Cappella di San Matteo di San Giorio di Susa: devozione a borgata Re

Da Alessandro Maldera
Marzo 16, 2026

La Cappella di San Matteo di San Giorio di Susa è una piccola architettura religiosa che si trova in borgata Re, all’interno del territorio comunale. Non è uno di quei luoghi che ti colpiscono per monumentalità, però funziona proprio per la sua misura raccolta e per la sua coerenza con il contesto del borgo. Inoltre, tra struttura semplice, restauro recente e affresco absidale, aggiunge un tassello utile a un itinerario su cosa vedere a San Giorio di Susa.
Dove si trova la Cappella di San Matteo di San Giorio di Susa
La cappella sorge in borgata Re, nel comune di San Giorio di Susa. Proprio per questa posizione, la visita ha senso soprattutto se vuoi allargare lo sguardo oltre il nucleo principale del paese e leggere anche le piccole emergenze religiose disseminate nelle borgate.
Inoltre, la cappella si inserisce bene nel paesaggio costruito locale. Non è isolata né scenografica in senso classico, ma resta una presenza riconoscibile e coerente con l’assetto storico dell’abitato.
Quando fu costruita la cappella
La costruzione della Cappella di San Matteo si colloca tra il 1783 e il 1818. Più precisamente, l’edificio fu realizzato dopo il 1783, anno in cui non risultava tra le cappelle visitate dal primo vescovo di Susa, ed era già esistente nel 1818, quando fu sottoposto a un restauro.
Questa scansione cronologica è importante, perché permette di collocare la cappella tra la fine del Settecento e i primi anni dell’Ottocento. Successivamente, l’edificio fu interessato da un intervento molto più ampio tra il 1990 e il 1992, quando venne interamente restaurato.
Una facciata semplice con profilo a capanna
All’esterno, la Cappella di San Matteo di San Giorio di Susa si presenta con una facciata profilata a capanna, quindi molto lineare nella sua impostazione. Non ci sono effetti decorativi ridondanti, e proprio questo contribuisce a darle un carattere sobrio e diretto.
Sul lato destro, inoltre, uno contrafforte rinforza lo spigolo dell’edificio. È un dettaglio semplice, ma visivamente netto, che aiuta a riconoscere la cappella anche da fuori. Le due falde del tetto, poi, sporgono rispetto ai muri perimetrali e proteggono l’ingresso, accentuando la funzione pratica oltre a quella formale.
La struttura interna: navata unica e abside semicircolare
L’interno della cappella è organizzato secondo uno schema a navata unica, molto semplice e leggibile. L’aula si sviluppa senza articolazioni complesse e si conclude con un’abside semicircolare, che definisce con chiarezza la parte terminale dello spazio liturgico.
La copertura della navata è affidata a travature lignee a vista, scelta che rafforza il carattere essenziale dell’ambiente. Proprio per questo l’interno mantiene una misura raccolta e diretta, senza effetti scenografici inutili.
Murature, finiture e stato di conservazione
Dal punto di vista costruttivo, l’edificio è realizzato con muratura portante di tipo misto, intonacata. All’esterno la facciata risulta tinteggiata, mentre sugli altri lati la cappella presenta un intonaco lasciato al naturale.
All’interno, invece, le superfici sono intonacate e tinteggiate, ma anche rivestite nella parte inferiore con perline in legno al naturale. Questo dettaglio cambia leggermente la percezione dello spazio, rendendolo più caldo e più domestico rispetto a molte piccole cappelle rurali.
Inoltre, l’edificio è indicato in ottimo stato di conservazione, dato importante perché permette ancora oggi di leggerne bene l’impianto e le finiture.
L’affresco dell’Ultima Cena nell’area absidale
L’elemento decorativo più significativo si trova nell’area absidale, dove è presente un affresco raffigurante l’Ultima Cena. Questa decorazione è stata realizzata nel corso dell’ultimo grande restauro, quindi tra il 1990 e il 1992.
È un dettaglio da sottolineare, perché mostra bene come il recupero novecentesco non sia stato solo conservativo, ma abbia anche ridefinito in parte l’immagine interna della cappella. Di conseguenza, l’affresco non è una testimonianza originaria sette-ottocentesca, ma un elemento che appartiene alla fase più recente della vita dell’edificio.
Copertura, pavimentazione e arredi
La copertura della cappella è a due falde, con le falde stesse che si protendono in avanti a protezione dell’ingresso. È una soluzione semplice, coerente con la scala dell’edificio e con il suo carattere di architettura religiosa minore.
La pavimentazione interna è in lastre di pietra alla palladiana, mentre tra gli arredi principali si segnalano un altare in pietra e un ambone ligneo. Anche qui la logica è chiara: pochi elementi, ben leggibili, senza sovraccarichi.
Perché vedere la Cappella di San Matteo a San Giorio di Susa
Dentro un itinerario dedicato a cosa vedere a San Giorio di Susa, la Cappella di San Matteo ha senso perché aggiunge una tappa più raccolta e meno ovvia. Non è il luogo più appariscente del territorio, però aiuta a capire la trama minuta delle borgate e delle loro architetture religiose.
Inoltre, la combinazione tra facciata a capanna, travature a vista, abside semicircolare e affresco dell’Ultima Cena la rende una piccola presenza interessante. Insomma, non è un posto da cartolina clamorosa, ma una tappa che sta in piedi bene se vuoi costruire un percorso serio e non da turista distratto.
Piccola architettura religiosa da scoprire in borgata Re
La Cappella di San Matteo di San Giorio di Susa si trova in borgata Re ed è una piccola architettura religiosa costruita tra il 1783 e il 1818, poi restaurata integralmente tra il 1990 e il 1992. L’edificio presenta una facciata a capanna con uno contrafforte sul lato destro e un interno a navata unica coperto da travature lignee a vista, concluso da un’abside semicircolare. Le superfici interne sono intonacate, tinteggiate e rivestite in parte con perline di legno, mentre nell’area absidale spicca un affresco dell’Ultima Cena realizzato durante l’ultimo restauro. Completano l’insieme il tetto a due falde, la pavimentazione in pietra alla palladiana, l’altare in pietra e l’ambone ligneo.
Dubbi comuni sulla Cappella di San Matteo
La cappella si trova in borgata Re, nel comune di San Giorio di Susa.
L’edificio venne costruito tra il 1783 e il 1818. Nel 1783 non risultava ancora esistente, mentre nel 1818 era già documentato e oggetto di restauro.
L’interno è organizzato a navata unica, con copertura in travature a vista e conclusione in abside semicircolare.
L’elemento più evidente è l’affresco dell’Ultima Cena nell’area absidale, realizzato durante l’ultimo restauro tra il 1990 e il 1992.
La cappella ha una pavimentazione in lastre di pietra alla palladiana e conserva un altare in pietra con ambone ligneo.
Sì. Un primo restauro è documentato nel 1818, mentre un intervento completo è stato eseguito tra il 1990 e il 1992.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



