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Cosa vedere a Gravere: guida alle attrazioni tra borgate, forti e Val di Susa

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Da Alessandro Maldera

Marzo 04, 2026

Gravere non è il classico paese “da monumento unico”. Qui funziona di più un giro a tappe: un po’ di storia monastica, un po’ di archeologia minore, poi il lato militare della valle e, infine, le cappelle di borgata che ti fanno capire il territorio. Inoltre, molte attrazioni sono “di contesto”: panorama, silenzio e tracce storiche, più che grandi interni museali. Sotto trovi un itinerario completo con indirizzi/posizioni per ogni tappa.

Come organizzare la visita, passo per passo

1) Parti dal centro di Gravere: entra nella Chiesa della Natività di Maria Santissima e poi sali al roccione della croce in pietra per vedere le Coppelle Celtiche. Così, prima ancora di muoverti tra le borgate, ti fai un’idea chiara del paese e del suo poggio panoramico
2) Poi scegli una direzione “pulita”, senza mischiare tutto: se vuoi arte e storia religiosa vai verso la Losa (Certosa Madonna della Losa + Cappella di Sant’Anna con ciclo di affreschi). Se invece ti interessa la Val di Susa “strategica”, punta sul filone militare con Batteria del Trucco e Forte di San Francesco, che si capiscono meglio se li leggi come parte della difesa verso il Delfinato
3) Se vuoi la tappa più particolare, programma la Miniera del Ruget: si visita solo su prenotazione con guida e dotazioni. Perciò conviene usarla come “finale” di giornata, quando hai già fatto le tappe esterne, così arrivi pronto e non ti ritrovi a correre tra un sito e l’altro
4) Se hai ancora margine, chiudi con un simbolo di valle: il Pilone dell’antico confine Piemonte–Delfinato sulla SS24 (km 60). È una sosta rapida, però mette in prospettiva tutto il resto, perché ti ricorda che qui la frontiera è stata concreta per secoli

Certosa della Losa: la prima presenza certosina in Val di Susa

La Certosa Madonna della Losa è una delle tappe più forti di Gravere perché mescola quota, memoria e arte. Fu la prima presenza certosina in valle (1191) e rimase attiva tra 1189 e 1200; poi, però, i monaci si spostarono a Montebenedetto. Oggi il complesso è inattivo e, di conseguenza, sopravvive soprattutto la chiesa abbaziale, trasformata in cappella dopo l’abbandono.

Dentro si conservano affreschi con i Dodici Apostoli, insieme a San Benedetto e San Basilio, datati al primo Quattrocento e in parte coperti da interventi successivi. Inoltre, un altarolo ligneo del XV secolo (oggi al Museo Diocesano di Arte Sacra di Susa) conferma che la Losa non era una cosa “minore”. Perciò è una tappa perfetta se vuoi unire panorama e arte medievale.

  • Indirizzo/posizione: borgata Losa, sopra Susa, lungo la strada per Pian del Frais

Coppelle Celtiche: incisioni rupestri tra leggende e culto antico

Le Coppelle Celtiche di Gravere sono un dettaglio piccolo, ma aggiungono spessore al giro. Sono incisioni rupestri sulla sommità del roccione che sostiene la croce in pietra, accanto alla Chiesa Parrocchiale. Qui riconosci sei coppelle e due impronte “a zoccolo”, che hanno alimentato storie su Erode o sul diavolo in fuga. Tuttavia, la lettura più solida le collega a pratiche rituali antiche, quindi a un culto precristiano.

  • Indirizzo/posizione: roccione della croce in pietra, accanto alla Chiesa Parrocchiale di Gravere

Miniera del Ruget: la Val di Susa sotterranea, tra galena e argento

La Miniera del Ruget è una delle esperienze più “diverse” in zona: una cava sotterranea sopra la frazione Arnodera, lungo la SP 254 del Pian del Frais. Era attiva già in epoca medievale e fu sfruttata soprattutto per la galena, da cui si ricavava anche una piccola quantità di argento; poi ci furono riprese nel Cinquecento, nel Settecento e nel 1825–1826.

La rete esplorata si sviluppa per circa 450 metri, con tracce di lavorazioni manuali e, in alcuni punti, segni legati all’uso della polvere. Tra i ritrovamenti figurano una chiave XIII–XIV secolo, una perlina medievale e un Asse di Tiberio (35 d.C.) nei pressi dell’area. Oggi si visita solo su prenotazione, con guida, caschetto e frontale forniti dal Comune. Quindi non è “passi e entri”: va pianificata.

  • Indirizzo/posizione: sopra frazione Arnodera, SP 254 Pian del Frais, km 3,600

Batteria del Trucco: una fortificazione ottocentesca nascosta dal bosco

La Batteria Militare del Trucco (o Batteria della Losa) fu costruita nel 1891 sul Trucco. Era organizzata con un fossato che racchiudeva due batterie su due livelli (Alta e Bassa), collegate da una strada interna che portava anche a un osservatorio. Inoltre includeva due edifici capaci di ospitare circa 200 uomini.

Oggi è in parte coperta dal bosco e alcune sezioni risultano “mangiate” dalla vecchia strada verso Piangelassa; in più, gira una leggenda su una zecca nei sotterranei. In pratica: è una tappa da esplorazione leggera e sguardo storico, non da visita “pulita” con pannelli ovunque.

  • Indirizzo/posizione: località Trucco, sopra Susa

Forte di San Francesco: il sistema difensivo verso il Delfinato

Il Forte di San Francesco fu costruito nel 1592 sopra la frazione Bastia, su un roccione naturalmente difendibile, su progetto di Gabrio Busca per Carlo Emanuele I. Era composto da un parapetto sul bordo della rupe con torrette agli angoli, due baraccamenti e una cappella; l’accesso avveniva tramite un tracciato sul versante orientale. Faceva parte del sistema con Rocca di Molaro e Monmorone, nel contesto della frontiera verso il Delfinato.

Gravere non fu teatro di grandi battaglie, però subì passaggi di truppe, saccheggi e distruzioni di cappelle di borgata. Oggi la visita è soprattutto esterna e paesaggistica; inoltre il percorso è semplice, ma non accessibile ai disabili.

  • Indirizzo/posizione: sopra frazione Bastia, su roccione

Pilone dell’antico confine Piemonte–Delfinato: una frontiera diventata memoria

Il Pilone Antico Confine tra Piemonte–Delfinato si trova sulla SS 24 del Monginevro, al km 60, tra Gravere e Chiomonte. Ricorda il punto in cui, dal XVI secolo fino al 1713, passava la frontiera tra Delfinato francese e Piemonte sabaudo.

Il pilone originario fu demolito nel 1708 e l’ultimo residuo venne eliminato nel 1926 per l’allargamento della statale; nel 1984 lo ricostruirono per restituire memoria al luogo. Oggi, con iscrizioni in italiano, piemontese, francese e occitano, è più un simbolo di incontro che di separazione.

  • Indirizzo/posizione: SS24 del Monginevro, km 60, tra Gravere e Chiomonte

Chiesa della Natività di Maria Santissima: la parrocchiale panoramica

La Chiesa della Natività di Maria Santissima domina Gravere da un poggio panoramico. Nacque da un voto contro la peste e venne costruita tra 1599 e 1609 (lavori di Giovanni Battista Scala), poi ampliata nei secoli. L’interno è a navata unica con due grandi cappelle laterali davanti al presbiterio come pseudotransetto; termina con abside semicircolare e, sopra la bussola d’ingresso, c’è una cantoria in muratura.

Si notano volte a botte lunettate, crociera nell’area del transetto e catino in abside. Tra i dettagli spicca l’altare antico in marmo verde di Foresto; inoltre i pavimenti alternano legno in navata e marmo in presbiterio. Il campanile è del 1656; poi tra 1656 e 1699 aggiunsero cappelle e sacrestia, nel 1757 ingrandirono l’edificio, tra 1904 e 1905 ridecorarono gli interni e nel 1934–1935 intervennero su cuspide del campanile e facciata.

  • Indirizzo/posizione: poggio panoramico, Chiesa Parrocchiale di Gravere

Cappella di Sant’Antonio: l’oratorio dell’Olmo nel cuore del paese

La Cappella di Sant’Antonio è nel centro abitato, in località Olmo. È riconoscibile per facciata a capanna con oculo sopra l’ingresso e campanile a vela sul lato destro. Dentro l’impianto è essenziale: navata unica, volta a crociera, abside piatta e pavimento in lastre di pietra. Inoltre le pareti interne sono oggi rivestite da perlinatura in legno, che rende l’aula più raccolta.

La cappella era già presente prima del 1639 (lascito per messe) e venne riedificata nel 1697; nel complesso è in buono stato.

  • Indirizzo/posizione: località Olmo, centro abitato

Cappella di San Giuseppe: Grand’Essimonte tra oculo ovale e campanile a vela

La Cappella di San Giuseppe si trova in località Grand’Essimonte, dentro l’abitato. Fuori la riconosci per facciata a capanna, tetto in coppi con falde allungate e soprattutto per l’oculo ovale sopra la porta. Inoltre sul lato sinistro si alza un campanile a vela slanciato.

Dentro: navata unica con volta a botte, unghie nella zona del presbiterio e abside piatta. I pavimenti alternano battuto cementizio e piastrelle ceramiche; arredi lignei (altare e ambone). Esisteva già prima del 1702 e nel 1782 venne citata come “appena costruita”, segno di rifacimento importante; tra 1927 e 1988 seguì più interventi di manutenzione e restauro.

  • Indirizzo/posizione: località Grand’Essimonte, nell’abitato

Cappella di Sant’Andrea: Mollare e un pavimento “alla veneziana” che si fa notare

La Cappella di Sant’Andrea è a Mollare, nel centro dell’abitato. Facciata a capanna con lesene angolari, timpano triangolare sopra il portale e campanile a vela sul lato destro dell’ingresso. All’interno la navata unica è scandita da due campate con volte a crociera impostate su peducci. In controfacciata c’è una cantoria lignea a pannelli, raggiungibile con una scala in legno ripida.

Il pavimento in marmi policromi alla veneziana dà personalità all’aula. Arredi lignei (altare, tabernacolo e ambone). La cappella era già presente prima del 1704 e venne restaurata nel 1923; oggi è in ottimo stato.

  • Indirizzo/posizione: borgata/località Mollare, centro abitato

Cappella di Sant’Anna: affreschi del Trecento e campanile romanico restaurato

La Cappella di Sant’Anna in frazione Losa è una delle tappe più interessanti perché unisce architettura semplice e contenuto artistico pesante. Fuori: facciata a capanna, tetto in lose sporgente e campanile romanico a pianta quadrata con cuspide, restaurato nel 2005.

Dentro: navata unica con volta a botte e abside piatta. La chicca, però, è la cappella antica affiancata perpendicolarmente, che conserva un ciclo di affreschi con i Dodici Apostoli, datato alla seconda metà del XIV secolo e attribuito al Maestro di Santa Maria Maggiore di Susa. Da notare anche cantoria lignea in controfacciata (scala metallica), pavimentazione in piastrelle lapidee e arredi lignei con tabernacolo dorato.

Storia lunga: citata già dal 1189 (comunità certosina), riutilizzata come cappella dal 1200, ricordata nel 1432 come Madonna della Pietà, lascito per restauri nel 1617, voto processionale del 1690 e restauro tra 1927 e 1934.

  • Indirizzo/posizione: frazione Losa

Cappella di San Sebastiano: Arnodera e affreschi in facciata

La Cappella di San Sebastiano è nel centro abitato della regione Arnodera. Esternamente si distingue per facciata a capanna, tetto a due falde e soprattutto per affreschi dei Santi in facciata; a destra della porta c’è un campanile a vela. Dentro: navata unica con volta a botte unghiata e abside piatta; in controfacciata una cantoria lignea con scala in legno; pavimento in marmi policromi alla palladiana. Arredi lignei: altare e tabernacolo.

Storicamente, l’edificio attuale venne ricostruito dopo il 1629, dopo la distruzione della struttura precedente da parte delle truppe francesi; poi nel 1748 divenne beneficio coadiutoriale. Oggi è in buono stato.

  • Indirizzo/posizione: regione/frazione Arnodera

Cappella della Madonna della Neve: Deveis e i segni dell’umidità

La Cappella della Madonna della Neve è in località Deveis ed è stata costruita nel 1686. Facciata a capanna con falde sporgenti, oculo rotondo sopra la porta e campanile a vela sul lato destro. Dentro: navata unica con volta a botte, abside piatta, pavimento in tavolato ligneo e altare ligneo.

La struttura è in pietrame intonacato e tinteggiato anche internamente; il tetto a due falde ha copertura in lamiera. Lo stato è discreto, però sono segnalate vasto efflorescenze in controfacciata, quindi tracce evidenti di umidità e sali.

  • Indirizzo/posizione: località Deveis

Gravere in breve: un paese da leggere per tappe, non per “monumento”

Cosa vedere a Gravere funziona meglio se smetti di cercare la singola attrazione “da cartolina” e inizi a ragionare per percorsi. Qui trovi tre anime che si incastrano bene: la memoria monastica della Losa, i segni minerari e le fortificazioni nate per controllare la valle, e poi le cappelle di borgata che raccontano la vita quotidiana delle frazioni. Inoltre, molte tappe sono panoramiche e fuori dal centro, quindi conviene pianificare un giro a cerchi: prima il paese (parrocchiale e coppelle), poi una scelta netta tra Losa/arte, miniera/esplorazione o forti/storia militare. Perciò, anche con poche ore puoi costruire una visita coerente, ma con una giornata intera capisci davvero perché Gravere è un pezzo “ruvido” e autentico di Val di Susa.

Risposte pratiche per un giro interessante a Gravere

Quanto tempo serve per vedere Gravere bene?

Mezza giornata basta per centro + 1–2 borgate; tuttavia, se aggiungi miniera o fortificazioni, conviene dedicare una giornata.

La Miniera del Ruget si visita liberamente?

No: si visita solo su prenotazione con guida e dotazioni fornite dal Comune.

Le attrazioni principali sono tutte in centro?

No. Anzi, molte tappe “forti” stanno in borgata o fuori dall’abitato; quindi serve un giro ragionato.

Qual è la tappa più artistica?

La zona della Losa (Certosa e Cappella di Sant’Anna) è quella che concentra gli elementi più “pesanti” tra affreschi e storia.

Cosa vedere se ho poco tempo?

Parrocchiale + coppelle, poi una sola scelta: Losa (arte) oppure San Francesco/Trucco (militare)

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende