Storia

Ospedale Mauriziano Torino: il nosocomio fondato da un ordine cavalleresco

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L‘Ospedale Mauriziano di Torino, oggi hub di eccellenza e punto di riferimento a livello regionale, ha una storia secolare che ha inizio con un ordine cavalleresco e passa dagli orrori della seconda guerra mondiale.

Dalla fine dell’Ottocento il Presidio Ospedaliero prese il nome “Umberto I“, dal re che lo inaugurò, ma a Torino è conosciuto per lo più come “il Mauriziano”. Un ospedale unico nel suo genere, tassello fondamentale della storia della città in cui è sorto.

Palazzo dei Cavallieri a Porta Palazzo
Palazzo dei Cavallieri

L’Ordine cavalleresco e il Duca di Savoia che diedero origine all’ospedale

Era il 13 novembre del 1572 quando papa Gregorio XIII decise di fondere due antichi ordini cristiani

  • l’Ordine Cavalleresco e Religioso di san Maurizio
  • l’Ordine per l’Assistenza ai Lebbrosi di San Lazzaro.

Insieme diedero vita all’Ordine Mauriziano (da cui prende il nome l’ospedale di Torino) o dei Santi San Maurizio e San Lazzaro.

L’obiettivo era quello di assistere ai bisognosi e, al contempo, lottare contro gli eretici (una milizia con sede a Nizza combatteva persino contro i Pirati). In quegli stessi anni il duca di Savoia, Emanuele Filiberto, assorbì i principi morali dell’ordine e ne divenne il primo Gran Maestro. Il suo intento era quello di impostare il Ducato sulle solide basi della devozione e della moralità che contraddistinguevano l’ordine cavalleresco.

Da tasse e dazi, il duca riuscì a raccogliere ben 15mila scudi d’oro da destinare ai cavalieri: acquisì terreni a Stupinigi, a Settimo Torinese e persino degli appezzamenti al di là delle Alpi.

Nel 1575 donò all’ordine anche un fabbricato nell’isolato Santa Croce (che dà su Porta Palazzo) proprio a fianco della Basilica Mauriziana, che fu adibito ad ospedale. Chiamato “Spedale della Sacra Regione dei santi Maurizio e Lazzaro” o più semplicemente “Ospedale dei Cavalieri“, divenne presto un punto di riferimento in città.

Inizialmente l’Ospedale Mauriziano ospitava pochi letti, ma poteva vantare un team degno di nota: medici, infermieri, servitori, uno speziale e persino un economo che gestiva i fondi della struttura. A dirigere l’ospedale vi era naturalmente un Cavaliere, insignito del titolo di Grande Ospitaliere.

Una nuova sede per l’Ospedale Mauriziano

All’inizio del ‘600 una serie di donazioni permisero un primo ampliamento dell’ospedale: i letti a disposizione dei malati passarono da 40 a 150 e per un paio di secoli l’ordine gestì la gran parte dei degenti della città. Con la dominazione francese dei primi anni dell’Ottocento, tuttavia, l’Ospedale Mauriziano si unì a quello di San Giovanni Battista (che darà poi origine alle Molinette di Torino).

Napoleone, infatti, aveva abolito gli ordini cavallereschi e la milizia di San Maurizio e San Lazzaro subì un periodo di decadenza.

Con il ritorno di Vittorio Emanuele I nel 1814, ma soprattutto con il regno di Carlo Alberto che prese a cuore la sua missione, l’ordine Mauriziano riprese le sue funzioni. Fino a quando la sede di via della Basilica non fu ritenuta inadeguata in relazione ai bisogni dei cittadini.

Nel 1881 il primo segretario dell’Ordine trovò una nuova area dove costruire un moderno Ospedale Mauriziano, lontano dal centro città come suggerito dai nuovi studi su igiene e salubrità.

La nuova struttura sorse lungo il viale di Stupinigi (l’attuale corso Turati): fu il primo presidio ospedaliero in Italia ad essere costruito a padiglioni separati. Ad inaugurarlo, il 7 giugno 1885, ci fu re Umberto I in persona, da cui l’ospedale prese il nome.

Il vecchio fabbricato di Porta Palazzo fu donato al Comune di Torino che ne fece un’area commerciale: in quegli stessi anni nacque la Galleria Umberto I.

A sviluppare il progetto dell’ospedale Mauriziano furono l’ingegnere Ambrogio Perincioli, esperto in strutture sanitarie, insieme al direttore sanitario Giovanni Spantigati.

insegna Ospedale Mauriziano Umberto I

L’ospedale che salvò gli ebrei dalla deportazione

L’Ospedale Mauriziano fu uno degli edifici di Torino più colpiti dai bombardamenti della seconda guerra mondiale.

Tra il 1942 e il 1943 subì ben 9 attacchi: bombe di grosso calibro investirono i padiglioni nel cuore della notte provocando ingenti danni.

L’ultimo episodio avvenne il 1 dicembre 1943, questa volta in pieno giorno. Centinaia di bombe di piccolo e medio calibro colpirono a ripetizione i tetti del complesso ospedaliero. Completamente distrutta la chiesetta interna, colpito il corridoio centrale con l’infermeria. Rimasero gravemente danneggiati tutti i padiglioni, scoperchiati e con gli infissi abbattuti.

Una profonda ferita che si rimarginò solamente dopo una serie di restauri compiuti nel dopoguerra.

Nonostante la condizione precaria in cui riversava l’ospedale, durante gli anni bui della guerra il Mauriziano divenne fonte di luce per alcuni.

All’interno delle Carceri Nuove di corso Vittorio Emanuele, infatti, venivano rinchiusi partigiani, antifascisti ed ebrei in attesa di essere deportati. Riversavano in condizioni disumane, torturati e maltrattati.

Al suo interno, in quegli anni, prestava servizio una suora, suor Giuseppina de Muro, superiora della sezione femminile del Carcere giudiziario. Insieme a padre Ruggero Cipolla, si occupava dell’assistenza dei detenuti, in particolar modo chi si trovava nel braccio tedesco.

Grazie alla sua forza di volontà e ad un rischioso escamotage riuscì a sottrarre molti di loro dalla deportazione. Con delle certificazioni false, infatti, trasferì tantissimi ebrei dall’infermeria del carcere all’Ospedale Mauriziano. Ricoverati nel reparto infettivi, scongiurarono così la deportazione forzata verso i campi di concentramento.

Salone Gran Consiglio ospedale Mauriziano Torino
Salone Gran Consiglio

Il volto nascosto dell’Ospedale Mauriziano

Pochi sanno che dietro alcune delle pareti asettiche dell’ospedale Mauriziano si nascondono veri e propri gioielli. Stiamo parlando di uffici signorili, sale di rappresentanza dal gusto tardo-ottocentesco e un archivio colmo di storia. Ambienti unici, accessibili ai membri della Fondazione Ordine Mauriziano soltanto.

Tra questi, di particolare pregio è il Salone del Gran Consiglio che riunisce i soci dal lontano 1887. Al suo interno tre grandi dipinti raccontano la storia dell’Ordine: da Emanuele Filiberto con un novizio cavaliere a Umberto I che posa la prima pietra della struttura ospedaliera e in visita a Napoli. La quarta parete è invece dedicata alla celebre Battaglia di Lepanto del 1571.

Un altro ambiente dove risuona l’eco di un’epoca passata è l’Ufficio del Primo Segretario dell’Ordine, oggi occupata dal direttore generale dell’Azienda Ospedaliera. Anche qui i volti di grandi monarchi sabaudi fanno da padroni all’arredamento.

Degno di menzione anche l’Archivio Storico: lungo ben 2 chilometri, rappresenta il secondo archivio più grande di Torino dopo l’Archivio di Stato. Custoditi negli imponenti armadi seicenteschi riposano migliaia di documenti dove sono impressi oltre 10 secoli di storia tra mappe, disegni e atti notarili.

Pronto Soccorso ospedale Mauriziano
Pronto Soccorso ospedale Mauriziano

Il Mauriziano oggi

L’ospedale Mauriziano oggi rappresenta uno degli hub più importanti di Torino e del Piemonte, in grado di offrire un servizio sanitario d’eccellenza.

È stato il primo in Europa a creare un’applicazione per pagare i ticket, prenotare gli esami e ritirare i referti. È invece il primo in Italia ad aver impiegato un robot per eliminare le lesioni del cuore.

Ricordiamo poi le innumerevoli iniziative contro la violenza sulle donne e l’impegno del personale sanitario nella lotta contro la pandemia da Covid-19.

Info utili

  • Ingressi: largo Turati 62 e corso Re Umberto 109
  • Come arrivare:
    linee urbane: 4, 14, 42, 63
    inee extraurbane: vicino all’ingresso principale di largo Turati 62 fermano gli autobus provenienti dal Pinerolese (Satti, Sapav, Cavourese)
  • Sito web: www.mauriziano.it
  • Trovi tutti i contatti qui

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