Preistoria e primi insediamenti nel territorio torinese: dalle prime tracce umane ad Augusta Taurinorum

Da Alessandro Maldera
Agosto 03, 2026

La storia di Torino non parte dai Romani, anche se con loro cambia tutto. Prima, infatti, il territorio torinese attraversa millenni di trasformazioni: da un ambiente selvaggio a uno spazio sempre più coltivato e abitato. Inoltre, ogni fase lascia segni diversi, dagli utensili in pietra ai villaggi stabili. Questa sintesi mette in ordine Paleolitico, Neolitico, età dei metalli e popolazioni preromane, fino alla fondazione di Augusta Taurinorum.
Torino prima dei Romani: cosa cambia davvero in millenni
5.000–4.000 anni fa: villaggi stabili, agricoltura, allevamento
1800 a.C. circa: bronzo ampiamente diffuso, più scambi e insediamenti consolidati
IV secolo a.C.: contatti tra Celti dall’Europa centrale e tribù liguri
218 a.C.: Annibale conquista in tre giorni l’insediamento taurino (Polibio)
49 a.C.: cittadinanza romana agli abitanti della regione
Pochi anni dopo: fondazione di Augusta Taurinorum presso Po e confluenze
Un quadro d’insieme: le fasi della preistoria torinese
Nel territorio torinese la preistoria si sviluppa per tappe. Prima arrivano le presenze umane sporadiche e nomadi. Poi, però, compaiono insediamenti stabili e agricoltura. In seguito, quindi, la metallurgia e l’aumento degli scambi rendono le comunità più organizzate. Infine, nel I millennio a.C., entrano in scena le popolazioni preromane legate al nome di Torino.
Dai primi insediamenti alla colonia romana, dal dominio dei Savoia all’industrializzazione: scopri gli eventi, i personaggi e le trasformazioni che hanno segnato Torino nel corso dei secoli.
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Paleolitico: le prime tracce umane (190.000–130.000 anni fa)
Le testimonianze più antiche di presenza umana in Piemonte risalgono a un periodo compreso tra 190.000 e 130.000 anni fa. Si tratta soprattutto di utensili in pietra, attribuibili al tardo Paleolitico.
In questa fase, però, non esistono insediamenti stabili nel territorio torinese. I gruppi umani sono nomadi, composti da cacciatori-raccoglitori che si muovono seguendo le risorse disponibili. L’ambiente, inoltre, è molto diverso da oggi: foreste estese, corsi d’acqua non regolati e ampie zone paludose.
Queste prime presenze non creano città o strutture urbane. Tuttavia rappresentano l’inizio dell’occupazione umana della regione.
Le prove più antiche restano frammentarie e spesso indirette: scopri che cosa sappiamo sulla presenza umana nel Torinese durante il Paleolitico
Neolitico: villaggi e agricoltura (5.000–4.000 anni fa)
Il primo vero salto avviene nel Neolitico, circa 5.000–4.000 anni fa, quando compaiono i primi insediamenti stabili nell’area torinese. Da qui in poi, infatti, cambia il modo di vivere e di usare il territorio.
Le trasformazioni principali sono chiare:
- nascita di villaggi permanenti
- sviluppo dell’agricoltura
- allevamento di animali domestici
- progressivo controllo dell’ambiente naturale
Inoltre il paesaggio viene modificato: boschi e arbusti sono gradualmente dissodati. I villaggi, quindi, tendono a sorgere in radure e vicino ai corsi d’acqua, perché l’acqua facilita irrigazione e coltivazione dei cereali.
Il Neolitico segna il passaggio da comunità nomadi a società sedentarie. E proprio questa stabilità diventa la base per strutture sociali e politiche più complesse nelle epoche successive.
Con l’agricoltura cambiano insediamenti, alimentazione e paesaggio: scopri come nacquero i primi villaggi e i paesaggi agricoli nel Torinese tra il 5000 e il 4000 a.C.
Età del rame ed età del Bronzo: più tecnologia, insediamenti più solidi
Con il tempo le comunità locali sviluppano tecniche più avanzate. Prima arriva la metallurgia del rame, poi quella del bronzo, e la differenza si vede.
Intorno al 1800 a.C. l’uso del bronzo è ormai ampiamente diffuso. Da questo momento, inoltre, la documentazione archeologica diventa più ricca e leggibile.
Il progresso tecnologico porta conseguenze pratiche:
- strumenti agricoli migliori
- maggiore produttività
- aumento degli scambi
- consolidamento degli insediamenti
Nel tardo Neolitico e soprattutto nell’età del Bronzo, quindi, la densità di popolazione in Piemonte appare relativamente più alta rispetto alle fasi precedenti. Questa evoluzione, di conseguenza, prepara la nascita di comunità più organizzate e territorialmente definite.
Approfondimento utile: Età del Bronzo e sviluppo tecnologico nel territorio torinese
Celto-Liguri e popolazioni preromane nel I millennio a.C.
Nel I millennio a.C. il territorio piemontese è abitato da popolazioni indicate come Celto-Liguri. Nel IV secolo a.C., inoltre, sono documentati gruppi celtici provenienti dall’Europa centrale, che entrano in contatto con tribù liguri già presenti nell’Italia nordoccidentale.
Queste popolazioni risultano:
- dedite all’agricoltura
- organizzate in piccoli insediamenti sparsi
- allevatrici di ovini e suini
- coltivatrici di cereali
Della lingua ligure restano soprattutto tracce indirette. Per esempio, alcune terminazioni toponomastiche come “-asca” o “-asco” compaiono ancora oggi in varie località piemontesi.
Nell’area dell’attuale Torino, infine, le fonti e la tradizione indicano due tribù principali: Insubri e Taurini.
Prima della piena romanizzazione, il Torinese era un’area di contatto tra tradizioni liguri, influenze celtiche e comunità alpine. Approfondisci la presenza di Celti e Liguri nel territorio torinese e i rapporti tra le popolazioni preromane
I Taurini e l’origine del nome Torino
I Taurini sono la popolazione che darà il nome alla futura città romana. L’etimologia è stata spesso collegata al toro (taurus), simbolo che compare ancora oggi nello stemma cittadino. Tuttavia esiste anche un’interpretazione alternativa: il nome potrebbe derivare da taurinus, termine latino associato all’ambiente montano.
In ogni caso, il legame tra comunità e territorio è evidente: le popolazioni preromane vivono in forte rapporto con un contesto alpino e fluviale, che condiziona spostamenti, risorse e insediamenti.
218 a.C.: Annibale e la distruzione dell’insediamento taurino
I Taurini compaiono nelle fonti storiche nel 218 a.C., all’inizio della seconda guerra punica. Annibale entra in Italia attraversando un valico alpino che sbocca nella Val di Susa. Qui, però, trova il passaggio ostacolato dalla tribù taurina.
Secondo lo storico greco Polibio, l’insediamento viene conquistato in tre giorni e gli abitanti vengono uccisi. Dopo questo episodio, inoltre, i Taurini scompaiono quasi del tutto dalle fonti per circa due secoli.
Roma nel Nord Italia e la nascita di Augusta Taurinorum
A partire dalla metà del II secolo a.C., Roma avvia la conquista sistematica dell’Italia settentrionale. Nel 49 a.C., inoltre, gli abitanti della regione ottengono la cittadinanza romana. Pochi anni dopo il territorio viene integrato ufficialmente nell’Impero.
Per controllare i valichi alpini e le comunicazioni verso la Gallia, i Romani fondano una nuova città sulle sponde del Po, in prossimità della confluenza con Dora Riparia, Stura di Lanzo e Sangone. Nasce così Augusta Taurinorum, l’antenata della Torino moderna.
Con questa fondazione, quindi, si chiude la fase preistorica e protostorica del territorio torinese. E da qui in avanti si apre la storia della Torino romana, che segnerà in modo decisivo la struttura urbana della città.
FAQ – Le risposte rapide sulla preistoria di Torino
Sono soprattutto utensili in pietra databili tra 190.000 e 130.000 anni fa, riferiti al tardo Paleolitico.
Nel Neolitico, circa 5.000–4.000 anni fa, con villaggi permanenti, agricoltura e allevamento.
Perché dal 1800 a.C. circa il bronzo è molto diffuso e, di conseguenza, aumentano strumenti, produttività, scambi e stabilità degli insediamenti, con una documentazione archeologica più ricca.
I Taurini sono la tribù legata al nome della futura città romana. L’etimologia è collegata spesso a taurus (toro), ma esiste anche l’ipotesi taurinus legata all’ambiente montano.
Annibale entra in Italia passando da un valico verso la Val di Susa e si scontra con i Taurini. Secondo Polibio conquista l’insediamento in tre giorni e ne uccide gli abitanti; poi i Taurini scompaiono dalle fonti per circa due secoli

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



