che a partire dall’anno Mille si recavano in preghiera a Roma o proseguivano verso la Terra Santa. Oggi lo stesso percorso viene intrapreso da migliaia di persone per riscoprire il piacere di camminare e viaggiare immersi nella natura, tra borghi e paesaggi sorprendenti.

La Via Francigena in Piemonte è percorribile seguendo 4 itinerari: ecco quali.

Che cos’è la Via Francigena? Le origini di un percorso spirituale

È l’anno 990 e l’Arcivescovo di Sigerico parte da Canterbury e arriva a Roma in udienza dal Papa Giovanni XV per ricevere l’investitura. Sulla via del ritorno decide di tenere un diario dove, giorno dopo giorno, segnare le tappe del viaggio.

Nasce così il primo testo ufficiale che marca il territorio con un percorso, oggi a noi noto come “Via Francigena“.

Il nome “Francigena” si riferisce proprio a quelle strade che consentivano ai pellegrini d’oltralpe (“dalla Terra dei Franchi“) di giungere a Roma. Si entrava nel territorio italiano attraverso i valichi alpini e si seguivano le antiche vie romane verso la tomba dell’Apostolo Pietro.

Poi, con la diffusione del diario di Sigerico, i pellegrini iniziarono a ripercorrerne le tappe. Una tradizione che – a distanza di più di mille anni – non cessa di esistere.

Sono più di 3mila i chilometri che compongono questo lungo percorso che parte da Canterbury, cittadina inglese a sud-est da Londra, e arriva a Roma, cuore dell’Italia, volgendosi a sud verso Santa Maria di Leuca, il punto più a sud della Puglia.

Una linea che unisce ben 5 stati, 16 regioni e oltre 600 comuni.

Freccia che indica il percorso della via Frangicena

La via Francigena in Piemonte

La Via Francigena è sempre stata – fin dal Medioevo – un’importante via di pellegrinaggio e di scambio culturale tra i popoli europei. Lungo questa strada si sono incrociate correnti artistiche e letterarie che hanno fatto evolvere culture e tradizioni.

Il Piemonte, soprattutto, ha permesso il collegamento tra le comunità alpine e transalpine con quelle della Pianura Padana. Il tratto di via Francigena che passava dal Piemonte, infatti, si congiungeva al cammino verso Santiago de Compostela (in Spagna), attraverso i passi del Monginevro e del Moncenisio.

Ecco perché negli anni la via francigena piemontese si è declinata in 4 diversi percorsi che attraversano la regione. Tutti ascrivibili a documenti medievali risalenti al XIII secolo che testimoniano l’esistenza di vari itinerari seguiti dai pellegrini.

Possiamo quindi riassumere le declinazioni della via francigena del Piemonte in 4 diversi itinerari:

  • la Via Francigena Morenico–Canavesana, da Carema (poco sotto Pont San Martin – tappa valdostana della via Francigena) a Vercelli
  • il segmento Torino–Vercelli che unisce la capitale barocca alle risaie vercellesi
  • la Via Francigena della Val di Susa, che dal passo del Monginevro e del Moncenisio arriva alle porte di Torino;
  • il tratto che dal Monferrato Astigiano e Alessandrino si collega alla Liguria e al mare

Quattro tracciati, percorribili a piedi o in bicicletta, adatti a tutti, dagli appassionati di escursionismo, agli amanti del turismo slow, alle famiglie. Senza ombra di dubbio rappresentano delle perfette occasioni per scoprire territori ricchi di testimonianze storiche, bellezze architettoniche e varietà naturalistica.

Panorama verde della via Francigena Morenico

1- La via Francigena Morenico -Canavesana

Tra le declinazioni della via francigena del Piemonte, la Morenico-Canavesana è quella più a nord. Il percorso si snoda per 85 chilometri e prende avvio nella cittadina di Carema, al confine con la Valle d’Aosta (dove il cammino francigeno continua e prende la via per la Francia e l’Inghilterra).

Da qui, attraversando una serie di sentieri boschivi, si scende per 6,3 chilometri raggiungendo Settimo Vittone, prima tappa spirituale del cammino. In questo territorio troviamo il complesso paleocristiano della pieve di San Lorenzo e del battistero di San Giovanni Battista. Uno dei siti più antichi del Canavese e, più in generale, meraviglioso esempio di architettura “preromanica” piemontese. Passando per questi luoghi sacri si possono ripercorrere le orme di antichi pellegrini che fin dal Medioevo facevano tappa alla Pieve.

Si procede poi lungo la mulattiera fino ad arrivare al castello di Montestrutto e alla chiesetta di San Giacomo. Lungo il percorso è possibile visitare i tipici Balmetti, dal vocabolo d’origine celto-ligure “balma” che indica il riparo sotto roccia, ovvero i frigoriferi ante litteram. La peculiarità di queste cantine naturali sta nella capacità di mantenere la temperatura costante tutto l’anno (tra i 7 e gli 8 gradi).

La via prosegue verso Borgofranco d’Ivrea, antico borgo fortificato del XIII secolo e verso Montalto Dora, dove si può assaporare l’autenticità dell’architettura rurale. I due borghi aprono la strada a una serie di boschi e vigneti (sono le terre del Carema, dell’Erbaluce e del Passito di Caluso) che portano alla zona dei laghi. Il Lago Nero, il Sirio, il Pistono, Campagna e San Michele.
Da non dimenticare la zona delle Terre Ballerine, area un tempo occupata dal lago Coniglio che, prosciugandosi, ha lasciato un terreno ricco d’acqua e torba sul quale è possibile saltellare come fosse un tappeto elastico.

Passaggio nel Canavese

A 6,8 km da Montalto troviamo finalmente Ivrea. Domina la città il Castello costruito nel 1358 dal Conte Verde, Amedeo VI di Savoia, insieme al palazzo vescovile e alla cattedrale di Santa Maria.

Risalendo verso il lago Campagna si arriva a Cascinette d’Ivrea. Tratti boschivi e castagneti accompagnano il viaggiatore verso Burolo e Bollengo. Qui è possibile visitare la particolare chiesetta dedicata ai santi Pietro e Paolo del XI secolo con accesso diretto dal campanile costruito al centro della facciata.

Si prosegue verso Palazzo Canavese, cittadina di origine romana ricca resti attribuibili a tale periodo. Il centro storico, arroccato su una terrazza, offre un incredibile punto panoramico sulla pianura.

Si sale poi per la collina morenica alla volta di Piverone dove si trovano i resti della “Gesiun”, la chiesetta in stile romanico primitivo isolalta tra vigneti e campi coltivati. La tappa successiva è Viverone, con l’omonimo lago e le chiese dedicate all’Assunta e a San Rocco.

Si riparte verso il castello di Roppolo e il suo meraviglioso punto panoramico. Poi si scende alla volta di Cavaglià, Santhià e Cavour. La pianura si apre con San Germano Vercellese e Castellone fino ad arrivare a Vercelli, sulla sponda destra del fiume Sesia.

Con la capitale italiana ed europea del riso si chiude questo tratto della via francigena del Piemonte. Qui si può visitare l’abbazia di Sant’Andrea, primo monumento gotico del Piemonte e uno dei più precoci in questo stile in Italia.

Ma anche la cattedrale di Sant’Eusebio e il Broletto, che nel medioevo indicava la piazza in cui si radunava il popolo in assemblea e oggi si configura con il palazzo municipale.

Via Francigena, passaggio vicino alle risaie di Vercelli

2- La via Francigena che unisce Torino a Vercelli

C’è un tratto della via Francigena del Piemonte che parte dal centro del capoluogo e si estende per quasi 85km verso est alla volta di Vercelli. Si tratta del naturale proseguimento della via francigena della Val di Susa (illustrata nel paragrafo successivo).

Parecchi documenti mostrano il ruolo di Torino come luogo di sosta ideale dei pellegrini prima di proseguire per il vercellese. Si ha traccia di decine di strutture adibite a ricovero e accoglienza di forestieri, tra xenodochia e domus hospitales.

Il cammino parte dal centro energetico di Torino: la chiesa della Gran Madre di Dio. Si attraversa poi il parco cittadino Michelotti e la Riserva del Meisino, una delle 12 aree protette che compongono il Parco del Po Torinese.

Arrivando a San Mauro Torinese è possibile visitare l’abbazia benedettina di Santa Maria di Pulcherada, fulcro del centro abitato che si costituì intorno ad essa (San Mauro, per l’appunto, in onore del Santo abate benedettino che sostò presso l’abbazia prima di dirigersi in Francia).

Si prosegue verso Castiglione Torinese giungendo a Gassino, dove una chiesa – dedicata alla Confraternita dello Spirito Santo – presenta una cupola molto simile a quella della Basilica di Superga. Mentre un’altra – quella dei Santi Pietro e Paolo – custodisce due pregevoli opere: una tela attribuita a Guglielmo Caccia detto “Il Moncalvo” e una di Beaumont, il pittore ufficiale di casa Savoia.

Seguendo il corso del fiume Po si arriva a San Raffaele Cimena. Si attraversa la riserva naturale del Bosco del Vaj nei pressi di Castagneto Po dove sorge la Chiesa di San Genesio che, secondo la tradizione, conserva le reliquie di due santi con lo stesso nome.

A questo punto della via francigena del Piemonte si entra a Chivasso, accolti da un severo testimone del gotico piemontese: il duomo di Santa Maria Assunta.

Una particolarità della città è l’Orologio del Tempo Nuovo, apposto sul frontone del Palazzo Einaudi, erede della Rivoluzione francese che aveva investito anche Chivasso. Il giorno del Tempo Nuovo, secondo i rivoluzionari, era suddiviso in 10 ore, ogni ora in 100 minuti e ogni minuto in 100 secondi. Una misurazione del tempo che allungava di molto la giornata. Una rivoluzione che, tuttavia, non ebbe grande seguito: Napoleone stesso la abolì nel 1806.

Passaggio nel Vercellese

Uscendo da Chivasso si prosegue lungo il Canal Cavour, canale artificiale costruito a supporto dell’agricoltura. Considerato ancora oggi la più grande opera di ingegneria idraulica mai compiuta in Italia.

Nel cammino si incontrano i borghi di Castelrosso, Torrazza Piemonte e – passato il ponte sulla Dora – Saluggia, terra dei celebri fagioli. Si apre qui il vercellese irrorato di rigoli e specchi d’acqua. A partire da Lamporo, cittadina attraversata longitudinalmente dall’Amporium, l’antico canale che alimentava i mulini ad acqua. A delimitare il corso sono due chiesette animate da leggende locali e storie di streghe.

Salendo verso Vercelli ci si imbatta nella Tenuta Colombara, nei pressi di Livorno Ferraris, dove storia e natura si fondono nel Conservatorio del Riso, museo dedicato al cultura risicola del territorio. Nata come ostello per viandanti, oggi la tenuta ospita anche una sede dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo ed è sede produttiva di Riso Acquerello.

La via francigena del Piemonte a questo punto prosegue alla volta delle Grange vercellesi, stanziamenti monastici agrari tipici dei Cistercensi. Prossime tappe: Ronsecco e Lignana con il castello medievale ora adibito ad uso agricolo e la chiesa del Santissimo Salvatore della frazione Casalrosso. Poi Larizzate, un minuscolo borgo che nasconde storie passate e antiche. Si giunge così alle porte di Vercelli con la caratteristica Torre dell’Angelo collocata nel centro storico. Dalla sua altezza è possibile ammirare il panorama sulla piazza principale intitolata a Camillo Benso Conte di Cavour. Tra le bellezze della città da non perdere: l’Abbazia di Sant’Andrea, la cattedrale di Sant’Eusebio e l’Antico Broletto, sede del Comune dal tredicesimo secolo.

3- La via francigena della Val di Susa

Questo percorso della via francigena del Piemonte interessa la regione della Val di Susa, unendo i confini francesi con il capoluogo piemontese.

In realtà, ci sono due punti di partenza che deviano il cammino in due direzioni: in corrispondenza della sponda sinistra della Dora Riparia (partendo da Moncenisio) o della sponda destra (partendo dal Colle del Monginevro).

Venaus

A sinistra della Dora

Il primo percorso si snoda per 77 chilometri e parte, per l’appunto, dal colle del Moncenisio al confine con la Francia. Si imbocca la Strada reale che porta all’Abbazia di Novalesa, un’antica abbazia benedettina fondata nell’VIII secolo, e si scende per Venaus. Il cammino prosegue attraversando Mompantero, ai piedi del Rocciamelone, e giungendo a Susa.

Città ricca di testimonianze storiche, è nota per l’arco di Augusto, l’anfiteatro romano, l’altare celtico e la cattedrale di San Giusto.

A 8 chilometri e mezzo da Susa troviamo Bussoleno e poi Chianocco con la sua Domus Fortis, solida torre merlata posta sulla via che ripercorreva l’antica strada romana delle Gallie. E il Castello, visitabile durante le manifestazioni e rievocazioni storiche.

Si prosegue per Bruzolo, la cui Fucina (collocata a fianco della vecchia bealera dei mulini) è considerata la più antica del Piemonte. La via francigena continua per San Didero, Borgone di Susa, Condove e le sue borgate montane. Caprie, Villar Dora e il suo Castello (l’unico Castello medioevale della Val Susa rimasto in piedi nonostante le battaglie che l’hanno investo) e infine la vicina Almese.

Passando ai piedi del monte Musinè si arriva al Santuario di Sant’Abaco di Caselette. Edificato nel XIX secolo, ricorda il passaggio da queste parti di monaci orientali verso il V-VI secolo. Da visitare nei dintorni anche il Castello Cays, antica rocca che è stata rifugio della famiglia reale, oggi sede dei Salesiani.

Da Caselette si passa ad Alpignano e poi a Pianezza con la Pieve di San Pietro, costruita quasi a strapiombo sulla Dora. Luogo sacro di epoca medievale ma ricco di reperti romani. A Collegno, invece, troviamo la chiesa di San Massimo, tappa storica della Via Francigena del Piemonte.

Le origini di questo luogo di culto risalgono al periodo paleocristiano, edificato addirittura su un preesistente edificio romano. Assolutamente da visitare in città anche la Certosa, con il portale di accesso disegnato da Juvarra in persona.

Basta poi imboccare corso Francia per arrivare alla tappa finale del cammino: Torino.

Sacra di San Michele di giorno
Sacra di San Michele

A destra della Dora

La variante della via francigena del Piemonte che attraversa la Val di Susa prende avvio dal Colle del Monginevro. Da qui si prende la via per Claviere, Cesana Torinese, Oulx (dove incomincia il “sentiero dei Franchi”), Salbertrand e il Forte di Exilles (nell’omonima città), uno dei monumenti più antichi della Valle Susa. Si continua per Chiomonte, ultimo borgo dell’area Occitana piemontese.

Per ben 500 anni è stato sotto dominio francese e le tracce della sua storia le ritroviamo tra i cortili, i cunicoli sotterranei e i portici medievali.

La via francigena prosegue con Gravere, Susa, Bussoleno, San Gorio di Susa con la Cappella di San Lorenzo completamente affrescata che esalta un’area sacra fin dal 500-400 a.C. Il cammino tocca poi le città di Villar Fioccardo, Sant’Antonino di Susa, Vaie, Chiusa San Michele e Sant’Ambrogio di Torino.

Da qui parte il sentiero che conduce alla Sacra di San Michele, monumento simbolo del Piemonte che ha ispirato Umberto Eco nella scrittura de Il Nome della Rosa.

A questo punto del cammino si prosegue per Avigliana con la caratteristica Chiesa di San Giovanni e la Torre dell’Orologio. Così denominata a ricordo di un’altra vicina torre d’angolo medievale, che secondo la tradizione mostrava il più antico orologio pubblico d’Italia.

E poi Buttigliera Alta con il complesso della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, exemplum dello stile gotico. Si continua per Rosta, Rivoli e il suo castello, Collegno e infine Torino.

Pista ciclabile sulla Via Francigena
Via francigena in Liguria

4- Dal Monferrato alla Liguria: la via francigena che collega terra e mare

Il tratto della via Francigena del Piemonte che unisce il Monferrato con il mar ligure è il più lungo: ben 276 chilometri di cammino.

Si parte dalla stazione Sassi di Torino, salendo verso la Basilica di Superga, capolavoro di Filippo Juvarra. Si prosegue quindi per il Parco naturale della Collina Torinese toccando i borghi di Bardassano, Sciolze e Cinzano, dove a pochi chilometri di distanza troviamo l’Abbazia di Santa Maria di Vezzolano, tra i più importanti monumenti medievali del Piemonte.

Da qui si riparte alla volta di Castelnuovo Don Bosco, “Terra di Vini e di Santi”: in questa città, infatti, tra i filari di Malvasia e Freisa, nacquero San Giovanni Bosco, San Giuseppe Cafasso, il beato Giuseppe Allamano e il cardinale Giovanni Cagliero.

La via continua tra Capriglio, Montafia e Cortazzone, borgo rurale di antica origine impreziosito dalla presenza di un castello medievale e della chiesa di San Secondo. Si passano, poi, due tappe (Cinaglio e Settime) prima di arrivare ad Asti: meritano una visita la Cattedrale dell’Assunta, il Museo civico di Sant’Anastasio (con i resti archeologici di antichi luoghi di culto) e il museo diocesano.

La meta successiva è il comune di Castello di Annone, a 9 miglia romane – come rivela l’origine del nome – , o meglio, a 14 chilometri e mezzo da Asti. Segue Quattordio, Masio (che sorge sulla cima di una collina dalla quale si può godere di una splendida vista sulla Valle del Tanaro) e Oviglio con il suggestivo Castello, antica dimora della Regina Cristina di Savoia.

Si arriva, infine, ad Alessandria, ricca di architetture religiose e palazzi storici che ne raccontano le origini.

Tortona e Genova e i santuari mariani dedicati alla Madonna della Guardia

La via francigena del Piemonte a questo punto continua verso nord per poi riscendere in corrispondenza di Tortona. Le cittadine toccate sono Pietra Marazzi, Montecastello, Rivarone, Alluvioni Cambiò, Sale e Castelnuovo Scrivia. Qui, nella piazza d’impianto medievale della città si distinguono il Palazzo pretorio (Castello dei Torrioni e dei Bandello) e, di fronte, la Chiesa SS. Pietro e Paolo.

Dopo la cittadina di Pontecurone e la Pieve di Santa Maria a Viguzzolo (chiesa in stile romanico dell’anno 1000), si arriva finalmente a Tortona. Il gioiello più prezioso della zona è senza dubbio il Santuario della Madonna della Guardia, voluto da San Luigi Orione.

Il cammino prosegue allora verso sud toccando Carbonara Scrivia, Villaromagnano, Costa Vescovato, Castellania (con la casa-museo di Fausto Coppi), Garbagna, Borghetto Barbera e Stazzano. Dopo aver attraversato il fiume, si continua per Serravalle Scrivia e Arquata Scrivia, comune alessandrino al confine con la Liguria.


Le dolci curve dell’appennino ligure iniziano a farsi vedere. Si prosegue per Sottovalle, Voltaggio, Franconalto e Ciranesi, passando per il colle della Bocchetta e il Passo Mezzano. Ad attenderci, alla fine del cammino, il santuario di Nostra Signora della Guardia di Genova, il più importante santuario mariano della Liguria e uno dei più importanti d’Italia.

Info utili prima di iniziare il cammino della via Francigena

Oggi la via Francigena viene percorsa da una media di oltre trentamila persone ogni anno. Si può percorrere non solo a piedi, come si faceva anticamente, ma anche in bici o utilizzando risorse “più tecnologiche”.
Esistono, infatti, una serie di app gratuite – corredate di mappe gps – come “SloWays” o “Via Francigena – App ufficiale“.

Indicano i percorsi da fare a piedi o in bicicletta, con i tempi di percorrenza, la difficoltà e la lunghezza. Suggeriscono, inoltre, dove dormire e mangiare lungo il cammino e cosa vedere nei dintorni.

Info più dettagliate al sito ufficiale: www.viefrancigene.org

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