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San Rocco a Villar Focchiardo: la cappella di Borgata Ghetto tra storia locale, lose e interni raccolti

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Da Alessandro Maldera

Marzo 27, 2026

La Cappella di San Rocco di Villar Focchiardo si trova in Borgata Ghetto, quindi dentro il centro abitato, e proprio per questo racconta bene la dimensione più quotidiana della devozione locale. Non è un edificio monumentale, però conserva una struttura chiara e una presenza ancora leggibile nel tessuto del paese. Inoltre la facciata semplice, il piccolo campanile e l’interno a navata unica le danno un’identità precisa.

I particolari che raccontano San Rocco

– La cappella si trova in Borgata Ghetto, all’interno del centro abitato
– Era già documentata nel 1781 tra le dipendenze della parrocchia
– La facciata è a capanna con portoncino ligneo, due finestrelle e croce in pietra
– Il tetto è a due falde con copertura in lose e campanile sopra l’ingresso
– L’interno ha navata unica, volta a botte e abside piatta
– La cappella fu restaurata dopo il 1841, dopo un lungo periodo di degrado

Dove si trova e perché merita attenzione

La cappella sorge in Borgata Ghetto, quindi all’interno dell’abitato di Villar Focchiardo e non in posizione isolata. Proprio questo elemento la rende interessante, perché non appare come una presenza staccata dal paese, ma come parte viva della sua trama storica. Inoltre la sua scala contenuta aiuta a leggerla con facilità. Di conseguenza funziona bene come tappa breve, soprattutto per chi vuole capire il volto più autentico del centro abitato e non soltanto i luoghi più appariscenti.

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La storia della Cappella di San Rocco

La Cappella di San Rocco risulta già esistente nel 1781, anno in cui compare tra le dipendenze della parrocchia. In quella fase, inoltre, la cappella era di patronato dei conti Carroccio, dettaglio importante perché la collega in modo diretto alla storia sociale del paese. Tuttavia la sua vicenda non fu lineare. Dal 1817 l’edificio venne infatti sottoposto a interdetto, perché si trovava in pessime condizioni. Soltanto in un momento successivo al 1841 la cappella fu restaurata. In altre parole, la storia di questo piccolo edificio parla anche di abbandono temporaneo e di recupero, non soltanto di continuità.

La facciata: semplice, ma molto leggibile

All’esterno la cappella si presenta con una facciata a semplice capanna, molto sobria ma ben costruita. Al centro si apre un portoncino in legno, inserito in asse e racchiuso da una cornice liscia in pietra. Lo stesso motivo si ritrova nello zoccolo in pietra che corre lungo il perimetro libero dell’edificio. Ai lati dell’ingresso si aprono due piccole finestre, mentre sopra compaiono una croce in pietra e il nome della cappella. Inoltre una semplice cornice in aggetto definisce il timpano della facciata. L’insieme resta molto misurato, però proprio per questo riesce a trasmettere con chiarezza il carattere della cappella.

Il tetto in lose e il campanile

La copertura è a due falde con manto in lose, quindi perfettamente coerente con il linguaggio costruttivo del territorio. Le falde si protendono in avanti per proteggere l’ingresso, dettaglio che rafforza l’idea di un’architettura concreta e funzionale. Inoltre al di sopra della zona d’accesso emerge il campanile, che contribuisce a definire il profilo dell’edificio nel centro abitato. Non si tratta di una soluzione complessa, però basta a dare alla cappella una presenza riconoscibile.

Com’è fatto l’interno della cappella

L’interno si sviluppa secondo uno schema rettangolare a navata unica. La navata è coperta da una volta a botte, mentre il presbiterio termina con abside piatta. Quindi lo spazio si presenta in modo semplice, lineare e facile da leggere. Inoltre una cornice corre lungo tutto il perimetro interno per sottolineare l’imposta della volta. Anche se l’impianto non è articolato, mantiene comunque una sua coerenza e una sua misura, che rendono l’ambiente raccolto ma non privo di ordine.

Murature, finiture e stato di conservazione

Dal punto di vista costruttivo, la cappella presenta una muratura portante di tipo misto. All’esterno è intonacata e tinteggiata, mentre all’interno la volta mantiene lo stesso trattamento e le pareti risultano perlinate. Questo dettaglio contribuisce a dare all’ambiente un aspetto più chiuso e domestico. Inoltre lo stato di conservazione viene indicato come discreto, quindi l’edificio resta leggibile e ancora in grado di trasmettere bene le sue caratteristiche principali.

Pavimento e arredi

La pavimentazione è in piastrelle di marmi policromi alla veneziana, soluzione che introduce una nota più curata all’interno di uno spazio per il resto molto sobrio. L’arredo principale è un altare a pariete seiunctum in marmi policromi, che rappresenta il punto liturgico più rilevante dell’aula. Anche qui l’effetto complessivo non è ricco in senso monumentale, però mantiene una dignità decorativa sufficiente a evitare l’effetto spoglio.

Chiarimenti sulla Cappella di San Rocco

Dove si trova la Cappella di San Rocco di Villar Focchiardo?

La cappella si trova in Borgata Ghetto, all’interno del centro abitato di Villar Focchiardo.

Quando è documentata per la prima volta la cappella?

La Cappella di San Rocco risulta già esistente nel 1781, quando viene citata tra le dipendenze della parrocchia.

A chi apparteneva il patronato della cappella?

Nel 1781 la cappella risultava di patronato dei conti Carroccio.

Quando fu restaurata la cappella?

Dopo essere stata sottoposta a interdetto dal 1817 per il pessimo stato di conservazione, la cappella venne restaurata in un momento successivo al 1841.

Com’è fatto l’interno?

L’interno ha una navata unica con volta a botte, abside piatta, pavimento in marmi policromi alla veneziana e altare in marmi policromi.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende