Villar Focchiardo: cosa visitare tra Certosa di Montebenedetto, castello storico e cappelle di borgata

Da Alessandro Maldera
Aprile 02, 2026

Chi cerca cosa vedere a Villar Focchiardo trova un paese della Val di Susa che non si limita a un paio di monumenti sparsi. Qui, infatti, storia religiosa, architettura locale e memoria del territorio si intrecciano in modo molto più profondo di quanto sembri.
Da una certosa medievale colpita dalle piene a un castello trasformato in dimora signorile, fino alle piccole cappelle di borgata e alla storica Cascina Comboira, Villar Focchiardo si visita bene solo se lo si legge con calma.
Ed è proprio questo il punto: non è un posto da consumare in fretta, ma un luogo da capire passo dopo passo.
Le tappe essenziali del paese
- parti dal centro del paese e visita la Chiesa di Maria Vergine Assunta
- osserva dall’esterno il Castello di Villar Focchiardo, uno degli edifici storici più interessanti del paese
- prosegui verso alcune cappelle di borgata, come San Rocco, Sant’Anna e la Madonna delle Grazie
- aggiungi una tappa a Cascina Comboira, legata alla storia della Certosa e del territorio agricolo locale
- concludi il percorso alla Certosa di Montebenedetto, il luogo più emblematico da leggere con calma anche attraverso l’Anello della Certosa
Perché Villar Focchiardo merita una visita
Villar Focchiardo non ha il fascino urlato delle località costruite per il turismo. E, proprio per questo, può sorprendere di più. Qui il valore non sta nell’effetto-cartolina, ma nella stratificazione del paesaggio e degli edifici.
Da una parte ci sono le tracce del monachesimo certosino e del sistema delle grange. Dall’altra, invece, emergono le architetture religiose minori, spesso semplici all’esterno ma più interessanti del previsto negli interni.
Inoltre, il paese conserva anche testimonianze legate al potere feudale, alla vita agricola e alla memoria produttiva della valle.
La Certosa di Montebenedetto, il luogo più emblematico del paese
Tra i posti da vedere a Villar Focchiardo, la Certosa di Montebenedetto è senza dubbio il più importante. Il complesso certosino nacque tra il 1198 e il 1200 in un’area isolata, adatta alla vita monastica. Per quasi tre secoli i certosini vissero qui, gestendo anche una rete di grange nel fondovalle, mentre gli interessi economici del monastero si spostavano progressivamente verso quote più basse.
La vera rottura arrivò nel 1473, quando una piena distrusse le celle e colpì in modo pesante la correria. Da quel momento il sito divenne sempre meno sostenibile. Per questo i monaci ottennero il trasferimento a Banda nel 1498; in seguito passarono anche da Avigliana e, più tardi, da Collegno. Con l’età napoleonica arrivarono poi le confische e le soppressioni.
Oggi Montebenedetto non è un semplice rudere. Restano, infatti, muri, chiostri, una fornace, tracce della correria e diversi dettagli architettonici che aiutano a leggere la vita certosina medievale. Il modo migliore per capirne il senso è percorrere l’Anello della Certosa, un itinerario in 8 tappe con pannelli esplicativi, tra sentieri facili e mulattiere.
In parole povere: non è una visita da fare di corsa. È un pezzo di storia alpina che chiede attenzione.
- Indirizzo: Località Montebenedetto, Villar Focchiardo
Certosa di Banda
La Certosa di Banda è uno dei luoghi storici più significativi di Villar Focchiardo, anche se oggi si presenta in condizioni delicate e poco valorizzate. In origine fu una dipendenza della Certosa di Montebenedetto, ma con il tempo acquistò un ruolo sempre più importante grazie alla posizione più comoda verso il fondovalle. La svolta arrivò dopo la piena del 1473, quando il sito divenne la nuova sede della comunità certosina, accogliendo i monaci in modo stabile dal 1498. In seguito ci furono altri spostamenti, prima ad Avigliana nel 1598, poi un ritorno a Banda nel 1630, fino al trasferimento definitivo a Collegno nel 1647.
Nonostante l’abbandono, il complesso conserva ancora elementi che ne fanno capire bene il valore: la chiesa romanica, i resti del chiostro, alcune celle e soprattutto un coro ligneo tardo-medievale di grande interesse. Per questo non si può liquidare Banda come una rovina qualunque. Al contrario, è un luogo che racconta un passaggio decisivo della storia monastica in Val di Susa e che, proprio per quello che resta ancora leggibile, meriterebbe una tutela molto più concreta.
- Indirizzo: Frazione Banda, Villar Focchiardo
Il Castello di Villar Focchiardo, tra funzione feudale e trasformazione signorile
Nella frazione Baratta si trova il Castello di Villar Focchiardo, una grande residenza storica di origine quattrocentesca. Fu costruito dopo lo straripamento del torrente Gravio nel 1473, evento che distrusse la precedente casaforte chiamata Palais.
A dirla tutta, più che un castello in senso stretto, nacque come sede giurisdizionale del feudo e come dimora del feudatario. Tuttavia, con i Conti Carroccio, prima consignori e poi signori assoluti di Villar Focchiardo tra il 1653 e il 1796, l’edificio cambiò volto e divenne una dimora estiva signorile.
In quella fase venne realizzata sul lato sud una facciata barocca di gusto juvarriano, mentre gli interni furono arricchiti con pavimenti a mosaico, affreschi, stucchi e dorature. Un tempo il complesso comprendeva anche un parco-giardino sul lato sud-est, sostenuto da muraglioni in pietra in parte ancora visibili.
Oggi il castello è proprietà privata e si può osservare solo dall’esterno. Però resta uno degli edifici storici più interessanti del paese, e anche uno di quelli che meriterebbero più tutela e valorizzazione. Insomma, non lo visiti dentro, ma ignorarlo sarebbe un errore.
- Indirizzo: Via di Mezzo 7/A, Villar Focchiardo
La Chiesa di Maria Vergine Assunta, cuore religioso del paese
Tra gli edifici più significativi di Villar Focchiardo c’è la Chiesa di Maria Vergine Assunta, che racconta molto bene la storia del paese. L’attuale parrocchiale fu costruita tra il 1722 e il 1731 in una posizione più elevata e sicura, dopo che la chiesa più antica, già documentata nel 1065 e allora dedicata ai Santi Cosma e Damiano, era stata gravemente colpita dall’alluvione del 1706.
L’esterno si riconosce per i mattoni a vista, la facciata a capanna con raccordi a voluta e il campanile sul fianco sud, costruito nel 1733. L’interno, invece, è organizzato in una navata unica con due cappelle per lato, un profondo presbiterio, un’abside semicircolare e una cantoria lignea con organo a canne.
A rendere interessante la visita contribuisce anche la decorazione interna, ricca di motivi fitomorfi, geometrici e medaglioni con scene bibliche. Inoltre, il pavimento alterna il cotto nella navata e il marmo nella zona presbiteriale. Nei secoli successivi la chiesa è stata più volte restaurata e aggiornata, confermando il suo ruolo centrale nella vita della comunità.
- Indirizzo: Via Conte Carroccio 31, Villar Focchiardo
Le cappelle di borgata, il volto più raccolto di Villar Focchiardo
Una parte importante dell’identità locale passa attraverso le piccole chiese sparse tra borgate e zone periferiche. Sono edifici meno appariscenti, però spesso molto leggibili, e aiutano a capire la devozione quotidiana del paese.
Cappella della Madonna degli Angeli
Nella borgata Tampe, la Cappella della Madonna degli Angeli si distingue per la posizione panoramica tra i pascoli. Costruita tra il 1825 e il 1841, presenta una facciata a capanna con lesene laterali, timpano leggermente arretrato, porta centrale, finestra rettangolare e due piccole aperture. Dal tetto in lose emerge un piccolo campanile a vela.
L’interno è a navata unica con due cappelle laterali, volta a botte, volta a padiglione nel punto d’incontro tra aula e cappelle e abside piatta. Completano l’insieme un altare in legno, stucco e dorature, una balaustra presbiteriale metallica e il pavimento in battuto cementizio. L’esterno si conserva in condizioni discrete, mentre all’interno sono presenti criticità dovute alle efflorescenze.
- Indirizzo: Borgata Tampe, Villar Focchiardo
Cappella di Sant’Anna
Nella borgata Castagneretto, la Cappella di Sant’Anna racconta bene il legame tra architettura alpina, devozione locale e vita della borgata. Fu costruita nel 1703 e restaurata integralmente nel 1878.
La facciata a capanna con lesene, le tre aperture, gli affreschi di Sant’Anna e Gioachino, il tetto a due falde in lose e l’alto campanile a vela le danno un aspetto subito riconoscibile. L’interno è a navata unica, con prima campata a volta a crociera, zona presbiteriale coperta da cupola su pennacchi e abside semicircolare raccordata a catino.
Da segnalare anche la cantoria lignea in controfacciata, raggiungibile tramite una ripida scala in legno, il pavimento in marmi policromi alla veneziana e l’altare in pietra e stucco. Nel complesso, è una tappa molto leggibile e autentica.
- Indirizzo: Borgata Castagneretto, Villar Focchiardo
Cappella della Visitazione di Maria Vergine
La Cappella della Visitazione di Maria Vergine, nella borgata Molatruna, fu costruita nel 1709 per volontà di Giorgio Miletto e restaurata nel 2003. Sorge ai piedi del pendio della collina, non lontano dalle case.
All’esterno si riconosce per la facciata a capanna, la porta centrale in metallo, il bassorilievo con croce sopra l’ingresso, il tetto a due falde in lose e il piccolo campanile a vela in pietra. L’interno è a navata unica, con volta a botte e abside piatta. Pur essendo semplice, conserva un carattere decoroso grazie alle piastrelle in marmi policromi alla veneziana e all’altare in pietra e stucco.
- Indirizzo: Molatruna, Villar Focchiardo
Cappella della Madonna della Neve
In località Mongirardo, la Cappella della Madonna della Neve si trova in una posizione isolata nel verde. Era già documentata nel 1781, ma allora versava in cattivo stato di conservazione; per questo fu interamente riedificata nel 1796. Più recentemente è stata restaurata esternamente nel 2001.
La facciata a capanna con lesene tuscaniche, la modanatura che crea uno pseudo-timpano triangolare, il tetto in lose e il piccolo campanile a vela ne definiscono l’aspetto esterno. L’interno, però, è più particolare di quanto lasci intuire l’esterno: ha infatti una pianta centrale ottagonale coperta da cupola su pennacchi, con breve presbiterio, abside piatta e cantoria lignea in controfacciata. Il pavimento è in battuto cementizio e pietra, mentre l’altare è in pietra e stucchi.
- Indirizzo: Mongirardo, Villar Focchiardo
Cappella di San Rocco
Nel centro abitato, in Borgata Ghetto, la Cappella di San Rocco rappresenta bene la dimensione più quotidiana della devozione locale. Era già documentata nel 1781 tra le dipendenze della parrocchia e risultava allora sotto il patronato dei Conti Carroccio.
A causa del cattivo stato di conservazione fu sottoposta a interdetto dal 1817 e venne restaurata soltanto dopo il 1841. L’esterno mostra una facciata a capanna, un portoncino ligneo incorniciato in pietra, due piccole finestre laterali, una croce in pietra sopra l’ingresso e il tetto in lose con campanile emergente. L’interno è a navata unica con volta a botte e abside piatta; completano l’insieme il pavimento in marmi policromi alla veneziana e l’altare in marmi policromi.
- Indirizzo: Via Rumiano, Villar Focchiardo
Cappella della Madonna delle Grazie
La Cappella della Madonna delle Grazie si trova in posizione isolata nei pressi dell’abitato e fu costruita tra il 1748 e il 1750 come ringraziamento per lo scampato pericolo da un’epidemia del bestiame. E già questa, da sola, è una storia che merita di essere ricordata.
L’esterno si distingue per la facciata a capanna con porticato ad archi su pilastri, che sostiene la cantoria, e per la grande finestra rettangolare al centro del prospetto, sormontato da timpano triangolare. L’interno è a navata unica ma piuttosto articolato: due campate con volte differenti, la prima a vela con unghie e la seconda con cupola su pennacchi, seguite da un presbiterio semicircolare con calotta nervata.
La cappella fu decorata nel 1817 e ampliata nel 1905. Inoltre conserva un arredo più ricco di quanto ci si aspetterebbe, con tabernacolo e altari in marmi policromi, balaustra marmorea, pavimento in lastre di pietra e copertura in lose.
- Indirizzo: Via Roma, Villar Focchiardo
Cappella della Consolata
Nella borgata Lanzore si trova la Cappella della Consolata, costruita tra il 1948 e il 1949 per volontà degli abitanti. È quindi un edificio nato come iniziativa comunitaria del dopoguerra.
La facciata a capanna ha però un disegno asimmetrico, perché la falda destra del tetto si prolunga per coprire un locale adiacente. Sopra l’ingresso compare una croce latina in bassorilievo. La copertura è a due falde in lose, mentre dal tetto emerge un campanile in mattoni.
All’interno l’impianto è semplice e leggibile: navata unica con copertura piana e abside piatta, con due nicchie sulla parete presbiteriale ai lati dell’altare. La struttura è in muratura portante di mattoni, con esterno intonacato e tinteggiato, rivestito in pietra fino all’altezza del portoncino. Gli interni sono intonacati, tinteggiati e decorati. Il pavimento è in battuto cementizio; l’altare è a pariete seiunctum e il tabernacolo è in marmo. Lo stato di conservazione complessivo è indicato come medio.
- Indirizzo: Borgata Lanzore, Villar Focchiardo
Cappella di San Barnaba
La Cappella di San Barnaba si trova in località Comba, nel territorio abitato di Villar Focchiardo, ed è una di quelle piccole chiese che si fanno notare subito per equilibrio e chiarezza. La facciata, molto semplice, è resa riconoscibile dal profilo a capanna, dall’oculo circolare sopra l’ingresso, dalle due finestrelle quadrate laterali e dal campanile massiccio a pianta quadrata addossato sul lato destro del fronte. Anche il tetto a due falde in lose, sporgente verso l’esterno, contribuisce a dare all’edificio un aspetto compatto e ben leggibile.
All’interno la cappella conserva un impianto lineare, con navata unica, volta a botte con unghie e abside semicircolare coperta a calotta. Sulla controfacciata si trova una cantoria in muratura, mentre pavimentazione e arredi danno un tono più ricco rispetto alla sobrietà esterna: si notano infatti marmi policromi, altare e tabernacolo con finiture dorate, oltre ad ambone ligneo e balaustra presbiteriale in metallo. Dal punto di vista storico, l’edificio era già ricordato nel 1781 tra le dipendenze della parrocchia, con una tradizione che ne collegava la fondazione alla famiglia Rumiano, anche se senza una data certa di costruzione.
- Indirizzo: Frazione Comba, Villar Focchiardo
Cappella della Trasfigurazione di Nostro Signore
La Cappella della Trasfigurazione di Nostro Signore si trova a Pian dell’Orso, nel territorio di Villar Focchiardo, in una posizione isolata tra i pascoli che la rende subito riconoscibile nel paesaggio. È un piccolo edificio ottocentesco, semplice all’esterno ma ben leggibile nella sua struttura, nato nel 1840 per volontà di Antonio Montabone e benedetto il 6 agosto 1841. La facciata a capanna, le due arcate d’ingresso, il tetto in lose e la croce in sommità le danno un aspetto essenziale ma chiaro.
All’interno la cappella ha una navata unica con abside semicircolare, mentre sul lato sinistro è presente un locale collegato usato come rifugio per pellegrini. Nel tempo l’edificio si è arricchito con un ampliamento del 1848, che aggiunse alcuni locali annessi a uso civile, e con l’acquisto della campana nel 1878. Nel complesso, è una tappa piccola ma significativa, perché mette insieme devozione, memoria locale e paesaggio di montagna.
Cascina Comboira e il raro viale dei gelsi bianchi
Tra i luoghi meno noti ma più interessanti di Villar Focchiardo c’è anche Cascina Comboira, che nasce come grangia della Certosa di Montebenedetto. La sua storia documentata parte dal 1200, quando Guido Regnone vende un terreno ai certosini, e si consolida nel 1206 con una convenzione firmata da Enrico di Baratonia.
Gestita dai conversi, la cascina diventò un centro agricolo importante, con prati, campi, boschi e castagneti, fondamentale per l’economia locale fino alla metà del Settecento. Nel 1605 subì danni per lo straripamento di un rio, ma continuò a servire la Certosa ancora a lungo.
Col passare del tempo passò ai privati e, nel 1892, entrò anche in una fase industriale come proprietà della ditta Bonin e Canavesio, collegata alla produzione di materiali refrattari attraverso l’officina Comba.
Il dettaglio più prezioso, oggi, è però il viale dei 46 gelsi bianchi, piantati per l’allevamento dei bachi da seta: 20 a monte, di cui due disseccati di recente, e 26 verso valle in direzione della provinciale per Sant’Antonino. È considerato l’ultimo grande viale di gelsi rimasto in valle e attende il riconoscimento come viale monumentale. La parte più antica della cascina, però, risulta in vendita. E qui la faccenda è semplice: la conservazione dipenderà da decisioni molto concrete, non da belle parole.
- Indirizzo: Borgata Lanzore 2, Villar Focchiardo
FAQ – Domande frequenti sui luoghi da vedere
Il sito più emblematico è la Certosa di Montebenedetto. Non solo per il valore storico, ma anche perché permette di leggere da vicino la presenza certosina in Val di Susa attraverso resti architettonici, sentieri e pannelli esplicativi.
No, oggi il castello è proprietà privata e risulta visibile solo dall’esterno. Tuttavia resta uno dei punti più interessanti del patrimonio storico locale, soprattutto per la sua trasformazione in dimora signorile sotto i Conti Carroccio.
No. Le chiese e le cappelle sono una parte importante del patrimonio locale, però il paese conserva anche edifici civili e rurali di valore, come il castello e Cascina Comboira, legata alla Certosa e al raro viale di gelsi bianchi.
La rende speciale il fatto che non sia solo un rudere, ma un luogo leggibile. Restano infatti muri, chiostri, fornace e tracce della correria. Inoltre l’Anello della Certosa in 8 tappe aiuta a capirne la storia passo dopo passo.
Sì, perché raccontano il lato più autentico e diffuso della devozione locale. E, anche se sono piccole, custodiscono dettagli architettonici, decorativi e storici che completano molto bene la visita del paese.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



