Chiesa della Beata Vergine Consolata di Giaveno: storia, facciata e interni nella borgata Ponte Pietra

Da Alessandro Maldera
Marzo 04, 2026

La Chiesa della Beata Vergine Consolata di Giaveno si trova nella borgata Ponte Pietra, sulle sponde del Sangone. È un edificio del primo Novecento, nato da un progetto comunitario e completato inizialmente con grande essenzialità. Oggi si riconosce per la facciata con mattoni a vista e per la navata unica con tre campate e volte diverse tra loro. Inoltre, nel tempo ha avuto interventi di restauro che ne hanno consolidato struttura e spazi pastorali.
Cosa sapere prima di arrivare
- Si trova nella borgata Ponte Pietra, lungo il Sangone
- Nasce nel primo Novecento, con consacrazione collocata nel 1912
- All’interno ha una navata unica a tre campate con volte diverse: lunettate ai lati e a crociera al centro
Dove si trova e perché è legata a Ponte Pietra
La chiesa sorge nel cuore della borgata Ponte Pietra, in una posizione naturale: il riferimento costante è il Sangone, che accompagna l’edificio e ne definisce il contesto. Proprio per questo, più che un monumento “isolato”, appare come una chiesa di borgata, costruita per rispondere a un’esigenza concreta di vicinanza e vita comunitaria.
La storia: dall’idea del primo Novecento alla parrocchia
All’inizio del XX secolo prende forma l’idea di costruire una chiesa nel centro della borgata. A spingere il progetto sono il canonico Amedeo Portigliatti e un comitato composto da alcuni borghigiani. Si cercano aiuti e sovvenzioni e, anche se le risposte non sono incoraggianti, l’opera parte lo stesso: è un segnale chiaro di volontà collettiva, più forte delle difficoltà economiche.
Proprio per la mancanza di fondi, l’edificio viene completato in modo spartano: niente decorazioni sulle pareti e una pavimentazione semplice in battuto di cemento. In questo contesto, la chiesa viene presumibilmente consacrata nel 1912 e dedicata alla Beata Vergine, fissando l’identità religiosa del luogo.
Negli anni successivi, però, la vita della chiesa continua a muoversi. Nel 1944 si ha notizia dell’esecuzione di alcuni dipinti interni attribuiti all’allora parroco don Renato Calzolari: quindi, anche in un periodo difficile, si sente l’esigenza di dare più voce e colore agli spazi.
Poi, nel 1959, arriva un passaggio decisivo: grazie anche a un contributo dell’Amministrazione Comunale, l’edificio viene sottoposto a ristrutturazione e risanamento. È il momento in cui la chiesa smette di essere “provvisoria nello spirito” e si avvicina a una forma più compiuta e stabile.
Infine, nel 1986, la chiesa viene eretta a Parrocchia: cambia lo status, e quindi cambia anche il suo ruolo nella vita religiosa e sociale della borgata.
Architettura e pianta: una navata unica, chiara e funzionale
Dal punto di vista architettonico, l’impianto è diretto: l’edificio ha una pianta rettangolare a navata unica. Questa scelta rende lo spazio leggibile, e quindi adatto a una chiesa di borgata pensata per essere essenziale e concreta.
La navata è organizzata in tre campate, oltre all’abside: una struttura semplice, ma non piatta, perché introduce una variazione evidente nelle coperture interne.
La facciata: intonaco ocra, paraste e mattoni a vista
La facciata è uno degli elementi più riconoscibili. Le specchiature sono rifinite ad intonaco color ocra, mentre l’impianto è scandito da paraste laterali. Inoltre, fasce geometriche in mattoni a vista incorniciano e chiudono la composizione, dandole un ritmo netto e ordinato.
L’ingresso è sottolineato da un’edicola centrale che guida lo sguardo verso il portale. Il portale e le bifore sovrastanti risultano incorniciati tra arcate in mattoni e un timpano a capanna. Sopra, la facciata si conclude con un ulteriore timpano, arricchito da colonnine: un finale verticale che rende l’insieme più solenne, pur restando coerente con la semplicità dell’edificio.
Copertura e materiali: struttura lignea e coppi
La copertura è tradizionale e funzionale: struttura lignea e manto in coppi. È una soluzione tipica, robusta e facilmente manutenibile, e infatti nel tempo è stata oggetto di interventi mirati.
Gli interni: tre campate e un gioco di volte
All’interno la navata è articolata in tre campate, e qui emerge una scelta interessante: non tutte le coperture sono uguali. Il soffitto presenta volte a botte lunettate sulla prima e sull’ultima campata, mentre la campata centrale è coperta da una volta a crociera. Questo alternarsi crea un ritmo interno percepibile anche senza essere esperti: la chiesa “respira” in modo diverso al centro rispetto ai lati.
Le pareti e i soffitti sono tinteggiati in tonalità crema, con pilastrature in una tonalità più scura, quindi più marcata. Nell’abside, invece, la cupola è tinteggiata in azzurro, e il contrasto risulta voluto: accompagna lo sguardo verso il punto liturgicamente più importante. Una cornice a tema floreale segue il perimetro della navata, un dettaglio decorativo che unisce le parti e dà continuità visiva allo spazio.
I lavori del 2013-2014: manutenzioni e restauro degli spazi
Tra 2013 e 2014 vengono eseguiti interventi di manutenzione straordinaria che toccano più aspetti. Da un lato si lavora sul tetto, con la sistemazione del manto di copertura e delle faldalerie; dall’altro si interviene sulle parti danneggiate del cornicione in mattoni a vista, per riportarle in condizioni corrette.
Inoltre, si procede al risanamento delle pareti perimetrali interne e dei soffitti dei locali al primo piano, legati alla vita pastorale. Infine, vengono restaurate le persiane in legno di oscuramento delle quattro finestre affacciate su spazi pubblici: un dettaglio pratico, ma anche importante per l’immagine complessiva dell’edificio.
FAQ – Domande sulla Chiesa della Beata Vergine Consolata
Si trova nella borgata Ponte Pietra, sulle sponde del Sangone
Ha una pianta rettangolare a navata unica, con tre campate e abside; la copertura è in coppi su struttura lignea
La prima e l’ultima hanno volte a botte lunettate, mentre la campata centrale è coperta da una volta a crociera
La consacrazione è collocata presumibilmente nel 1912, con dedicazione alla Beata Vergine
Nel 1959 avvengono ristrutturazione e risanamento anche con contributo comunale; nel 1986 la chiesa viene eretta a Parrocchia; tra 2013 e 2014 si interviene su tetto, cornicioni, locali interni e persiane

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



