Chiesa di San Giorgio di San Giorio di Susa: storia della parrocchiale, campanile romanico e interno a tre navate

Da Alessandro Maldera
Marzo 25, 2026

La Chiesa di San Giorgio di San Giorio di Susa sorge sulla rocca che domina il centro abitato, in una posizione che si nota subito anche da lontano. L’edificio attuale è frutto di una ricostruzione ottocentesca, ma conserva il campanile romanico della chiesa precedente, oggi volutamente “sproporzionato” rispetto al resto. Inoltre, l’interno sorprende per la ricchezza delle decorazioni e per la grande vetrata con San Giorgio che uccide il drago.
Dettagli che conviene notare subito
– Edificio riedificato nel 1836 su una precedente chiesa romanica
– Campanile romanico conservato: oggi appare volutamente “sproporzionato”
– Interno a tre navate con abside semicircolare
– Decorazioni interne policrome con motivi geometrici e fitomorfi
– In controfacciata: cantoria e vetrata di San Giorgio (1950)
Dove si trova la Chiesa di San Giorgio e perché è sulla rocca
La chiesa si trova sulla rocca sopra il paese, su un terreno in leggera pendenza. Questa posizione non è casuale. Infatti, la parrocchiale doveva essere visibile e riconoscibile. Inoltre, dall’alto domina l’abitato e ne diventa un punto di riferimento stabile.
Storia della parrocchiale tra Medioevo e Ottocento
La storia della chiesa è lunga e ben scandita.
Nel 1065 la parrocchiale è citata per la prima volta: compare tra le chiese dipendenti da Santa Maria Maggiore di Susa, donate dal vescovo Cuniberto alla Prevostura di Oulx. Quindi il sito religioso è attestato già in pieno medioevo.
Poi arrivano le fasi di manutenzione. Nel 1607-1608 la Comunità di San Giorio ottenne sussidi per riparazioni alla chiesa e per sostituire la pietra del fonte battesimale. In seguito, nel 1711, furono richiesti nuovi sussidi per ulteriori riparazioni. Dunque l’edificio pre-ottocentesco aveva bisogno di cure periodiche, come spesso accade alle parrocchiali di valle.
La svolta avviene nel 1836, quando la chiesa viene completamente riedificata. Tuttavia, dell’impianto originario viene conservato solo il campanile romanico, che oggi spicca come traccia evidente del passato.
Nel Novecento, nel 1950, viene collocata in controfacciata la vetrata con la raffigurazione di San Giorgio che uccide il drago. Infine, tra il 2007 e il 2008, il campanile romanico viene sottoposto a restauro.
Facciata e campanile: il contrasto che si nota subito
La facciata è semplice e diretta: ha un profilo a salienti ed è coronata da un timpano triangolare. Al centro si apre un portale ligneo, incorniciato da una cornice lapidea. Sopra, una finestra a lunetta completa l’impianto.
Il vero “colpo d’occhio”, però, è il campanile romanico. È l’unica parte superstite dell’antica chiesa, e per questo oggi appare sproporzionato rispetto alla ricostruzione ottocentesca. Eppure proprio questa sproporzione funziona: racconta la stratificazione senza bisogno di spiegazioni.
Interno a tre navate e abside semicircolare
All’interno la chiesa si sviluppa su tre navate, con la navata principale che termina in abside semicircolare. Le navate sono separate da pilastri a sezione quadrata con lesene addossate.
La navata centrale è coperta da una sequenza di volte a crociera, impostate su un’alta trabeazione che chiude l’impaginazione delle lesene laterali. Quindi lo spazio risulta ordinato, ritmato e molto leggibile.
Decorazioni e vetrata di San Giorgio
Qui la chiesa cambia passo. Infatti l’interno è fittamente decorato, sia sulle volte sia sulle pareti, con motivi policromi geometrici e fitomorfi. Non è un dettaglio secondario: dà identità allo spazio e lo rende riconoscibile.
In controfacciata si trova un’ampia cantoria, sovrastata dalla vetrata con San Giorgio che uccide il drago, collocata nel 1950. È uno di quei punti che ti fanno alzare la testa senza pensarci.
Coperture, pavimenti e struttura
La copertura è organizzata così:
- tetto a due falde con testa di padiglione su navata e presbiterio
- falde con testa di padiglione sulle navate laterali
Il manto è in lose, quindi coerente con il contesto valsusino.
Il pavimento è in quadroni di pietra, sia in navata sia in presbiterio. La struttura è in muratura portante in pietrame: esternamente tinteggiata in facciata e lasciata al naturale sugli altri lati, mentre internamente è intonacata e tinteggiata. Lo stato di conservazione è indicato come buono.
Arredi liturgici: cosa c’è e cosa guardare
Gli arredi principali includono:
- altare a pariete seiunctum e tabernacolo in pietra con marmi policromi e dorature
- altare e ambone in pietra
- balaustra presbiteriale in pietra e marmi policromi
- pulpito ligneo
Sono elementi che rafforzano la lettura “solida” della chiesa: qui la materia pesa, e si vede.
Identità e caratteristiche della Chiesa di San Giorgio
La Chiesa di San Giorgio di San Giorio di Susa è la parrocchiale che domina il paese dalla rocca e rappresenta uno dei punti di riferimento più riconoscibili del borgo. Citata già nel 1065, venne più volte riparata tra Seicento e Settecento, fino alla riedificazione completa del 1836, realizzata sopra una precedente chiesa romanica di cui è stato conservato il campanile, oggi visivamente sproporzionato rispetto all’edificio attuale. L’interno è a tre navate con abside semicircolare, ricco di decorazioni policrome geometriche e fitomorfe, e presenta in controfacciata un’ampia cantoria sormontata dalla vetrata con San Giorgio che uccide il drago, collocata nel 1950. La chiesa ha copertura in lose, pavimentazione in quadroni di pietra e arredi liturgici in pietra e marmi, mentre il campanile romanico è stato restaurato tra 2007 e 2008.
Delucidazioni veloci sulla Chiesa di San Giorgio
Sorge sulla rocca che domina il centro abitato, su un terreno in leggera pendenza.
Perché è il campanile romanico della chiesa precedente, conservato anche dopo la riedificazione del 1836.
Nel 1065, tra le chiese dipendenti da Santa Maria Maggiore di Susa donate alla Prevostura di Oulx.
La grande cantoria in controfacciata e la vetrata con San Giorgio che uccide il drago, collocata nel 1950.
Ha un impianto a tre navate, con navata centrale coperta da volte a crociera e abside semicircolare.
La copertura è in lose e la pavimentazione è in quadroni di pietra sia in navata sia in presbiterio.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



