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Monumento al Sacro Cuore di Gesù di Meana di Susa: statua, colonne e belvedere di valle

Alessandro Maldera Avatar

Da Alessandro Maldera

Marzo 06, 2026

Il Monumento al Sacro Cuore di Gesù di Meana di Susa è un punto di riferimento religioso e panoramico sopra il paese, sulla vetta del Monte Fasolino (detto anche Rocca Bianca) a 1.558 metri. È una meta semplice da capire: una statua con le braccia aperte, un basamento scenografico e una vista larga sulla valle. Inoltre ha una storia precisa, legata al dopoguerra e alla devozione valsusina. Di conseguenza è una salita breve che lascia un ricordo netto.

Scheda rapida sul Sacro Cuore di Gesù

Monumento al Sacro Cuore di Gesù (Meana di Susa)
Dove: Monte Fasolino / Rocca Bianca, 1.558 m s.l.m.
Statua: Gesù a braccia aperte, alta 3,80 m
Struttura: basamento tronco-piramidale + 9 colonne di granito (3 fasci) + colonna centrale
Inaugurazione: 6 giugno 1948
Progetto e autore: ing. Nesci (progetto), Guido Capra (statua)
Iscrizione: “VENITE AD ME OMNES A. D. MCMXLVIII”
Accesso: dal Colletto (15–20 min) o varianti più lunghe da Meana/borgate alte

Dove si trova e perché il posto è “giusto”

Il monumento sta in alto, sopra Meana, su un dosso che guarda la conca di Susa e l’asse della Val di Susa. Quindi non è stato messo lì per caso. Infatti un monumento di affidamento e memoria funziona se lo vedi da lontano e se, una volta su, capisci la valle con un colpo d’occhio. Inoltre la quota (1.558 m) lo rende un belvedere vero, non un semplice punto panoramico di paese.

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Storia: dall’idea degli anni ’30 all’inaugurazione del 1948

L’idea nasce già nel 1932, promossa dal vescovo di Susa mons. Umberto Ugliengo, come segno di affidamento della valle al Sacro Cuore. Tuttavia la guerra rallenta tutto. Poi, finito il conflitto, il progetto assume un peso ancora più forte: diventa anche un modo per esprimere riconoscenza per la liberazione e ricordare i caduti valsusini.

L’inaugurazione è una data secca: 6 giugno 1948. Inoltre la costruzione fu possibile grazie a contributi concreti: il Comune di Meana mise 80.000 lire, e altre offerte completarono le spese. Di conseguenza non è un’opera “calata dall’alto”: è un lavoro di valle, fatto davvero.

Com’è fatto: basamento, colonne e statua

La struttura è particolare, e proprio per questo si ricorda.

  • Basamento: tronco-piramidale, pensato per reggere anche in quota e con vento
  • Colonne: 9 colonne di granito, raggruppate in tre fasci da tre
  • Colonna centrale: più alta, ed è quella che sorregge la statua
  • Piattaforma circolare: appoggiata alle colonne, fa da base alla figura

In cima svetta la statua del Cristo, alta 3,80 metri, con le braccia aperte verso la valle. Inoltre l’opera segue un progetto dell’ingegner Nesci, mentre la statua fu realizzata dallo scultore Guido Capra. È un impianto pulito: pochi elementi, però con un effetto finale molto “presente”.

Materiali e “logistica” dell’opera: la parte che racconta la comunità

Qui il dettaglio non è folclore: è storia concreta. La fusione della statua utilizzò circa undici quintali di materiale fornito dal Ministero della Difesa. Inoltre il carbone fu offerto dalle Ferrovie dello Stato, mentre la cera arrivò dai parroci della diocesi. Infine il trasporto da Torino a Susa venne gestito da operai dell’ASSA insieme ai fedeli locali. Di conseguenza il monumento porta addosso un pezzo di lavoro collettivo, non solo di devozione.

La scritta che chiude tutto

Sul bordo della piattaforma compare una scritta in capitale romano, a lettere di bronzo:
“VENITE AD ME OMNES A. D. MCMXLVIII”
È un dettaglio semplice, però fa due cose insieme: richiama il significato religioso e fissa l’anno dell’opera. Quindi, anche senza leggere guide, capisci “cosa” stai guardando e “quando” è stato costruito.

Come arrivare: sentiero breve o varianti più lunghe

La salita si può impostare in due modi.

Opzione breve (più comoda)
Puoi partire dal Colletto di Meana lungo la strada verso il Colle delle Finestre. Da lì il tratto viene descritto come una passeggiata agevole di circa 15–20 minuti. Quindi è perfetta se vuoi un bel panorama senza trasformare la giornata in un trekking.

Opzione più completa (da escursionisti)
In alternativa puoi partire dal centro di Meana o da borgate alte (come Cordola) e scegliere varianti più lunghe, anche ad anello, che includono il Monte Fasolino/Rocca Bianca. Inoltre queste soluzioni rendono di più se vuoi camminare davvero e non solo “salire al monumento”.

Panorama: cosa si vede dalla Rocca Bianca

Dal piazzale la vista è ampia e, nelle giornate pulite, molto netta. In particolare si apre su Susa, sul massiccio del Rocciamelone e sull’intera media Val di Susa. Inoltre lo sguardo corre sulla conca dall’Ambin fino al Musinè, quindi la lettura della valle diventa immediata. Perciò il monumento funziona anche come “lezione di geografia” dal vivo.

Un colpo d’occhio per capirlo subito

Il Monumento al Sacro Cuore di Gesù di Meana di Susa si trova in vetta al Monte Fasolino (Rocca Bianca) a 1.558 m ed è un belvedere religioso che domina la Val di Susa. Inaugurato il 6 giugno 1948 (idea avviata nel 1932 dal vescovo Umberto Ugliengo), unisce memoria del dopoguerra e devozione valligiana. La struttura è riconoscibile: basamento tronco-piramidale, 9 colonne di granito in tre fasci, una colonna centrale e la statua di Gesù alta 3,80 m, con l’iscrizione “VENITE AD ME OMNES A. D. MCMXLVIII”. Si raggiunge con una salita breve dal Colletto (circa 15–20 minuti) o con percorsi più lunghi dalle borgate alte, e in cima regala una vista ampia su Susa, Rocciamelone e sulla media valle.

Monumento al Sacro Cuore di Meana: chiarimenti

Dove si trova il monumento?

Sulla vetta del Monte Fasolino (Rocca Bianca), a 1.558 m, sopra Meana di Susa.

Quanto è alta la statua?

La statua del Cristo è alta 3,80 metri.

Quando è stato inaugurato?

Il 6 giugno 1948.

Com’è fatta la struttura sotto la statua?

Basamento tronco-piramidale, 9 colonne di granito in tre fasci e una colonna centrale che sostiene la figura.

Qual è la salita più breve?

Dal Colletto di Meana, lungo la strada verso il Colle delle Finestre: circa 15–20 minuti a passo tranquillo.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende