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Cappella di Sant’Anna di Villar Focchiardo: la piccola chiesa di Castagneretto tra affreschi, lose e memoria di borgata

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Da Alessandro Maldera

Marzo 22, 2026

La Cappella di Sant’Anna di Villar Focchiardo si trova nella borgata Castagneretto e rappresenta una di quelle presenze che aiutano a capire il territorio senza bisogno di grandi effetti. L’edificio ha dimensioni contenute, però conserva dettagli molto leggibili sia all’esterno sia all’interno. Inoltre la facciata dipinta, il campanile a vela e la cantoria lignea le danno una fisionomia precisa. Per questo, dentro il cluster su cosa vedere a Villar Focchiardo, è una tappa piccola ma tutt’altro che trascurabile.

I caratteri principali dell’edificio

– La cappella si trova nella borgata Castagneretto
– Fu costruita nel 1703 e restaurata integralmente nel 1878
– La facciata è a capanna con lesene, tre aperture e affreschi di Sant’Anna e Gioachino
– Il tetto è a due falde con copertura in lose e campanile a vela
– L’interno ha navata unica, cantoria lignea e abside semicircolare

Dove si trova e perché merita una sosta

La cappella sorge a Castagneretto, vicino alle case della borgata. Proprio questa posizione la rende interessante, perché non appare come un edificio isolato o scenografico in senso facile, ma come una presenza nata dentro la vita quotidiana della comunità. Inoltre la sua scala ridotta permette di leggerla bene anche in una visita breve. Di conseguenza, è una tappa utile per chi vuole conoscere il lato più autentico di Villar Focchiardo, quello fatto di piccoli edifici religiosi, memoria locale e continuità storica.

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Una storia semplice ma ben definita

La vicenda della cappella è chiara e lineare. L’edificio fu costruito nel 1703, quindi all’inizio del Settecento, e questa data segna il punto di partenza della sua storia documentata. Successivamente, nel 1878, la cappella venne restaurata integralmente. Anche se le informazioni cronologiche non sono molte, bastano comunque a definire bene il suo percorso: non si tratta di una presenza occasionale o marginale, ma di un luogo che la borgata ha conservato e rinnovato nel tempo.

La facciata: sobria, ma tutt’altro che banale

La facciata è impostata secondo un profilo a semplice capanna, con due lesene laterali che sostengono una cornice superiore. Lo stesso motivo si ripete anche nella zona dell’ingresso, dove si apre un portoncino ligneo molto essenziale. Tuttavia il prospetto non è affatto povero. Su di esso insistono infatti tre aperture: quella centrale, più ampia, si trova sopra la porta ed è affiancata da due affreschi che raffigurano nicchie con Sant’Anna e Gioachino; le altre due, invece, si collocano fra le lesene dentro profonde strombature. Sul timpano compaiono inoltre le incisioni relative alla fondazione della cappella. Insomma, l’insieme resta misurato, però è costruito con attenzione e possiede una sua personalità ben riconoscibile.

Il tetto in lose e il campanile a vela

Anche la copertura contribuisce molto all’identità dell’edificio. Il tetto è a due falde con manto in lose, e si protende in avanti per proteggere l’ingresso. Questo dettaglio è importante, perché lega la cappella in modo diretto al lessico costruttivo della valle. Inoltre, dal tetto emerge un alto campanile a vela, collocato sul lato sinistro della facciata. Non è un elemento monumentale, certo, ma basta da solo a definire il profilo della chiesa nel contesto della borgata.

Com’è fatto l’interno della Cappella di Sant’Anna

L’interno si sviluppa secondo uno schema a navata unica, conclusa da abside semicircolare. Tuttavia lo spazio non è uniforme. La prima campata è coperta da una volta a crociera, mentre la zona presbiteriale è coperta da una cupola su pennacchi. L’abside, invece, è raccordata a catino. In controfacciata si trova anche la cantoria, che rende l’ambiente più articolato e meno semplice di quanto lasci intuire l’esterno. Quindi la cappella, pur essendo piccola, non risulta affatto povera nella sua organizzazione interna.

La cantoria lignea e le finiture

Uno dei dettagli più interessanti è proprio la cantoria in legno collocata in controfacciata. Ha un disegno mosso, fatto di curve concave e convesse, e vi si accede tramite una ripida scala lignea. Inoltre una cornice corre lungo il perimetro per sottolineare l’imposta delle volte. Le superfici interne sono intonacate e tinteggiate nelle parti alte, mentre le pareti presentano una perlinatura di materiale plastico fino alla linea della cornice. Non è il dettaglio più nobile dell’insieme, ma racconta comunque i modi in cui l’edificio è stato mantenuto e adattato nel tempo.

Pavimento, altare e stato di conservazione

La pavimentazione è realizzata in piastrelle di marmi policromi alla veneziana, scelta che introduce una nota più curata dentro uno spazio raccolto. L’arredo principale è un altare a pariete seiunctum in pietra e stucco, coerente con il carattere semplice ma ordinato della cappella. Nel complesso lo stato di conservazione è considerato buono, e questo aiuta molto la leggibilità del luogo. In altre parole, non siamo davanti a una presenza solo suggestiva, ma a una cappella che conserva ancora un’immagine chiara e dignitosa.

FAQ – La cappella in breve: dubbi e risposte

Dove si trova la Cappella di Sant’Anna di Villar Focchiardo?

La cappella si trova nella borgata Castagneretto, vicino alle abitazioni del nucleo storico.

Quando fu costruita la cappella?

La Cappella di Sant’Anna fu edificata nel 1703 e venne restaurata integralmente nel 1878.

Com’è fatta la facciata?

La facciata è a capanna, con lesene laterali, tre aperture, portoncino ligneo, affreschi con Sant’Anna e Gioachino e incisioni sul timpano riferite alla fondazione.

Com’è organizzato l’interno?

L’interno ha una navata unica, una prima campata a crociera, una zona presbiteriale con cupola su pennacchi e un’abside semicircolare raccordata a catino. In controfacciata è presente una cantoria lignea.

Quali elementi meritano attenzione durante la visita?

Tra i dettagli più interessanti ci sono gli affreschi in facciata, il campanile a vela, la cantoria in legno, il pavimento in marmi policromi alla veneziana e l’altare in pietra e stucco.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende