Storia

Torino e la Dora Riparia

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La storia tra il corso d’acqua e il capoluogo piemontese.

Fulcro dell’economia torinese per secoli la Dora è il secondo fiume di Torino in ordine di grandezza dopo il Po. Dai ghiacci delle Alpi Cozie alla Pianura del Po.

La Dora Riparia nasce sul versante francese del Monginevro, attraversa la Val di Susa per poi giungere fino a Torino.

Qui raggiunge i suoi 126 chilometri di itinerario per sfociare nelle acque del Po.

Il suo nome deriva dal latino ‘Duria minor’, in contrapposizione alla ‘Duria Major’, ovvero la Dora Baltea. l’idronomo ‘Duria’ dal quale deriva ‘Dora’

In piemontese ‘doira’, sta a indicare un qualsiasi corso d’acqua.

La Piccola Dora, diventa Dora Riparia quando incontra la confluenza del torrente Ripa, che nasce in Valle Argentera nei pressi di Cesana.

Il suo percorso prosegue attraverso il piccolo comune di Oulx, dove la Dora Riparia viene alimentata dalle acque del suo maggiore affluente, la Dora di Bardonecchia.

Superata Susa il suo itinerario si alterna in tornanti e strettoie impetuose

Fiume Dora

Da qui il fiume inizia il suo basso corso padano dove giunge a Torino, diventando tributario del fiume Po.

Le acque della Dora per molto tempo sono state fondamentali per l’economia torinese e la vita dei cittadini.

A partire dal Medioevo il suo percorso è stato organizzato con la creazione di canali e prese d’acqua che hanno permesso di irrigare i campi delle periferie e, soprattutto, rifornire la città di acqua potabile.

All’ingresso di Torino, all’altezza del Martinetto, la Dora si biforca in diversi canali artificiali: il più conosciuto era la ‘Dora Grossa

Quest’ultima attraversava tutta via Garibaldi, finendo nel fossato sotto Palazzo Madama.

Fino al Settecento le zone di Borgo Dora, San Donato e Lucento furono il centro delle principali attività commerciali della città .

Qui, l’industria tessile e siderurgica fiorirono grazie al sapiente sfruttamento del corso d’acqua, attraverso la costruzione di mulini e ruote idrauliche

Nella seconda metà dell’Ottocento, la Rivoluzione industriale trasformò la città di Torino, che esplode a livello demografico ed economico.

La Dora comincia a diventare, al contrario, un luogo di piacere per i cittadini di Torino e gli stabilimenti industriali si trovano presto a essere circondati da quartieri residenziali.

L’importanza della Dora, e anche del Po, per Torino è tale, che nel 1936 lo scultore Umberto Baglioni ne realizzò due sculture allegoriche, oggi poste in Piazza Cln, sul retro delle chiese di San Carlo e Santa Cristina.

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