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Cosa vedere a Meana di Susa: itinerario a tappe tra Torre delle Combe, Rocca Bianca e cappelle

Alessandro Maldera Avatar

Da Alessandro Maldera

Marzo 06, 2026

Meana di Susa si visita bene se smetti di cercare “il monumentone” e ragioni per tappe brevi. Qui hai due punti forti che reggono l’itinerario: la Torre delle Combe (rovine medievali in alto) e il Monumento al Sacro Cuore di Gesù sulla Rocca Bianca. Inoltre, tra le borgate, trovi un circuito di cappelle piccole ma molto leggibili, con date, dettagli e storie locali. Di conseguenza puoi costruire un giro pulito anche con poco tempo.

Itinerario rapido (consigliato)

Panorama: Monumento al Sacro Cuore (Rocca Bianca, 1.558 m)
Medioevo: Torre delle Combe (Combe / Suffis–Combe, rovine e funzione di segnalazione)
Borgate: cappelle tra Cordola, Sarette, Cantalupo, Campo del Carro e Bassa Meana
Trucco: scegli 3 cappelle massimo, così il giro resta pulito e non ti fai mangiare la giornata dagli spostamenti

Come organizzare la visita: due percorsi semplici

Se vuoi un itinerario “senza sprechi”, hai due scelte.

  • Mezza giornata: 1 belvedere + 2/3 cappelle in borgata
  • Giornata intera: belvedere + Torre delle Combe + circuito cappelle (a blocchi, senza fare zig-zag)

Inoltre funziona bene dividere le tappe per “quota”: prima un punto alto (panorama), poi le cappelle tra le borgate. Così, invece, non finisci a rincorrere strade e tempi.

Torre delle Combe: la rovina “di segnale” sopra Combe

La Torre delle Combe è un torrione medievale a pianta quadrata, posizionato in alto sopra la borgata Combe (area Combe / Suffis–Combe / Campo del Carro). A prima vista sembra una piccola fortificazione; tuttavia l’interpretazione più credibile è quella di torre di segnalazione: in sommità si accendevano fuochi per far viaggiare messaggi lungo la Val di Susa. L’edificio è spesso attribuito, per analogia, al XIII secolo, e viene collegato a una rete di torri vicine (come Traduerivi e Mattie).

Cosa guardare sul posto: l’ingresso a nord con architrave massiccia, monofore e feritoie, muri spessi in pietra e tracce interne delle vecchie travature. In alto la merlatura è in gran parte scomparsa. Di conseguenza è una visita breve, ma concreta.

  • Indirizzo: area Combe / Suffis–Combe, zona Campo del Carro (Meana di Susa)

Monumento al Sacro Cuore di Gesù: Rocca Bianca e panorama totale

Il Monumento al Sacro Cuore di Gesù sta in vetta al Monte Fasolino (Rocca Bianca) a 1.558 m. È un belvedere religioso che domina la valle e si capisce subito: statua del Cristo alta 3,80 m, braccia aperte, su una struttura scenografica. L’idea viene avviata nel 1932 dal vescovo Umberto Ugliengo, mentre l’inaugurazione è del 6 giugno 1948.

La struttura è riconoscibile: basamento tronco-piramidale, 9 colonne di granito in tre fasci, una colonna centrale e una piattaforma circolare con l’iscrizione “VENITE AD ME OMNES A. D. MCMXLVIII”. Inoltre la salita più breve parte dal Colletto (circa 15–20 minuti), mentre esistono varianti più lunghe dalle borgate alte.

  • Indirizzo: Monte Fasolino / Rocca Bianca, 1.558 m (sopra Meana di Susa)
  • Accesso breve: dal Colletto di Meana verso la strada del Colle delle Finestre

Cappella della Madonna della Neve: la tappa isolata di Planey

La Cappella della Madonna della Neve è in località Colletto – Regione Planey, quindi è una sosta da cercare apposta. Si riconosce per il porticato su due pilastri e per il tetto a padiglione in lose; il campanile non c’è e al suo posto compare una croce metallica. Dentro è essenziale: navata unica, abside piatta e controsoffitto piano. La storia recente è netta: dopo i danni bellici, viene riedificata 1953–1954; oggi è indicata in buono stato.

  • Indirizzo: Colletto – Regione Planey (Meana di Susa)

Cappella di Sant’Andrea della Neve: Cordola, sobria ma “perfetta”

La Cappella di Sant’Andrea della Neve è in borgata Cordola e funziona perché è lineare. Fondata nel 1685 (iniziativa di Andrea Cordola), resta legata alla storia della borgata. Fuori: facciata a capanna, tetto sporgente che protegge l’ingresso, porta lignea e due finestrelle rettangolari. Dentro: navata unica con volta a crociera, abside piatta e perlinatura lignea nella parte bassa. Conservazione indicata: buona.

  • Indirizzo: borgata Cordola (Meana di Susa)

Cappella di San Giuseppe: Sarette, la facciata con “idea” di timpano

La Cappella di San Giuseppe è in borgata Sarette. L’edificio attuale è una riedificazione del 1740, sul sito di una cappella più antica (con origini attorno al 1680 secondo una relazione del 1781). La facciata è sobria ma riconoscibile: paraste agli spigoli, modanatura alta che suggerisce il timpano, finestrina mistilinea in asse e due finestre rettangolari ai lati della porta. Sul lato destro compare un campanile a vela. Dentro: navata unica, abside piatta, volta a botte con unghie e cornice d’imposta continua. Conservazione indicata: ottima.

  • Indirizzo: borgata Sarette (Meana di Susa)

Cappella di San Michele: Assiere, essenziale e “ruvida”

La Cappella di San Michele si trova isolata in borgata Assiere. Esterno asciutto: facciata a capanna senza decorazioni, porta lignea centinata, piccola apertura sopra e campanile a vela in asse. Interno: navata unica, abside piatta, volte a botte su cornice continua. Copertura in lamiera, pavimento in battuto cementizio. È documentata nel 1643 e visitata nel 1744 (allora segnalata come affrescata con l’immagine del santo). Tuttavia oggi la conservazione è indicata come mediocre, soprattutto per cadute d’intonaco esterne.

  • indirizzo: borgata Assiere (Meana di Susa)

Cappella dell’Immacolata Concezione: Cantalupo, facciata ricca ma fragile

La Cappella dell’Immacolata Concezione è tra le case di borgata Cantalupo. È indicata come fondata attorno al 1633 (dato riportato in relazione del 1781). In facciata trovi: due finestrelle archiacute, una nicchia con la statua della Madonna, tre affreschi ottocenteschi e un campanile a vela in asse. Dentro: navata unica, volta a crociera bassa, abside piatta e pavimento in marmi policromi alla veneziana, con altare e tabernacolo lignei. Tuttavia lo stato è segnalato come mediocre per cadute d’intonaco all’esterno.

  • Indirizzo: borgata Cantalupo (Meana di Susa)

Cappella dei Santi Rocco e Sebastiano: Campo del Carro, piccola ma “curata”

La Cappella dei Santi Rocco e Sebastiano è nel centro della borgata Campo del Carro. Costruita attorno al 1652 (dotazione sostenuta da donazioni di terreni), viene restaurata nel 1908. Fuori: facciata a capanna con portale ampio, tetto sporgente e campanile a vela sul lato destro. Dentro: navata unica, volta a crociera bassa con peducci, abside piatta. Materiali: zoccolatura in pietra in facciata, copertura in tegole cementizie, pavimento in marmo. Arredi: altare marmoreo e ambone ligneo. Conservazione indicata: buona.

  • Indirizzo: borgata Campo del Carro (Meana di Susa)

Cappella dei Santi Pietro e Paolo: Bassa Meana, facciata “forte”

La Cappella dei Santi Pietro e Paolo è nell’abitato della borgata Bassa Meana. Fondata nel 1769 (Giuseppe Ludovico Careno), nasce con intitolazione originaria alla Madonna della Neve; viene restaurata nel 1948 e risulta in ottimo stato. Esterno: facciata a capanna con lesene, timpano triangolare e modanatura mistilinea, grande portale e croce in ferro in asse. Interno: navata unica con volta a vela, presbiterio segnato da cornice d’imposta e abside piatta. Pavimento in pietra alla palladiana; altare in stucco.

  • Indirizzo: borgata Bassa Meana (Meana di Susa)

Itinerario Meana di Susa: FAQ per organizzarsi

Se ho poco tempo, quali tappe scelgo?

Monumento al Sacro Cuore + una cappella “in borgata” (Cordola o Bassa Meana) e hai già un giro coerente

Qual è la salita più breve per il belvedere?

Dal Colletto verso Rocca Bianca (indicata come passeggiata di circa 15–20 minuti)

Qual è la tappa più “storica” in senso medievale?

La Torre delle Combe, con rovine leggibili e funzione di segnalazione

Dove trovo la cappella più “isolata”?

La Madonna della Neve in località Colletto – Regione Planey

Quali cappelle hanno conservazione più critica?

San Michele (Assiere) e l’Immacolata (Cantalupo) sono segnalate con condizioni esterne più fragili

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende