Sentiero dei Franchi in Val di Susa, il cammino tra Carlo Magno, boschi e Sacra di San Michele

Da Alessandro Maldera
Aprile 10, 2026

Quando si parla di Sentieri dei Franchi, il riferimento corretto è al Sentiero dei Franchi, uno degli itinerari escursionistici più noti della Val di Susa. Il percorso collega Oulx e la Sacra di San Michele lungo circa 70 chilometri di sentieri, piste e tratti di montagna sulla destra orografica della valle. Inoltre non è solo un trekking panoramico: è anche un cammino che intreccia storia medievale, leggenda, natura e memoria del territorio.
Il Sentiero dei Franchi in breve
Cos’è il Sentiero dei Franchi
Il Sentiero dei Franchi è un itinerario escursionistico che attraversa la Val di Susa mantenendosi, per gran parte del tracciato, sulla destra orografica. Il percorso viene generalmente presentato dalla Sacra di San Michele fino a Oulx, ma può essere affrontato tranquillamente anche nel senso opposto. Proprio per questo, nelle descrizioni a tappe, spesso lo si trova raccontato partendo dall’alta valle e scendendo verso la Sacra.
Si tratta di un cammino di difficoltà media, classificabile come escursionistico, che alterna tratti boschivi, dorsali panoramiche, passaggi in aree protette e collegamenti con borgate, rifugi e luoghi storici. Quindi non è una passeggiata da improvvisare in scarpe da città, però non è nemmeno un itinerario da alpinismo duro. Serve gamba, certo, ma serve soprattutto continuità.
La leggenda di Carlo Magno, Adelchi e il diacono Martino
Il fascino del Sentiero dei Franchi nasce anche dal suo sfondo storico. Secondo la tradizione, infatti, questo itinerario ricalcherebbe il passaggio seguito da Carlo Magno e dal suo esercito nel 773 d.C. per aggirare dall’alto le fortificazioni longobarde delle Chiuse di San Michele, dove si trovavano le truppe del re Desiderio e del figlio Adelchi.
Nella leggenda compare anche il diacono Martino, indicato come la guida che avrebbe accompagnato i Franchi lungo il percorso montano. Questo episodio è entrato nell’immaginario collettivo anche grazie ad Alessandro Manzoni, che nella tragedia Adelchi riprende proprio il tema del passaggio di Carlo Magno e della fine del regno longobardo.
Naturalmente va detta una cosa semplice ma onesta: tra storia documentata e leggenda il confine non è sempre netto. Tuttavia il peso narrativo dell’episodio resta fortissimo. Ed è anche questo che rende il cammino diverso da tanti altri trekking belli ma muti.
Perché la Battaglia delle Chiuse conta ancora nel racconto del sentiero
L’aggiramento delle Chiuse avrebbe permesso ai Franchi di sorprendere i Longobardi e di aprirsi la strada verso il Piemonte. Da lì, nel giro di poco, il Regno longobardo nel nord Italia sarebbe crollato dopo circa due secoli di dominio. Per questo il Sentiero dei Franchi non è solo una linea su carta: è un percorso che porta con sé l’eco di uno dei passaggi più simbolici della storia medievale italiana.
Inoltre il nome stesso del tracciato continua a ricordare quella memoria. Anche se oggi lo si percorre per ragioni escursionistiche, il cammino mantiene una forte componente storica e identitaria.
Dati tecnici del percorso
Il Sentiero dei Franchi misura all’incirca 70 chilometri. L’altitudine minima si aggira attorno ai 715 metri, mentre il punto più alto arriva a circa 1850 metri. Il dislivello complessivo è nell’ordine di 3000 metri in salita e 2800 in discesa, anche se può cambiare leggermente in base alle varianti, alle tappe scelte e al senso di percorrenza.
Il tempo medio consigliato è di 3-4 giorni. Tuttavia gli escursionisti più allenati possono comprimere il cammino in 2 o 3 giorni, mentre chi preferisce un ritmo più tranquillo può spezzarlo con maggior calma. La segnaletica è in genere affidata a vernice gialla, a segnavia bianco-rossi con sigla SF e a cartelli lungo il percorso.
Il tracciato generale: da Oulx alla Sacra o viceversa
Il sentiero collega Oulx alla Sacra di San Michele attraversando gran parte della Val di Susa senza scendere continuamente nel fondovalle. Questo è uno dei suoi punti forti, perché permette di camminare in quota o a mezzacosta, entrando in una valle parallela fatta di boschi, dorsali, certose, rifugi e radure.
In senso classico lo si può descrivere da Oulx verso la Sacra, ma l’impostazione inversa, cioè dalla Sacra verso Oulx, resta perfettamente valida. Di conseguenza il cammino si presta bene sia a chi vuole chiudere davanti al simbolo monumentale della Sacra, sia a chi preferisce iniziare da lì e risalire l’intera valle.
Le tappe classiche in 4 giorni
Oulx – Pian del Frais
La prima tappa è la più lunga e impegnativa dal punto di vista della salita. Si parte da Oulx e si entra progressivamente nell’ambiente del Gran Bosco di Salbertrand, una delle aree forestali più importanti della valle. Il dislivello è rilevante, ma in compenso il contesto naturale è forte fin da subito.
Pian del Frais – Meana di Susa
La seconda tappa è più breve e alterna saliscendi e discesa verso la media valle. I panorami si allargano sulla conca di Susa e il percorso si fa più leggibile anche dal punto di vista storico e paesaggistico. È una giornata meno brutale della prima, però non va sottovalutata.
Meana di Susa – Rifugio Amprimo
La terza tappa riporta quota sotto le gambe e accompagna dentro l’area del Parco Orsiera-Rocciavrè. Qui il sentiero cambia tono: l’ambiente diventa più alpino, più raccolto e più silenzioso. Inoltre il passaggio vicino alla Certosa di Montebenedetto aggiunge una delle soste più interessanti di tutto il cammino.
Rifugio Amprimo – Sacra di San Michele
L’ultima tappa è lunga, panoramica e molto varia. Dopo i tratti montani e boschivi, il percorso scende progressivamente verso il grande approdo finale: la Sacra di San Michele. Ed è una chiusura forte, perché porta il cammino a finire in uno dei luoghi simbolo non solo della valle, ma di tutto il Piemonte.
Le varianti e gli altri accessi possibili
Il Sentiero dei Franchi non è un nastro rigido. Esistono infatti varianti, deviazioni e possibilità di raccordo che permettono di adattare il percorso alla preparazione fisica, al tempo disponibile e agli interessi personali. Inoltre alcune tappe possono essere accorpate, mentre altre possono essere allungate con visite o anelli laterali.
Negli ultimi anni è stata valorizzata anche l’Abbazia di Novalesa, inserita nel sistema del Sentiero dei Franchi come punto di forte interesse storico e strategico. Questa scelta ha senso, perché Novalesa è strettamente legata alla memoria della campagna di Carlo Magno e amplia il racconto del cammino oltre la sola dorsale escursionistica.
I parchi attraversati: Gran Bosco e Orsiera-Rocciavrè
Uno dei motivi per cui il Sentiero dei Franchi funziona così bene è che attraversa ambienti naturali molto diversi. Nel Parco del Gran Bosco di Salbertrand si cammina tra foreste montane, soprattutto di abete bianco, ma anche tra faggi, larici e radure. È un tratto che restituisce subito la sensazione di un cammino vero, non di una semplice escursione a giornata.
Poi il percorso entra anche nel Parco Naturale Orsiera-Rocciavrè, che cambia ancora il paesaggio. Qui si incontrano boschi, pascoli alpini, ambienti più severi e una fauna che può comprendere marmotte, camosci, cervi e, con un po’ di fortuna, anche rapaci in volo. Perciò il cammino non si regge solo sulla storia: si regge anche su una natura che sa farsi vedere.
I luoghi storici e culturali lungo il Sentiero dei Franchi
Oltre alla montagna, il percorso tocca o sfiora diversi luoghi di interesse storico. Tra questi si possono ricordare la Prevostura di Oulx, la Certosa della Madonna della Losa, la Certosa di Montebenedetto, i resti della Certosa di Banda e, naturalmente, la Sacra di San Michele.
Questi luoghi non sono semplici deviazioni decorative. Al contrario, aiutano a capire come il Sentiero dei Franchi sia anche un percorso di connessione tra spiritualità, viabilità medievale, architettura religiosa e memoria della valle. E questo, editorialmente, vale oro.
Segnaletica, difficoltà e stato del fondo
Il sentiero è segnalato con la sigla SF, con segni bianco-rossi e con tracce di vernice gialla. Inoltre lungo il percorso si incontrano cartelli e bacheche che aiutano a seguire il tracciato. Tuttavia non conviene mai fidarsi solo della buona sorte: una carta, una traccia GPS o almeno una preparazione decente restano necessari.
La difficoltà è considerata media. Quindi il cammino è adatto a escursionisti con un minimo di esperienza e allenamento. In alcuni tratti, soprattutto nell’alta valle o dopo eventi meteorologici intensi, possono esserci problemi di fondo, dissesti o passaggi più faticosi. Perciò partire alla cieca è una sciocchezza. Meglio verificare sempre lo stato del percorso prima di mettersi in marcia.
Periodo migliore, attrezzatura e dove dormire
Il periodo più consigliato va da giugno a settembre. In primavera avanzata l’ambiente è molto bello, ma in quota possono restare nevai residui. In autunno il bosco regala colori forti, però arrivano giornate più corte e primi freddi. In inverno, invece, l’intero cammino non è una scelta sensata per chi non ha attrezzatura e competenze adatte.
Per l’attrezzatura servono scarponi da trekking, bastoncini, zaino da cammino, abbigliamento a strati e protezione per la pioggia. Inoltre conviene avere acqua, scorte energetiche e un minimo di autonomia. Lungo il percorso si possono usare rifugi e strutture ricettive in località come Pian del Frais, Meana di Susa, Rifugio Amprimo, Sant’Ambrogio e altri punti d’appoggio. In alta stagione, quindi, prenotare è una buona idea.
Perché il Sentiero dei Franchi merita davvero
Il Sentiero dei Franchi merita perché riesce a fare insieme più cose. Da una parte offre un trekking serio, lungo e panoramico. Dall’altra porta dentro un racconto storico che va da Carlo Magno ad Adelchi, dai Longobardi alla Sacra di San Michele. Inoltre attraversa due parchi, tocca luoghi religiosi importanti e conserva un’identità che non sembra costruita a tavolino.
In pratica non è solo un percorso da camminare. È un itinerario da leggere, da capire e da collegare alla storia della valle. E quando un sentiero riesce a tenere insieme gambe, testa e paesaggio, vuol dire che ha sostanza vera.
Info pratiche sul Sentiero dei Franchi
Il percorso misura circa 70 chilometri complessivi e collega Oulx alla Sacra di San Michele, oppure viceversa se lo si percorre in senso opposto.
In genere servono 3 o 4 giorni. Tuttavia gli escursionisti più allenati possono condensarlo in 2 o 3 giorni.
La difficoltà è considerata media. Serve quindi una buona abitudine al trekking, soprattutto per via del dislivello complessivo e della lunghezza di alcune tappe.
Perché la tradizione collega questo itinerario al passaggio di Carlo Magno e delle sue truppe durante la campagna contro i Longobardi nel 773 d.C.
Il cammino collega o sfiora località e luoghi importanti come Oulx, Pian del Frais, Meana di Susa, il Rifugio Amprimo, la Sacra di San Michele, il Gran Bosco di Salbertrand, il Parco Orsiera-Rocciavrè e varie certose storiche.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



