Torre delle Combe di Meana di Susa: storia, funzione e visita alle rovine

Da Alessandro Maldera
Marzo 06, 2026

La Torre delle Combe di Meana di Susa è un torrione medievale a pianta quadrata che si trova sopra la borgata Combe, in un punto alto e dominante. Si presenta come una struttura “militare”, tuttavia la lettura più credibile è quella di una torre di segnalazione: un luogo dove i messaggi passavano con i fuochi, lungo l’asse della valle. Oggi restano rovine tra vegetazione e pietre, però alcuni dettagli sono ancora abbastanza chiari da raccontare bene il sito.
Torre delle Combe: scheda rapida
Dove: area Combe / Suffis–Combe (Meana di Susa), zona Campo del Carro
Funzione più probabile: torre di segnalazione con fuochi, più che difesa
Epoca stimata: probabile XIII secolo
Dettagli da cercare: ingresso a nord, monofore e feritoie, tracce di travature interne
Consiglio pratico: visita breve, terreno irregolare, meglio scarpe comode
Dove si trova e perché è messa proprio lì
La torre sta su un rilievo che sovrasta la borgata Combe. Quindi il vantaggio è immediato: visuale ampia sulla zona circostante. Non è un dettaglio secondario. Infatti una torre che “parla” a distanza, prima di tutto, deve vedere e farsi vedere. Perciò la posizione è parte della funzione, non solo del paesaggio.
Non un castello, ma una torre che manda segnali
A guardarla di colpo d’occhio sembra una piccola fortificazione. Tuttavia non è detto che abbia avuto una reale vocazione difensiva. La sua funzione più plausibile è quella di segnalazione: in alto si accendevano fuochi per trasmettere notizie, passando da un punto all’altro fino a farle scorrere lungo la Val di Susa.
Questo tipo di rete era utile perché veloce. Inoltre non richiedeva grandi guarnigioni. Di conseguenza una torre così poteva essere “operativa” anche senza essere un castello vero.
Origini medievali e rete di torri in valle
L’edificio è medievale e, per analogia con strutture simili, viene spesso collocato nel XIII secolo. Il contesto è quello di una valle-corridoio, dove contano passaggi, controlli e comunicazioni rapide.
Inoltre la Torre delle Combe non sarebbe stata un caso isolato. Nelle ricostruzioni locali viene ricordato che esistevano torri di segnalazione in più punti della valle, e tra le più vicine si citano quelle di Traduerivi e Mattie. Quindi ha senso immaginarla come un anello di un sistema, non come un oggetto “solo” e scollegato.
Com’è fatta: i dettagli che aiutano a leggerla
La struttura è a pianta quadrata, con pareti spesse costruite in pietre lavorate e legate con pochissima malta. Questo spiega perché, anche da rudere, “tiene” ancora una presenza netta.
All’interno, invece, le parti lignee e il tetto risultano in gran parte crollati. Tuttavia si notano ancora le tracce degli appoggi delle vecchie travature, quindi la lettura è possibile anche senza ricostruzioni fantasiose.
L’ingresso è sul lato nord. È riconoscibile per una massiccia architrave sostenuta da due capitelli semplici. La continuità delle pareti, inoltre, è interrotta da monofore e da alcune feritoie: aperture piccole, ma utili per capire come entravano luce e controllo visivo.
In alto la merlatura è in buona parte scomparsa. Di conseguenza oggi l’aspetto “militare” è più suggerito che completo.
Cosa resta oggi e cosa aspettarsi sul posto
Oggi la Torre delle Combe è una visita breve, perché non stai entrando in un edificio “attrezzato”: stai andando a vedere rovine nel verde. In mezzo alla vegetazione, però, resta evidente una parte di parete con un’apertura, che è il segno più immediato da individuare.
Detto senza poesia: è una sosta che rende se la prendi per quello che è. Quindi niente aspettative da castello visitabile. In compenso, se ti piace leggere i dettagli, in pochi minuti capisci funzione, posizione e logica costruttiva.
Come arrivare e muoversi senza complicarti la vita
In auto è il modo più semplice: arrivi in zona Meana di Susa e poi ti sposti verso l’area delle borgate (Combe/Suffis–Combe/Campo del Carro). Inoltre l’auto è comoda se vuoi abbinare la torre ad altre tappe del territorio.
In treno puoi arrivare facilmente in Val di Susa. Tuttavia poi serve organizzare l’ultimo tratto verso le borgate meanesi con un secondo mezzo (bus, passaggio, taxi). Quindi il treno funziona bene per l’avvicinamento, ma non per l’arrivo “sotto la torre”.
A piedi è fattibile come tratto finale. Però, visto che il sito è tra vegetazione e terreno irregolare, conviene usare scarpe adatte e muoversi con calma, soprattutto se il fondo è bagnato.
Torre delle Combe: guida in forma di domande e risposte
Probabilmente no: ha aspetto “militare”, però la lettura più credibile è quella di torre di segnalazione.
Perché da lì si controlla la valle e, inoltre, si può comunicare a distanza: la posizione è parte della funzione.
È medievale e viene spesso collocata nel XIII secolo per analogia con strutture simili.
Rovine tra vegetazione, con parti di parete e aperture ancora riconoscibili, più alcuni dettagli come ingresso, monofore e feritoie.
Poco: è una sosta breve. Tuttavia rende di più se la visiti con calma e ti prendi qualche minuto per leggere i dettagli costruttivi.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



