Cappella di San Michele di San Giorio di Susa: facciata ad arcone e interno a navata unica

Da Alessandro Maldera
Marzo 23, 2026

La Cappella di San Michele di San Giorio di Susa si trova in borgata Adret ed è una di quelle tappe piccole ma utili per capire il territorio. Oggi la cappella appare ordinata e ben leggibile, però conserva anche tracce dell’edificio precedente, soprattutto nei resti del campanile. Inoltre, tra facciata ad arcone e cantoria lignea, offre dettagli che vale la pena osservare con calma.
– Facciata a capanna con ampio arcone aggettante e timpano triangolare
– Presenza di una cornice orizzontale che attraversa la facciata
– Sul lato sinistro: resti del campanile legati all’edificio più antico
– Interno a navata unica con volta a botte e abside piatta
– In controfacciata: cantoria lignea con scale di accesso
Dove si trova la cappella
La cappella sorge in borgata Adret, nel comune di San Giorio di Susa. Perciò si presta bene a un itinerario “a tappe” dedicato alle borgate, non solo al centro storico. Inoltre, essendo un edificio di prossimità, si inserisce nel paesaggio abitato senza effetti scenografici inutili.
Storia: dal Seicento alla ricostruzione del 1806
La cappella risulta già esistente nel 1643: in quell’anno fu visitata dall’abate di San Giusto di Susa, Filiberto Scaglia di Verrua. All’epoca, però, la titolazione non era quella attuale: l’edificio era dedicato a Santo Stefano, mentre un altare interno risultava dedicato a San Michele.
Successivamente, nel 1806, la cappella che vediamo oggi venne edificata al posto di quella antica. Quindi la storia del sito è fatta di continuità: stesso luogo, funzioni simili, ma un corpo edilizio rinnovato in età moderna.
La facciata: capanna, grande arcone e cornice
All’esterno la cappella presenta una facciata a capanna, però non è banale. Infatti, dentro il profilo principale compare un ampio arcone che sporge rispetto al muro di facciata e “incornicia” gli spigoli dell’edificio, creando un effetto di maggiore profondità.
In sommità è presente un timpano triangolare. Inoltre, poco più in basso, una cornice orizzontale attraversa tutta la facciata e ne scandisce la lettura. È una soluzione semplice, ma funziona: dà ordine e ritmo senza caricare l’insieme.
I resti del campanile: la traccia dell’edificio precedente
Sul lato sinistro si conservano i resti di un campanile, attribuibili con buona probabilità alla cappella più antica. Questo dettaglio è prezioso perché, di conseguenza, racconta la stratificazione del luogo senza bisogno di grandi spiegazioni: il 1806 non ha cancellato tutto, ma ha lasciato un segno visibile del “prima”.
L’interno: navata unica, abside piatta e cantoria in legno
L’interno segue uno schema molto chiaro: navata unica coperta da volta a botte, conclusa da abside piatta. Tuttavia non è uno spazio “vuoto” o anonimo, perché alla controfacciata è addossata una cantoria lignea, raggiungibile tramite scale sempre in legno.
Nell’area absidale compaiono perline in legno al naturale, che scaldano l’ambiente e lo rendono più domestico e raccolto. Inoltre, l’insieme è indicato in buono stato di conservazione, quindi la struttura si legge bene.
Materiali, copertura e pavimento
La cappella è costruita con muratura portante in pietrame. Esternamente, la facciata è intonacata e tinteggiata, mentre sugli altri lati l’intonaco resta più “a vista”. All’interno, invece, le superfici sono intonacate e tinteggiate, con il rivestimento ligneo concentrato verso l’abside.
La copertura è a due falde con manto in lose, coerente con il contesto valsusino. Il pavimento è in lastre di pietra alla palladiana, dettaglio che dà carattere all’aula senza bisogno di decorazioni invadenti.
Arredi: l’altare ligneo
Tra gli arredi principali è segnalato un altare ligneo. È un elemento essenziale, ma allo stesso tempo coerente con la scala dell’edificio e con la sua funzione di cappella di borgata.
Perché inserirla in “Cosa vedere a San Giorio di Susa”
La Cappella di San Michele non è una tappa “da selfie”, e va bene così. Piuttosto, serve a completare la lettura del territorio: borgate, devozione locale, continuità tra edificio seicentesco e ricostruzione ottocentesca. Inoltre, i resti del campanile e la facciata ad arcone la rendono più riconoscibile di quanto ci si aspetti.
Cappella di borgata Adret tra arcone, cantoria e memoria antica
La Cappella di San Michele di San Giorio di Susa si trova in borgata Adret ed è un piccolo edificio religioso che conserva una storia più lunga di quanto sembri. Nel 1643 risulta già esistente, ma allora era intitolata a Santo Stefano e solo un altare interno era dedicato a San Michele; l’edificio attuale venne poi costruito nel 1806 al posto della cappella più antica, di cui restano probabilmente le tracce del campanile sul lato sinistro. La facciata a capanna è caratterizzata da un ampio arcone aggettante, da una cornice orizzontale e dal timpano triangolare, mentre l’interno è a navata unica con volta a botte e abside piatta. In controfacciata è presente una cantoria lignea con scala d’accesso, il pavimento è in pietra alla palladiana, la copertura è in lose e l’arredo principale è un altare ligneo.
Informazioni brevi sulla Cappella di San Michele
Si trova in borgata Adret, nel comune di San Giorio di Susa.
Risulta già esistente nel 1643, durante una visita pastorale.
Nel 1643 la titolazione era a Santo Stefano; tuttavia, all’interno era presente un altare dedicato a San Michele, da cui deriva la memoria attuale.
L’edificio attuale è stato costruito nel 1806, al posto della cappella più antica.
La facciata a capanna con grande arcone aggettante, la cornice orizzontale e i resti del campanile sul lato sinistro.
È a navata unica con volta a botte e abside piatta, con cantoria lignea in controfacciata e pavimento in pietra alla palladiana.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



