Ecomuseo Colombano Romean di Salbertrand: percorso diffuso tra antichi mestieri, arte sacra e memoria alpina

Da Alessandro Maldera
Marzo 11, 2026

L’Ecomuseo Colombano Romean di Salbertrand è una delle realtà culturali più interessanti dell’Alta Valle di Susa, perché non si visita come un museo tradizionale. Qui, infatti, il racconto del territorio passa attraverso un itinerario diffuso tra il centro storico di Salbertrand e il Parco naturale del Gran Bosco. Inoltre il percorso mette insieme lavoro, religiosità, paesaggio e tradizioni locali, trasformando edifici, sentieri e luoghi di produzione in tappe di un unico museo all’aperto.
Ecomuseo in breve
– Il percorso collega il centro storico di Salbertrand al Parco naturale del Gran Bosco
– Le tappe più note comprendono Mulino idraulico, Forno dell’Oulme, Ghiacciaia, Carbonaia, Calcara, Tesori della Parrocchiale, Hotel Dieu e Cappella dell’Annunciazione
– La visita si svolge lungo un itinerario ad anello tra borgo e natura
– In assenza di guida i siti sono visitabili solo all’esterno
Cos’è l’Ecomuseo Colombano Romean di Salbertrand
L’ecomuseo nasce nel 1996 su iniziativa del Parco naturale del Gran Bosco di Salbertrand e oggi è gestito dall’Ente di Gestione delle Aree Protette delle Alpi Cozie. Fin dall’inizio il progetto è stato pensato per raccontare i mestieri, la vita quotidiana e la cultura locale dell’alta valle, non chiudendo tutto dentro un solo edificio, ma distribuendo il patrimonio sul territorio.
Per questo l’Ecomuseo Colombano Romean non è un museo convenzionale suddiviso in sale. Al contrario, i suoi “oggetti” sono le connessioni tra uomo e ambiente: il paesaggio, l’architettura, il saper fare, gli strumenti di uso quotidiano e le testimonianze orali della tradizione. Quindi la visita serve soprattutto a leggere un sistema di relazioni, non soltanto a osservare singoli reperti.
Perché è dedicato a Colombano Romean
Il nome dell’ecomuseo richiama Colombano Romean, minatore e cavatore delle Ramats, figura simbolica del lavoro duro e ostinato in montagna. La dedica non è casuale. A partire dal 1526, infatti, Colombano Romean scavò per otto lunghi anni il celebre Pertus, una galleria lunga quasi cinquecento metri, situata a circa duemila metri di quota, con una sezione di circa un metro e ottanta per un metro.
Quest’opera straordinaria serviva a portare le acque del Rio Touilles verso il versante sopra Chiomonte e Cels, ben esposto ma povero d’acqua. Perciò il nome di Colombano Romean riassume bene il senso dell’ecomuseo: ingegno, fatica, tecnica e adattamento all’ambiente alpino.
Un percorso diffuso tra paese e parco
L’ecomuseo si sviluppa lungo un itinerario ad anello che collega il paese di Salbertrand al Gran Bosco. In alcune presentazioni viene descritto come un percorso di circa 7 chilometri, mentre in altre come un anello di circa 5 chilometri. In ogni caso il senso non cambia: si tratta di una visita diffusa, costruita tra strade, sentieri, antiche vie del borgo e area protetta.
Lungo questo tracciato si incontrano edifici storici, manufatti, attrezzi e luoghi di lavoro che raccontano secoli di sfruttamento delle risorse del territorio. Inoltre i diversi siti costituiscono punti dimostrativi di attività produttive tradizionali, rendendo la visita molto più concreta e leggibile.
Le sezioni e i luoghi più interessanti da vedere
Tra i nuclei più importanti dell’ecomuseo c’è il Mulino idraulico della Comunità di Salbertrand, che permette di seguire una lunga storia legata all’uso dell’energia dell’acqua, dalla macinazione dei cereali fino all’arrivo dell’energia elettrica. Insieme al Forno a legna della frazione Oulme, il mulino racconta il ciclo completo del pane, dalla semina dei cereali alla trasformazione finale.
Molto interessante è anche la Calcara, che spiega il passaggio dalla pietra e dal legname alla lavorazione della calce. Allo stesso modo, la Carbonaia mostra le diverse fasi di preparazione del carbone di legna, mentre il Cantiere forestale e l’ingresso della Miniera documentano antichi mestieri legati al bosco e allo sfruttamento delle risorse montane.
Tra i luoghi più particolari compare anche la Ghiacciaia, un grande edificio situato ai confini del parco che poteva contenere fino a 700 metri cubi di ghiaccio, destinato ai mercati di Torino e di Briançon. Inoltre il percorso comprende una ricostruzione in legno a blockbau della Smoke-sauna finlandese, ispirata al prototipo progettato da Alvar Aalto per la sua casa sperimentale di Muuratsalo.
La parte storico-religiosa dell’ecomuseo è altrettanto ricca. Il Museo dei Tesori della Parrocchiale, ospitato nella sacrestia della Chiesa di San Giovanni Battista, conserva elementi di grande rilievo come il protiro del 1536, il portale del 1512 e gli affreschi tra Quattrocento e Cinquecento. A questo si aggiunge la Cappella dell’Annunciazione dell’Oulme, che custodisce un ciclo affrescato del 1534 dedicato alla vita di Maria, considerato unico nel suo genere.
Nel borgo meritano attenzione anche le fontane monumentali cinquecentesche in pietra e l’Hotel Dieu, antico luogo di accoglienza e ospitalità per pellegrini lungo la storica Strada di Francia. Inoltre una sezione specifica è dedicata alla Glorieuse Rentrée, episodio centrale per la memoria valdese, ricordato anche presso il ponte Chenebiere, dove un cippo rievoca la battaglia tra i valdesi e l’esercito franco-piemontese.
Un museo del territorio, non una collezione chiusa
Il valore dell’ecomuseo sta anche nella sua impostazione culturale. L’idea di fondo, infatti, è che un ecomuseo debba nascere da una comunità, partire dal suo patrimonio e contribuire al suo sviluppo. Per questo servono tre elementi essenziali: un territorio di riferimento, una comunità che si riconosca in quel luogo e un progetto condiviso capace di valorizzare le risorse locali.
L’Ecomuseo Colombano Romean si muove proprio in questa direzione. Da una parte custodisce e valorizza una parte importante del patrimonio architettonico e storico-culturale di Salbertrand. Dall’altra, però, porta avanti anche attività di ricerca, animazione territoriale e progetti che tengono vivo il legame tra memoria e presente.
Il simbolo dell’ecomuseo
Come immagine simbolica dell’ecomuseo è stata scelta l’anè, chiamata anche manavella, uno degli strumenti più semplici e utili della cultura contadina e montanara. Serviva per legare balle di fieno, fascine, carichi da soma e altri pesi trasportati dai muli.
La scelta è molto evocativa. Sulle manavelle, infatti, si incidevano o si marchiavano a fuoco le iniziali del proprietario. Su quella dell’ecomuseo compare invece la croce catara, simbolo dell’appartenenza a un’area di cultura e lingua occitana. Quindi anche il logo diventa un modo per unire un presente veloce e tecnologico a un passato fatto di invenzioni pratiche e di rispetto profondo per la montagna.
Come si visita l’Ecomuseo Colombano Romean
L’ecomuseo è visitabile su prenotazione e anche nell’ambito delle visite guidate inserite nel calendario annuale dell’Ente Parco. Inoltre vengono organizzate visite teatralizzate in collaborazione con l’Associazione Culturale ArTeMuDa, che aggiungono un taglio narrativo e più coinvolgente al percorso.
Per i gruppi organizzati sono previste visite guidate su prenotazione. Sono indicati anche costi agevolati per scuole e gruppi di giovani. Per singoli visitatori o piccoli gruppi, invece, sono possibili aperture straordinarie su prenotazione durante tutto l’anno.
Va però chiarito un punto importante: in assenza di una guida i siti sono visitabili soltanto all’esterno. Perciò conviene sempre organizzarsi prima, soprattutto se vuoi entrare davvero nei diversi spazi e non limitarti a una lettura esterna del percorso.
Visite estive, orari e contatti utili
Durante l’estate il percorso ecomuseale è visitabile con guida ogni martedì, con appuntamento alle 14.30 davanti alla chiesa parrocchiale di Salbertrand, e ogni giovedì su prenotazione. Il costo indicato è di 12 euro intero, 8 euro ridotto per i ragazzi tra 6 e 16 anni e gratuito fino a 5 anni compresi.
Per quanto riguarda gli uffici e il centro visita, gli orari indicati sono:
- Lunedì: 09:30 – 12:00 | 14:00 – 15:00
- Martedì: 09:30 – 12:00 | 14:00 – 15:00
- Mercoledì: 09:30 – 12:00 | 14:00 – 15:00
- Giovedì: 09:30 – 13:00 | 14:00 – 15:00
- Venerdì: 09:30 – 12:00
- Sabato: chiuso
- Domenica: chiuso
- Indirizzo uffici e centro visita: Via Fransuà Fontan 1, Salbertrand (TO)
Perché l’Ecomuseo Colombano Romean merita una visita
L’Ecomuseo Colombano Romean di Salbertrand merita una visita perché riesce a raccontare la montagna senza ridurla a semplice paesaggio. Qui, infatti, bosco, acqua, pietra, fede e lavoro diventano parti dello stesso racconto. Inoltre il percorso unisce sezioni molto diverse tra loro, ma tenute insieme con coerenza: il pane, la calce, il carbone, il ghiaccio, la devozione locale, la memoria valdese e il ruolo storico del borgo lungo la Strada di Francia.
Per questo l’ecomuseo funziona molto bene dentro un itinerario su cosa vedere a Salbertrand. Non offre una visita scenografica nel senso più banale del termine, però restituisce qualcosa di più solido: una lettura autentica della vita e delle trasformazioni di una comunità alpina.
Dubbi comuni sul percorso ecomuseale
L’ecomuseo si sviluppa tra il centro storico di Salbertrand e il Parco naturale del Gran Bosco di Salbertrand. Gli uffici e il centro visita si trovano in Via Fransuà Fontan 1, 10050 Salbertrand
Lungo l’itinerario si incontrano il Mulino idraulico, il Forno a legna dell’Oulme, la Ghiacciaia, la Carbonaia, la Calcara, il Cantiere forestale, l’ingresso della Miniera, il Museo dei Tesori della Parrocchiale, la Cappella dell’Annunciazione dell’Oulme, l’Hotel Dieu, le fontane cinquecentesche e la sezione dedicata alla Glorieuse Rentrée.
Il percorso viene descritto come un itinerario ad anello tra paese e parco. In alcune presentazioni è indicato in circa 7 chilometri, mentre in altre in circa 5 chilometri.
No. In assenza di una guida i siti dell’ecomuseo sono visitabili esclusivamente all’esterno.
Perché Colombano Romean è la figura simbolica del lavoro in montagna: nel Cinquecento scavò il Pertus, una galleria straordinaria realizzata per portare acqua ai versanti aridi sopra Chiomonte e Cels.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



