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Borgo di Lities di Balme: storia, tradizioni e visita nel villaggio alpino della Val Grande

Alessandro Maldera Avatar

Da Alessandro Maldera

Marzo 27, 2026

Il Borgo di Lities di Balme è uno di quei luoghi che non colpiscono per spettacolarità artificiale, ma per autenticità. Qui la montagna conserva ancora il ritmo lento delle comunità di un tempo, fatto di pietra, bosco, lavoro e memoria. Inoltre, il borgo racconta bene la trasformazione delle vallate alpine piemontesi, tra vita contadina, spopolamento e recupero culturale. Per questo, visitarlo significa fare un piccolo viaggio nel passato.

Lities, piccolo mondo di pietra e memoria

– Il borgo si trova a 1.143 metri in Val Grande di Lanzo
– Nell’Ottocento avrebbe ospitato circa 400 abitanti
– L’economia locale si basava su agricoltura, allevamento e castagne
– Il tessuto del paese conserva case in pietra, vicoli stretti e fontane scolpite

Dove si trova il Borgo di Lities di Balme

Lities è un borgo alpino della Val Grande di Lanzo, situato a 1.143 metri di altitudine. Si trova nel territorio comunale di Cantoira, in provincia di Torino, immerso in un contesto naturale di grande fascino.

Oggi appare come un luogo silenzioso, raccolto e suggestivo. Tuttavia, in passato fu un centro montano molto più vivo, abitato da numerose famiglie che avevano costruito un rapporto strettissimo con la terra, il bosco e il ciclo delle stagioni. Le case in pietra, le chintane strette e le fontane scolpite restituiscono ancora l’immagine di un insediamento antico e coerente, che conserva i segni materiali della propria storia.

Un borgo che nell’Ottocento era ancora pieno di vita

Nel corso dell’Ottocento il borgo visse una fase di relativa prosperità. Pare infatti che vi abitassero circa 400 persone, organizzate in nuclei familiari spesso ampi e solidi. La base dell’economia locale era semplice, ma concreta: agricoltura di sussistenza, allevamento e sfruttamento delle risorse del bosco.

Tra queste, le castagne avevano un ruolo essenziale. Venivano raccolte in autunno, poi essiccate e infine macinate per ottenere una farina che entrava in molte preparazioni tradizionali. Ancora oggi, attorno al borgo, si trovano numerosi castagni, alcuni dei quali producono frutti piccoli ma particolarmente saporiti.

Questo dettaglio non è secondario. Al contrario, aiuta a capire quanto il castagno fosse una vera risorsa di sopravvivenza per le comunità alpine, soprattutto nei mesi più duri.

Com’era la vita quotidiana a Lities

La vita nel borgo era segnata da ritmi lenti, stagionali e profondamente comunitari. Le feste religiose, le veglie invernali e le transumanze estive verso gli alpeggi rappresentavano momenti fondamentali di incontro e di trasmissione della cultura locale.

Le donne si dedicavano soprattutto alla filatura e alla tessitura, attività svolte durante le lunghe serate invernali con l’aiuto di lampade a olio o candele. Gli uomini, invece, lavoravano nei boschi oppure partivano stagionalmente in cerca di reddito altrove, spesso come muratori o artigiani.

Di conseguenza, Lities non era solo un piccolo villaggio isolato, ma una comunità organizzata, capace di adattarsi alle difficoltà della montagna con un equilibrio fatto di lavoro, fede e relazioni familiari.

Dallo spopolamento al rischio di scomparsa

Con l’arrivo del Novecento e il progressivo svuotamento delle aree montane, anche Lities ha attraversato una fase critica. Come è accaduto in molti altri borghi alpini, lo spopolamento ha ridotto fortemente la presenza stabile di abitanti e ha messo a rischio la sopravvivenza stessa del paese.

Per un periodo, il borgo ha davvero corso il pericolo di scomparire. E qui sta il punto: senza un intervento concreto, molti luoghi come questo finiscono per diventare solo scenografie vuote. Invece Lities, almeno in parte, è riuscito a reagire.

Il recupero del borgo e l’Associazione Amici di Lities

Negli ultimi anni il borgo ha ritrovato energia grazie all’impegno dell’Associazione Amici di Lities, fondata dai discendenti degli abitanti originari. L’obiettivo è stato chiaro sin dall’inizio: recuperare e valorizzare il patrimonio storico e culturale del paese, senza trasformarlo in una caricatura turistica.

Da questo lavoro è nato un percorso di riscoperta identitaria che ha dato nuova visibilità al borgo. Non si tratta soltanto di conservare muri o oggetti, ma di restituire senso a un luogo che rischiava di essere dimenticato.

La Casa Museo Cà dou Rousét

Il risultato più evidente di questo progetto è la Casa Museo “Cà dou Rousét”, oggi uno dei punti più interessanti della visita. Si tratta di un piccolo ma prezioso spazio etnografico, allestito con oggetti d’epoca, fotografie, utensili e testimonianze capaci di raccontare in modo concreto la vita quotidiana dei montanari di Lities.

Ogni ambiente è dedicato a un tema preciso. C’è la cucina, con il camino e le pentole di rame; c’è la camera da letto, dove compare anche il corredo nuziale; e c’è il laboratorio del falegname, che restituisce l’idea di un’economia domestica fatta di manualità e autosufficienza.

Una particolarità molto interessante riguarda il mestiere di calzolaio. Gli abitanti di Lities, infatti, per occupare le lunghe ore invernali e guadagnare qualche soldo, realizzavano zoccoli estivi e invernali, pratici e funzionali. È uno di quei dettagli che danno spessore al racconto, perché mostrano come il tempo morto in montagna venisse trasformato in lavoro utile.

Il racconto di Luisella e le curiosità della vita di un tempo

Durante la visita, un ruolo importante lo ha avuto anche il racconto orale. La signora Luisella, infatti, ha condiviso diverse curiosità sulla vita nel borgo. Tra queste, spicca quella del pettirosso catturato che veniva tenuto in casa per tutto l’inverno insieme alla famiglia.

L’uccellino riceveva cibo e riparo e, in cambio, aiutava a liberare l’ambiente domestico dai parassiti. È un episodio piccolo, quasi minimo, però funziona benissimo per restituire l’intimità e l’ingegnosità della vita montana di un tempo.

Il progetto “Lities: il borgo racconta”

Nel 2019 è stato inaugurato il progetto “#Lities: il borgo racconta”, pensato come un vero e proprio museo diffuso. L’idea è semplice ma intelligente: utilizzare bacheche illustrative e QR code per far rivivere la storia degli abitanti attraverso le loro case e i luoghi del borgo.

In questo modo, ogni angolo del paese diventa una specie di pagina aperta. Il visitatore può leggere, ascoltare, ricostruire vicende familiari e immaginare la vita che animava il borgo quando era ancora pienamente abitato. Inoltre, questa formula rende la visita più immersiva e più contemporanea, senza snaturare l’identità del luogo.

Il recupero del borgo che ha rimesso in moto il passato

– La valorizzazione del borgo passa attraverso l’Associazione Amici di Lities
– La Casa Museo Cà dou Rousét raccoglie oggetti, fotografie e ambienti della vita tradizionale
– Dal 2019 il progetto #Lities: il borgo racconta usa bacheche e QR code per narrare il passato del paese
– Oggi il borgo ha pochissimi residenti stabili, ma conserva una forte comunità affettiva

Quanti abitanti ci sono oggi

Oggi Lities conta pochissimi residenti stabili, circa tre famiglie. Eppure non è un borgo morto. Piuttosto, è un luogo sostenuto da una comunità affettiva ampia, legata alla memoria familiare, al recupero delle case e alla volontà di non cancellare la storia del paese.

Questo fa una certa differenza. Molti borghi di montagna restano belli da vedere ma vuoti dentro. Qui invece sopravvive ancora un legame reale, non solo estetico, con ciò che il luogo è stato.

Risposte rapide sul borgo alpino di Lities

Dove si trova il Borgo di Lities di Balme?

Il borgo si trova in Val Grande di Lanzo, a 1.143 metri di quota, nel territorio comunale di Cantoira, in provincia di Torino.

Cosa si può vedere a Lities?

Si possono osservare il nucleo storico con case in pietra, vicoli e fontane, oltre alla Casa Museo Cà dou Rousét e al percorso diffuso del progetto #Lities: il borgo racconta.

Perché le castagne erano così importanti per il borgo?

Le castagne costituivano una risorsa alimentare fondamentale. Venivano raccolte, essiccate e macinate per ottenere farina, base di molte ricette della tradizione montana.

Cos’è la Casa Museo Cà dou Rousét?

È un piccolo museo etnografico che conserva oggetti, fotografie, utensili e ambienti ricostruiti per raccontare la vita quotidiana degli abitanti di Lities.

Quando conviene organizzare la visita?

La visita è consigliata tutto l’anno, però è bene controllare in anticipo le aperture, perché nel periodo invernale le giornate disponibili possono essere più limitate.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende