Amedeo II di Savoia: biografia e ruolo del conte tra Adelaide di Susa e successione dinastica

Da Alessandro Maldera
Marzo 27, 2026

Amedeo II di Savoia fu una figura meno lunga nel governo rispetto ad altri esponenti della dinastia, ma comunque importante nella fase iniziale della costruzione sabauda. Salì al potere dopo la morte del fratello Pietro I, in un momento in cui il peso politico reale era ancora fortemente nelle mani della madre Adelaide di Susa. Inoltre, la sua successione segnò un passaggio decisivo per la continuità maschile della casata. Proprio per questo, la sua biografia aiuta a capire meglio i primi equilibri tra Savoia, Torino, Moriana e area alpina.
Dalla nascita alla successione: il percorso di Amedeo II
Chi era Amedeo II di Savoia
Amedeo II di Savoia nacque intorno al 1050 e morì il 26 gennaio 1080. Fu marchese di Torino, conte di Savoia, conte d’Aosta e conte di Moriana dal 1078 fino alla morte.
Il suo nome si colloca in una fase ancora iniziale della storia sabauda, quando il potere della famiglia era strettamente intrecciato a quello degli Arduinici e soprattutto alla figura dominante di Adelaide di Susa. Per questo motivo, anche se il suo governo durò poco, il suo ruolo nella continuità dinastica fu importante.
Le origini familiari di Amedeo II di Savoia
Amedeo era il figlio maschio secondogenito di Oddone di Savoia e di Adelaide di Susa. Dal lato paterno apparteneva alla linea che risaliva a Umberto I Biancamano, considerato il capostipite della dinastia sabauda. Dal lato materno, invece, era inserito nella potente famiglia degli Arduinici, che controllava la marca di Torino e di Susa.
Suo padre Oddone era figlio di Umberto I Biancamano e di Ancilia d’Aosta. Sua madre Adelaide, invece, era figlia di Olderico Manfredi II, marchese di Torino e Susa, e di Berta degli Obertenghi. Questo doppio radicamento genealogico spiega bene perché la storia di Amedeo II non sia solo sabauda in senso stretto, ma anche profondamente legata all’area torinese e al mondo marchionale piemontese.
Adelaide di Susa: una madre decisiva
Per capire davvero Amedeo II di Savoia bisogna partire da Adelaide di Susa. La madre fu infatti la figura dominante dell’intera fase. Prima di sposare Oddone, Adelaide era già stata due volte moglie: dapprima del duca Ermanno di Svevia, poi del marchese del Monferrato Enrico. Quando entrò nella casa sabauda, portò con sé un patrimonio politico enorme.
Dopo la morte di Oddone, Adelaide non perse affatto il controllo. Al contrario, continuò a reggere concretamente il potere, prima per il figlio Pietro I, poi per Amedeo II, e infine persino per il nipote Umberto III. In pratica, più che un semplice sfondo familiare, Adelaide fu la vera regista politica della fase.
Per questo motivo, parlare di Amedeo II significa inevitabilmente parlare anche di un governo che, almeno sul piano effettivo, restò fortemente condizionato dalla madre.
Le prime attestazioni documentarie
Amedeo compare per la prima volta in un documento datato 1057, nel quale il padre Oddone e la madre Adelaide, insieme ai figli Pietro e Amedeo e alle figlie, effettuano una donazione alla chiesa di Oulx. Questo è un passaggio importante, perché lo colloca già dentro la documentazione comitale in una fase molto precoce.
Dopo la morte del padre, avvenuta probabilmente nel 1057 secondo una parte della tradizione, oppure nel 1060 secondo altre ricostruzioni, la linea del potere passò al fratello Pietro I. Tuttavia, anche in quel caso il governo restò di fatto nelle mani di Adelaide. Un documento del 1064 mostra chiaramente che madre e figlio governavano insieme.
Quindi, anche prima di diventare conte, Amedeo cresce in un quadro politico in cui il titolo formale e il potere reale non coincidono perfettamente. Ed è un dettaglio che tornerà anche dopo la sua successione.
Amedeo II a Roma e il giuramento in difesa della Santa Sede
Nel 1073 Amedeo, accompagnato dalla madre Adelaide, si recò a Roma. Qui pronunciò, insieme ad altri nobili borgognoni, il giuramento sulla tomba di san Pietro di proteggere la Santa Sede.
Questo episodio è utile perché restituisce bene il livello delle relazioni della famiglia: i Savoia e Adelaide non erano chiusi in una dimensione locale, ma si muovevano già dentro una rete politica ampia, che toccava Roma, l’area borgognona e i grandi equilibri tra impero e papato.
Amedeo II e il passaggio di Enrico IV
Un altro episodio significativo è legato all’inverno tra 1076 e 1077, nel pieno della crisi che coinvolgeva l’imperatore Enrico IV. Trovando sbarrati gli altri valichi alpini dai suoi avversari, Enrico decise di passare dalla Borgogna e di attraversare il Moncenisio, cioè i territori controllati dai Savoia e dalla marca torinese.
Per ottenere il passaggio, trattò con la suocera Adelaide e con il figlio Amedeo. Questo dettaglio è molto utile, perché mostra ancora una volta come il giovane Amedeo fosse già inserito nelle grandi dinamiche politiche europee, pur senza detenere ancora il titolo comitale.
La successione dopo la morte di Pietro I
Nel luglio del 1078, Amedeo, insieme alla madre Adelaide e al fratello Pietro, compare in una donazione alla badia della Novalesa. Pochi giorni dopo, il 9 agosto 1078, il fratello Pietro I morì.
A quel punto si aprì la questione della successione. Da una parte c’era la figlia di Pietro, Agnese. Dall’altra c’era il fratello Amedeo. La soluzione, secondo la lettura più diffusa, fu trovata applicando la legge salica, e quindi il titolo passò al maschio della linea, cioè ad Amedeo II.
Questo passaggio fu decisivo, perché confermò il principio della continuità maschile nella dinastia. Inoltre, evitò che il patrimonio politico dei Savoia e della marca di Torino si disperdesse immediatamente lungo una linea femminile.
Un governo più nominale che effettivo
Anche dopo essere diventato conte, Amedeo II non esercitò un potere pienamente autonomo. In pratica, il governo restò soprattutto nelle mani della madre Adelaide di Susa, che continuò a dominare la scena politica.
Non a caso, una parte della storiografia ha sottolineato proprio questo aspetto, arrivando quasi a leggere il breve governo di Amedeo come una fase ancora interna alla lunga reggenza di Adelaide. E, a guardare i fatti, non è un’esagerazione.
Infatti, Amedeo portò i titoli di conte di Savoia, conte d’Aosta, conte di Moriana e marchese di Torino, ma il baricentro del potere continuò a stare nella figura materna. Quindi, se si vuole essere onesti, il suo governo fu importante sul piano della legittimità dinastica più che su quello di una vera iniziativa politica personale.
La morte di Amedeo II di Savoia
Amedeo II morì nel 1080, con data tradizionalmente fissata al 26 gennaio. Fu sepolto nella cattedrale di San Giovanni di Moriana, in Savoia.
Alcune ricostruzioni storiografiche più tarde hanno proposto date diverse, perfino spostando la morte verso la fine del secolo. Inoltre, una tradizione ancora più debole lo ha persino indicato come partecipante alla prima crociata. Però il nucleo più solido delle informazioni lo colloca con sicurezza morto nel 1080, molto prima dell’avvio di quella spedizione.
Alla sua morte, il titolo passò al figlio Umberto, ancora bambino. E anche qui tornò in primo piano la nonna Adelaide, che mantenne nuovamente la reggenza.
Il matrimonio di Amedeo II e i figli
Amedeo II sposò una nobildonna di nome Giovanna, che una parte della tradizione identifica con Giovanna di Ginevra, figlia del conte Geroldo II e di Gisela.
Da questa unione nacquero cinque figli:
- Umberto, nato nel 1072 e futuro conte di Savoia
- Costanza, andata in sposa a Ottone II del Monferrato
- Adelaide, sposata a Manasse V di Coligny
- Auxilia, data in moglie a Umberto II di Beaujeu
- Oddone, figura ricordata in tradizioni genealogiche meno solide
Questa discendenza mostra bene che, anche se il suo governo fu breve, Amedeo II ebbe comunque un ruolo chiave nella continuità della casa sabauda. Senza di lui, infatti, la successione dopo Pietro I sarebbe stata molto più fragile.
Perché Amedeo II di Savoia è una figura importante
Amedeo II non è uno di quei conti che riempiono la scena con lunghi regni o grandi conquiste. Però sarebbe un errore liquidarlo come figura secondaria. Il suo peso sta altrove.
Infatti, il suo nome è centrale in tre passaggi decisivi: la continuità maschile della dinastia dopo la morte di Pietro I, il mantenimento del legame tra casa Savoia e la grande eredità politica di Adelaide di Susa, e la trasmissione del titolo a Umberto II, da cui sarebbe poi uscita la generazione di Amedeo III e Umberto III.
Insomma, Amedeo II non fu il grande costruttore della potenza sabauda, ma fu uno degli anelli che permisero alla dinastia di non spezzarsi nel momento in cui avrebbe potuto farlo.
Cosa sapere su Amedeo II di Savoia
Amedeo II di Savoia fu conte di Savoia, conte d’Aosta, conte di Moriana e marchese di Torino tra il 1078 e il 1080. Apparteneva alle prime generazioni della dinastia sabauda.
Era figlio di Oddone di Savoia e di Adelaide di Susa, una delle figure politiche più forti dell’Italia nord-occidentale dell’XI secolo.
Divenne conte dopo la morte del fratello Pietro I, avvenuta nel 1078. La successione fu risolta a suo favore, probabilmente secondo il principio della legge salica, nonostante esistesse anche la figlia di Pietro.
Non completamente. Anche dopo la sua successione, il potere effettivo rimase in larga parte nelle mani della madre Adelaide di Susa, che continuò a esercitare una fortissima influenza politica.
Morì nel 1080, con data tradizionale fissata al 26 gennaio. Fu sepolto nella cattedrale di San Giovanni di Moriana.
Gli succedette il figlio Umberto II, ancora minorenne. Anche in quel caso la reggenza restò nelle mani della nonna Adelaide di Susa.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



