Cosa vedere a San Giorio di Susa: itinerario tra castello, chiese e borgate

Da Alessandro Maldera
Marzo 17, 2026

Capire cosa vedere a San Giorio di Susa significa entrare in un borgo che, pur avendo dimensioni contenute, conserva un patrimonio storico e religioso sorprendentemente ricco. Il paese è noto soprattutto per il castello che domina la collina, ma il territorio racconta molto anche attraverso la parrocchiale, le chiese delle borgate e le piccole cappelle sparse tra centro abitato e frazioni. Proprio per questo, una visita qui funziona bene se non ti fermi al colpo d’occhio principale, ma segui anche le tracce minori. Inoltre, ogni edificio aiuta a leggere un pezzo diverso della storia locale.
I luoghi da non perdere a San Giorio di Susa
Castello di San Giorio
Il Castello di San Giorio è senza dubbio il luogo più riconoscibile del paese. Sorge sopra l’abitato, su una collina morenica che domina la media Valle di Susa, e la sua posizione spiega già da sola il valore strategico del sito. Infatti, da qui si controllava il transito nella valle, cioè il passaggio di persone, merci e forze armate.
In origine il complesso era molto più ampio rispetto a quello che si percepisce oggi. Comprendeva infatti castello superiore, castello inferiore e casaforte, mentre i resti più evidenti rimasti sono la torre cilindrica e l’aula adiacente. Prima legato ai Savoia e poi ai Bertrandi, il maniero venne trasformato nel Trecento in una fortificazione più articolata. Tuttavia, nel 1691 fu quasi distrutto dalle truppe francesi del Catinat.
Dopo lunghi secoli di abbandono, crolli e degrado, il sito è stato restaurato. Oggi resta una proprietà privata, ma continua a essere uno dei simboli più forti e immediati di San Giorio di Susa e di tutta la Valle di Susa.
- Indirizzo: Via del Castello – collina sopra il centro abitato
Chiesa di San Giorgio
Tra le cose da vedere a San Giorio di Susa, la Chiesa di San Giorgio occupa un posto centrale. È la parrocchiale che domina il paese dalla rocca e, proprio per questo, rappresenta uno dei riferimenti visivi più chiari del borgo.
La chiesa è citata già nel 1065, anche se l’edificio attuale deriva da una ricostruzione completa del 1836, avvenuta sopra una precedente chiesa romanica. Di quella fase più antica è stato conservato il campanile romanico, che oggi appare volutamente sproporzionato rispetto al resto dell’edificio. Ed è proprio questa differenza a renderlo particolarmente interessante.
L’interno si sviluppa a tre navate con abside semicircolare ed è caratterizzato da decorazioni policrome geometriche e fitomorfe. In controfacciata si trova una grande cantoria, sormontata dalla vetrata con San Giorgio che uccide il drago, collocata nel 1950. Inoltre, la chiesa conserva copertura in lose, pavimentazione in quadroni di pietra e arredi liturgici in pietra e marmi. Il campanile, invece, è stato restaurato tra il 2007 e il 2008.
- Indirizzo: Piazza della Parrocchia – San Giorio di Susa
Cappella della Madonna delle Grazie
Poco distante dalla parrocchiale, in posizione elevata, si trova la Cappella della Madonna delle Grazie, inserita in un piccolo complesso composto da due edifici affiancati. Da una parte c’è infatti la cappella ottocentesca; dall’altra la precedente aula di culto detta San Lorenzo Martire o cappella del Conte, disposta perpendicolarmente.
La Madonna delle Grazie fu costruita tra il 1852 e il 1854 per volontà di Rosa Forno. All’esterno presenta una facciata ordinata con lesene, trabeazione, timpano triangolare e una finestra a lunetta sopra l’ingresso. L’interno, invece, è a navata unica con volta a botte e abside piatta.
Anche i materiali meritano attenzione. Il tetto è in lose, il pavimento in marmi policromi alla veneziana fu realizzato nel 1881, mentre l’altare ligneo è rifinito con effetto marmo. Restaurata tra il 2000 e il 2001 e poi ritinteggiata nel 2009, la cappella si presenta oggi in ottimo stato di conservazione.
- Indirizzo: Strada Madonna delle Grazie – San Giorio di Susa
Le cappelle del centro e delle borgate
Uno degli aspetti più interessanti di San Giorio di Susa è la presenza di molte cappelle minori, che non vanno lette come semplici edifici secondari. Al contrario, raccontano la distribuzione delle borgate, le devozioni locali e le trasformazioni del territorio nel tempo.
Cappella di San Rocco
La Cappella di San Rocco si trova nel centro abitato ed è una piccola chiesa costruita tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento. Già restaurata nel 1820 e poi nel 1945, presenta una facciata a capanna con finestra polilobata, un portico con arcone e timpano triangolare e un interno a navata unica con abside semicircolare.
La struttura è in muratura mista intonacata, il tetto è coperto in lose e gli arredi principali sono in pietra. Pur essendo contenuta nelle dimensioni, resta una tappa coerente per chi vuole leggere anche il volto religioso del centro storico.
- Indirizzo: Via Carlo Carlo – San Giorio di Susa
Cappella di San Sebastiano
La Cappella di San Sebastiano è una delle emergenze più interessanti tra gli edifici religiosi minori del paese. Si trova vicino al centro abitato ed è stata costruita tra il 1475 e il 1500, quindi in una fase molto più antica rispetto ad altre cappelle locali.
L’edificio ha facciata a capanna, tetto a due falde in lose e interno a navata unica con volte a crociera e abside piatta. Tuttavia, il dettaglio più significativo è nella parte alta della facciata, dove si conservano resti di affreschi. Tra questi spicca la raffigurazione di San Giorgio che uccide il drago, datata alla fine del Quattrocento e attribuita alla bottega dei Serra di Pinerolo. Restaurata tra il 1977 e il 1979 e poi nel 1997, la cappella è un passaggio importante per chi cerca anche tracce figurative antiche.
- Indirizzo: Via San Sebastiano – San Giorio di Susa
Cappella di San Matteo
In borgata Re si trova la Cappella di San Matteo, costruita anch’essa tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento. L’edificio mostra una facciata a capanna con contrafforte laterale, mentre all’interno si sviluppa a navata unica con travature a vista e abside semicircolare.
Dopo un restauro nel 1818, la cappella è stata recuperata in modo completo tra il 1990 e il 1992. Oggi conserva un affresco dell’Ultima Cena nell’area absidale, una pavimentazione in pietra alla palladiana, un altare in pietra e un ambone ligneo. Quindi, pur nella sua semplicità, ha elementi che la rendono ben leggibile e visitabile con interesse.
- Indirizzo: Borgata Re – San Giorio di Susa
Cappella di Santa Liberata
La Cappella di Santa Liberata, in borgata Ravoira, era già esistente nel 1643, quando risultava dedicata all’Addolorata. Nel 1783 veniva ricordata come da poco ricostruita, segno evidente di una fase settecentesca che ne ha ridefinito l’aspetto.
La facciata è a capanna con porta e finestre centinate, il tetto è in lose e il campanile è a vela. L’interno segue uno schema a navata unica con volta a botte con unghie e abside piatta. Pavimentazione e arredi mantengono un carattere essenziale, coerente con la scala ridotta dell’edificio.
- Indirizzo: Borgata Ravoira – San Giorio di Susa
Cappella di San Lorenzo
In borgata Traverso Superiore si incontra la Cappella di San Lorenzo, documentata già nel 1643, quando però risultava dedicata a Santa Maria Maddalena. Nel 1783 la cappella, allora intitolata alla Madonna della Neve, aveva bisogno di numerosi interventi di riparazione. In seguito, nel 1819, fu completamente restaurata e assunse la titolazione attuale a San Lorenzo.
L’edificio presenta una facciata a capanna con porta lignea, due piccole aperture laterali, campanile a vela e interno a navata unica con volta a botte unghiata e abside piatta. È una cappella semplice, ma proprio per questo aiuta bene a leggere la continuità della religiosità di borgata.
- Indirizzo: Borgata Traverso Superiore – San Giorio di Susa
Cappella di San Michele
La Cappella di San Michele, in borgata Adret, fu ricostruita nel 1806 al posto di un edificio più antico già documentato nel 1643. In origine la cappella era dedicata a Santo Stefano, mentre un altare interno era intitolato a San Michele. Sul lato sinistro sopravvivono infatti i resti di un campanile attribuibili alla struttura precedente.
La facciata a capanna è caratterizzata da un grande arcone aggettante, da una cornice orizzontale e da un timpano triangolare. L’interno è a navata unica con volta a botte e abside piatta, con cantoria lignea in controfacciata, pavimento in pietra alla palladiana, copertura in lose e altare ligneo.
- Indirizzo: Borgata Adret – San Giorio di Susa
Cappella di Maria Ausiliatrice
Nella frazione Pognat, all’interno del centro abitato, si trova la Cappella di Maria Ausiliatrice, già documentata nel 1643. Nel 1783 risultava recentemente imbiancata e in buono stato, mentre nel 1820 fu restaurata.
All’esterno si riconosce per la facciata a capanna con paraste, la modanatura a timpano triangolare sopra l’ingresso e la finestra polilobata in asse. Sul lato sinistro si alza un campanile quadrato con cuspide, mentre il tetto in lose ha due falde disuguali sporgenti. L’interno è a navata unica con volta a vela e abside semicircolare, con pavimento in marmo nero e arredi essenziali, tra cui altare e ambone lignei.
- Indirizzo: Frazione Pognat – San Giorio di Susa
Cappella della Madonna Consolata
In borgata Balma sorge la Cappella della Madonna Consolata, frutto di un cantiere particolarmente lungo. I lavori iniziarono infatti nel 1870, ma si conclusero soltanto nel 1929, dopo una lunga interruzione.
La facciata a capanna presenta paraste, una pseudo-ghimberga che occlude in parte l’oculo sopra l’ingresso e un campanile a vela inconsueto, con bifora centrale. L’interno è a navata unica con volta a botte molto ribassata e termina con abside semicircolare. In controfacciata si trova una cantoria lignea raggiungibile da una ripida scaletta in legno. La copertura è in lose, il pavimento alterna mattonelle lapidee e cotto, mentre l’altare principale è ligneo. Lo stato di conservazione è indicato come medio.
- Indirizzo: Borgata Balma – San Giorio di Susa
Chiesa di Sant’Anna di San Giorio
Tra gli edifici religiosi più rilevanti del territorio c’è anche la Chiesa di Sant’Anna, nella borgata Città, in posizione isolata e immersa nel verde. In origine era una cappella già attestata nel 1783, poi restaurata nel 1820. Successivamente la comunità la riedificò nel 1845 e la ampliò tra il 1854 e il 1858, in coincidenza con l’istituzione della cappellania con sacerdote residente.
Nel 1894 la cappellania diventò parrocchia autonoma e la cappella fu trasformata in chiesa parrocchiale. In seguito, tra 1910 e 1932, furono eseguiti lavori ripetuti di manutenzione e restauro. Poi, nel 1954-1955, don Natalino Bartolomasi fece restaurare sia la chiesa sia la casa parrocchiale. Un nuovo intervento coinvolse tra il 1970 e il 1977 anche il campanile. Infine, nel 2002, la parrocchia fu soppressa e aggregata a quella di San Giorio di Susa.
L’edificio ha facciata a capanna con tetto a due falde sporgenti, campanile quadrato con cuspide piramidale, interno a navata unica con volta a botte con unghie e abside piatta, cantoria lignea in controfacciata con scala in legno, pavimento in tavolato ligneo e altare ligneo. Lo stato di conservazione è buono.
- Indirizzo: Borgata Città – San Giorio di Susa
Perché visitare San Giorio di Susa
San Giorio di Susa merita una visita perché concentra, in uno spazio relativamente piccolo, un sistema di luoghi molto leggibile. Il castello offre il segno forte del controllo sulla valle. La parrocchiale di San Giorgio restituisce profondità storica e centralità religiosa. Le cappelle delle borgate, invece, aggiungono un livello più minuto ma prezioso, perché raccontano come il territorio si è organizzato nel tempo.
Quindi, se stai costruendo un itinerario in Valle di Susa, questo borgo funziona bene non soltanto come sosta veloce, ma come tappa da osservare con calma. E lì sta il punto: non è un posto da consumare in dieci minuti. È uno di quei luoghi che rendono meglio quando smetti di cercare solo “l’attrazione principale” e inizi a leggere anche tutto il resto.
Le domande più comuni su San Giorio di Susa
Il luogo più rappresentativo è il Castello di San Giorio, che domina il paese dall’alto della collina morenica. Anche se oggi resta soprattutto in forma di rudere restaurato, continua a essere il segno più riconoscibile del borgo.
Sì, perché è la parrocchiale storica del paese e conserva elementi molto interessanti. Tra questi spiccano il campanile romanico, la ricostruzione ottocentesca dell’edificio e la vetrata con San Giorgio che uccide il drago.
Sì, ed è proprio uno degli aspetti più interessanti del paese. Oltre alla parrocchiale, il territorio conserva molte cappelle tra centro e borgate, come San Rocco, San Sebastiano, San Matteo, Santa Liberata, San Lorenzo, San Michele, Maria Ausiliatrice e Madonna Consolata.
Tra quelle descritte, la Cappella di San Sebastiano è una delle più antiche, essendo stata costruita tra il 1475 e il 1500. Inoltre conserva resti di affreschi tardiquattrocenteschi di particolare interesse.
Sì, soprattutto se vuoi conoscere non solo il centro del paese ma anche il territorio delle borgate. La Chiesa di Sant’Anna, nella borgata Città, racconta bene l’evoluzione di una cappella diventata poi chiesa parrocchiale autonoma.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



