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Cappella di San Rocco di San Giorio di Susa: storia, struttura architettonica e visita nel centro del paese

Alessandro Maldera Avatar

Da Alessandro Maldera

Marzo 14, 2026

La Cappella di San Rocco di San Giorio di Susa è una piccola emergenza religiosa che merita attenzione dentro un itinerario dedicato al borgo. Si trova infatti nel centro abitato e conserva un impianto semplice, ma ben leggibile, fatto di portico, facciata a capanna e aula unica conclusa da abside semicircolare. Inoltre, la sua storia tra tardo Settecento e restauri novecenteschi la rende una tappa utile per capire meglio il tessuto storico del paese.

Identikit della Cappella

– La cappella si trova nel centro abitato di San Giorio di Susa
– La facciata è a capanna e sopra l’ingresso si apre una finestra polilobata
– L’edificio è preceduto da un portico con grande arcone e timpano triangolare
– L’interno ha una struttura a navata unica con abside semicircolare
– Il tetto è a due falde con testa di padiglione e copertura in lose
– Lo stato di conservazione generale è ottimo

Dove si trova la Cappella di San Rocco di San Giorio di Susa

La Cappella di San Rocco sorge all’interno del centro abitato di San Giorio di Susa. Proprio per questa collocazione, la visita si inserisce bene in una passeggiata nel nucleo storico del paese, senza richiedere deviazioni particolari.

Inoltre, la sua presenza nel borgo la rende una tappa coerente per scoprire San Giorio di Susa. Non è infatti un edificio isolato nel paesaggio, ma una piccola architettura di prossimità, legata alla vita quotidiana del centro abitato.

Tra castello, rocca e borgate Il bello di San Giorio di Susa sta proprio nell’incastro tra il segno forte del castello, la chiesa che domina il paese e le piccole cappelle sparse nel territorio. Per questo avere una panoramica chiara prima di partire aiuta parecchio. Scopri qui le tappe da vedere

Quando fu costruita la cappella

La storia della cappella si colloca tra la fine del Settecento e i primi decenni dell’Ottocento. L’edificio fu infatti realizzato tra il 1783 e il 1820. Questo intervallo cronologico deriva da un dato molto concreto: nel 1783, durante la visita pastorale del primo vescovo di Susa, la cappella non risultava ancora esistente, mentre nel 1820 è già documentata e interessata da alcuni restauri.

Quindi la costruzione va collocata in quel tratto di tempo. In seguito, la cappella fu nuovamente restaurata nel 1945, segno che l’edificio continuò a essere curato e mantenuto anche in epoca più recente.

Una facciata semplice, ma ben riconoscibile

Dal punto di vista esterno, la Cappella di San Rocco di San Giorio di Susa si presenta con una facciata profilata a capanna, molto semplice nella sua impostazione. Tuttavia, proprio questa essenzialità le dà una fisionomia chiara e immediata.

La porta d’ingresso è sormontata da una finestra polilobata, dettaglio che alleggerisce il prospetto e ne arricchisce il disegno. Inoltre, davanti alla cappella si sviluppa un portico, che costituisce uno degli elementi più interessanti dell’insieme.

Il portico e l’accesso all’edificio

Il portico che precede l’ingresso non è un’aggiunta marginale, ma parte integrante dell’immagine della cappella. A destra è delimitato da un muro, mentre sullo spigolo sinistro è sostenuto da un pilastro.

A sua volta, il fronte del portico si presenta come una piccola facciata autonoma, formata da un grande arcone impostato su due paraste e concluso da un timpano triangolare. Questo elemento, pur nella sua semplicità, dà alla cappella una presenza più articolata e la rende immediatamente distinguibile nel contesto del paese.

Com’è fatta all’interno la Cappella di San Rocco

L’interno della cappella segue uno schema a navata unica, quindi molto lineare e diretto. L’aula è coperta da una volta a botte con unghie, mentre la parte terminale è chiusa da un’abside semicircolare coperta da una calotta nervata.

Questa struttura rende lo spazio raccolto, ma non povero. Al contrario, la distribuzione interna è semplice e ordinata, e proprio per questo si legge con facilità. Inoltre, lungo tutto il perimetro corre una sottile cornice che segna l’imposta della volta e accompagna lo sguardo all’interno dell’aula.

Struttura muraria e stato di conservazione

La cappella è costruita con muratura portante di tipo misto, intonacata. All’esterno, la facciata risulta tinteggiata, mentre sugli altri lati l’edificio è lasciato con intonaco al naturale. All’interno, invece, le superfici sono intonacate e tinteggiate.

Dal punto di vista conservativo, l’edificio è segnalato in ottimo stato di conservazione. Questo aspetto è importante, perché permette di leggere ancora bene l’impianto architettonico senza che l’insieme risulti compromesso o alterato.

Copertura e materiali della cappella

La copertura della Cappella di San Rocco di San Giorio di Susa è a due falde con testa di padiglione. Il manto è in lose, materiale tradizionale molto diffuso nel contesto alpino e valsusino.

Anche questo dettaglio conta, perché lega la cappella alla cultura costruttiva del territorio. Non si tratta quindi solo di una piccola chiesa di borgo, ma anche di un edificio coerente con i materiali e con il linguaggio architettonico della valle.

Pavimentazione e arredi

La pavimentazione interna è in piastrelle ceramiche, scelta semplice ma funzionale, adatta alla scala dell’edificio. Tra gli arredi si segnalano invece un altare e un ambone in pietra, che completano lo spazio liturgico con una presenza sobria e solida.

Non ci sono elementi ridondanti o decorazioni particolarmente elaborate. Tuttavia, proprio questa misura contenuta contribuisce al carattere della cappella, che si presenta come luogo raccolto e leggibile.

Le date principali della sua storia

1783: la cappella non risulta ancora esistente durante la visita pastorale del primo vescovo di Susa
Tra 1783 e 1820: viene edificata la Cappella di San Rocco
1820: l’edificio è già esistente e viene interessato da alcuni restauri
1945: nuovo restauro della cappella

Perché vedere la Cappella di San Rocco a San Giorio di Susa

Dentro un itinerario su cosa vedere a San Giorio di Susa, la Cappella di San Rocco ha senso perché aggiunge un tassello diverso rispetto ai luoghi più noti del paese. Non è un monumento monumentale, e va bene così. Infatti il suo valore sta nella scala minuta, nella posizione nel centro abitato e nella capacità di restituire un pezzo della storia religiosa locale.

Inoltre, la combinazione tra portico, facciata a capanna, finestra polilobata e aula unica la rende una tappa piacevole anche dal punto di vista visivo. È una di quelle architetture che non gridano, però restano.

Storia e caratteristiche della Cappella di San Rocco

La Cappella di San Rocco di San Giorio di Susa è un piccolo edificio religioso situato nel centro abitato del paese, costruito tra il 1783 e il 1820 e restaurato nuovamente nel 1945. La cappella si presenta con una facciata a capanna, una finestra polilobata sopra l’ingresso e un portico con grande arcone e timpano triangolare, mentre all’interno ha una struttura a navata unica coperta da volta a botte con unghie e conclusa da abside semicircolare con calotta nervata. Il tetto è a due falde con testa di padiglione e copertura in lose, la pavimentazione è in piastrelle ceramiche e gli arredi principali sono altare e ambone in pietra. Per posizione, semplicità e buona conservazione, rappresenta una tappa interessante dentro un itinerario su cosa vedere a San Giorio di Susa.

Info utili sulla cappella nel centro di San Giorio

Dove si trova la Cappella di San Rocco di San Giorio di Susa?

La cappella si trova nel centro abitato di San Giorio di Susa, quindi può essere visitata facilmente durante una passeggiata nel borgo.

Quando fu costruita la Cappella di San Rocco?

La costruzione dell’edificio si colloca tra il 1783 e il 1820. Nel 1783 non risultava ancora esistente, mentre nel 1820 è già documentata e sottoposta a restauri.

Com’è fatta la Cappella di San Rocco all’interno?

L’interno ha uno schema a navata unica, coperta da volta a botte con unghie, e si conclude con un’abside semicircolare coperta da calotta nervata.

Quali elementi caratterizzano l’esterno della cappella?

All’esterno si notano soprattutto la facciata a capanna, la finestra polilobata sopra il portale e il portico con grande arcone e timpano triangolare.

Che tipo di copertura ha la cappella?

La cappella ha un tetto a due falde con testa di padiglione e un manto di copertura in lose

La cappella è stata restaurata?

Sì. L’edificio risulta già interessato da restauri nel 1820 ed è stato nuovamente restaurato nel 1945.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende