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Cappella dei Santi Filippo e Giacomo di Exilles: la chiesa di borgata a Cels Morliere tra retablo seicentesco e restauri

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Da Alessandro Maldera

Marzo 04, 2026

Nel nucleo storico del Cels Morliere, frazione di Exilles, la Cappella dei Santi Filippo e Giacomo è una di quelle tappe che non si impongono, però si fanno ricordare. È una chiesetta di borgata, sobria fuori e sorprendente dentro. Inoltre mette insieme architettura locale, legno lavorato e una storia fatta di riedificazioni e manutenzioni.

Segni distintivi della cappella di borgata

  • Dove: centro abitato di Cels Morliere (frazione del Cels, Exilles)
  • Esterno: facciata a capanna e tetto in lose con falde sporgenti sul fronte
  • Ingresso: portale lapideo strombato (arco a tutto sesto con profilature)
  • Dentro: navata unica a campate con volte a crociera e chiusura absidale semplice
  • Pezzo forte: retablo seicentesco ligneo dorato e dipinto con colonne tortili + quadro del 1670

Dove si trova e che tipo di luogo è

La cappella è nel centro abitato di Cels Morliere, nel nucleo storico della piccola frazione del Cels. Qui, infatti, il paesaggio costruito è già di per sé significativo: architetture civili e religiose si concentrano in pochi metri e creano un’atmosfera compatta. Inoltre l’edificio è libero su tutti e quattro i lati, quindi lo puoi leggere bene anche girandoci attorno.

Un esterno essenziale, ma con un ingresso che si fa notare

Da fuori l’impronta è semplice: facciata a capanna e tetto a due falde. Tuttavia il colpo d’occhio vero è l’accesso, perché l’ingresso è segnato da un portale lapideo strombato. In una descrizione più “classica”, il portale è anche raccontato come ricco: in pietra, concluso da arco a tutto sesto e ornato da profilature.
La copertura, inoltre, è in lose di provenienza locale e sporge soprattutto sul fronte principale, così da proteggere l’entrata con una specie di “visiera” naturale.

L’interno: navata unica, campate e volte a crociera

Appena entri capisci subito la logica dello spazio: navata unica, impostata in modo lineare, con sviluppo a due campate. La copertura è affidata alla volta a crociera, che dà ritmo senza appesantire.
Sul fondo, la cappella si chiude con un’abside descritta in due modi nella documentazione: da una parte come quadrangolare orientata a est, dall’altra come abside piatta. In ogni caso, il punto è chiaro: una chiusura semplice e funzionale, coerente con un edificio di borgata.

Cantoria e tribuna: il legno come “firma” dell’edificio

Qui arriva una delle cose più interessanti. In controfacciata c’è una cantoria lignea e, sopra l’ingresso, una vera e propria tribuna costruita interamente in legno.
La struttura, inoltre, è sostenuta da mensole e pilastrini sagomati di epoca settecentesca e, in più, si sviluppa con una pianta che abbraccia l’ingresso, in parte “a U”. A sostenere e impreziosire il livello superiore ci sono due colonne lignee con travi e capitelli lavorati, con modanature ben leggibili.
Per salire si usa una scala “mista”: basamento in pietra e parte superiore in legno. E, proprio a quel livello, trovi anche un piccolo rosone sul fronte principale; all’esterno, in corrispondenza, è stato collocato anche l’orologio.

Il retablo e le opere: la parte più ricca è dietro l’altare

Se fuori la cappella resta misurata, dentro l’altare alza il livello. Nell’area presbiteriale spicca un retable seicentesco di tradizione locale, tipico e molto diffuso in Alta Valle Susa. È un lavoro in legno intagliato, dorato e dipinto, con una struttura riconoscibile: alta zoccolatura, colonne tortili con capitelli corinzi e un timpano spezzato. Nel cuore del coronamento si inserisce un decoro intagliato “a cuore”, affiancato da volute e sostenuto da due putti.
Inoltre, sullo sfondo del retablo domina una tela (il “quadro principale” dell’altare), mentre ai lati sono segnalate due statue lignee dipinte: una di San Giacomo e una della Madonna col Bambino.
E non finisce lì: sulla parete a sinistra dell’altare è presente un quadro datato 1670 con San Giacomo e San Giovanni ai lati e la Madonna col Bambino al centro. Di conseguenza, la cappella non è solo architettura: è anche un piccolo scrigno di devozione e artigianato.

Struttura, pavimento e coperture: come regge e come “invecchia”

La fabbrica è in muratura portante di pietrame intonacato. In facciata l’esterno è intonacato e tinteggiato, mentre sugli altri lati l’intonaco è lasciato più “a vista”. Dentro, invece, le superfici risultano intonacate, tinteggiate e decorate.
Per quanto riguarda i piani di calpestio, la pavimentazione è in tavolato ligneo.
Sopra, la copertura è a due falde, in lose, ma va detta una cosa senza poesia: in una ricognizione del 2014 sono segnalati punti d’infiltrazione nel manto. L’orditura lignea, però, risulta ancora in buono stato, senza cedimenti evidenti. All’interno, inoltre, le infiltrazioni hanno lasciato macchie di umidità ed efflorescenze su porzioni di volta e murature. Anche fuori compaiono segni di degrado sulle zoccolature, e la facciata principale è stata coperta nel tempo da una tinteggiatura giudicata inadeguata, con fenomeni di sfogliatura soprattutto alla base.

La storia in breve: riedificazioni e restauri che spiegano la continuità

Le origini più antiche non sono chiare, e proprio per questo l’edificio si legge per “tappe”. La cappella che vedi oggi, infatti, viene riedificata nel 1775 sul sito di una precedente, di cui non si conosce la data di fondazione.
Poi arrivano gli interventi del Novecento: un restauro nel 1903, seguito da manutenzioni nel 1913 e nel 1929. Nel 1931 si interviene sul campanile. Infine, nel 2015, si compie un passaggio decisivo: rifacimento del manto di copertura e consolidamento e restauro delle facciate. Quindi la cappella non è un “relitto”: è un edificio che, a fasi, è stato tenuto in vita.

FAQ – Delucidazioni sulla chiesetta

Dove si trova la Cappella dei Santi Filippo e Giacomo di Exilles?

Si trova nel centro abitato di Cels Morliere, nel nucleo storico della frazione del Cels, nel comune di Exilles.

Com’è fatta la cappella all’interno?

Ha una navata unica con sviluppo a campate e volte a crociera, con una chiusura absidale semplice descritta come quadrangolare orientata a est o come abside piatta.

Qual è il dettaglio più riconoscibile dell’esterno?

Il portale lapideo strombato in facciata, ricco e ben riconoscibile, insieme al tetto a due falde con manto in lose.

Cosa vale la pena cercare dietro l’altare?

Il retablo seicentesco in legno dorato e dipinto, con colonne tortili e timpano spezzato, più il quadro datato 1670 con San Giacomo, San Giovanni e la Madonna col Bambino.

Quali sono le date storiche principali della cappella?

È riedificata nel 1775 sul sito di una cappella più antica. Poi viene restaurata nel 1903 con manutenzioni nel 1913 e 1929, il campanile è restaurato nel 1931, e nel 2015 si rifanno coperture e facciate.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende