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Umberto I “Biancamano”: il capostipite di Casa Savoia

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La storia di Umberto I Biancamano rimane avvolta nel mistero, ma il primo Conte di Savoia fu un abile militare e uomo politico

Come ben sappiamo, la storia di Casa Savoia è da sempre accostata a enigmi e a dogmi da sfatare, basti pensare infatti al motto “FERT” per esempio, il quale significato rimane tuttora incerto.

Ma quelle che forse rimangono uno dei quesiti storici più intriganti e fumosi del nostro tempo, sono proprio le origini della famiglia reale più longeva d’Europa.

Secondo gli storici e i cronisti medievali, il primo Savoia a fregiarsi di un rilevante titolo nobiliare, in particolare quello di “conte”, fu Umberto I detto “Biancamano”.

La Alpi furono i suoi domini incontrastati e la sua vita viene tracciata a cavallo tra il X e l’XI secolo.

Da alcuni documenti dell’epoca infatti si evince come questi sarebbe divenuto conte di Moriana, una piccola città sulle Alpi francesi, anche se resta difficile affermare se in quel periodo fosse già Conte, oppure semplicemente Signore della sua provincia.

Tuttavia, quello che è certo è che Umberto I Biancamano fu un eccellente generale, ma soprattutto un abile uomo politico, che seppe sempre schierarsi dalla parte giusta.

In particolare dalla parte di Corrado II “Il Salico“, Imperatore del Sacro Romano Impero.

A nostro malgrado però, diUmberto I Biancamano non si sa molto di più:

Le sue origini sono incerte e gran parte della sua biografia rimane ipotetica.

Così come anche il suo soprannome: “ad blancis manibus“, ovvero “dalle bianche mani”, che è probabilmente dovuto a un errore di trascrizione da parte di una amanuense.

Infatti si ritiene che la corretta dicitura sia ad blancis moenibus“, cioè “dai bianchi castelli”, un chiaro riferimento ai suoi possedimenti alpini.

Moneta con Effige Umberto Biancamano Savoia
Umberto I Biancamano il capostipite di Casa Savoia

La nascita di Umberto I Biancamano viene stimata attorno al 970 d.C.

Ciò nonostante, le sue origini, come detto in precedenza, rimangono un mistero al quale gli storici nel corso del tempo hanno cercato di trovare una risposta.

Una delle più importanti e, allo stesso tempo, una delle più antiche cronache sul primo conte di Savoia è attribuita a Giovanni d’Orville, che per incarico di Amedeo VIII si trovò a lavorare, nella prima metà del XV secolo, alla cronistoria della dinastia sabauda.

Secondo lo scrittore francese infatti, Umberto I Biancamano sarebbe stato figlio di Caterina di Schiren e di un tale Beroldo di Sassonia, un personaggio di dubbia esistenza, ma ritenuto nipote di Ottone II di Sassonia, figlio dell’Imperatore Ottone I.

Quindi i Savoia, secondo i documenti di d’Orville sarebbero strettamente legati alla famiglia imperiale dei Duchi di Sassonia e non è un caso infatti che nell’armoriale della Casata compaiano i loro stemmi.

Tuttavia, altri cronisti ritengono che la genealogia di Umberto I Biancamano sia provenzale o borgognona, ma altri ancora, probabilmente i più italofili, vorrebbero farlo discendere da Berengario II, Marchese d’Ivrea e Re degli Italici.

Comunque sia, Umberto I Biancamano fu il primo rappresentante della Branca comitale dei Savoia a fregiarsi del titolo di “conte”.

Il suo nome, infatti, appare per la prima volta in un documento dell’anno Mille, e in altri documenti successivi fino al 1036, anche se a dire il vero non c’è tuttora la certezza che si riferissero proprio a lui, in quanto il nome ‘Umberto’ fosse abbastanza diffuso all’epoca.

Ciò nonostante, si ritiene che nel 1003 governasse ventidue castelli nella zone del Viennois e dell’attuale Svizzera.

Il capostipite di Casa Savoia fu quindi un plenipotenziario della corona di Borgogna, per conto dei sovrani Rodolfo III e di sua moglie, la Regina Ermengarda, riguardo alla quale alcuni storici ritengono che fosse addirittura sua sorella.

Nel 1026 Corrado II “il Salico” diventa Imperatore del Sacro Romano Impero

Dalle documentazioni che ci sono pervenute fino al giorno d’oggi, la figura di Corrado II fu fondamentale per la storia del Impero, ma soprattutto anche per il Regno di Borgogna.

Il periodo storico in cui visse Umberto I Biancamano è certamente uno dei periodo più tormentati e cruenti ricordati dalla storia.

Si trattava di un’epoca di continue guerre e sciagure, peggiorate da carestie e varie pestilenze che colpirono un’Europa vessata dall’anarchia politica.

Con la Chiesa tormentata dagli eretici e dalle simonie, l’unica entità politica autoritaria che riuscì a resistere nel corso del tempo, fu il Sacro Romano Impero, anche se decisamente impoverito rispetto ai fasti del passato.

Il tutto mentre il Regno di Borgogna si divideva in due parti, creando il Regno dell’Alta Borgogna e quello meridionale, o anche della Bassa Borgogna.

Sul trono del primo sedeva Bosone, Duca di Provenza, mentre il secondo, creatosi nel 888, era nelle mani del Marchese Rodolfo, colui che nel 933 porterà all’unificazione di entrambi i dominii.

Umberto I Biancamano

Ma con la salita al trono di Rodolfo III, la monarchia borgognona cominciò lentamente a perdere il controllo del suo potere

La morte senza eredi del Re di Borgogna nel 1032, provocò infatti un vuoto di potere, che presto divenne motivo di disputa tra i conti trans-alpini.

In particolar modo per quanto riguarda Oddone di Sciampagna, che da sempre nutriva ambizioni per il Regno e che presto avrebbe messo a ferro e fuoco l’intera regione.

In seguito alla morte di Rodolfo III nel 1032, Ermengarda, ora regina vedova del Regno, ricevette il sostegno del nostro Umberto Biancamano, in modo da garantirle la dignità e assisterla nella gestione dei tumulti e delle rivolte.

Ciò nonostante, il colpo di mano di Oddone fu inevitabile e con la Borgogna invasa dall’esercito ribelle, Umberto ed Ermengarda dovettero lasciare il paese.

Ma fu proprio in questa situazione instabile che entrò in azione l’Imperatore Corrado II “Il Salico“, al quale Rodolfo III cedette ufficialmente il Regno e che, appena gli fu possibile, decise di intervenire per ristabilire l’ordine.

L’esercito imperiale invase così la Sciampagna, devastandola e sconfiggendo le truppe ribelli.

Per Oddone la sconfitta fu tale che, implorando pietà, promise desistere a qualsiasi pretesa sul Regno di Borgogna.

Ma il giuramento non venne mantenuto.

Così Corrado II, grazie all’aiuto del Vescovo di Milano Ariberto e del Marchese di Toscana Bonifacio, decise che era arrivato il momento di porre fine alle intransigenze dei conti ribelli.

A comando dell’esercito Imperiale, Umberto I Biancamano sconfisse Oddone e i conti Borgognoni sulle rive del Rodano

Con la fine delle ostilità, Umberto garantì la sua fedeltà all’Impero, diventando di fatto uno tra i più potenti principi di Borgogna e fregiandosi del titolo di Conte di Moriana e del Chiablese, conferitogli da Corrado II in persona.

Grazie al quale ricevette anche il permesso di ostentare lo stemma della dinastia imperiale, ovvero l’Aquila tedesca, che rimase simbolo di Casa Savoia fino ad Amedeo III, che solo nel XV secolo introdurrà lo scudo crociato.

Gli ultimi anni di vita, Umberto I Biancamano gli passò sempre al fianco dell’Impero, anche durante i periodi di crisi.

Una lealtà che insegnerà ai suoi figli Amedeo, Burcardo, Aimone ma soprattutto a Oddone, che sposandosi nel 1045 con Adelaide di Susa riuscirà ad ampliare notevolmente i territori acquisiti dal padre.

Morto presumibilmente nel 1048, il conte Umberto è sepolto nel vestibolo della Cattedrale di San Giovanni di Moriana.

La sua tomba non è solo un monumento in sua memoria, ma anche un forte richiamo a uno dei più grandi valori dinastici della dinastia sabauda, la fedeltà.

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