Cappella della Madonna delle Grazie di Villar Focchiardo: la chiesa votiva con portico e cupola poco fuori dal paese

Da Alessandro Maldera
Marzo 28, 2026

La Cappella della Madonna delle Grazie di Villar Focchiardo sorge in posizione isolata, ma non lontana dall’abitato, e colpisce subito per una facciata più articolata di quanto ci si aspetti da una piccola cappella di campagna. Infatti il porticato ad archi, la grande finestra centrale e il timpano triangolare le danno una presenza riconoscibile. Inoltre la sua origine è legata a un episodio concreto della vita rurale locale, e questo la rende ancora più interessante.
I segni architettonici più riconoscibili
Dove si trova e perché merita una visita
La cappella si trova in posizione appartata rispetto al nucleo abitato, ma resta comunque vicina al paese. Proprio questo equilibrio le dà forza. Non è immersa nel centro, però non è neppure persa in un luogo remoto. Al contrario, mantiene una presenza autonoma, ben leggibile e profondamente legata al paesaggio circostante. Inoltre questa collocazione rafforza il senso stesso dell’edificio, nato come segno di protezione e di gratitudine in una comunità rurale dove il rapporto con il bestiame era essenziale.
Una cappella nata da un ringraziamento collettivo
La Cappella della Madonna delle Grazie fu costruita tra il 1748 e il 1750. La sua origine non dipende da una devozione generica, ma da un fatto molto concreto: la cappella venne edificata come ringraziamento per lo scampato pericolo da un’epidemia del bestiame. Questo dettaglio è importante, perché lega direttamente l’edificio alla vita quotidiana del territorio e alla memoria di un pericolo vissuto come reale. In seguito, nel 1817, l’interno venne decorato, mentre nel 1905 la cappella fu ampliata. Quindi non siamo davanti a un edificio rimasto immobile nel tempo, ma a una presenza che ha continuato a trasformarsi.
La facciata con portico: il tratto che la rende diversa
La parte più riconoscibile della cappella è la facciata. È impostata a capanna, chiusa lateralmente da due paraste, e al piano terreno si apre con un porticato ad archi su pilastri. Questo elemento non è solo decorativo, perché all’interno sostiene la cantoria. Sopra il portico, nel registro intermedio, si trova una grande finestra rettangolare, mentre il prospetto si chiude in alto con un timpano triangolare. Nel complesso la facciata appare più articolata della media delle cappelle di borgata, e proprio per questo lascia l’idea di un edificio costruito con una certa ambizione.
Tetto in lose e aspetto esterno
Anche la copertura contribuisce molto al carattere dell’edificio. Il tetto è a due falde con testa a padiglione e manto in lose, quindi resta pienamente dentro la tradizione costruttiva del territorio. Inoltre l’esterno mostra una differenza chiara tra la facciata, più rifinita e tinteggiata, e gli altri lati, lasciati con un trattamento più semplice. Questa differenza aiuta a leggere le gerarchie dell’edificio: davanti il prospetto rappresentativo, ai lati una soluzione più essenziale e pratica.
Com’è fatto l’interno della cappella
L’interno si sviluppa secondo uno schema a navata unica, ma non in modo banale. L’aula, infatti, è divisa in due campate. La prima è coperta da una volta a vela con unghie, mentre la seconda presenta una cupola impostata su pennacchi. Da qui si passa a un presbiterio semicircolare con calotta nervata. Inoltre tutto lo spazio è preceduto dal portico, che crea una soglia più marcata tra esterno e interno. Di conseguenza, pur restando una cappella raccolta, l’organizzazione dell’aula è più elaborata di quanto sembri a prima vista.
Lesene, decorazione e cantoria
Le pareti interne sono ritmate da lesene che sostengono la trabeazione, sulla quale si impostano le volte. Questo sistema dà ordine e continuità all’ambiente. Inoltre l’interno risulta intonacato, tinteggiato e decorato, quindi non presenta un aspetto spoglio. In controfacciata si trova la cantoria, strettamente legata al portico esterno, che aggiunge profondità e struttura all’insieme. Perciò la cappella non colpisce soltanto da fuori, ma anche per il modo in cui organizza lo spazio liturgico.
Pavimenti, arredi e stato di conservazione
La pavimentazione è in lastre di pietra, soluzione semplice ma coerente con il carattere dell’edificio. Gli arredi, invece, introducono una nota più ricca. Sono presenti un altare a pariete seiunctum, un tabernacolo in marmi policromi e dorature, un ulteriore altare in marmo e legno e una balaustra presbiteriale marmorea. Questi elementi alzano il tono liturgico dell’ambiente senza renderlo eccessivo. Lo stato di conservazione viene indicato come discreto, quindi la cappella resta ancora ben leggibile, pur senza dare l’idea di un edificio perfetto o appena restaurato.
Guida rapida alla Madonna delle Grazie
La cappella fu edificata tra 1748 e 1750 come ringraziamento per lo scampato pericolo da un’epidemia del bestiame.
Si trova in posizione isolata nei pressi dell’abitato di Villar Focchiardo, quindi in un’area raccolta ma non lontana dal paese.
La facciata è a capanna, con porticato ad archi su pilastri, grande finestra rettangolare centrale e timpano triangolare di coronamento.
L’interno ha una navata unica divisa in due campate, una prima con volta a vela con unghie e una seconda con cupola su pennacchi, seguite da un presbiterio semicircolare con calotta nervata.
Sì. L’interno fu decorato nel 1817 e la cappella venne ampliata nel 1905.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



