Chi erano i Taurini? Scopriamo gli antenati dei torinesi.

Da Giulia Licari
Gennaio 07, 2020

I Taurini furono una delle popolazioni preromane presenti nel Piemonte occidentale prima della nascita di Augusta Taurinorum. Vivevano soprattutto tra la pianura pedemontana, le colline e le vie che conducevano alle Alpi.
La loro storia rimane però in parte misteriosa. Non conosciamo con precisione i confini del territorio, la lingua parlata o la posizione del loro principale centro. Le fonti diventano particolarmente chiare soltanto nel 218 a.C., quando i Taurini entrarono in conflitto con l’esercito cartaginese appena disceso dalle Alpi.
I Taurini in breve
Territorio: Piemonte occidentale e aree pedemontane collegate alle Alpi
Origine: probabilmente ambiente ligure fortemente influenzato dal mondo celtico
Economia: agricoltura, allevamento, transumanza, artigianato e scambi
Insediamenti: villaggi e piccoli centri distribuiti sul territorio
Sito archeologico importante: Bric San Vito, a Pecetto Torinese
218 a.C.: conquista del principale centro taurino dopo tre giorni di resistenza
Localizzazione della loro città principale: ancora incerta
Chi erano i Taurini
I Taurini compaiono nelle fonti antiche come una popolazione stanziata ai piedi delle Alpi occidentali.
Le informazioni disponibili sono però limitate.
Non possediamo documenti scritti direttamente dai Taurini e, di conseguenza, non sappiamo come definissero se stessi, quale lingua utilizzassero quotidianamente o come funzionassero con precisione le loro istituzioni.
La loro storia viene ricostruita incrociando fonti antiche, archeologia, toponomastica e testimonianze epigrafiche successive.
Questo rende necessario distinguere continuamente ciò che è documentato dalle interpretazioni moderne.
La leggenda sull’origine dei Taurini
Le poche fonti disponibili sui Taurini hanno favorito, nei secoli, la nascita di numerose leggende sulle origini più antiche di Torino.
Una delle più curiose attribuisce la fondazione preromana della città a un principe egizio. Secondo il racconto, durante il regno del faraone Tutmosi III, un principe chiamato Eridano avrebbe lasciato l’Egitto dopo alcuni contrasti con i sacerdoti.
Dopo un lungo viaggio nel Mediterraneo sarebbe approdato in Liguria e, successivamente, avrebbe raggiunto la Pianura Padana. Qui, vicino alla confluenza di due fiumi, uno dei quali gli avrebbe ricordato il Nilo, avrebbe fondato un nuovo insediamento.
La leggenda racconta inoltre che il principe avrebbe introdotto il culto di Iside e di Api, il toro sacro venerato in Egitto. Da questo elemento sarebbe nato anche il collegamento simbolico tra Torino e il toro.
Si tratta però di una tradizione leggendaria, priva di conferme archeologiche o documentarie. Non dimostra quindi né un’origine egizia dei Taurini né una fondazione della città da parte di un principe proveniente dall’Egitto.
Dove vivevano i Taurini
Il territorio dei Taurini viene generalmente collocato nel Piemonte occidentale, in una zona compresa tra pianura, colline e primi rilievi alpini.
La loro presenza appare strettamente collegata alle direttrici che mettevano in comunicazione la Pianura Padana con le Alpi.
Non conosciamo però confini precisi.
Le popolazioni preromane non occupavano territori delimitati come gli Stati moderni. Esistevano piuttosto aree di influenza, che potevano modificarsi e sovrapporsi.
Per questo una carta dei Taurini deve essere sempre considerata approssimativa.
I Taurini erano Celti o Liguri?
È probabilmente la domanda più frequente.
La risposta è più complessa di una semplice classificazione.
Le fonti antiche tendono ad avvicinare i Taurini al mondo ligure, ma il Piemonte occidentale dell’Età del Ferro era interessato da forti influenze provenienti dalle popolazioni celtiche della Pianura Padana e del versante transalpino.
Lingua, nomi personali e cultura materiale mostrano quindi una situazione di contatto.
È possibile parlare di ambiente celto-ligure per descrivere questa mescolanza culturale, purché non si immagini un popolo perfettamente omogeneo.
Un Piemonte già culturalmente mescolato
Il Piemonte preromano era attraversato da continui spostamenti di uomini, merci e conoscenze.
Le Alpi non costituivano una barriera invalicabile.
Attraverso vallate e valichi circolavano manufatti, tecniche, animali e modelli culturali.
Di conseguenza, anche una popolazione considerata prevalentemente ligure poteva acquisire elementi linguistici, tecnologici o culturali provenienti dal mondo celtico.
I Taurini nacquero e si svilupparono proprio all’interno di questa zona di incontro tra culture differenti.
Taurini e Taurisci erano lo stesso popolo?
La somiglianza tra i nomi Taurini e Taurisci ha generato numerose interpretazioni.
Non possiamo però considerarli automaticamente sinonimi.
Popolazioni chiamate Taurisci sono documentate anche molto lontano dal Piemonte occidentale, soprattutto nell’area alpina orientale.
Le somiglianze nelle terminazioni dei nomi hanno portato a ipotizzare legami linguistici o geografici, ma non permettono di dimostrare l’esistenza di un unico grande popolo.
I Taurini del Piemonte devono quindi essere distinti dalle popolazioni orientali indicate con denominazioni simili.
Da dove deriva il nome Taurini
L’origine del nome rimane discussa.
Una delle interpretazioni più interessanti collega la denominazione non al toro, ma alla montagna.
Secondo questa ipotesi, il termine avrebbe originariamente indicato gli abitanti delle zone montane o pedemontane.
Solo successivamente sarebbe diventato un vero nome etnico.
Questa interpretazione appare particolarmente coerente con la posizione geografica attribuita ai Taurini dalle fonti antiche.
Il nome dei Taurini deriva davvero dal toro?
L’associazione è inevitabile.
Taurini, taurus, toro e Torino sembrano creare una continuità immediata.
Ma dal punto di vista storico e linguistico non possiamo considerarla dimostrata.
Il collegamento con il toro appartiene soprattutto alla tradizione e alle interpretazioni elaborate nel corso dei secoli.
L’ipotesi di un’origine legata all’ambiente montano rimane almeno altrettanto importante.
Di conseguenza, anche il rapporto diretto tra il nome dei Taurini e il toro simbolo di Torino non deve essere presentato come una certezza storica.
I Taurini erano un unico popolo?
Non sappiamo quanto fossero politicamente uniti.
È possibile che la denominazione Taurini comprendesse diverse comunità locali accomunate da territorio, cultura e interessi.
In particolari circostanze queste comunità potevano probabilmente collaborare e organizzare una difesa comune.
La presenza nelle fonti di un centro principale suggerisce inoltre una certa gerarchia tra gli insediamenti.
Non abbiamo però elementi sufficienti per parlare di uno Stato centralizzato o di un vero regno taurino.
Non conosciamo re dei Taurini
Le fonti non permettono di ricostruire una dinastia o una monarchia taurina.
Non conosciamo quindi il nome di un sovrano né possiamo stabilire se esistesse una figura politica equivalente a un re.
Parlare genericamente di un “re dei Taurini” significherebbe trasferire su questa popolazione modelli politici non documentati.
È più prudente immaginare comunità guidate da élite locali, delle quali però conosciamo pochissimo.
Come erano organizzati gli insediamenti taurini
I Taurini non sembrano aver vissuto intorno a una grande città paragonabile ai centri urbani romani successivi.
Il territorio era probabilmente caratterizzato da villaggi e piccoli insediamenti.
Alcuni potevano trovarsi su alture facilmente difendibili, altri lungo le vallate e le principali vie di comunicazione.
La distribuzione della popolazione appare relativamente dispersa, soprattutto nelle zone collinari e pedemontane.
Questo modello era molto diverso dalla città compatta e pianificata che sarebbe nata successivamente con Roma.
Bric San Vito: un villaggio legato al mondo taurino
Uno dei siti più importanti per comprendere concretamente questa fase si trova a Bric San Vito, nel territorio di Pecetto Torinese.
L’insediamento fu frequentato soprattutto tra il IV e il III secolo a.C.
La posizione dominante permetteva di controllare la pianura di Chieri e alcune delle principali direttrici del territorio circostante.
Il sito viene collegato all’ambiente culturale nel quale vivevano i Taurini e rappresenta una delle testimonianze archeologiche più interessanti del Piemonte preromano vicino a Torino.
Cosa è stato trovato a Bric San Vito
Le indagini archeologiche hanno individuato tracce della vita quotidiana del villaggio.
Sono emersi resti riferibili ad abitazioni, buche destinate a sostenere strutture lignee, focolari e aree utilizzate dagli abitanti.
Il sito mostra quindi un insediamento stabile e organizzato.
La posizione aveva inoltre una funzione strategica, perché permetteva di controllare la pianura e favoriva i collegamenti con le comunità presenti nell’area chierese.
Bric San Vito non deve però essere identificato con la capitale dei Taurini.
Come vivevano i Taurini
La vita quotidiana era strettamente legata alle risorse del territorio.
L’economia doveva essere prevalentemente agro-pastorale.
Agricoltura e allevamento garantivano la maggior parte delle risorse necessarie, mentre boschi e montagne offrivano materiali, pascoli e possibilità di sfruttamento stagionale.
Esistevano inoltre attività artigianali e lavorazioni dei metalli.
Gli scambi attraverso le vallate mettevano le comunità locali in contatto con territori anche molto lontani.
Agricoltura e alimentazione
La coltivazione dei cereali rappresentava una parte importante dell’economia.
Una tradizione antica associa ai Taurini anche una particolare segale, indicata con un termine locale tramandato dalle fonti.
Il cereale doveva essere adatto alle condizioni climatiche e ambientali delle zone pedemontane.
Questo piccolo dettaglio permette di osservare i Taurini fuori dalla dimensione militare nella quale vengono spesso raccontati.
Erano soprattutto comunità che dovevano produrre cibo e adattarsi all’ambiente nel quale vivevano.
Allevamento e transumanza
L’allevamento aveva probabilmente un ruolo fondamentale.
La vicinanza tra pianura, collina e montagna favoriva gli spostamenti stagionali del bestiame.
Durante l’anno animali e persone potevano muoversi seguendo la disponibilità dei pascoli.
La transumanza permetteva quindi di utilizzare territori diversi e contemporaneamente contribuiva a creare collegamenti tra comunità distanti.
Anche attraverso questi spostamenti circolavano notizie, merci e influenze culturali.
Artigianato e lavorazione dei metalli
L’economia taurina non era limitata alla produzione agricola.
Gli insediamenti dovevano ospitare artigiani capaci di lavorare materiali necessari alla vita quotidiana.
Sono plausibili attività legate alla ceramica, agli utensili e alla metallurgia, anche se non dobbiamo immaginare produzioni industriali paragonabili a quelle di epoche successive.
Gli oggetti archeologici mostrano inoltre contatti con tradizioni differenti, ulteriore segnale della posizione del Piemonte occidentale all’interno di una rete di scambi molto ampia.
Le Alpi erano una risorsa, non soltanto una barriera
Per comprendere i Taurini bisogna cambiare il modo di guardare le montagne.
Le Alpi rappresentavano certamente un ostacolo geografico, ma erano contemporaneamente vie di comunicazione.
Già diversi secoli prima della conquista romana esistevano scambi tra i due versanti.
Attraverso i passi potevano viaggiare uomini, animali, materie prime e manufatti.
La posizione dei Taurini ai piedi delle montagne permetteva loro di partecipare a queste reti.
I Taurini controllavano le vie verso le Alpi
La presenza lungo le direttrici occidentali dava al territorio taurino una particolare importanza strategica.
Le vallate permettevano di raggiungere i principali passaggi verso il mondo transalpino.
Controllare o semplicemente utilizzare questi percorsi significava poter partecipare agli scambi tra la Pianura Padana e le regioni oltre le montagne.
Questa caratteristica geografica sarebbe rimasta fondamentale anche dopo la romanizzazione e avrebbe contribuito alla successiva fortuna di Augusta Taurinorum.
Esisteva una città dei Taurini prima di Torino?
La questione rimane aperta.
Le fonti parlano di un centro principale dei Taurini, abbastanza importante da opporre una resistenza organizzata durante gli avvenimenti del 218 a.C.
Non sappiamo però dove sorgesse.
Il territorio dell’attuale Torino era certamente frequentato in età preromana, ma non è stata identificata archeologicamente una grande città taurina esattamente sotto la futura Augusta Taurinorum.
La continuità urbana diretta tra centro taurino e Torino romana non è quindi dimostrata.
Dove si trovava il principale centro dei Taurini
Sono state formulate diverse ipotesi.
Una delle possibilità colloca l’insediamento nell’area torinese, forse in posizione favorevole rispetto ai corsi d’acqua e alle vie di comunicazione.
Tuttavia non possediamo elementi archeologici sufficienti per indicare un punto preciso.
Per questo è scorretto affermare che il centro distrutto nel 218 a.C. sorgesse sicuramente dove oggi si trova Torino.
La sua posizione rimane uno dei principali problemi irrisolti della storia taurina.
Taurinia era davvero il nome della Torino preromana?
Nella tradizione storica compaiono denominazioni come Taurinia.
Sono state spesso utilizzate per indicare una presunta città dei Taurini precedente alla fondazione romana.
La documentazione disponibile non consente però di considerare questo nome come quello certo di una città situata nello stesso luogo della Torino attuale.
La ricostruzione moderna deve quindi essere più prudente delle narrazioni elaborate nei secoli passati.
E Taurasia?
Anche il nome Taurasia compare nelle ricostruzioni sulla Torino preromana.
Ma identificare automaticamente Taurasia con Torino crea lo stesso problema.
Le testimonianze antiche non permettono di dimostrare che si trattasse di una città precisamente sovrapposta al centro storico contemporaneo.
Taurinia e Taurasia possono essere ricordate nel racconto delle tradizioni sull’origine di Torino, ma non devono diventare certezze archeologiche.
I Taurini e gli altri popoli del Piemonte
I Taurini non vivevano isolati.
Intorno al loro territorio esistevano altre comunità appartenenti al complesso mosaico preromano dell’Italia settentrionale.
Verso la Pianura Padana erano presenti popolazioni fortemente legate al mondo celtico, mentre a nord e a sud vivevano gruppi con tradizioni differenti.
Rapporti commerciali, contatti culturali e rivalità politiche collegavano continuamente queste comunità.
Il caso più chiaramente documentato riguarda gli Insubri.
Taurini e Insubri erano in guerra
Nel 218 a.C. Taurini e Insubri erano già coinvolti in un conflitto.
Non sappiamo quando fosse iniziato né quali ne fossero esattamente le cause.
Questa rivalità avrebbe avuto un ruolo decisivo quando l’esercito cartaginese raggiunse il Piemonte dopo l’attraversamento delle Alpi.
Gli Insubri erano infatti favorevoli ai nuovi arrivati.
I Taurini si trovarono invece su una posizione opposta.
L’arrivo di Annibale nel 218 a.C.
Il 218 a.C. rappresenta il momento nel quale i Taurini entrano con maggiore chiarezza nella storia scritta.
Dopo avere attraversato le Alpi, Annibale raggiunse il loro territorio.
Prima di utilizzare la forza cercò di ottenere un accordo.
I Taurini rifiutarono.
La rivalità con gli Insubri e la diffidenza verso i Cartaginesi sembrano avere avuto un peso importante in questa scelta.
Tre giorni di resistenza
Dopo il fallimento delle trattative iniziò il combattimento.
Il principale centro taurino resistette per tre giorni prima di essere conquistato.
La durata dello scontro suggerisce l’esistenza di una comunità capace di organizzare una difesa significativa.
L’episodio ebbe probabilmente conseguenze pesanti sul territorio e sugli equilibri politici locali.
Non significa però che l’intera popolazione taurina sia stata sterminata.
Annibale non distrusse Torino
Questa distinzione è fondamentale.
L’esercito cartaginese conquistò il principale centro dei Taurini, ma non sappiamo dove questo si trovasse.
Dire che Annibale distrusse Torino significa collegare due realtà che l’archeologia non è ancora riuscita a sovrapporre con certezza.
La Torino urbana che conosciamo nasce successivamente con la fondazione romana.
Il precedente insediamento taurino rimane invece ancora da localizzare.
Che fine fecero i Taurini
Dopo il 218 a.C. le fonti diventano molto più silenziose.
Questo non significa che i Taurini siano scomparsi fisicamente.
Nei due secoli successivi il Piemonte occidentale entrò progressivamente nella sfera politica, economica e culturale romana.
Le comunità locali iniziarono così un lento processo di integrazione.
La trasformazione si completò soprattutto durante il I secolo a.C., quando il territorio venne definitivamente organizzato all’interno del sistema romano.
I Taurini non furono semplicemente sostituiti dai Romani
La romanizzazione non comportò necessariamente l’espulsione o la cancellazione della popolazione locale.
Molti abitanti del territorio entrarono progressivamente nella nuova società.
Cambiarono istituzioni, lingua pubblica, diritto, organizzazione del territorio e forme della vita urbana.
L’identità taurina perse gradualmente il proprio valore politico, ma una parte della popolazione continuò a vivere nella regione.
Persino il nome sopravvisse nella denominazione Augusta Taurinorum.
I Taurini erano gli antenati dei torinesi?
È una formula suggestiva, ma storicamente troppo semplice.
I Taurini possono essere considerati una delle popolazioni che vivevano nel territorio prima della fondazione della città romana.
Da allora, però, Torino ha attraversato oltre duemila anni di migrazioni, conquiste e trasformazioni demografiche.
Non esiste quindi una linea genealogica diretta che permetta di definire gli attuali torinesi semplicemente discendenti dei Taurini.
La continuità più evidente è soprattutto storica e toponomastica.
Cosa sappiamo davvero dei Taurini
La storia dei Taurini è affascinante proprio perché contiene ancora molte domande aperte.
Sappiamo che vivevano nel Piemonte occidentale e che il loro territorio era strettamente collegato alle vie alpine.
Conosciamo alcuni insediamenti appartenenti al loro ambiente culturale e possiamo ricostruire un’economia fondata soprattutto su agricoltura e allevamento.
Sappiamo inoltre che nel 218 a.C. opposero una significativa resistenza all’esercito cartaginese.
Molto altro rimane incerto.
Non conosciamo i loro confini esatti, non possediamo una descrizione completa della loro organizzazione politica e soprattutto non sappiamo con sicurezza dove sorgesse il loro principale centro.
Ed è proprio questa distinzione tra storia documentata e leggenda a rendere i Taurini uno dei capitoli più interessanti delle origini di Torino.
FAQ –
Erano una popolazione preromana del Piemonte occidentale, stanziata soprattutto nelle aree pedemontane e lungo le direttrici alpine.
Le fonti li avvicinano al mondo ligure, ma la loro cultura mostra forti influenze celtiche. Una classificazione troppo rigida sarebbe quindi fuorviante.
Non è dimostrato. Non è stata identificata con certezza una città taurina sotto la successiva Augusta Taurinorum.
Non lo sappiamo. Esistono ipotesi che la collocano nell’area torinese, ma manca una prova archeologica definitiva.
Non è certo. Esiste anche l’ipotesi che il nome avesse originariamente un significato collegato alla montagna e ai suoi abitanti.

Giulia Licari
Laureata in Lingue e Culture per il Turismo, con un Master online in Comunicazione digitale, Web marketing e Social media management (SDB), attualmente sto frequentando il corso di laurea magistrale in Comunicazione, ICT e Media . Da sempre amante di Torino e appassionata di comunicazione web e Seo



