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Parco naturale del Gran Bosco di Salbertrand: natura protetta, sentieri e patrimonio storico dell’Alta Valle di Susa

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Da Alessandro Maldera

Marzo 11, 2026

Il Parco naturale del Gran Bosco di Salbertrand è una delle aree protette più importanti dell’Alta Valle di Susa. Si estende sulla destra orografica della valle e protegge un territorio molto vario, dove boschi, pascoli d’alta quota, sentieri storici e testimonianze culturali convivono nello stesso spazio. Inoltre non è interessante solo per chi cammina: il parco racconta bene anche la storia ambientale, militare e sociale di questo tratto delle Alpi Cozie. Per questo è una tappa da considerare seriamente se vuoi capire il territorio oltre la superficie.

Il parco dell’Alta Val Susa in breve

– Il Parco naturale del Gran Bosco di Salbertrand è stato istituito nel 1980
– Si estende per circa 3775 ettari tra i 1000 metri e le creste di spartiacque oltre i 2600 metri
– Il territorio è coperto per circa 70% da boschi e per il restante 30% da pascoli e praterie alpine
– Ospita oltre 600 specie vegetali, circa 140 specie di uccelli e 21 specie di mammiferi
– Nel parco si sviluppano 16 sentieri segnalati per circa 70 km complessivi

Dove si trova e quanto è grande il Parco naturale del Gran Bosco di Salbertrand

Il parco si sviluppa nella Valle di Susa, sul versante destro della Dora Riparia, e occupa una fascia montana che sale dal fondovalle fino alle creste di spartiacque con la Val Chisone. Le quote partono da circa 1000 metri e arrivano fino ai rilievi più alti, indicati nelle diverse descrizioni tra i 2600 e i 2700 metri.

L’area protetta copre 3775 ettari e interessa il territorio di sette comuni:

Inoltre, dal 2012, fa parte del sistema delle Aree Protette delle Alpi Cozie ed è inserita nella Rete Natura 2000, segno del suo valore ambientale su scala più ampia.

Un comune che cambia tono a ogni tappa Il punto forte di Salbertrand è che cambia faccia nel giro di pochi chilometri: più artistico nel centro, più ambientale nel parco, più raccolto e devozionale nelle borgate. Questa guida mette insieme i pezzi con un minimo di metodo. Vai alla pagina dedicata

Perché è stato istituito il parco

Il Parco naturale del Gran Bosco di Salbertrand è stato istituito nel 1980 soprattutto per tutelare una foresta molto particolare nel panorama piemontese e alpino. Il suo nucleo più prezioso, infatti, è rappresentato da una foresta mista di abete bianco e abete rosso considerata unica a livello regionale, affiancata da estesi popolamenti di larice e pino cembro.

In passato l’interesse per questi boschi era anche economico. Le grandi abetine del Gran Bosco fornivano già nel Settecento legname di qualità per importanti opere militari e civili di casa Savoia, tra cui l’Arsenale di Torino, la Basilica di Superga e la Reggia di Venaria. Oggi, però, il loro valore è legato soprattutto alla rarità di alcune specie forestali nelle Alpi occidentali e alla capacità di questi popolamenti di conservare un equilibrio ecologico di grande interesse.

Un paesaggio dominato dal bosco, ma non solo

Il parco è occupato per circa il 70% da boschi, mentre il restante 30% è formato da pascoli e praterie d’alta quota. Questa distribuzione crea un mosaico ambientale molto ricco, che cambia in modo netto con l’altitudine.

Nel fondovalle e nelle fasce più basse si incontrano latifoglie come frassini, betulle, aceri, ontani, castagni e piccoli nuclei di faggio. Salendo di quota, invece, si entra nel regno delle conifere: abete bianco, abete rosso, pino silvestre, larice e pino cembro costruiscono l’immagine più nota del Gran Bosco. Oltre il limite della vegetazione arborea compaiono poi arbusteti a rododendro e mirtillo, seguiti dalle praterie alpine vere e proprie.

La flora del Gran Bosco: oltre 600 specie e alcune rarità notevoli

Nel parco sono state censite oltre 600 specie vegetali, e questo dato da solo basta a spiegare la varietà degli ambienti presenti. Tuttavia il valore floristico non si riduce alla quantità. Ci sono infatti alcune presenze davvero significative, come Corthusa matthioli e Menyanthes trifoliata, entrambe considerate rarità di rilievo.

A queste si aggiunge Utricularia minor, segnalata nella Torbiera del Blegier come unica presenza confermata in Piemonte. Inoltre nel Gran Bosco si trovano 28 specie di orchidee spontanee, con fioriture che vanno da maggio a settembre. Tra quelle ricordate più spesso compaiono Goodyera repens, Ophrys insectifera e Dactylorhiza incarnata. Perciò il parco è interessante non soltanto per i grandi panorami, ma anche per chi osserva il dettaglio botanico.

La fauna: rapaci, ungulati e il ritorno del lupo

Anche dal punto di vista faunistico il Parco naturale del Gran Bosco di Salbertrand è molto ricco. Le descrizioni parlano di circa 140 specie di uccelli, con un numero di nidificanti che viene indicato attorno a 70-80 specie. Tra i rapaci si segnalano astore, sparviere, poiana, gheppio, oltre a una coppia di aquila reale e alla presenza del gipeto. Tra i rapaci notturni compaiono allocco, gufo reale e civetta capogrosso, specie particolarmente legata alle foreste di abete.

Tra gli uccelli più interessanti vanno ricordati anche la nocciolaia, strettamente associata al pino cembro, e specie tipiche degli ambienti aperti di alta quota come gallo forcello, coturnice e pernice bianca. Inoltre le praterie alpine del parco rappresentano un’area di sosta per migratori come il piviere tortolino.

Sul fronte dei mammiferi il parco ospita 21 specie. Non è raro incontrare lepre, scoiattolo, marmotta, volpe e diversi mustelidi, tra cui ermellino, donnola, martora, faina e tasso. Molto importante è la presenza dei quattro ungulati principali: camoscio, cinghiale, cervo e capriolo. Cervi e caprioli, reintrodotti negli anni Sessanta per fini venatori, sono cresciuti nel tempo fino a esercitare una forte pressione sul rinnovamento delle abetine. Infine c’è il lupo, la cui presenza stabile è accertata dal 1997, anno da cui il Gran Bosco è diventato uno dei punti di riferimento per il ritorno del predatore nelle Alpi Cozie.

Sentieri, strade forestali e grandi itinerari

Una delle grandi forze del parco è la rete escursionistica. Il territorio è attraversato da 16 sentieri segnalati, per una lunghezza complessiva di circa 70 chilometri, che permettono di salire dal fondovalle fino alle creste. Inoltre esistono percorsi tematici, tracciati autoguidati e itinerari pensati per leggere aspetti naturalistici, storici e culturali del territorio.

Nel Gran Bosco passano anche tracciati di rilievo internazionale o nazionale, come la Via Alpina, il percorso del Glorioso Rimpatrio dei Valdesi, la Grande Traversata delle Alpi e la Via Francigena. Accanto a questi ci sono i percorsi naturalistici autoguidati e i Sentieri del Gran Bosco curati dai guardiaparco, utili sia per famiglie e scolaresche sia per escursionisti più esperti.

Tutte le strade sterrate interne sono chiuse al transito motorizzato, salvo i mezzi autorizzati. Perciò si possono percorrere liberamente a piedi, in bicicletta, con gli sci o con le ciaspole. Fanno eccezione alcuni tratti specifici, come la strada Sauze d’Oulx-Monfol-Ser Blanc e la Strada Provinciale 173 dell’Assietta, che segue lo spartiacque tra Valle di Susa e Val Chisone ed è oggetto di regolamentazione dedicata.

In inverno serve più prudenza

Anche se il parco è frequentato tutto l’anno, molte strade e molti sentieri sono stati pensati in origine per una fruizione soprattutto estiva. Di conseguenza, in presenza di neve o ghiaccio, non tutti i percorsi garantiscono condizioni di sicurezza adeguate.

Per questo, prima di partire in inverno, conviene sempre verificare la percorribilità con il personale dell’ente, con il Rifugio Daniele Arlaud e con i bollettini meteo-nivologici. È una precauzione banale, ma evita decisioni del cavolo su itinerari che d’estate sembrano facili e d’inverno cambiano faccia del tutto.

Non solo natura: storia, cultura e identità locale

Il Gran Bosco non è solo un luogo naturalistico. Dentro e attorno al parco si leggono bene anche la storia e la cultura dell’Alta Valle di Susa. La tradizione del Delfinato e l’esperienza amministrativa degli Escartons, maturata dal XIV secolo nei territori di Briançon, Queyras, Pragelato, Oulx e Casteldelfino, fanno parte di questo contesto storico più ampio.

Per raccontare queste vicende e la cultura materiale del territorio sono nati lo Spazio Escartons e l’Ecomuseo Colombano Romean, che dal 1996 è gestito dal Parco naturale del Gran Bosco di Salbertrand. Quindi il parco non tutela solo boschi e animali, ma anche la memoria lunga di una comunità alpina che ha costruito nei secoli un proprio equilibrio tra autonomia, lavoro e paesaggio.

Fortificazioni, Assietta e memoria militare

La posizione strategica tra i valichi alpini ha favorito nei secoli anche la presenza di numerose opere militari. Nella zona di cresta, entro i confini del parco, si trovano i trinceramenti dell’Assietta, legati alla famosa battaglia del 19 luglio 1747, episodio centrale della guerra di successione austriaca. A ricordarlo c’è anche il cippo eretto dal CAI nel 1882 presso la Testa dell’Assietta.

Nel territorio protetto si incontrano anche fortificazioni ottocentesche costruite tra il 1884 e il 1890, come le batterie del Gran Serin, del Mottas e del Gran Costa, oltre a bunker e strutture del Vallo Alpino realizzate tra il 1938 e il 1942 in vista della Seconda guerra mondiale. Perciò il Gran Bosco è anche un paesaggio di frontiera e di memoria militare, non soltanto una foresta protetta.

Come arrivare al Parco naturale del Gran Bosco di Salbertrand

Raggiungere il parco è abbastanza semplice. In treno puoi scendere alla stazione di Salbertrand e da lì avvicinarti all’area di Pinea, uno dei punti di accesso più pratici ai sentieri. In alternativa si può scendere a Oulx e poi raggiungere la zona di Sauze d’Oulx e Monfol, altro versante di accesso al territorio protetto.

In auto si può arrivare in alta Valle di Susa attraverso la SS24 oppure con l’autostrada A32, utilizzando in genere le uscite Susa Ovest o Oulx Circonvallazione a seconda del punto da cui si vuole entrare. Gli accessi più usati passano da Salbertrand, Exilles, Sauze d’Oulx, Chiomonte e dalla zona del Pian del Frais.

Regole di fruizione da tenere presenti

Il regolamento di fruizione del parco stabilisce che l’accesso dei visitatori sia libero, ma soltanto attraverso gli ingressi dell’area protetta, le strade carrozzabili interne e i sentieri segnalati. Uscire dai percorsi tracciati non è consentito, e lo stesso vale per l’accesso con mezzi motorizzati non autorizzati.

Anche i cani sono soggetti a regole precise. Al di fuori delle aree attrezzate e segnalate dall’ente non è consentita la loro introduzione libera, e comunque devono essere tenuti al guinzaglio. Sono norme semplici, però servono a proteggere un ambiente delicato e a limitare il disturbo alla fauna.

Perché il Parco naturale del Gran Bosco di Salbertrand merita una visita

Il Parco naturale del Gran Bosco di Salbertrand merita una visita perché tiene insieme livelli molto diversi nello stesso spazio. Da una parte c’è un patrimonio forestale raro, con abetine preziose e una biodiversità notevole. Dall’altra ci sono sentieri, itinerari storici, fortificazioni, rifugi e luoghi culturali che allargano molto il significato della visita.

Inoltre il parco funziona bene sia per chi cerca una camminata tranquilla sia per chi vuole costruire un itinerario più profondo sull’Alta Valle di Susa. Non offre solo natura “bella da vedere”, ma un territorio da leggere con attenzione. Ed è proprio questo che lo rende più interessante di tanti posti che si limitano alla cartolina.

Cosa sapere davvero sul Gran Bosco di Salbertrand

Dove si trova il Parco naturale del Gran Bosco di Salbertrand?

Si trova sulla destra orografica della Valle di Susa, tra il fondovalle e lo spartiacque con la Val Chisone, in un territorio che coinvolge sette comuni tra cui Salbertrand, Exilles, Oulx, Sauze d’Oulx e Chiomonte.

Perché il Gran Bosco di Salbertrand è così importante?

Perché tutela una foresta mista di abete bianco e abete rosso considerata unica a livello regionale, oltre a un patrimonio ambientale, storico e culturale molto ricco.

Quali animali si possono trovare nel parco?

Nel parco vivono numerose specie di uccelli e mammiferi, tra cui aquila reale, astore, gufo reale, civetta capogrosso, camoscio, cervo, capriolo, marmotta e lupo.

Si può visitare in bicicletta o con le ciaspole?

Sì. Le strade sterrate interne, chiuse ai mezzi motorizzati, sono percorribili a piedi, in MTB, con gli sci e con le ciaspole, sempre nel rispetto delle regole del parco e delle condizioni stagionali.

Ci sono sentieri famosi che attraversano il parco?

Sì. Nel Gran Bosco passano itinerari molto noti come la Via Alpina, la Grande Traversata delle Alpi, la Via Francigena e il percorso storico del Glorioso Rimpatrio dei Valdesi.

Si può entrare con il cane?

Il cane deve essere tenuto al guinzaglio e la sua presenza è regolata in modo preciso. Conviene quindi rispettare la segnaletica e le indicazioni dell’ente per evitare problemi.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende