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Cappella di Sant’Anna di Gravere alla Losa: affreschi trecenteschi, campanile romanico e storia della cappella

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Da Alessandro Maldera

Marzo 06, 2026

La Cappella di Sant’Anna di Gravere si trova in frazione Losa ed è una di quelle tappe piccole ma “pesanti” per chi ama la Val di Susa. Infatti unisce un campanile romanico, un impianto a navata unica e, soprattutto, un ambiente più antico con un ciclo affrescato dei Dodici Apostoli del Trecento. Inoltre la sua storia passa dai certosini al culto popolare, quindi il posto si legge bene anche senza fare l’esperto.

Cinque cose da notare alla Cappella di Sant’Anna

• facciata a capanna con tetto in lose che protegge l’ingresso
campanile romanico quadrato con cuspide, addossato al lato destro
• doppio ambiente: navata unica + cappella antica perpendicolare al presbiterio
• affreschi dei Dodici Apostoli nella cappella antica (seconda metà XIV secolo)
• interni: cantoria lignea, pavimento in piastrelle lapidee e tabernacolo ligneo dorato

Dove si trova

  • Indirizzo: Frazione Losa, Gravere
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Com’è fatta la Cappella di Sant’Anna

L’edificio ha uno sviluppo semplice, però non banale. La parte principale è una navata unica coperta da volta a botte e chiusa da abside piatta. In più, all’altezza del presbiterio, si innesta perpendicolarmente un secondo ambiente: è l’aula della cappella antica, anche lei con volta a botte e abside piatta. Così, in pratica, la cappella “raddoppia” e cambia ritmo proprio nella zona più liturgica.

Facciata e volumi esterni

La facciata è a capanna e si chiude con le due falde del tetto in lose, che si protendono in avanti a proteggere l’ingresso. Accanto, sulla destra, si vede anche un locale laterale coperto da un’unica falda, ben leggibile già dal fronte. Di conseguenza l’insieme appare compatto, ma articolato.

Campanile romanico

Sul lato destro si accosta un campanile a pianta quadrata, di forme romaniche, con terminazione cuspidata. Non è solo un dettaglio estetico: è uno degli elementi che “firma” la cappella nel paesaggio della frazione.

Interni: cantoria, finiture e arredi

Appena entri, la lettura dello spazio è pulita. Sulla controfacciata c’è una cantoria lignea; inoltre l’accesso avviene tramite una scala metallica. Le murature sono in pietrame, intonacate e tinteggiate sia fuori sia dentro: quindi l’edificio risulta omogeneo e curato.

Dentro la volta imposta su una cornice corre lungo le pareti, mentre alcune lesene scandiscono la divisione tra aula e presbiterio. E poi ci sono i dettagli “pratici”: pavimento in piastrelle lapidee, altare e ambone lignei, balaustra presbiteriale in legno e un tabernacolo ligneo con dorature che attira lo sguardo, anche se l’ambiente resta sobrio.

Gli affreschi dei Dodici Apostoli

Il vero colpo, però, è nella cappella antica: qui le volte conservano un ciclo affrescato con i Dodici Apostoli, attribuito al Maestro di Santa Maria Maggiore di Susa e datato alla seconda metà del XIV secolo. Perciò questa tappa non è solo “una cappelletta di borgata”: è un frammento di pittura medievale ancora leggibile.

Storia, raccontata in modo chiaro

La vicenda della cappella parte lontano. È citata già dal 1189, quando alla Losa si insedia una comunità certosina. Poco dopo, nel 1200, i monaci si trasferiscono a Montebenedetto presso Villar Focchiardo e la chiesa della certosa cambia funzione: da allora viene usata come cappella.

Nel corso della seconda metà del Trecento arrivano gli affreschi degli Apostoli, che danno identità all’ambiente più antico. Nel 1432 la cappella è ricordata con l’intitolazione della Madonna della Pietà, segno che il culto e i nomi possono cambiare con il tempo.

Poi, nel 1617, un lascito di Giovanni Giacomo Trucchi di Susa sostiene i restauri, e questo racconta una comunità che non lascia andare l’edificio. Nel 1690 accade un altro passaggio chiave: la Comunità di Gravere fa voto di recarsi qui in processione nel giorno di Sant’Anna. Da quell’epoca, infatti, l’edificio assume con tutta probabilità la titolazione che conosciamo oggi.

Nel Novecento ci sono lavori importanti: la cappella viene restaurata tra 1927 e 1934. Inoltre, più di recente, nel 2005 viene restaurato anche il campanile romanico.

Stato di conservazione

La cappella risulta in ottimo stato di conservazione. Quindi, quando è aperta, la visita è gratificante perché puoi leggere bene sia la struttura sia i dettagli interni, senza “buchi” evidenti.

Focus sulla Cappella della Losa

La Cappella di Sant’Anna di Gravere si trova in frazione Losa ed è un edificio a navata unica con volta a botte e abside piatta, affiancato perpendicolarmente dalla cosiddetta cappella antica, anch’essa voltata a botte e conclusa da abside piatta. La facciata è a capanna con tetto in lose che protegge l’ingresso, mentre sul lato destro si accosta un campanile romanico a pianta quadrata con terminazione cuspidata, restaurato nel 2005. All’interno sono presenti cantoria lignea (con scala metallica di accesso), pavimentazione in piastrelle lapidee, altare, ambone e balaustra presbiteriale lignei, oltre a un tabernacolo ligneo dorato. Nella cappella antica si conserva un ciclo affrescato con i Dodici Apostoli, attribuito al Maestro di Santa Maria Maggiore di Susa e datato alla seconda metà del XIV secolo. La cappella è citata dal 1189 (insediamento certosino), riutilizzata come cappella dopo il trasferimento dei monaci nel 1200, ricordata nel 1432 con l’intitolazione alla Madonna della Pietà, sostenuta da un lascito nel 1617, legata a un voto processionale nel 1690 e restaurata tra 1927 e 1934.

Dove si trova la Cappella di Sant’Anna di Gravere?

Si trova in frazione Losa, nel comune di Gravere

Perché questa cappella è considerata speciale?

Perché conserva, nella cappella antica, un ciclo affrescato con i Dodici Apostoli datato alla seconda metà del XIV secolo

Com’è organizzato l’edificio all’interno?

Ha una navata unica con volta a botte e, davanti al presbiterio, un secondo ambiente perpendicolare (la cappella antica), anch’esso voltato a botte e chiuso da abside piatta

Che cosa si nota subito all’esterno?

La facciata a capanna con tetto in lose e il campanile romanico quadrato con cuspide sul lato destro

Quali sono i principali interventi di restauro?

La cappella è stata restaurata tra 1927 e 1934 e il campanile è stato restaurato nel 2005

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende